Novità fiscali del 16 ottobre 2009: professionisti: per la ristrutturazione dell’immobile nessuna distinzione delle spese ordinarie/straordinarie; sconti: trattamento fiscale e contabile; presunzioni per contrastare i paradisi fiscali: poche possibilità difensive per i contribuenti; limiti per le spese di rappresentanza: non si tiene conto di taluni beni; precluso l’inizio dell’attività a chi non presenta la comunicazione unica; accertamenti rapidi: sono validi solo se motivati; prestazioni di trasporto: nuove regole IVA dal 2010


Novità fiscali del 16 ottobre 2009

 

 

Indice:

 

1) Professionisti: per la ristrutturazione dell’immobile nessuna distinzione delle spese ordinarie/straordinarie

 

2) Sconti: Trattamento fiscale e contabile

 

3) Presunzioni per contrastare i paradisi fiscali: poche possibilità difensive per i contribuenti

 

4) Limiti per le spese di rappresentanza: non si tiene di taluni beni

 

5) A chi non presenta la comunicazione unica è precluso l’inizio dell’attività

 

6) Accertamenti rapidi: Sono validi solo se motivati

 

7) Prestazioni di trasporto: nuove regole IVA dal 2010

 

 

1) Professionisti: per la ristrutturazione dell’immobile nessuna distinzione delle spese ordinarie/straordinarie

In merito alla ristrutturazione dell’immobile, per i professionisti, la nuova disciplina, ai fini fiscali, non distingue più tra spese di manutenzione di natura ordinaria e straordinaria, ma tra spese di natura incrementativa e non.

La nuova disciplina è intervenuta anche sul regime di deducibilità delle spese di manutenzione ordinaria che, prima delle modifiche apportate dalla L. 296/2006, erano deducibili nell’anno di sostenimento secondo l’ordinario criterio di cassa, senza alcun limite.

In particolare, l’art. 54, comma 2 del Tuir dispone, per gli immobili strumentali del professionista, che le spese relative all’ammodernamento, alla ristrutturazione e alla manutenzione di immobili utilizzati nell’esercizio di arti e professioni, che per le loro caratteristiche non sono imputabili ad incremento del costo dei beni ai quali si riferiscono, sono deducibili, nel periodo d’imposta di sostenimento, nel limite del 5% del costo complessivo di tutti i beni materiali ammortizzabili, quale risulta dall’inizio del periodo d’imposta dall’apposito registro; l’eccedenza è deducibile in quote costanti nei 5 periodi d’imposta successivi.

Per le spese incrementative sui beni acquistati o costruiti dal 01.01.2007 le spese sono deducibili mediante capitalizzazione sul costo dell’immobile e relativo ammortamento.

Viceversa, per le spese incrementative sugli immobili acquistati o costruiti dal 15.06.1990 al 31.12.2006 rimane ferma la previgente disciplina, la quale prevedeva che le spese relative all’ammodernamento, alla ristrutturazione e alla manutenzione straordinaria di immobili utilizzati nell’esercizio di arti e professioni sono deducibili in quote costanti nel periodo d’imposta in cui sono sostenute e nei 4 successivi, ciò vale, quindi, anche per le spese sostenute dal 1.01.2007.

Infine, le spese ad uso promiscuo sono deducibili in misura pari al 50%.

 

 

2) Sconti: Trattamento fiscale e contabile

Ai fini Iva, gli sconti sono regolati dall’art. 15 del D.P.R. 633/1972, che prevede la loro esclusione dalla base imponibile.

Lo sconto deve risultare dal contratto.

Se la cessione gratuita è stata pattuita successivamente sarà assoggettata ad IVA.

Il valore normale dei beni ceduti a titolo di sconto deve sempre essere indicato in fattura.

In particolare, la base imponibile è il valore sul quale, per le operazioni soggette ad IVA, deve essere applicata l’imposta.

Alla formazione della base imponibile, come disposto dall’art. 15 del D.P.R. 633/1972, non concorrono i beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono in conformità alle originarie condizioni contrattuali, tranne quelli la cui cessione è soggetta ad aliquota più elevata.

Il valore normale dei beni ceduti a tale titolo deve comunque essere indicato in fattura.

