Contenzioso amministrativo in materia tariffaria – problematiche relative al rilascio del DURC; cartelle di pagamento – gestione dei provvedimenti di sospensione; conciliazione dei tempi di vita e di lavoro a sostegno della maternità e diritto a forme di flessibilità dell’orario e dell’organizzazione del lavoro; cumulo della pensione con i redditi da lavoro – pensioni di vecchiaia liquidate nel sistema contributivo; fondo di Tesoreria – adempimenti e obblighi datoriali nei casi di operazioni societarie e cessione del contratto; comunicazione unica al registro delle imprese; fondi interprofessionali per la formazione continua – mobilità da parte dei datori di lavoro aderenti


1) Contenzioso amministrativo in materia tariffaria – Problematiche relative al rilascio del DURC – istruzioni dell’INAIL

Con l’interpello n. 64/2009 del 31 luglio 2009 il Ministero del Lavoro ha espresso il proprio parere in merito, fra l’altro, alla possibilità di rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) nei casi di decorso del termine per la pronuncia, da parte dell’organo amministrativo, sul ricorso presentato dall’impresa. Al riguardo, il Ministero ha posto in rilievo che il trascorrere del tempo per la decisione di un ricorso amministrativo è considerato, già a norma dell’art. 6 del Decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199, quale decisione implicita del ricorso medesimo (“silenziorigetto”).

Pertanto, ad avviso del Ministero del Lavoro, superato il termine stabilito per la decisione, il ricorso è da considerarsi respinto e da quel momento non sarà possibile il rilascio della certificazione di regolarità contributiva, salva la proposizione di un ricorso in via giudiziaria, la cui pendenza consente la dichiarazione di regolarità sino al passaggio in giudicato della sentenza di condanna.

In relazione al predetto parere la Direzione Generale dell’INAIL, con nota del 17 settembre 2009, ha fatto presente che il termine per la decisione dei ricorsi in materia tariffaria (1) è fissato, dall’art. 5 del Decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2001, n. 314, in centottanta giorni dalla presentazione dell’impugnativa. Di conseguenza, trascorso tale termine senza che sia intervenuta e comunicata al ricorrente alcuna decisione, il ricorso si ritiene respinto e, qualora non sia pendente un gravame giudiziario, le Sedi INAIL non potranno certificare la regolarità contributiva dell’impresa. Quanto sopra premesso, tenuto conto dell’esigenza di tempestività nella trattazione dei ricorsi di cui trattasi, la nota in oggetto invita le Direzioni Regionali dell’INAIL ad attivarsi affinché venga rispettato il previsto termine dei centottanta giorni, ponendo in essere istruttorie complete che evitino il rinvio del gravame alle strutture territoriali dell’Istituto per eventuali integrazioni.

 

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2) Cartelle di pagamento – Gestione dei provvedimenti di sospensione – istruzioni dell’INPS

Con messaggio n. 19995 del 7 settembre 2009, la Direzione Generale dell’INPS ha comunicato alle Sedi territoriali dell’Istituto di aver definito livelli differenziati di responsabilità per la gestione dei provvedimenti di sospensione delle cartelle di pagamento. In particolare:

 

        i Direttori provinciali hanno la competenza a sospendere i crediti presenti in cartelle di pagamento il cui importo complessivo non sia superiore a 50.000,00;

        i Direttori regionali sono competenti a gestire i provvedimenti su cartelle di pagamento il cui importo complessivo sia compreso tra 50.001,00 ed 100.000,00;

        la Direzione Centrale Entrate Contributive è competente a gestire i provvedimenti di sospensione per cartelle di pagamento con importo complessivo a partire da 100.001,00.

 

I valori sopra indicati devono intendersi riferiti a tutte le cartelle di pagamento, ovvero alla sommatoria delle diverse partite in esse ricomprese, che sono interessate dall’istanza o dalla proposta d’ufficio del provvedimento. Il messaggio in oggetto precisa inoltre che il provvedimento di sospensione può essere adottato anche da una Direzione provinciale diversa da quella che ha emesso il ruolo e produce effetti nei confronti degli Agenti della Riscossione dalla data di decorrenza del provvedimento. Qualora il contribuente inoltri ad una Direzione provinciale un’istanza volta ad ottenere un provvedimento di sospensione relativo a crediti di importo complessivo superiore a 50.000,00, di competenza di più Sedi provinciali operanti in Regioni diverse, la titolarità della gestione spetta alla Direzione regionale nel cui ambito territoriale è stata presentata l’istanza.

