Novità fiscali dell’8 settembre 2009: autotrasporto di merci per conto terzi: il committente ed il trasportatore hanno l’obbligo di compilare la “scheda di trasporto”; cessioni gratuite a titolo di liberalità: trattamento ai fini IVA; fabbricati rurali e rimborso dell’ICI; mancata certificazione delle ritenute d’acconto: iscrizione a ruolo; paradisi fiscali: cambio residenza deve essere provato


 

 

Indice:

 

1) Autotrasporto di merci per conto terzi: Il committente ed il trasportatore hanno l’obbligo di compilare la Scheda di Trasporto

 

2) Cessioni gratuite a titolo di liberalità: Trattamento ai fini Iva

 

3) Fabbricati rurali: Consulta spetta il rimborso dell’ICI

 

4) Mancata certificazione delle ritenute d’acconto: Iscrizione a ruolo non al professionista

 

5) Paradisi fiscali: Cambio residenza da provare

 

6) Accisa ridotta per il bioetanolo di origine agricola

 

 

1) Autotrasporto di merci per conto terzi: Il committente ed il trasportatore hanno l’obbligo di compilare la Scheda di Trasporto

Il committente che deve spedire merci (magari ai propri clienti e per tali fini incarica un vettore), e nei casi previsti  il trasportatore (ad es. in caso di variazione di destinazione del luogo della consegna), devono compilare la scheda di trasporto.

In alternativa, l’imprenditore (committente) che incarica un vettore (stipulando un contratto di autotrasporto per c/terzi) può comunque utilizzare un documento equipollente (es. D.D.T.) purché contenga i dati essenziali previsti per la scheda di trasporto.

Il D.M. 30.06.2009, pubblicato sulla G.U. n. 153 del 04.7.2009, in vigore dal 19.07.2009 ha, infatti, emanato le disposizioni attuative della “scheda di trasporto”.

Ciò per favorire le verifiche sul corretto esercizio dell’attività di autotrasporto di  merci per conto di terzi (in particolare, l’art. 7-bis del DLgs. n. 286/2005, inserito dall’art. 3 del DLgs. n. 214/2008, ha istituito un documento di tracciabilità della merce in grado di identificare tutti i soggetti coinvolti nella filiera del trasporto, c.d. “scheda di trasporto”).

La scheda di trasporto deve essere compilata e sottoscritta dal committente o da un suo delegato prima dell’inizio del trasporto.

Tuttavia, qualora dopo l’inizio del trasporto si verifichino variazioni della merce trasportata, del luogo di scarico ovvero qualsiasi altra variazione relativa ai dati contenuti nel documenti, il vettore ovvero il conducente possono intervenire sul documento di trasporto mediante annotazione di tali variazioni nell’apposito spazio riservato alle “osservazioni varie”.

Il documento, deve essere conservato in originale, dal vettore e dal conducente, a bordo del veicolo adibito al trasporto di cose in conto terzi per tutta la durata del trasporto.

Nei casi in cui siano previsti più luoghi di scarico il committente può compilare una unica scheda di trasporto con l’indicazione dei diversi luoghi oggetto di scarico, oppure più schede di trasporto per quanti sono i luoghi di scarico.

Sanzioni

Il comma 4 dell’art. 7-bis del D.Lgs. n. 286/2005 dispone, per il committente inadempiente (e per il conducente o vettore che non effettua le eventuali variazioni) l’applicazione della pesante sanzione amministrativa che va da 600,00 a 1.800,00 euro.

Documenti equipollenti alla scheda di trasporto

L’art. 3 del D.M. n. 554/2009 ha individuato i documenti che possono essere considerati equipollenti alla scheda di trasporto purchè integrati con i dati previsti dalla scheda stessa.

Per tale fine, vengono considerati equipollenti alla scheda di trasporto:

– la copia del contratto scritto di trasporto, previsto dall’art. 6 del D.Lgs. n. 286/2005;

– il documento di trasporto (DDT), previsto dal D.P.R. n. 472/1996;

– i documenti di accompagnamento dei prodotti assoggettati ad accisa, di cui al D.Lgs. n. 504/1995;

– la lettera di vettura internazionale CMR;

– i documenti doganali;

-il documento di cabotaggio, di cui al DM 03.04.2009;

– ogni altro documento che deve obbligatoriamente accompagnare il trasporto stradale delle merci, ai sensi della normativa comunitaria, degli accordi o delle convenzioni internazionali o di altra norma nazionale vigente o emanata successivamente al DM 30.6.2009.

