Novità fiscali dell’1 settembre 2009: scudo fiscale ai nastri di partenza; nuove regole IVA per i gruppi societari; redditometro: per l’accertamento sintetico occorre che via sia lo scostamento del 25% per almeno due anni


 

 

Indice:

 

1) Gruppi societari: Nuove regole Iva

 

2) Scudo fiscale ai nastri di partenza

 

3) Redditometro: Per l’accertamento sintetico occorre  che via sia lo scostamento del 25% per almeno due anni

 

4) Brevi fiscali

 

 

1) Gruppi societari: Nuove regole Iva

vedi anche l’intervento di Claudio Sabbatini sulla stessa materia…

La legge comunitaria 2008 ha rivisto l’art. 13 (base imponibile) del D.P.R. n. 633/72 modificando anche il valore da attribuire, ai fini Iva, alle cessioni di beni e/o prestazioni di servizi resi nell’ambito di società controllate, controllanti o sotto comune controllo.

La disposizione si applica alle operazioni effettuate dal 27.09.2009.

Le operazioni interessate dalle nuove disposizioni

Sono interessate dalle nuove disposizioni:

– Le operazioni effettuate da società o nei confronti di società che, direttamente o indirettamente, controllano un unico soggetto, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla tale soggetto;

– in relazione all’art. 13, comma 3, lettera a): le operazioni imponibili effettuate nei confronti di soggetti che hanno esercitato l’opzione prevista dall’art. 36 bis del D.P.R. n. 633/72 (Iva acquisti indetraibile) o subiscono una indeducibilità parziale dell’Iva assolta a monte secondo le disposizioni dell’art. 19, comma 5, del D.P.R. n. 633/72;

– art. 13, comma 3, lettera b): operazioni esenti effettuate da un soggetto per il quale opera la indeducibilità parziale dell’Iva acquisti (art. 19, comma 5, del D.P.R. n. 633/72);

– art. 13, comma 3, lettera c): operazioni imponibili effettuate da un soggetto per il quale opera la indeducibilità parziale dell’Iva acquisti (art. 19, comma 5, del D.P.R. n. 633/72);

– operazioni, come sopra descritte, per le quali il valore normale è difforme dal corrispettivo pattuito.

La finalità delle nuove disposizioni

Le disposizioni sono volte a contrastare i seguenti comportamenti “indebiti”:

– lettera a): se il committente/cessionario non può detrarre, in tutto o in parte, l’Iva su acquisti potrebbe fissare corrispettivi imponibili ridotti.

In tal caso, se il valore normale è superiore, ai fini Iva prevale quest’ultimo rispetto al corrispettivo pattuito;

– lettera b): se il cedente/prestatore subisce un prorata di detraibiità potrebbe essere indotto a ridurre il corrispettivo esente per non essere ulteriormente penalizzato. In tal caso, se il valore normale è superiore, ai fini Iva prevale quest’ultimo rispetto al corrispettivo pattuito;

– lettera c): se il cedente/prestatore subisce un pro rata di detraibilità potrebbe essere indotto a maggiorare il corrispettivo imponibile per migliorare il pro rata. In tal caso, se il valore normale è inferiore prevale quest’ultimo rispetto al corrispettivo pattuito.

La legge comunitaria ha poi ridefinito il concetto di valore normale, che va inteso come il prezzo che due parti indipendenti pagherebbero in condizioni di libera concorrenza per ottenere i beni e i servizi oggetto dell’operazione.

Riepilogo delle situazioni

Base imponibile Iva delle operazioni imponibili ed esenti effettuate tra società dello stesso gruppo, art. 13, comma 3, lettere a), b) e c) del D.P.R. n. 633/72

Prestatore/cedente

Regime detrazione lva (1)

Committente/cessionario

Regime detrazione Iva (2)

Operazioni imponibili

Base Imponibile (3)

Operazioni esenti

Base imponibile (4)

Norme antielusive (5)

 

 

Indetraibilità

36-bis

Indetraibilità 36-bis

valore

normale se

maggiore del

corrispettivo

corrispettivo

Indetraibilità pro-rata,

art. 19, comma 5

valore

normale se

maggiore del

corrispettivo

corrispettivo

Nessuna limitazione alla detrazione

Corrispettivo

corrispettivo

Indetraibilità pro-rata,  art. 19, comma 5

Indetraibilità 36-bis

 

– valore

normale se

maggiore del

corrispettivo

– Valore normale

se minore del

corrispettivo

valore

normale se

maggiore del

corrispettivo

Indetraibilità pro-rata,

art. 19, comma 5

 

– valore

normale se

maggiore del

corrispettivo

– valore  normale se minore

dei corrispettivo

– valore

Normale se

Maggiore del

corrispettivo

Nessuna limitazione

Alla detrazione

– valore

normale se minore

del corrispettivo

– valore

normale

se maggiore

del corrispettivo

Nessuna limitazione alla detrazione

Indetraibilità 36-bis

 

– valore

normale se

maggiore del corrispettivo

corrispettivo

Indetraibilità pro-rata,

art. 19, comma 5

 

– valore

normiale se

maggiore del

corrispettivo

corrispettivo

 

Nessuna limitazione

alla detrazione

corrispettivo

corrispettivo

Note:

(1) regime di detrazione Iva del cedente/prestatore del servizio; (2) regime di detrazione Iva del cessionario/committente;

(3) operazioni imponibili – base imponibile con indicazione della norma antielusiva eventualmente applicabile;

(4) operazioni esenti – base imponibile con indicazione della norma antielusiva eventualmente applicabile;

(5) In tal senso R. Parisotto in Il Sole 24 Ore del 29.08.2009.