 

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3) Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro a sostegno della maternità e diritto a forme di flessibilità dell’orario e dell’organizzazione del lavoro – chiarimenti del Ministero del Lavoro

Si segnala che il Ministero del Lavoro, con interpello n. 68/2009 del 31 luglio 2009, ha fornito precisazioni in merito alla corretta interpretazione della normativa a sostegno della maternità e paternità per la cura dei figli e, in particolare, sulla sussistenza del diritto delle lavoratrici ad usufruire di particolari forme di flessibilità dell’orario e dell’organizzazione del lavoro, indipendentemente dalla presentazione da parte dell’azienda di un progetto di richiesta di contributi, ai sensi dell’art. 9 della Legge 28 marzo 2000, n. 53 (2).

In proposito, il Ministero ritiene che il datore di lavoro, qualora non presenti progetti di richiesta di contributi per la promozione di azioni volte ad incentivare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, non è esonerato dal dovere di leale collaborazione sotto i profili della buona fede, correttezza e ragionevolezza nello svolgimento del rapporto di lavoro. Il datore di lavoro stesso è, pertanto, tenuto a valutare con la massima attenzione ogni soluzione utile ad agevolare l’assolvimento della funzione genitoriale del dipendente, in particolare attraverso una diversa organizzazione del lavoro o una flessibilizzazione degli orari. Tale valutazione, evidentemente, andrà effettuata con riferimento al caso concreto, avendo riguardo alla oggettiva e comprovata situazione di difficoltà familiare e alle documentate esigenze di accudienza ed educative della prole.

 

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4) Cumulo della pensione con i redditi da lavoro – Pensioni di vecchiaia liquidate nel sistema contributivo – Precisazioni dell’INPS

Con circolare n. 108 del 9 dicembre 2008 la Direzione Generale dell’INPS ha fornito istruzioni in merito all’abolizione dei limiti al cumulo delle pensioni con i redditi da lavoro autonomo o dipendente, disposto, a decorrere dal 1° gennaio 2009, dall’art. 19 del Decreto-Legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla Legge 6 agosto 2008, n. 133.

Al punto 3. della menzionata circolare, l’Istituto ha fatto riserva di successive indicazioni relativamente al regime di cumulo da applicare alle pensioni di vecchiaia liquidate nel sistema contributivo senza i requisiti indicati dall’art. 1, commi 6 e 7, della Legge 23 agosto 2004, n. 243, nel testo riformulato dalla Legge 24 dicembre 2007, n. 247. Si tratta, in particolare, delle pensioni conseguite con decorrenza anteriore al 1° gennaio 2008 con in requisiti di età e di anzianità in vigore sino a tale data, nonché delle pensioni conseguite dal 1° gennaio 2008, ma con requisiti meno stringenti rispetto a quelli stabiliti dalla Legge n. 243/2004, stante l’operatività della “salvaguardia” prevista dall’art. 1, comma 3, della stessa legge. In esito ai chiarimenti forniti al riguardo dai Ministeri vigilanti, l’INPS, con messaggio n. 8442 del 14 aprile 2009, ha reso noto di aver applicato anche alle pensioni in parola la nuova disciplina della totale cumulabilità con i redditi da lavoro.

Si informa ora che, ad integrazione di quanto indicato nel messaggio n. 16380 del 20 luglio 2009, la Direzione Generale dell’INPS, con messaggio n. 21394 del 25 settembre 2009, ha segnalato che i titolari delle pensioni di vecchiaia liquidate nel sistema contributivo sono esclusi dall’obbligo di dichiarare i redditi da lavoro autonomo a preventivo per l’anno 2009.

Resta fermo l’obbligo di effettuare la comunicazione dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nell’anno 2008 entro il 30 settembre 2009.

 

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5) Fondo di Tesoreria – adempimenti e obblighi datoriali nei casi di operazioni societarie e cessione del contratto – precisazioni dell’INPS

Con messaggio n. 21062 del 23 settembre 2009, riprodotto in allegato, la Direzione Generale dell’INPS ha fornito alcune precisazioni in materia di adempimenti e obblighi datoriali nei confronti del Fondo di Tesoreria, istituito dall’art. 1, comma 755, della Legge 27 dicembre 2006, n. 296, nei casi di operazioni societarie ai sensi dell’art. 2112 del Codice civile (quali la cessione di ramo d’azienda, la fusione per incorporazione) o di cessione del contratto, che determinano il passaggio di lavoratori da un datore di lavoro all’altro, senza soluzione di continuità.