I documenti equipollenti devono, quindi, contenere tutti i dati e le indicazioni riportate sul modello di scheda di trasporto.

Contenuto della scheda di trasporto

La scheda di trasporto deve contenere le seguenti indicazioni:

– dati dell’autotrasportatore per conto di terzi (denominazione dell’impresa di trasporto, sede, partita IVA e numero di iscrizione all’albo degli autotrasportatori);

– dati del committente il trasporto identificato come impresa o la persona giuridica che stipula, o in nome della quale è stipulato, il contratto di trasporto col vettore (denominazione, indirizzo, sede e partita IVA);

– dati del caricatore vale a dire l’impresa o la persona giuridica che consegna la merce al vettore curando la sistemazione delle merci sul veicolo adibito all’esecuzione del trasporto (denominazione, indirizzo, sede e partita IVA);

– dati del proprietario della merce;

– eventuali dichiarazioni, da compilare nei casi un cui il committente non sia in grado di indicare il proprietario della merce evidenziando le ragioni che hanno reso impossibile l’indicazione del proprietario della merce al momento dell’inizio del trasporto.

– dati della merce trasportata quali: tipologia, vale a dire tipo di merce evidenziando le caratteristiche merceologiche e, se confezionata, le caratteristiche degli imballaggi ed il loro contenuto (fusti di acido, bottiglie di acqua minerale, ecc.), quantità/peso se trattasi di merce confezionata in colli o altri imballaggi aventi una indicazione standardizzata del peso di ciascun pezzo, ovvero, in alternativa, il peso complessivo della merce trasportata espresso in Kg; luogo di carico e luogo di scarico;

– osservazioni varie, da compilare a cura del vettore o suo conducente qualora si verifichino variazioni rispetto alle indicazioni originarie (es. variazioni luogo di scarico, variazioni tipologia o quantità della merce);

– eventuali istruzioni fornite al vettore dal committente o da uno dei soggetti della filiera del trasporto;

– luogo e data di compilazione;

– generalità di chi sottoscrive la scheda in nome e per conto del committente;

– firma.

Esonero

L’art. 4 del D.M. 554/2009 stabilisce che sono esenti dalla compilazione della scheda di trasporto, inoltre, i trasporti di collettame (presenza di più partite di piccola entità anche della stessa tipologia merceologica, che sono commissionate da più mittenti e trasportate da un unico vettore) che avvengono mediante un unico veicolo, di partite di peso inferiore a 50 quintali,

purché accompagnati da idonea documentazione comprovante la tipologia del trasporto effettuato.

 

 

2) Cessioni gratuite a titolo di liberalità: Trattamento ai fini Iva

Lo cessioni gratuite propriamente dette effettuate solitamente per fini di rappresentanza, costituiscono sempre cessioni imponibili se hanno per oggetto beni la cui produzione o il cui commercio rientra nell’attività propria dell’impresa.

Gli omaggi che hanno per oggetto beni diversi sono invece fuori campo se il valore unitario non supera 25,82 euro; se il valore è superiore, l’omaggio è imponibile, a meno che si tratta di beni per il cui acquisto non sia stata esercitata la detrazione “a monte”.

Liberalità a favore di determinati soggetti

Gli omaggi di beni oggetto nell’attività dell’impresa sono esenti se effettuate nei confronti di:

– enti pubblici, associazioni ai riconosciute o fondazioni:

aventi esclusivamente finalità di assistenza, beneficenza educazione, istruzione, studio o ricerca scientifica, oppure di Onlus; l’esenzione è applicabile a condizione che risultino rispettate le norme procedurali stabilite dall’art. 2. comma 2 del dpr n. 441/97;

– popolazioni colpite da calamità naturali o catastrofi dichiarate tali ai sensi delle legge n. 996/70 o della legge n. 225/92.

In questi casi, essendo le operazioni qualificate esenti, non spetta il diritto alla detrazione “a monte”, per cui se il diritto stesso è stato esercitato in anni precedenti, all’atto dell’acquisto dei beni, scatta l’obbligo di rettifica della detrazione ai sensi dell’art. 19-bis2, comma 1, DPR 633/72.

