Imprese danneggiate da eventi estorsivi e proroga degli adempimenti fiscali: chi risolve il problema dei termini di scadenza “mobili”?


A favore dei soggetti che abbiano richiesto o nel cui interesse sia stata richiesta l’elargizione al ristoro del danno patrimoniale subito a seguito di eventi delittuosi, i termini di scadenza, ricadenti entro un anno dalla data dell’evento lesivo, degli adempimenti fiscali sono prorogati dalle rispettive scadenze per la durata di tre anni. Tuttavia, non è sempre agevole individuare le imposte non versate che possono beneficiare della proroga triennale.

 

Normativa di base

Il riferimento normativo è contenuto nella legge 23 febbraio 1999, n. 44 che, in primo luogo, elargisce ai soggetti danneggiati da attività estorsive una somma di denaro a titolo di contributo al ristoro del danno patrimoniale subito, a determinate condizioni.

L’elargizione è concessa agli esercenti un’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o comunque economica, ovvero una libera arte o professione, che subiscono:

        un danno a beni mobili o immobili, ovvero

        lesioni personali, ovvero

        un danno sotto forma di mancato guadagno inerente all’attività esercitata,

in conseguenza di delitti commessi allo scopo di costringerli ad aderire a richieste estorsive, avanzate anche successivamente ai fatti, o per ritorsione alla mancata adesione a tali richieste, ovvero in conseguenza di situazioni di intimidazione anche ambientale.

 

Ai soli fini della legge n. 44/99 sono equiparate alle richieste estorsive le condotte delittuose che, per circostanze ambientali o modalità del fatto, sono riconducibili a finalità estorsive, purchè non siano emersi elementi indicativi di una diversa finalità.

Se vi è stata acquiescenza alle richieste estorsive, l’elargizione, osserva il comma 5, dell’art. 20. l. n. 44/99, può essere concessa anche in relazione ai danni a beni mobili o immobili o alla persona verificatisi nei sei mesi precedenti la denuncia.

 

Prosegue il comma 6, della medesima legge specificando ulteriormente che L’elargizione, sussistendo le condizioni di cui all’articolo 4, è concessa anche agli appartenenti ad associazioni od organizzazioni aventi lo scopo di prestare assistenza e solidarietà a soggetti danneggiati da attività estorsive, i quali:

a) subiscono un danno a beni mobili o immobili, ovvero lesioni personali in conseguenza di delitti commessi al fine di costringerli a recedere dall’associazione o dall’organizzazione o a cessare l’attività svolta nell’ambito delle medesime, ovvero per ritorsione a tale attività;

b) subiscono quali esercenti un’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o comunque economica, ovvero una libera arte o professione, un danno, sotto forma di mancato guadagno inerente all’attività esercitata, in conseguenza dei delitti di cui alla lettera a) ovvero di situazioni di intimidazione anche ambientale determinate dalla perdurante appartenenza all’associazione o all’organizzazione.

 

Sospensione dei termini

La prioritaria finalità perseguita dal disposto di cui all’articolo 20 della legge n. 44/99 è, come sottolineato dal Commissario Straordinario del Governo per le iniziative antiracket ed antiusura, quella di consentire agli imprenditori che avessero denunciato i propri estortori di non soffocare, in attesa delle provvidenze di sostegno previste dalla normativa, nel mare delle scadenze che si accumulano anche a causa della pressione illecita di cui erano stati vittima.

 

Il comma 1, dell’art. 20. l. n. 44/99, stabilisce che a favore di tali soggetti che abbiano richiesto le provvidenze statali, i termini di scadenza ricadenti entro un anno dell’evento lesivo, degli adempimenti amministrativi e per il pagamento di ratei dei mutui bancari e ipotecari, nonché ogni altro atto avente efficacia esecutiva, sono prorogati dalle rispettive scadenze per la durata di trecento giorni.

Inoltre, a favore dei medesimi soggetti “…i termini di scadenza ricadenti entro un anno dalla data dell’evento lesivo, degli adempimenti fiscali, sono prorogati dalle rispettive scadenze per la durata di tre anni…”.

 

E’ chiaro, pertanto, relativamente agli aspetti puramente tributari, che occorre individuare quale significato attribuire al concetto di “…termini di scadenza…”. Il problema non sembra di facile soluzione, considerato che, con riferimento alle scadenze tributarie riferite ai versamenti delle imposte, il legislatore prevede più termini di  scadenza per il medesimo adempimento.