 

Versamento della contribuzione al Fondo di Tesoreria.

Nel richiamare quanto indicato al punto della Parte Prima della circolare n. 70 del 3 aprile 2007 l’INPS ricorda che qualora a seguito di operazioni societarie o di cessione di contratto, effettuate da un datore di lavoro obbligato al versamento al Fondo di Tesoreria, si realizzi il passaggio di personale presso un datore di lavoro non assoggettato allo stesso obbligo, il nuovo datore di lavoro è tenuto al versamento del contributo con esclusivo riguardo al personale transitato.

 

Rivalutazione delle quote di TFR ed imposta sostitutiva.

Come già specificato dall’Istituto nel messaggio n. 5859 del 7 marzo 2008 ed al punto 9. della circolare n. 4 del 14 gennaio 2009, anche il TFR versato al Fondo di Tesoreria deve essere rivalutato alla fine di ciascun anno, ovvero alla data di cessazione del rapporto di lavoro, e tale incremento, al netto dell’imposta sostitutiva (11%), deve essere imputato alla posizione del singolo lavoratore. Il costo della rivalutazione resta a carico del Fondo.

In proposito, l’INPS chiarisce che, in presenza di operazioni societarie o cessioni di contratto, la rivalutazione delle quote di TFR deve essere effettuata dal datore di lavoro subentrante ed interessa anche quanto versato al predetto Fondo dall’azienda cedente. La rivalutazione deve essere indicata, nel flusso relativo al mese di febbraio dell’anno successivo, nell’elemento <Rivalutazione> presente in EMens o UNIEMENS.

L’Istituto giunge alla stessa conclusione anche con riguardo agli obblighi di versamento dell’imposta sostitutiva, che, dall’anno 2001, grava sulle rivalutazioni del TFR.

 

Liquidazione del TFR.

Il messaggio di cui trattasi pone, altresì, in rilievo che la continuità nei versamenti al Fondo di Tesoreria comporta che, alla cessazione del rapporto di lavoro, il datore di lavoro subentrante liquidi al lavoratore, rivalutandolo, tutto il TFR, vale a dire quello fisicamente trasferitogli dalla cedente, quello da quest’ultima versato al Fondo di Tesoreria e quello connesso ai versamenti dallo stesso effettuati al medesimo Fondo.

Il datore di lavoro subentrante, all’atto della liquidazione, dovrà provvedere a recuperare dal Fondo di Tesoreria le quote globalmente versate per i lavoratori cessati, in sede di conguaglio con i contributi dovuti. Resta ferma la richiesta di intervento diretto del Fondo nelle ipotesi di incapienza mensile.

 

Gestione del TFR versato al Fondo di Tesoreria.

L’INPS sottolinea che la gestione delle quote di TFR confluite al Fondo di Tesoreria avviene attraverso le comunicazioni mensili provenienti dal flusso EMens/UNIEMENS. A questo fine, all’atto della compilazione del flusso, il datore di lavoro subentrante e quello cedente devono attenersi alle istruzioni illustrate nel messaggio in commento.

 

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6) Comunicazione unica al Registro delle imprese – Istruzioni dell’INAIL

L’art. 9 del Decreto-Legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito con modificazioni dalla Legge 2 aprile 2007, n. 40, ai commi 1 e 2, dispone che, ai fini dell’avvio dell’attività d’impresa, i soggetti interessati presentano all’ufficio del Registro delle imprese, per via telematica o su supporto informatico, una comunicazione unica, valida – ove sussistano i presupposti di legge – anche ai fini previdenziali, assistenziali e fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA.

Ai sensi del comma 5 del medesimo articolo, la procedura delineata per la comunicazione unica per la nascita dell’impresa si applica anche in caso di variazione o cessazione dell’attività.

Il comma 7 stabilisce che:

 

        con decreto adottato dal Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con i Ministri per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione, dell’Economia e delle Finanze e del Lavoro, viene individuato il modello di comunicazione unica;

        con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, ovvero del Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione, di concerto con i Ministri dello Sviluppo Economico, dell’Economia e delle Finanze e del Lavoro, sono indicate le regole tecniche, le modalità di presentazione e quelle per l’immediato trasferimento telematico dei dati fra le Amministrazioni interessate, anche ai fini dei necessari controlli.

