Esclusione per gli italiani residenti all’estero della possibilità che l’Agente della riscossione utilizzi per la notifica della cartella il deposito all’albo comunale

          Equitalia spa, con una nota interna del 18 agosto 2009, è intervenuta sulla modalità di notifica delle cartelle agli italiani residenti all’estero. La consegna delle cartelle di pagamento ai cittadini iscritti all’Aire deve avvenire secondo le modalità stabilite da eventuali convenzioni internazionali. In subordine attraverso il ricorso alle autorità diplomatiche o consolari, e infine, ma solo in via residuale, mediante la spedizione di una copia al destinatario a mezzo raccomandata A.R. all’indirizzo estero. Viene esclusa la possibilità di fare ancora ricorso all’art. 60 del dpr n. 600/73 (notifica dell’atto tributario all’indirizzo corrispondente al domicilio fiscale del contribuente mediante il deposito di copia della cartella nella casa comunale e affissione dell’avviso di deposito) (1).

          Equitalia spa esclude quindi la possibilità di fare ancora ricorso all’art. 60 del dpr n. 600/73 e quindi notificare l’’atto tributario all’indirizzo corrispondente al domicilio fiscale del contribuente mediante il deposito di copia della cartella nella casa comunale e affissione dell’avviso di deposito nell’albo dello stesso comune. Tale  procedura secondo Equitalia  è riferibile agli effetti  della sentenza della Corte Costituzionale n. 366/2007 (2) la quale si è pronunciata nel senso dell’illegittimità costituzionale degli articoli 58, comma 1 e secondo periodo del comma 2, e 60, comma 1, lettere e), e) ed f), del dpr 600/73.

          Siffatta pronuncia ha statuito che la notifica all’estero deve avvenire con la procedura di cui all’art. 142 cpc. La nuova procedura di notifica all’estero, in mancanza della comunicazione di domicilio estero fornito dallo stesso contribuente, di cui all’art. 60, primo comma, lettera e-bis), del dpr n. 600/1973 (3) e sempre che il contribuente sia iscritto all’Aire, si deve svolgere con la procedura di cui all’art. 142 CPC. In questi casi è esclusa a priori la notifica all’indirizzo corrispondente al domicilio fiscale del contribuente mediante il deposito di copia della cartella nella casa comunale e affissione dell’avviso di deposito nell’albo dello stesso comune. In buona sostanza, nell’ipotesi di notifica delle cartelle di pagamento ai cittadini italiani residenti all’estero iscritti all’Aire, gli agenti della riscossione devono tener conto: 1) delle modalità stabilite da convenzioni internazionali; 2) del ricorso ad autorità diplomatiche o consolari ex art. 30 e 75 dpr 200/67; 3)della  spedizione di una copia al destinatario a mezzo raccomandata A.R. all’indirizzo estero;un’altra copia deve essere consegnata al pubblico ministero che ne cura la trasmissione al ministero affari esteri per la consegna alla persona alla quale è diretta.

          Tale ultima modalità, come precisato dall’art. 142 cpc, è residuale, qualora sia impossibile notificare secondo le modalità prioritarie stabilite dal comma 2 dello stesso articolo. Giova osservare che per il recupero di crediti di pertinenza dell’Agenzia l’Agente della riscossione procede alla trasmissione dell’atto da notificare (cartella di pagamento o altro atto della procedura di riscossione coattiva) all’ufficio locale delle Entrate competente in base al domicilio fiscale del debitore iscritto a ruolo. Il fisco si attiva pertanto  per le procedure di mutua assistenza tra Stati esteri in materia di notifiche.