Gli sconti in denaro, invece, riducono la base imponibile.

Gli sconti incondizionati sono riduzioni di prezzo praticate a favore dell’acquirente senza che a carico di quest’ultimo vi sia altro obbligo.

Ai fini contabili, per l’impresa venditrice, gli sconti commerciali costituiscono rettifiche dei ricavi e sono esposti (con segno negativo) nella voce A1 del Conto economico, a diretto decremento della voce stessa.

In fattura vanno indicati in diretta diminuzione della base imponibile.

Gli sconti condizionati sono riduzioni di prezzo praticate solo se l’acquirente soddisfa determinate condizioni, usualmente con riferimento a termini di pagamento più brevi.

Assumono natura di oneri di natura finanziaria (nel bilancio vanno indicati nella voce C17 del Conto economico).

In fattura vanno indicati in diretta diminuzione della base imponibile in fattura, oppure in una nota di variazione in diminuzione emessa successivamente (facoltativa).

Ai fini del reddito, se gli omaggi non sono previsti contrattualmente costituiscono sopravvenienza attiva.

Se l’omaggio non é previsto contrattualmente, si genera un abbuono o sconto e si configura un ricavo.

 

 

3) Presunzioni per contrastare i paradisi fiscali: poche possibilità difensive per i contribuenti

Con la nuova presunzione legale (art. 12 del D.L. n. 78/2009) al verificarsi di determinate condizioni, le attività ed investimenti denenuti all’estero in territori a fiscalità privilegiata, riconducibili a persone fisiche e/o società semplici ed enti non commerciali, si presumono costituite, salvo prova contraria, mediante redditi sottratti ad imposizione.

La norma emanata in attuazione delle intese raggiunte tra gli Stati e l’Ocse intende contrastare l’elusione e l’evasione internazionale.

La neo disposizione dovrebbe dare impulso alla sanatoria cd. “scudo fiscale”, infatti è sembrato che i previsti controlli fiscali “vogliano porsi come una sorta di monito per chi non intenderà avvalersi del rimpatrio o della regolarizzazione”.

La “nuova” presunzione”

Il legislatore ha ritenuto che, ove il contribuente detenga investimenti ed attività di natura finanziaria in Stati o territori a fiscalità privilegiata avendo violato gli obblighi relativi al “monitoraggio fiscale” tali attività si presumono conseguite tramite redditi sottratti a tassazione.

Viene però fatta salva la possibilità per il contribuente di fornire la prova contraria.

La prova del contribuente

Il contribuente può contrastare la pretesa dell’ufficio laddove dovesse essere applicata la nuova presunzione legale relativa. La possibilità deriva dalla norma stessa che “fa salva la prova contraria”.

Pertanto, per effetto dell’inversione dell’onere della prova, graverà esclusivamente sul contribuente dimostrare che l’investimento, ovvero le attività estere di natura finanziaria sono state costituite mediante redditi sottoposti a tassazione.

 

 

4) Limiti per le spese di rappresentanza: non si tiene di taluni beni

Per calcolare l’importo deducibile non si dovrà tenere conto dei beni distribuiti gratuitamente e di costo unitario non superiore ad euro 50,00.

La deducibilità limitata (prevista dal decreto) scatta nel periodo di imposta in cui sono state sostenute le spese di rappresentanza e sono “commisurate all’ammontare dei ricavi e proventi della gestione caratteristica dell’impresa risultanti dalla dichiarazione dei redditi relativa allo stesso periodo in misura pari:

– all’1,3 per cento dei ricavi e altri proventi fino a euro 10 milioni;

– allo 0,5 per cento dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente euro 10 milioni e fino a 50 milioni;

– allo 0,1 per cento dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente euro 50 milioni”.

Tipologie di spese: Trattamento fiscale

Per poter dedurre le spese di rappresentanza è necessario conservare un’apposita documentazione relativa al sostenimento delle erogazioni e spese dalla quale devono risultare anche:

– la generalità dei soggetti ospitanti;

– la durata e il luogo di svolgimento della manifestazione;

– la natura dei costi sostenuti.

Situazione

Iva

Reddito

Pranzo per sviluppare pubbliche relazioni offerto a clienti o potenziali clienti.