 

Secondo quanto precisato dal comma 8, la nuova disciplina si applica a partire dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto che approva la modulistica da utilizzare per la comunicazione unica. Il comma 9 prevede, tuttavia, che dalla data sopra richiamata decorre un periodo transitorio della durata di sei mesi, nel corso del quale resta ferma la facoltà di presentare alle competenti Amministrazioni le comunicazioni secondo la previgente normativa.

 

Il modello di comunicazione unica per la nascita dell’impresa è stato approvato con il Decreto Ministeriale 2 novembre 2007, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 296 del 21 dicembre 2007. Pur in assenza del decreto relativo alle regole tecniche, le Amministrazioni interessate hanno avviato, in via sperimentale e facoltativa, la comunicazione unica a partire dal 19 febbraio 2008 (sessantesimo giorno successivo all’entrata in vigore del Decreto Ministeriale 2 novembre 2007). Per quanto in particolare riguarda l’INAIL e l’INPS, le Direzioni Generali di tali Enti hanno diramato le istruzioni di loro competenza, rispettivamente, con circolare n. 8 dell’8 febbraio 2008 e messaggi n. 4226 del 19 febbraio 2008 e n. 14658 del 26 giugno 2008.

 

Le regole tecniche per le modalità di presentazione della comunicazione unica e per l’immediato trasferimento dei dati fra le Amministrazioni interessate sono state definite dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 maggio 2009, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 152 del 3 luglio 2009 (3). Nella materia in esame è inoltre intervenuto l’art. 23, comma 13, del Decreto-Legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito dalla Legge 3 agosto 2009, n. 102.

Quest’ultima disposizione ha modificato l’art. 9, comma 8, del Decreto-Legge n. 7/2007, stabilendo che la disciplina relativa alla comunicazione unica si applica a decorrere dal 1° ottobre 2009. Ai sensi del disposto del comma 9 del citato art. 9, dalla predetta data decorre il periodo transitorio di sei mesi durante il quale i soggetti interessati hanno la facoltà di effettuare le comunicazioni secondo la normativa previgente.

 

Sull’argomento, la Direzione Generale dell’INAIL ha fornito indicazioni operative con circolare n. 52 del 28 settembre 2009. Nel rinviare per una più approfondita disamina al testo della menzionata circolare, se ne evidenziano in appresso gli aspetti di maggiore rilievo.

L’Istituto evidenzia che la comunicazione unica è un insieme di file strutturato in un documento contenente i dati del richiedente, l’oggetto della comunicazione, il riepilogo delle richieste ai diversi Enti, nonché i moduli per il Registro delle imprese, l’Agenzia delle Entrate, l’INPS e l’INAIL.

 

In ordine alla previsione, di cui all’art. 9, comma 5, del Decreto-Legge n. 7/2007, dell’applicabilità della procedura della comunicazione unica anche nelle ipotesi di modifiche o cessazione dell’attività d’impresa, l’INAIL rimarca che il relativo servizio sarà attivo in un secondo momento. A tale proposito, l’Istituto precisa che rientrano nell’ambito applicativo della comunicazione unica le denunce riguardanti le variazioni anagrafiche inerenti il codice ditta (ragione sociale con codice fiscale invariato, legale rappresentante, sede legale, ecc.), quelle consistenti in aperture e cessazioni di posizioni assicurative territoriali (PAT) correlate alle sedi dei lavori esercitati e la cessazione del codice ditta per cessazione dell’attività. Restano escluse tutte le variazioni inerenti il rischio assicurato ai sensi delle vigenti Modalità per l’applicazione delle tariffe dei premi, nonché i dati retributivi (variazioni dei dati classificativi del rapporto assicurativo).

 

La denuncia di esercizio deve essere compilata con gli stessi dati del modello cartaceo e del servizio on line già in uso sul sito www.inail.it , nella Sezione Punto Cliente. La denuncia di iscrizione all’INAIL tramite comunicazione unica è ammessa se contestualmente l’utente inoltra al Registro delle imprese la domanda di iscrizione con immediato inizio dell’attività o la dichiarazione di inizio attività per impresa già iscritta.

Le specifiche tecniche del formato elettronico per la denuncia dell’iscrizione di una impresa all’INAIL sono pubblicate sul sito Internet dell’Istituto sopra citato.