          L’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che tale prassi debba essere parimenti seguita anche per i ruoli afferenti a crediti diversi da Iva e imposte sui redditi (per i quali trovano applicazione le direttive comunitarie n. 76/308/ CEE e 02/94 CE) oppure riguardanti soggetti iscritti a ruolo non residenti in stati membri dell’Unione Europea. Qualora il contribuente non abbia beni aggredibili in Italia, per cui risulta impossibile effettuare attività di riscossione coattiva sul territorio nazionale, è previsto che sarà inviato all’Agenzia, oltre alla cartella di pagamento, anche la comunicazione di inesigibilità, per consentire all’ente creditore di valutare le iniziative da intraprendere in merito all’eventuale attivazione, con il paese estero, delle procedure di mutua assistenza per recupero crediti tributari

NOTE

(1) D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600

Art. 60

Notificazioni

 

    La notificazione degli avvisi e degli altri atti che per  legge  devono essere notificati al contribuente è eseguita  secondo  le  norme  stabilite dagli artt. 137 e seguenti del codice di procedura civile, con le  seguenti modifiche:

       a) la notificazione è eseguita dai messi comunali ovvero dai messi speciali autorizzati dall’ufficio delle imposte;

       b) il messo deve  fare  sottoscrivere dal consegnatario l’atto o l’avviso ovvero indicare i motivi per  i  quali  il  consegnatario non ha sottoscritto;

       b-bis) se il consegnatario non è il destinatario dell’atto o dell’avviso, il messo consegna o deposita la copia dell’atto da  notificare in busta che provvede a sigillare e su cui trascrive il numero cronologico della notificazione, dandone atto nella relazione in calce all’originale e alla  copia dell’atto  stesso.  Sulla  busta  non  sono  apposti  segni o

indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dell’atto. Il consegnatario deve  sottoscrivere  una  ricevuta  e  il  messo    notizia dell’avvenuta notificazione dell’atto o dell’avviso,  a  mezzo  di  lettera raccomandata;

       c) Salvo il caso di consegna dell’atto  o  dell’avviso  in  mani proprie, la notificazione deve  essere  fatta  nel  domicilio  fiscale  del destinatario;

       d) è in facoltà del contribuente di eleggere  domicilio  presso  una persona o un ufficio nel comune del proprio domicilio  fiscale  per  la notificazione degli atti o degli avvisi che lo riguardano. In  tal  caso l’elezione di domicilio deve risultare  espressamente  dalla  dichiarazione annuale ovvero da altro atto comunicato successivamente al  competente ufficio imposte a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento;

       e) quando nel comune nel quale deve eseguirsi  la  notificazione non vi è abitazione, ufficio  o  azienda  del  contribuente,  l’avviso  del deposito prescritto dall’art. 140 del codice di procedura civile, in  busta chiusa e sigillata, si affigge nell’albo del comune e la notificazione, ai fini della decorrenza del termine per  ricorrere,  si  ha  per  eseguita nell’ottavo giorno successivo a quello di affissione;

       e-bis) è facoltà del contribuente che  non  ha  la  residenza  nello Stato e non vi ha eletto domicilio ai sensi della lettera  d),  o  che  non abbia  costituito  un  rappresentante  fiscale,  comunicare al competente ufficio locale, con le modalità di cui alla stessa lettera d),  l’indirizzo estero per la  notificazione degli avvisi e degli  altri  atti  che  lo riguardano; salvo il caso di consegna dell’atto o dell’avviso in mani proprie, la notificazione degli avvisi o degli atti è eseguita  mediante spedizione a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento;

       f) le disposizioni contenute negli artt. 142, 143,  146,  150  e 151 del codice di procedura civile non si applicano.

    L’elezione di domicilio non risultante dalla dichiarazione annuale ha effetto dal trentesimo giorno successivo a quello della data di ricevimento delle comunicazioni previste alla lettera d) ed  alla  lettera  e-bis)  del comma precedente.

    Le variazioni e le modificazioni dell’indirizzo non risultanti dalla dichiarazione annuale hanno effetto, ai fini  delle  notificazioni, dal trentesimo giorno successivo a quello   dell’avvenuta variazione anagrafica, o, per le persone giuridiche e le società ed enti privi  di personalità giuridica, dal trentesimo giorno successivo a quello della ricezione da parte dell’ufficio della comunicazione prescritta nel secondo comma dell’art. 36. Se la comunicazione è stata omessa la notificazione è eseguita validamente nel comune di domicilio fiscale risultante dall’ultima dichiarazione annuale.

