Novità fiscali del 12 ottobre 2009: settore dell’autotrasporto: 50 milioni di euro per la concessione di garanzie sui finanziamenti; scudo fiscale: pubblicata la circolare; compensazione IVA: nuove regole dal 2010; sportelli unici, iniziate le convocazioni per la definizione delle pratiche di emersione; altre di fisco


 

 

Indice:

 

1) Competitività del settore dell’autotrasporto: 50 milioni di euro per la concessione di garanzie sui finanziamenti

 

2) Scudo fiscale: pubblicata la circolare n. 43

 

3) Compensazione Iva: Nuove regole da adottare dal 2010

 

4) Sportelli Unici, iniziate le convocazioni per la definizione delle pratiche di emersione

 

5) Altre di fisco

 

 

1) Competitività del settore dell’autotrasporto: 50 milioni di euro per la concessione di garanzie sui finanziamenti accordati a Pmi

Il Decreto Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 27.07.2009 (pubblicato in G.U. n. 223 del 07.10.2009) ha istituito una sezione speciale riservata alle piccole e medie imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi, nell’ambito del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese.

Nel limite di 50 milioni di euro, il citato decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha individuato le misure di sostegno al credito, finalizzate a fronteggiare la grave crisi del settore dell’autotrasporto e consentirne il mantenimento dei livelli di competitività.

Soggetti destinatari delle misure di sostegno

Destinatarie delle misure di sostegno sono le piccole e medie imprese di autotrasporto di merci, aventi sede principale o secondaria in Italia, iscritte all’Albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi.

Risorse disponibili

Le risorse sono destinate alla concessione di garanzie sui finanziamenti accordati a piccole e medie imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi, per esigenze finanziarie e programmi di investimento connessi all’attività d’impresa.

Nell’ambito del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese viene istituita una sezione speciale, con dotazione di 50 milioni di euro, riservata alla concessione di garanzie sui finanziamenti accordati a piccole e medie imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi.

Si dispone, infine, che nell’attività di rilascio della garanzia il Comitato di gestione adotta un modello di valutazione del rischio adeguato alla specificità economico-finanziaria delle imprese di autotrasporto.

 

 

2) Scudo fiscale: pubblicata la tanto attesa circolare

Riguardo lo scudo fiscale, l’Agenzia delle Entrate ha emanato la circolare n. 43

 

 

3) Compensazione Iva: Nuove regole da adottare dal 2010

Secondo l’Agenzia dell’Entrate (comunicato stampa del 02.07.2009) il riferimento all’anno dell’utilizzo del credito IVA va inteso all’anno solare e non al periodo di imposta.

In pratica, secondo l’interpretazione delle Entrate, la norma introduce un periodo di sorveglianza, che è compreso tra il giorno in cui si intende effettuare la compensazione e tutto l’anno solare precedente.

Viceversa, è apparsa più corretta l’interpretazione data dalla dottrina laddove si intende il riferimento al concetto di anno utilizzato dalla norma quale riferimento all’anno civile.

In tale ipotesi la norma introduce un periodo di sorveglianza che è compreso tra la data del 1 gennaio e il 31 dicembre di ciascun anno.

Tale interpretazione trova causa nel fatto che l’IVA in sostanza è imposta annuale.

E’ quanto viene rilevato in un documento (ottobre 2009) di approfondimento della Fondazione Studi del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro.

Preliminarmente, si rileva come siano stare numerose le modifiche tributarie introdotte dall’art.10 del D.L.78/2009 che interessano in particolare il comparto impositivo dell’IVA.

Tra di esse emerge la neo procedura che dovrà essere adottata per poter utilizzare in compensazione i crediti IVA per importi superiori ad € 10.000,00 annui.

Le nuove disposizioni, a partire dal 2010, provocheranno un cambio nel calendario delle dichiarazioni, un cambio nei metodi di invio telematico degli F24, un cambio nei termini e nelle modalità di presentazione delle istanze di rimborso.