 

Indetraibile

a) Deducibilità pari al 75%

b) Verifica dell’ulteriore limite

previsto dal decreto.

 

Spese per ospitalità di clienti o potenziali clienti (per viaggio, vitto e alloggio) in occasione di mostre, fiere,

esposizioni o visite in sedi o

stabilimenti.

Detraibile

Deducibilità integrale ad

eccezione delle spese di vitto e

alloggio (deduzione al 75%).

Onere di documentare

analiticamente la spesa

(identificazione ospiti e motivi

della visita).

 

Spese per ospitalità soggetti terzi (autorità, fornitori).

 

Indetraibile

a) Deducibilità limitata al 75% per le spese di vitto e

alloggio;

b) Verifica dell’ulteriore limite

previsto dal decreto.

 

Spese per viaggi turistici;

Spese per feste ed eventi per

ricorrenze aziendali o festività, inaugurazioni di nuove sedi o stabilimenti, mostre e fiere con esposizione beni e/o servizi prodotti dall’azienda.

 

Indetraibile

Deduzione integrale nei limiti

d’importo di cui al Decreto.

 

Contributi erogati per convegni ed altre spese.

 

Indetraibile

Verifica dell’inerenza (rispetto

del criterio di ragionevolezza

economica e della coerenza con pratiche commerciali di settore);

Deduzione integrale nei limiti

d’importo di cui al Decreto.

 

Spese di viaggio, vitto ed alloggio per partecipazione a fiere e eventi simili sostenute dall’imprenditore individuale (sia per beni/servizi prodotti sia per fornitura da terzi di beni/servizi e beni strumentali)

Detraibile

Deduzione integrale nei limiti

d’importo di cui al Decreto.

 

Beni distribuiti gratuitamente di valore inferiore ai 50 euro

Detraibile solo per omaggi di

valore inferiore ad € 25,82.

Integralmente deducibili.

Beni distribuiti gratuitamente di valore superiore ai 50 euro

Indetraibile

Deduzione integrale nei limiti

d’importo di cui al Decreto.

 

 

5) A chi non presenta la comunicazione unica è precluso l’inizio dell’attività

Sulla comunicazione unica d’impresa si è avuto il parere del Ministero dello Sviluppo economico (Parere del 01.10.2009, n. 85801), per cui chi non “ComUnica” (cioè chi non presenta la comunicazione unica) non può iniziare l’attività d’impresa.

Ciò poiché la comunicazione unica adempie non solo agli obblighi pubblicitari relativi al registro delle imprese, ma anche a quelli fiscali, previdenziali, assicurativi e lavoristici.

 

 

6) Accertamenti rapidi: Sono validi solo se motivati

L’Agenzia delle Entrate, con la nota n. 142734 del 14.10.2009 ha precisato che, qualora l’avviso di accertamento venga emesso prima dei 60 giorni dalla notifica del processo verbale di constatazione, l’Amministrazione finanziaria è tenuta a motivare nel provvedimento le ragioni di urgenza.

Infatti, nonostante non sia prevista espressamente la nullità del provvedimento di accertamento emesso prima dei sessanta giorni dal rilascio della copia del PVC, è consentito agli uffici di velocizzare i tempi solo in casi di particolare e motivata urgenza.

 

 

7) Prestazioni di trasporto: nuove regole IVA dal 2010

A seguito della modifiche introdotte dalla Direttiva del Consiglio europeo n. 8/2008, a decorrere dal 1° gennaio 2010 entrerà in vigore la nuova disciplina ai fini IVA della territorialità delle prestazioni di servizi.

In particolare, le nuove regole per individuare il luogo della prestazione, relativamente alle prestazioni di trasporto, sono state sintetizzate nel seguente modo:

– Trasporto di beni per conto di imprese: prestazione territoriale rilevante nel Paese del committente;

– trasporto intracomunitario di beni per conto di privati: prestazione territoriale rilevante nel luogo di inizio del trasporto;

– trasporto di persone e/o trasporto extra-UE di beni per conto di privati: prestazione territoriale rilevante in proporzione alla distanza.

Infine, per le prestazioni di servizi rese tra imprese comunitarie ci sarà l’obbligo di presentazione nei modelli Intrastat.

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 

 


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