Con precipuo riguardo al  pagamento del saldo di imposte auto liquidiate (Ires, Irap) da società di capitali, scaturenti da dichiarazione modello UNICO, l’attuale disciplina normativa prevede la facoltà di adempiere:

  1. entro gli ordinari termini di pagamento, ovvero entro l’ultimo giorno del settimo mese successivo a quello di chiusura dell’esercizio o del periodo di gestione (art. 17, comma 1, D.P.R. n. 435/2001)
  2. entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione (art. 13, comma 1, lettera b) D.lgs. n. 472/1997), ovvero, quale ulteriore opzione,
  3. entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione (cd avviso bonario di cui all’art. 36 bis DPR n. 600/73) con cui l’Erario richiede le somme dichiarate a debito dal contribuente ma non versate, (art. 2 D.lgs. n. 462/97),

E’ evidente, dunque, a nostro parere, qualora nel corso dell’annualità decorrente dall’evento lesivo, venga a scadere almeno uno dei termini di scadenza di pagamento previsti per potere adempiere agli obblighi fiscali cui si discute, i soggetti destinatari delle elargizioni cui si è detto possono, dunque, ben invocare la proroga triennale di quel termine di scadenza.

 

I “diversi” termini di scadenza

 

Normativa

Scadenza

 

Art. 17, comma 1, D.P.R. n. 435/2001

 

 

20 giugno o 31 luglio dell’anno successivo a quello d’imposta

 

Art. 13, comma 1, lettera b) D.lgs. n. 472/1997

 

Termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione

 

 

Art. 2 D.lgs. n. 462/97

 

Entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione di irregolarità o avviso bonario

 

 

Un caso pratico

Si ipotizza che una società di capitali abbia subito un evento estorsivo in data 26 giugno 2007.

Si suppone che nel mese di settembre 2009, la società sia stata destinataria di cartella esattoriale, con cui si è data notizia della iscrizione a ruolo di imposte IRAP saldo annualità 2005 (oltre accessori e compensi di riscossione) per omesso pagamento di tributi auto liquidati in sede di compilazione del relativo modello compreso in UNICO 2006.

 

La società avanza quindi richiesta al competente Ufficio delle entrate tesa ad ottenere la concessione dell’elargizione di cui agli art. 1 e 3 della L. n. 44/99 ed i benefici della sospensione dei termini di cui al successivo art. 20, comma 2, della citata Legge.

Occorre determinare il periodo annuale entro il quale si determina la moratoria degli adempimenti che, nel caso in specie, va dal 27 giugno 2007 al 26 giugno 2008.

Tutte le scadenze dei termini che ricadono all’interno dell’intervallo temporale 27.06.2007 – 26.06.2008, secondo la lettera della norma fruiscono della proroga triennale.

 

La scadenza <naturale> per il versamento del saldo Irap annualità 2005, sarebbe quella del 20 giugno 2006.

Tuttavia, se consideriamo il dettato di quanto previsto in materia di <ravvedimento lungo> di cui al richiamato art. 13, D.lgs. n. 472/97, la società può beneficiare del regime di favore.

Infatti, il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno 2006 nel corso del quale è stata commessa la violazione di omesso versamento del saldo IRAP 2005, coincide con il 30 settembre 2007.

 

Tale data, secondo la ricostruzione interpretativa di cui sopra, rappresenta la scadenza ordinariamente prevista per legge per potere poter adempiere gli obblighi di versamento delle imposte ove si intenda seguire l’opzione di cui sub. 2).  

Appare dunque legittima, la richiesta di sospensione della riscossione della cartella di pagamento riferita ad Irap 2005.

A maggior ragione, potrebbero essere sospesi dal versamento tutte le imposte scaturenti dal modello UNICO 2008, redditi ed iva 2007, perché <naturalmente> ricadenti nell’intervallo di tempo 27.06.2007 – 26.06.2008, vale a dire il 20 giugno 2008.

Ed ancora, potrebbero beneficiare della sospensione della riscossione, eventuali comunicazioni di irregolarità se notificate nel suddetto periodo, per esempio, riferite ad annualità precedenti (imposte scaturenti da UNICO 2005, annualità 2004).

 

Conclusioni

Come abbiamo avuto modo di osservare restano larghi margini di incertezza nella corretta individuazione dei “…termini di scadenza …” degli adempimenti fiscali, proprio perché più scadenze di sovrappongono per il medesimo adempimento.

Considerato lo stato di incertezza da parte degli operatori si auspica un intervento risolutore da parte dell’Agenzia delle entrate.

 

Attilio Romano

20 Ottobre 2009


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