Tra le novità introdotte dall’art. 10 del D.L. 78/2009:

–   Nuova procedura per le compensazioni dei crediti IVA eccedenti € 10.000,00 annui;

– nuovo obbligo concernente l’apposizione del visto di conformità quando si intendono utilizzare crediti IVA per importi superiori ad € 15.000,00 annui;

– nuova modalità di versamento telematico con utilizzo in compensazioni di crediti IVA;

– nuovi adempimenti da adottare per poter effettuare le compensazione di crediti IVA riferiti a periodi inferiori all’anno;

– introdotte modifiche alle disposizioni sanzionatorie per le violazioni per la indebita compensazione.

Secondo le nuove disposizioni, per ottenere rapidamente la compensazione del credito IVA per un importo superiore ad € 10.000,00, sarà quindi necessario procedere alla presentazione preventiva delle relative dichiarazioni anche in via autonoma e fuori dal modello UNICO.

Interpretazione delle Entrate

In particolare, evidenzia la Fondazione Studi, secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, la norma introduce un periodo di sorveglianza, che è compreso tra il giorno in cui si intende effettuare la compensazione e tutto l’anno solare precedente.

All’interno di tale periodo di sorveglianza dovrà essere verificata la condizione che nelle compensazioni si siano utilizzati crediti IVA per un importo superiore ad € 10.000,00.

Ad esempio, se si deve effettuare un versamento con F24 il giorno 16 febbraio 2010 utilizzando IVA in compensazione, occorre verificare gli importi dei crediti IVA utilizzati in compensazione dal 17 febbraio 2009 al 16 febbraio 2010, tenendo anche conto della compensazione che si intende perfezionare.

Tuttavia, viene rilevato ulteriormente che, tale impostazione produce una serie di problemi applicativi.

Interpretazione prevalente in dottrina

E’, quindi, sembrata più corretta l’interpretazione emersa in dottrina laddove si intende il riferimento al concetto di anno utilizzato dalla norma quale riferimento all’anno civile.

In tale ipotesi, la norma introduce un periodo di sorveglianza che è compreso tra la data del 1 gennaio e il 31 dicembre di ciascun anno.

Peraltro, l’IVA è un imposta annuale.

La nuova norma è inserita nell’ambito dell’art. 17 comma 1 del D.Lgs 241/1997

che regolamenta la compensazione dei crediti.

In tal senso il credito IVA è spendibile a far corso dalla data del 1 gennaio dell’anno in cui dovrà essere presentata la dichiarazione e fino alla data di presentazione della dichiarazione dell’anno successivo.

Periodo questo, in genere, superiore all’anno solare (secondo le attuali disposizioni è di 21 mesi).

In definitiva se si intende effettuare un versamento con F24 il giorno 16 febbraio 2010 utilizzando un credito IVA in compensazione, occorre verificare gli importi dei crediti IVA utilizzati in compensazione dal 1 gennaio 2010 al 16 febbraio 2010, tenendo anche conto della compensazione che si intende perfezionare.

Compensazione superiore a 10mila euro solo con l’utilizzo del sistema informatico delle Entrate

Inoltre, il comma 6 dell’art. 10 del D.L. 78/2009 prevede che coloro che intendono effettuare versamenti utilizzando in compensazione il credito IVA annuale o il credito relativo a periodi inferiori all’anno, per importi superiore ad € 10.000,00 annui sono tenuti ad utilizzare esclusivamente i servizi telematici messi a disposizioni dall’Agenzia delle entrate secondo modalità tecniche definite con provvedimento del direttore della medesima Agenzia delle Entrate. Pertanto non potranno più essere utilizzati, per tali compensazioni, modalità di presentazione dell’F24 telematico diverse, quali quelle in remote Banking.