L’INAIL sottolinea altresì che la nuova procedura non modifica in alcun modo la normativa di riferimento di ciascuna Amministrazione dalla stessa coinvolta nè i procedimenti amministrativi di competenza. Pertanto, continuano a trovare applicazione le vigenti disposizioni in materia di obbligo assicurativo e di termini di presentazione delle denunce obbligatorie, nonché il relativo regime sanzionatorio nei casi di violazione. La circolare in esame rammenta che la denuncia di iscrizione deve essere presentata all’Istituto assicuratore contestualmente all’inizio dell’attività e che per ogni singola sede di lavoro devono essere comunicati tutti gli elementi, le notizie e le indicazioni richiesti con il modulo di denuncia predisposto dall’INAIL e presente nella modulistica per la comunicazione unica.

 

        A norma dell’art. 9 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 maggio 2009, la comunicazione unica deve essere presentata all’ufficio del Registro delle imprese competente per territorio in modalità telematica (tramite Web Browser o tramite lo standard Web Service), ovvero mediante supporto informatico (con consegna diretta del supporto rimovibile allo sportello del Registro delle imprese di competenza). La procedura è interamente telematica e prevede l’utilizzo del software gratuito “ComUnica” , realizzato dalle Camere di Commercio. Nel sito Internet www.registroimprese.it è disponibile la “Guida alla compilazione della comunicazione unica d’impresa”.

        Per effettuare la comunicazione unica gli utenti devono essere in possesso di: firma digitale (prodotta tramite certificato qualificato ai sensi del Codice dell’amministrazione digitale); credenziali per “Telemaco” (sistema informatico della Camera di Commercio con cui devono essere spedite le pratiche al Registro delle imprese); indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) dell’impresa. La comunicazione può essere eseguita direttamente dal legale rappresentante dell’impresa, ovvero da un soggetto abilitato a svolgere adempimenti in materia di lavoro, previdenza e assistenza sociale ai sensi della Legge 11 gennaio 1979, n. 12, e successive modificazioni.

        Qualora abbiano esito positivo le verifiche previste dall’art. 10 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 maggio 2009 (4), la comunicazione unica è protocollata immediatamente nel sistema del Registro delle imprese; nell’ipotesi di presentazione telematica, la protocollazione avviene automaticamente.

 

A seguito della protocollazione, il sistema rilascia la ricevuta (5), che costituisce titolo per l’immediato avvio dell’attività imprenditoriale, ove ne sussistano i presupposti di legge. Detta ricevuta è inviata alla casella di posta elettronica certificata dell’impresa e, nel caso il richiedente sia persona delegata, all’indirizzo di posta elettronica del mittente della comunicazione unica.

La comunicazione unica viene quindi trasmessa alle Amministrazioni competenti, le quali contestualmente segnalano al Registro delle imprese il numero identificativo della richiesta e l’esito del ricevimento della comunicazione unica.

Per quanto attiene alle denunce di iscrizione trasmesse all’INAIL, il sistema informatico dell’Istituto rilascia automaticamente il numero di codice ditta ed il numero di PAT relativa ad ogni sede dei lavori indicata nella denuncia e smista quest’ultima alla Sede INAIL competente per territorio, in base alla sede legale dell’impresa.

Nell’ipotesi in cui, in fase istruttoria, l’impresa (identificata dal codice fiscale) risulti già assicurata oppure non sia soggetta all’obbligo assicurativo, la Sede INAIL competente comunica all’indirizzo di posta elettronica certificata indicato l’annullamento del numero di codice ditta e del numero della PAT già assegnati automaticamente dal sistema.

La circolare in discorso ricorda che il certificato di assicurazione deve essere emesso entro il termine massimo di trenta giorni, fermi restando i minori tempi medi fissati annualmente con gli obiettivi di produzione dell’INAIL.

 

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7) Comunicazione unica al registro delle imprese – nuove modalità di iscrizione all`INAIL dal 1° ottobre 2009 – ulteriori dettagli

Come noto in data 3 luglio 2009, è stato pubblicato il D.P.C.M. 6 maggio 2009 con il quale sono state individuate le regole tecniche per la presentazione della Comunicazione unica per le imprese di nuova costituzione, così come prevista dal decreto legge n. 07/2007. Il decreto “anticrisi” n. 78/09, ha disposto che le nuove norme relative alla Comunicazione unica trovino applicazione dal 1° ottobre 2009 e che, pertanto, a partire da tale data, le modalità di iscrizione all`Inail tramite la Comunicazione unica siano pienamente operative.