Sconti, premi e abbuoni

Ai sensi dell’art 15, n. 2 del DPR 633/72, il valore dei beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono, poiché su tratta di sconti merce concordati, è escluso dalla base imponibile. L’esclusione dalla base imponibile non opera se i beni oggetto della cessione principale scontano un’aliquota più elevata.

Ai sensi dell’art. 21, comma 2, lett. c), è obbligatorio indicare nella fattura il valore normale dei beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono.

Campioni gratuiti

Ai sensi dell’art, 2, comma 3, lett. d) del DPR 633/72 non costituiscono cessioni di beni le cessioni di campioni gratuiti di modico valore, appositamente contrassegnati.

Tali cessioni, pur non essendo soggette all’Iva, sono classificate come operazioni con diritto alla detrazione ai sensi dell’art. 19, comnla 3, lett. e) del DPR 633/72.

Manifestazioni a premio

Parimenti, l’art. 2, comma 3, lettera m) dichiara escluse dal campo di applicazione dell’Iva le cessioni di beni assegnati ai vincitori delle manifestazioni a premio disciplinate dal DPR n. 430/2001.

A differenza dei campioni gratuiti, l’acquisto o l’importazione dei beni destinati

all’assegnazione come premi nell’ambito delle predette manifestazioni non dà in nessun caso diritto alla detrazione dell’imposta, come espressamente stabilisce l’art. 19, comma 2, del dpr 633/72.

Se per l’assegnazione del premio è però previsto il pagamento di un contributo da parte del beneficiano, tale contributo è imponibile, per coi l’imposta “a monte” è parzialmente detraibile pro quota (R.M. n. 368 del 2002).

Omaggi di prodotti invendibili

Tali operazioni gratuite, previste da diverse disposizioni, è caratterizzato in senso oggettivo dalla “non commerciabilità” del prodotto e in senso soggettivo dalla figura dei beneficiari.

Il regime Iva, particolarmente favorevole, consiste nel considerare distrutti i prodotti, per cui si concretizza nell’esclusione dall’imposizione “a valle” senza pregiudizio per la detrazione a suo tempo esercitata dall’impresa per l’acquisto o la produzione dei beni.

Le operazioni in questione sono:

– le cessioni gratuite di prodotti non più commercializzati o non idonei alla commercializzazione per carenza o errori di confezionamento, di etichettatura, di peso o per altri motivi similari, oppure per prossimità della data di scadenza, poste in essere nei confronti dei soggetti indicati nell’art. 10, n. 12, del DPR 633/72 e da questi ritirati presso i luoghi di esercizio dell’impresa (art. 6, comma 15, legge 13/5/99, n. 133);

– le cessioni gratuite di prodotti editoriali e di dotazioni informatiche non più commercializzati o non idonei alla commercializzazione, effettuate nei confronti di enti locali, istituti di prevenzione e pena, istituzioni scolastiche, orfanotrofi, enti religiosi (art. 54, comma 1, legge 21/11/2000, n. 342);

– le cessioni gratuite, nei confronti delle onlus, di beni non di lusso oggetto dell’attività propria dell’impresa (eccettuati i prodotti farmaceutici e le derrate alimentari) che presentino imperfezioni, alterazioni, danni o vizi che pur non modificandone l’idoneità di utilizzo, non ne consentono la commercializzazione o la vendita, fino ad un importo pari al costo specifico sostenuto per la produzione o l’acquisto complessivamente non superiore al 5% del reddito d’impresa dichiarato (art. 13, comma 3, dlgs 4/12/1997, n. 460, come modificato dall’art. 1, comma 130, legge n 244/2007).

La circolare n. 26 del 26/3/2008, ha tra l’altro, evidenziato che, considerandosi i beni distrutti ai fini dell’Iva, occorre rispettare le norme procedurali previste dall’art. 2, comma 4, del DPR 441/97.

Tipo di operazione

Trattamento Iva

 

Diritto di detrazione

Cessioni gratuite di beni oggetto dell’attività

Imponibili

 

SI

Cessioni gratuite di beni oggetto dell’attività a favore di enti pubblici onlus ecc.