Quindi, quando il contribuente intende effettuare compensazioni IVA, con riferimento al periodo di sorveglianza, per importi superiori ad € 10.000,00, dovrà utilizzare il canale di presentazione del modello F24 telematico indicato per tutti i versamenti per i quali si è prodotto l’utilizzo di tale credito IVA.

Viene fatto notare che la disposizione fa riferimento al termine “che intendono”.

Da ciò ne deriva che la modalità che dovrà essere utilizzare per le compensazioni superiori ad € 10.000,00, dovrà essere adottata fin dalla prima compensazione.

Compensazioni infrannuali

Non sarà possibile utilizzare il credito IVA infrannuale in compensazione se non dopo la presentazione del modello IVA TR anche qualora non sia superata la soglia di controllo (€ 10.000,00) nel periodo di sorveglianza.

Peraltro, a decorrere dal secondo trimestre del 2008, il modello Iva TR può essere presentato solo per via telematica.

Nuovi termini per la Presentazione della dichiarazione IVA

Infine, in base al comma 1 dell’art. 10 la compensazione del credito annuale o relativo a periodi inferiori all’anno, dell’IVA, per importi superiori ad € 10.000,00 annui potrà essere effettuata solo a partire dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui il credito deriva.

In sostanza, il contribuente che effettua una compensazione, utilizzando crediti IVA, dovrà aver presentato la dichiarazione IVA o l’istanza per la compensazione IVA trimestrale nel mese precedente a quello di utilizzo che in ogni caso potrà avvenire solo a decorrere dal giorno 16 del mese successivo a quello di tale presentazione.

Peraltro, il contribuente potrà presentare la dichiarazione IVA in via  autonoma qualora intenda far valere in compensazione o a rimborso il credito IVA derivante da tale dichiarazione annuale.

 

 

4) Sportelli Unici, iniziate le convocazioni per la definizione delle pratiche di emersione

Sono iniziate le convocazioni agli Sportelli unici per l’Immigrazione di datori e lavoratori.

Con la dimostrazione della documentazione necessaria (reddito, certificati medici, sistemazione alloggiativa) e con la conferma delle attestazioni presenti sulle domande, le parti potranno firmare il contratto ed il lavoratore potrà inviare (tramite posta) la richiesta del permesso di soggiorno.

E’ quanto precisa la nota dei Consulenti del Lavoro del 09 ottobre 2009.

La quale, in particolare, specifica quanto segue:

Iter veloce

Le domande sono in lavorazione dal primo ottobre, stanno arrivando i pareri dalle Questure, chiamate a verificare se il lavoratore non ha precedenti che ne impediscono la regolarizzazione.

Se il parere è positivo, lo Sportello unico per l’Immigrazione fa partire la convocazione. Rispetto ai flussi, l’iter è più veloce, perché non c’è il passaggio nei centri per l’Impiego e nelle direzioni provinciali del lavoro. L’obiettivo fissato dal Viminale, nelle città con più domande, è riuscire a chiudere l’operazione entro un anno.

Utenti privati e operatori autorizzati possono verificare lo stato della pratica.

Dopo aver inviato la domanda è possibile verificare lo stato della pratica. Attraverso un collegamento link presente sul sito del Ministero dell’Interno, si accede al Portale dei servizi Dipartimentali.

L’accesso avviene attraverso la digitazione di una username e di una password.

Dopo l’accesso, l’utente riceverà elencate tutte le pratiche da lui inserite con la possibilità di ricercarne una specifica.

Si prevedono anche installazioni di postazioni dello Sportello Unico presso le sedi Inps che presentano maggiori carichi di lavoro al fine di velocizzare le procedure.

Permesso di soggiorno

Il permesso ottenuto al temine dell’iter previsto dall’emersione consentirà di svolgere, in seguito, anche altre attività di lavoro subordinato al di fuori del lavoro domestico.

L’invio della richiesta del permesso di soggiorno alla posta rappresenta, infatti, il passaggio fondamentale per liberalizzare i rapporti successivi.