 

Al riguardo l`Inail, con l`allegata circolare n. 52/09, ha ricordato che tale procedimento consentirà alle imprese di assolvere, con un unico atto, tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l`iscrizione al registro delle imprese, anche ai fini previdenziali, assistenziali e fiscali. La Comunicazione, pertanto, oltre a costituire un importante strumento di semplificazione, consentirà alle imprese di poter iniziare subito l`attività, in quanto la ricevuta rilasciata dall’ufficio del Registro delle imprese costituisce titolo per l`immediato avvio dell’attività imprenditoriale.  La Comunicazione, si legge nella nota, consiste in un insieme di file contenenti i dati del richiedente, l`oggetto della comunicazione ed il riepilogo delle richieste ai diversi enti, nonché i moduli per il Registro delle imprese, per l`Agenzia delle Entrate, per l’Inps e per l’Inail.

 

Fermo restando che la nuova procedura può essere applicata alle variazioni anagrafiche inerenti il cliente e alle posizioni assicurative territoriali (PAT), alle aperture e alle cessazioni di PAT e del codice cliente, l’Inail precisa, altresì, che la Comunicazione è applicabile anche nel caso di modifiche o cessazione dell’attività d’impresa. I servizi relativi a tali ultime due applicazioni, però, saranno operativi solo in un secondo momento rispetto alla data del 1° ottobre 2009. Relativamente all’Inail, la denuncia di iscrizione all’Istituto assistenziale, tramite Comunicazione, è ammessa solo se contestualmente l’impresa interessata inoltra al Registro delle imprese la domanda di iscrizione con immediato inizio dell’attività e la dichiarazione di inizio attività per impresa già iscritta.

Per quanto concerne gli aspetti operativi, gli interessati all’avvio dell’attività di impresa devono presentare per via telematica o supporto informatico la Comunicazione unica all’ufficio del Registro delle imprese. In proposito, si ricorda che nel sito internet www.registroimprese.it è stata pubblicata la “Guida alla compilazione della Comunicazione”.

 

La nota, infine, ricorda che, a seguito della protocollazione della domanda, il sistema rilascerà istantaneamente una ricevuta che, come precedentemente ricordato, costituisce titolo per l’immediato avvio dell’attività imprenditoriale, qualora ne sussistano i presupposti di legge. Successivamente, in automatico, la Comunicazione verrà trasmessa alle Amministrazioni competenti che, a loro volta, forniranno all’utente i dati definitivi relativi alla nuova posizione registrata. Per quanto riguarda l’Inail, tali dati consistono nel numero del codice cliente e nel numero di posizione assicurativa territoriale relativa ad ogni sede di lavoro indicata in denuncia.

 

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8) Fondi interprofessionali per la formazione continua – mobilità da parte dei datori di lavoro aderenti – istruzioni dell’INPS

Il comma 7-bis inserito nell’art. 19 del Decreto-Legge 29 novembre 2008, n. 185, dalla Legge di conversione 28 gennaio 2009, n. 2, e successivamente riformulato dall’art. 7-ter, comma 10, del Decreto-Legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito con modificazioni dalla Legge 9 aprile 2009, n. 33 prevede, nel caso di mobilità fra i Fondi interprofessionali per la formazione continua di cui all’art. 118 della Legge 23 dicembre 2000, n. 388, il trasferimento al nuovo Fondo di adesione della quota versata dal datore di lavoro interessato presso il Fondo di provenienza nel triennio precedente, nella misura del 70% del totale, al netto dell’ammontare eventualmente già utilizzato per finanziare propri piani formativi, a condizione che l’importo da trasferire per tutte le posizioni contributive sia almeno pari ad 3.000.

 

Ai sensi della stessa norma, non sono trasferibili le posizioni riferite ad aziende o datori di lavoro le cui strutture, in ciascuno dei tre anni precedenti, rispondano alla definizione comunitaria di micro e piccole imprese di cui alla Raccomandazione n. 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003. Sono comunque escluse dalle quote da trasferire le risorse riversate dall’INPS al Fondo di provenienza prima del 1° gennaio 2009 (6).

Al riguardo, la Direzione Generale dell’INPS ha diramato la circolare n. 107 del 1° ottobre 2009. In via preliminare, l’Istituto sottolinea che le disposizioni sopra richiamate incidono sulla disciplina relativa al funzionamento dei Fondi interprofessionali, sotto l’aspetto delle adesioni/revoche e degli effetti finanziari che da queste conseguono, anche in termini di mobilità tra i Fondi medesimi, e comportano per l’Istituto significativi cambiamenti alle attività procedurali e gestionali sino ad oggi espletate. Ciò premesso, l’INPS fornisce le indicazioni di seguito sintetizzate.