 

Esenti

NO

Cessioni gratuite di beni oggetto dell’attività a favore di popolazioni colpite da calamità naturali

 

Esenti

SI

Cessioni gratuite di beni non oggetto dell’attività, di valore fino a 25,82 €

Fuori campo IVA

SI

Cessioni gratuite di beni non oggetto dell’attività, di valore superiore a 25,82 €

Imponibili

SI

Cessioni a titolo di sconto, premio o abbuono, in conformità alle condizioni contrattuali

Escluse dalla base imponibile

SI

Cessioni di campioni gratuiti appositamente contrassegnati

 

Non soggette

SI

Assegnazioni gratuite di beni ai vincitori di manifestazioni a premio

 

Non soggette

 

NO

Cessioni gratuite di prodotti alimentari non

vendibili a favore di enti pubblici Onlus, ecc.

Non rilevano

SI

Cessioni gratuite di prodotti editoriali e dotazioni informatiche non vendibili a favore di enti locali, carceri, scuole, orfanotrofi, enti religiosi

 

Non rilevano

SI

Cessioni gratuite di beni non di lusso

non vendibili, a favore di onlus

 

Non rilevano

SI

(In tal senso, Franco Ricca in Italia Oggi del  31.08.2009)

 

 

3) Fabbricati rurali: Consulta spetta il rimborso dell’ICI

E’ irragionevole il divieto di restituzione di imposte pagate ma non dovute, con disparità di trattamento rispetto a chi, in situazione uguale, non abbia effettuato alcun pagamento.

E’, infatti, illegittimo, in relazione all’art. 3 cost., l’art. 2, comma 4, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 nella parte in cui – in materia di Imposta Comunale sugli immobili, per fabbricati rurali,- vieta il rimborso del tributo venendo a determinare una ingiustificata disparità di trattamento – per situazioni sostanzialmente uguali – poiché crea un trattamento deteriore per chi abbia erroneamente pagato un’imposta, non dovuta, rispetto a chi – in analoga situazione – non abbia effettuato alcun pagamento.

(Corte Costituzionale, Sentenza del 14/07/2009 n. 227)

 

 

4) Mancata certificazione delle ritenute d’acconto: Iscrizione a ruolo non al professionista

La C.t.p. di Milano, con Sentenza n. 111/2009, ha accolto il ricorso presentato da un professionista cui sono state iscritte a ruolo, a seguito di controllo formale ex art. 36-ter, D.P.R. n. 600/1973 le ritenute d’acconto non certificate dal cliente.

Nel caso di specie il professionista, in seguito all’effettuazione di più prestazioni professionali, aveva inviato al cliente una serie di parcelle regolarmente incassate al netto dell’importo relativo alla ritenuta d’acconto.

Nonostante numerosi solleciti, tuttavia, il cliente non aveva provveduto ad inviare la certificazione attestante che le ritenute sono state trattenute e versate.

A seguito di tale sentenza, l’Ufficio dovrà ricercare il sostituto d’imposta iscrivendo a suo nome la cartella comprensiva di imposta, sanzioni e interessi.

 

 

5) Paradisi fiscali: Cambio residenza da provare

E’ legittimo l’avviso di accertamento emesso nei confronti di un contribuente che, avendo spostato la residenza in un paradiso fiscale, non fornisce la prova dell’effettivo trasferimento all’estero.

L’ufficio può utilizzare i più ampi termini di accertamento previsti per fattispecie aventi rilevanza penale.

E’ quanto ha stabilito la Commissione tributaria provinciale di Pesaro che, con sentenza n. 188/1/09, ha respinto il ricorso proposto avverso l’avviso di accertamento emesso dall’agenzia delle Entrate di Pesaro e ha condannato il contribuente al pagamento della somma a titolo di spese di giudizio.



6) Partito il programma agevolativo 2009-2010: Accisa ridotta per il bioetanolo di origine agricola

È in vigore dal 05.09.2009 il nuovo regolamento interministeriale che disciplina le modalità di attuazione delle agevolazioni fiscali (consistenti nella riduzione dell’aliquota d’accisa) per il bioetanolo di origine agricola.

(D.M. Ministero dell’Economia e delle Finanze 05/08/2009, n. 128 in GU n. 205 del 04/09/2009)

 

 

 

A cura di Vincenzo D’Andò

 

 

 


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