    Qualunque notificazione a mezzo del servizio postale si considera fatta nella data della spedizione; i termini che hanno inizio dalla notificazione decorrono dalla data in cui l’atto è ricevuto.

 

(2) Secondo la sentenza n. 366 del 7 novembre 2007 della Consulta è fondata la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 58, commi 1 e 2, secondo periodo, e 60, comma 1, lettere c), e) ed f), del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (“Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi”), con l’art. 26, ultimo comma, del D.P.R. 29 settembre 1973, n 602 (“Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito”), sollevata in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione.

Tale pronuncia ha statuito l’illegittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 58, comma 1 e comma 2, secondo periodo, e 60, comma 1, lettere c), e) ed f), D.P.R. n. 600/1973 – nel testo applicabile ratione temporis, anteriore alle modifiche ad esso apportate dall’art. 37, comma 27, lettera a), D.L. n. 223/2006 (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 248/2006) – e dell’art. 26, ultimo comma, D.P.R. n. 602/1973. Secondo la Consulta le disposizioni censurate dal giudice a quo violano i precetti costituzionali posti a presidio della tutela dell’effettiva e tempestiva conoscenza degli atti da parte del destinatario. Tale limite è inderogabile – anche per la discrezionalità del legislatore – e risulta compromesso laddove le norme scrutinate equiparano la condizione di un cittadino italiano non residente iscritto all’Anagrafe degli Italiani residenti all’estero (AIRE) a quella di un cittadino sprovvisto di abitazione, ufficio, azienda nel comune ove è eletto il suo domicilio fiscale, rendendo così inoperante il disposto dell’art. 142 del codice di rito. La normativa che disciplina la notifica degli atti tributari ai contribuenti iscritti nell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero è costituzionalmente illegittima, poiché, non garantendo l’effettiva conoscenza degli atti in oggetto, realizza un’ingiustificata disparità di trattamento rispetto ai residenti in Italia, ai quali detta conoscenza è invece garantita dal fatto che le notificazioni sono effettuate nel domicilio fiscale ex art. 58, comma 2, D.P.R. n. 600/1973.

 

(3) Al comma 1 del predetto art. 60 del D.P.R. n. 600 del 1973, dopo la lettera e), è stata, inoltre,  inserita  la  lettera  e-bis),  che  così dispone: “è facoltà del contribuente che non ha la residenza nello Stato  e non vi ha eletto domicilio ai sensi della  lettera  d),  o  che  non  abbia costituito un rappresentante  fiscale, comunicare al competente ufficio locale, con le modalità di cui alla stessa lettera d), l’indirizzo estero per la notificazione degli avvisi e degli altri atti che lo riguardano; salvo il caso di consegna dell’atto  o  dell’avviso in mani  proprie,  la notificazione degli avvisi o degli atti è eseguita  mediante  spedizione a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento”.

La disposizione in esame attribuisce al contribuente la facoltà di comunicare al  competente ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate l’indirizzo estero dove intende ricevere la notifica degli  atti tributari che lo riguardano. La possibilità di avvalersi  di  siffatta  facoltà  presuppone  che  il contribuente:

– non abbia la residenza in Italia;

– non vi abbia eletto domicilio ai sensi della lettera d) del  comma 1 dell’art. 60 del D.P.R. n. 600 del 1973;

 – non vi abbia costituito un rappresentante legittimato a  ricevere, in sua vece, la notifica degli avvisi e degli altri atti che lo riguardano.

La comunicazione all’ufficio locale dell’indirizzo estero va effettuata con le stesse modalità di cui alla lettera d) del comma 1 dell’art. 60  del D.P.R. n. 600 del 1973.

Qualora il contribuente intenda avvalersi della  predetta facoltà, la notificazione degli atti tributari verrà effettuata a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento all’indirizzo estero così comunicato  Tale modalità di notificazione degli atti  ovviamente  non  esclude  la notificazione in mani proprie al destinatario.

 

Angelo Buscema

1 Ottobre 2009


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