 

Modalità di adesione/revoca

Secondo quanto evidenziato al punto 1. della circolare in discorso, la nuova formulazione della norma supera implicitamente la precedente impostazione, che fissava al 31 ottobre di ogni anno, con effetti dal 1° gennaio dell’anno successivo, il termine per esprimere l’adesione al Fondo prescelto o la sua revoca. Tenuto conto delle innovazioni introdotte, l’INPS comunica pertanto che:

 

        le adesioni ai Fondi, le revoche delle medesime e/o le revoche con contestuale trasferimento ad altro Fondo, devono essere esplicitate attraverso la denuncia contributiva di Mod. DM10, in continuità con la prassi fino ad oggi utilizzata;

        le scelte possono essere esercitate durante l’intero anno solare;

        gli effetti di queste ultime decorrono dal periodo di paga (mese di competenza del Mod. DM10) nel quale le stesse vengono indicate, e non più dal 1° gennaio dell’anno successivo. In caso di tardiva trasmissione della denuncia telematica, l’INPS prenderà in considerazione la data di effettivo inoltro.

 

I nuovi criteri operativi trovano applicazione in tutti i casi, comprese le ipotesi di prima adesione, nonché di costituzione di una nuova azienda o di un nuovo Fondo.

 

Mobilità tra Fondi interprofessionali.

La circolare in questione precisa, fra l’altro, che l’Istituto continuerà a consentire a tutte le aziende la possibilità di modificare la scelta in precedenza effettuata, a prescindere dai limiti fissati per l’operatività del trasferimento delle risorse. Con riferimento a questi ultimi, i relativi criteri avranno, in ogni caso, valenza esclusivamente tra i Fondi, ai quali, peraltro, la norma in oggetto affida il compito di farsi carico del materiale trasferimento delle risorse spettanti, che, quindi, non implica alcun effetto gestionale per l’INPS. Nell’illustrare le modalità operative cui devono attenersi le aziende interessate alla mobilità fra Fondi interprofessionali, l’Istituto rimarca che non possono in alcun modo essere prese in considerazione modifiche di adesioni a Fondi non accompagnate da espresse e contestuali indicazioni di revoca. Qualora la revoca non sia associata al codice relativo al nuovo Fondo, l’INPS riterrà l’azienda non più aderente ad alcun Fondo interprofessionale (7), sino al mese antecedente a quello in cui venga eventualmente inserita una nuova scelta.

Nel caso di mobilità tra Fondi, saranno attribuite al nuovo Fondo prescelto le risorse economiche a partire dal periodo di paga (mese di competenza della denuncia di Mod. DM10) nel quale viene indicata la mobilità. L’Istituto segnala infine che eventuali mobilità espresse nel semestre gennaio-giugno 2009 hanno operatività dal mese di luglio 2009 (nota n. 7).

 

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NOTE

(1) Per quanto in particolare attiene al contenzioso in materia di classificazione tariffaria, il Decreto del Presidente della Repubblica n. 314/2001 prevede che avverso i provvedimenti adottati dall’INAIL può essere proposto ricorso al Consiglio di Amministrazione dell’Istituto, per il tramite della Direzione Regionale competente per territorio, entro i  termine di trenta giorni dalla “piena conoscenza” dell’atto impugnato. In merito alla disciplina del contenzioso tariffario delineata dal menzionato decreto, la Direzione Generale dell’INAIL ha diramato istruzioni operative con note del 17 settembre 2001, 9 gennaio 2002, 31 ottobre 2007 e 17 luglio 2009.

 

(2) Secondo quanto previsto dall’art. 9 della Legge n. 53/2000, al fine di promuovere e incentivare azioni volte a conciliare tempi di vita e tempi di lavoro, nell’ambito del Fondo per le politiche per la famiglia di cui all’art. 19 del Decreto-Legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modificazioni dalla Legge 4 agosto 2006, n. 248, è destinata annualmente una quota individuata con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro delegato alle politiche per la famiglia, per l’erogazione di contributi in favore di datori lavoro privati, ivi comprese le imprese collettive, iscritti in pubblici registri, di aziende sanitarie locali, di aziende ospedaliere e di aziende ospedaliere universitarie i quali attuino accordi contrattuale che prevedano azioni positive.