Questo sia in termini di orario, sia in termini di attività lavorativa da svolgere. In riferimento all’orario il lavoratore potrà anche ridurre (solo in accordo con il datore di lavoro) le ore di attività settimanali ora fissate in un minimo di 20 ore, potrà stipulare nuovi contratti di lavoro con diversi datori sia per lo svolgimento del lavoro domestico, sia per tutte le altre attività in diversi settori produttivi e potrà anche risolvere il rapporto di lavoro.

Sarà possibile svolgere anche il lavoro ripartito (job sharing) e il lavoro accessorio (sistema dei voucher).

Perdita del posto di lavoro

E’ possibile la permanenza in Italia dell’extracomunitario anche in caso di perdita del posto di lavoro.

La perdita del posto di lavoro (anche per dimissioni) non costituisce motivo di revoca del permesso di soggiorno al lavoratore extracomunitario ed ai suoi familiari legalmente soggiornanti ed il lavoratore può rioccuparsi presso altro datore di lavoro. L’art. 37 del regolamento d’attuazione al TU immigrazione prevede l’iscrizione nelle liste o nell’elenco anagrafico finalizzata al collocamento del lavoratore extracomunitario licenziato, dimesso o invalido.

In tali casi è pertanto consentito al lavoratore restare in Italia, al fine di cercare nuova occupazione per il residuo periodo di validità del permesso di soggiorno e comunque per un periodo non inferiore a sei mesi. Allo scadere del permesso di soggiorno per motivi di attesa occupazione lo straniero deve lasciare l’Italia se non ha un nuovo contratto.

 

 

5) Altre di fisco:

 

– Il fondo patrimoniale non protegge dalle pretese del fisco

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 38925 del 07.10.2009, ha stabilito che possono essere sequestrati i beni di un fondo patrimoniale anche se vi sono confluiti prima dell’accertamento fiscale.

Infatti, la costituzione di un fondo patrimoniale, avente ad oggetto tutti i beni mobili e immobili della società di famiglia, è atto idoneo a limitare le ragioni del fisco, giacché i beni sono parzialmente sottratti all’espropriabilità per soddisfare i bisogni della famiglia.

 

 

– Pensioni privilegiate ordinarie: l’aumento del decimo vuole l’Irpef

Non spetta al pensionato-contribuente il rimborso dell’Irpef trattenuta alla fonte dall’ente erogatore sulla corresponsione dell’aumento del decimo sulla pensione privilegiata ordinaria (art. 67, comma 2, Dpr 1092/1973).
Con sentenza n. 18852/2009, in tema di reddito di lavoro dipendente, la Corte di cassazione è tornata ancora una volta sulla questione, accogliendo il ricorso dell’agenzia delle Entrate.

 

 

– Avviso di adozione delle aliquote ICI per l’anno 2009

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 234 del 08/10/2009 – supplemento ordinario) l’avviso adozione aliquote ICI anno 2009.

Ai sensi dell’art. 52, comma 2, del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446 sono stati pubblicati, in forma sintetica, gli avvisi relativi all’avvenuta adozione, da parte dei comuni, delle aliquote dell’imposta comunale sugli immobili (I.C.I.) per l’anno 2009, inviate, per via telematica, al Dicastero  delle finanze ed acquisite al sito http://www.finanze.gov.it/ alla data del 27 agosto 2009.

L’elenco riporta, in ordine alfabetico, 3.360 comuni e fornisce, laddove comunicati al citato Ministero, anche gli estremi (data e numero) delle deliberazioni di adozione delle predette aliquote I.C.I.

 

 

– Avviamento: si assume il valore accertato ai fini dell’imposta di registro

E’ il contribuente che deve dimostrare il contrario.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 21020 del 30.09.2009, secondo cui, l’Ufficio del fisco può calcolare il valore della plusvalenza da cessione sulla base del valore dell’avviamento che si è reso definitivo ai fini dell’imposta di registro.

 

Vincenzo D’Andò

 

 

 


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