 

(3) Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 maggio 2009, all’art. 4 precisa che sono destinatari della comunicazione unica: gli uffici del Registro delle imprese delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura; l’Agenzia delle Entrate; l’INPS; l’INAIL; le Commissioni provinciali per l’artigianato (ovvero gli uffici preposti alla tenuta dell’albo delle imprese artigiane); il Ministero del Lavoro. L’art. 5 dello stesso decreto dispone che attraverso la comunicazione unica vengono assolti i seguenti adempimenti: dichiarazione di inizio attività, variazione dati o cessazione attività ai fini IVA; domanda d’iscrizione di nuove imprese, modifica, cessazione nel Registro delle imprese e nel REA (repertorio delle notizie economiche e amministrative di cui all’art. 9 del Decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581), con esclusione dell’adempimento del deposito del bilancio; domanda d’iscrizione, variazione, cessazione dell’impresa ai fini INAIL; domanda d’iscrizione, variazione, cessazione al Registro delle imprese con effetto per l’INPS relativamente alle imprese artigiane ed esercenti attività commerciali; domanda di iscrizione e cessazione d’impresa con dipendenti ai fini INPS; variazione dei dati d’impresa con dipendenti ai fini INPS (in relazione a attività esercitata, cessazione attività, modifica della denominazione dell’impresa individuale, modifica della ragione sociale, riattivazione dell’attività, sospensione dell’attività, modifica della sede legale, modifica della sede operativa); domanda di iscrizione, variazione e cessazione di impresa agricola ai fini INPS; domanda di iscrizione, variazione e cessazione di impresa artigiana nell’albo delle imprese artigiane.

 

(4) Ai sensi dell’art. 10 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 maggio 2009, all’atto del ricevimento della comunicazione unica, il sistema informatico del Registro delle imprese provvede a verificare: le credenziali di accesso al servizio, nel caso di presentazione telematica; la consistenza e correttezza formale dei file informatici; la consistenza e la validità delle firme digitali apposte; la correttezza del recapito di posta elettronica certificata indicato dal mittente come casella dell’impresa; la correttezza delle chiavi identificative delle posizioni dell’impresa nei rispettivi archivi degli Enti, nelle ipotesi di variazione e cessazione. Il sistema informatico verifica altresì che i soggetti dichiaranti e firmatari della comunicazione siano quelli titolati a rappresentare l’impresa presso gli Enti previdenziali o assistenziali o fiscali ed il buon esito delle disposizioni di pagamento telematico per diritti e imposte ove richiesti, nel caso di presentazione in via telematica. Qualora non sia verificata anche una sola delle predette condizioni, la comunicazione è irricevibile e il sistema notifica immediatamente l’informazione alla casella dell’impresa e in opportuna area riservata all’utente nel sito.

 

(5) Secondo quanto stabilito dall’art. 13 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 maggio 2009, la ricevuta è un documento informatico firmato digitalmente dal conservatore del Registro delle imprese (o suo delegato), con marcatura temporale del momento della firma, contenente: l’indicazione dell’ufficio del Registro delle imprese destinatario della comunicazione; il numero di protocollo e la data della ricevuta; la denominazione, il codice fiscale, la partita IVA e la provincia della sede dell’impresa; l’adempimento richiesto; gli Enti destinatari della comunicazione e il numero di protocollo; gli estremi del dichiarante; l’indirizzo di posta elettronica certificata dell’impresa; l’elenco delle distinte informatiche presenti nella comunicazione.

 

(6) L’art. 19, comma 7-bis, del Decreto-Legge n. 185/2008, dispone inoltre che il Fondo di provenienza:

          esegue il trasferimento delle risorse al nuovo Fondo entro novanta giorni dal ricevimento della richiesta da parte del datore di lavoro, senza addebito di oneri o costi;

          è altresì tenuto a versare al nuovo Fondo, entro novanta giorni dal loro ricevimento, eventuali arretrati successivamente pervenuti dall’INPS per versamenti di competenza del datore di lavoro interessato.

Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della Legge n. 2/2009, il predetto Istituto rende disponibile la procedura che consente ai datori di lavoro di effettuare il trasferimento della propria quota di adesione ad un nuovo Fondo ed assicura la trasmissione a quest’ultimo, a decorrere dal terzo mese successivo a quello in cui è avvenuto il trasferimento, dei versamenti effettuati dal datore di lavoro interessato.

 

(7) In questa ipotesi – precisa l’INPS – le risorse finanziarie saranno destinate al Fondo di rotazione ministeriale, secondo la normativa vigente.

 

Massimo Pipino

8 Ottobre 2009


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