 

 

2) Scudo fiscale ai nastri di partenza

vedi anche il dossier predisposto da Sandro Cerato: “Tutto sullo scudo fiscale”.

Tra il 15 settembre 2009 e il 15 aprile 2010, al via il rimpatrio o la regolarizzazione delle attività detenute a partire da una data non successiva al 31 dicembre 2008.

Dette operazioni vengono perfezionate con il pagamento dell’imposta straordinaria sulle attività finanziarie e patrimoniali istituita dalla norma voluta dal Governo con la manovra estiva (legge n. 102/2009 di conversione del D.L. n. 78/2009, art. 13 bis).

Viene fatto rinvio al D.L. n. 350 del 2001, recante la precedente disciplina in materia di “scudo fiscale” che ha disposto la possibilità di regolarizzare le attività estere detenute almeno al 01.01.2001, nonché al D.L. n. 12 del 2002 che ha modificato ed integrato la disciplina contenuta nel D.L. n. 350/2001.

Ambito soggettivo

In virtù del rinvio al citato D.L. n. 350/2001, la nuova disciplina si applica nei confronti dei seguenti soggetti residenti nel territorio dello Stato:

Persone fisiche (anche titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo), enti non commerciali, società semplici e associazioni equiparate ai sensi dell’art. 5 del TUIR.

Sono, invece, esclusi gli enti commerciali, le società, siano essi società di persone o società di capitali, ad eccezione delle società semplici.

Vi rientrano i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente ed emigrati in Stati aventi un regime fiscale privilegiato, cd. paradisi fiscali (circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 99/E/2001)

Modalità

Sono previste due modalità diverse da applicare in funzione dello Stato estero nel quale si trovano le attività interessate dalla neo disciplina:

– Qualora si trovino in paesi non appartenenti all’Unione europea, la procedura è subordinata al cosiddetto rimpatrio dei capitali, ovvero al rientro in Italia del denaro e delle attività;

– qualora si trovino in paesi dell’Unione Europea ovvero in paesi aderenti allo Spazio economico europeo (SEE) che garantiscono un effettivo scambio di informazioni fiscali in via amministrativa, i soggetti interessati possono scegliere di regolarizzare, ossia di continuare a mantenere le proprie attività all’estero, ovvero di rimpatriare le attività finanziarie e patrimoniali.

Viene stabilito che le operazioni di rimpatrio o di regolarizzazione operano, in quanto applicabili, con le modalità previste dal citato D.L. n. 350/2001 nonché del D.L. n. 12/2002.

Comunque, viene prevista l’emanazione di un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate che dovrà stabilire le disposizioni e gli adempimenti, anche dichiarativi, di attuazione.

A seguito del rinvio a quanto illustrato in relazione al D.L. n. 350 del 2001, le operazioni di rimpatrio e regolarizzazione possono essere effettuate attraverso una dichiarazione riservata che il contribuente presenta ad un intermediario.

Gli intermediari, che garantiscono l’anonimato delle dichiarazioni di emersione delle attività nei confronti dell’amministrazione finanziaria, operano come sostituto d’imposta trattenendo le ritenute fiscali dovute e riversandole allo Stato senza indicare il nominativo del soggetto per conto del quale la ritenuta è stata operata.

Sempre in qualità di sostituto d’imposta devono presentare una dichiarazione complessiva concernente il totale delle somme rimpatriate o regolarizzate e le relative ritenute trattenute e versate.

Ambito oggettivo

La norma si applica alle attività finanziarie e patrimoniali detenute a partire da data non successiva al 31 dicembre 2008.

Ai fini della regolarizzazione, pertanto, rientrano in tale definizione anche gli investimenti esteri di natura non finanziaria quali gli immobili, gli oggetti preziosi e le opere d’arte. In caso di rimpatrio, invece, la procedura dello scudo fiscale non potrà essere applicata ai fabbricati.

Base imponibile

La base imponibile è data dal rendimento presunto determinato in misura del 2% annuo per un periodo di cinque anni.

In sostanza, quindi, l’imposta si applica su un imponibile corrispondente al 10% del valore delle attività che si intende regolarizzare.

In proposito si attende un chiarimento delle Entrate sulla possibilità per il contribuente di determinare l’imponibile sulla base di un arco temporale o di un rendimento effettivo inferiore a quello previsto.

Imposta

Ai fini del rimpatrio o della regolarizzazione, la disposizione istituisce una imposta straordinaria sulle attività finanziarie e patrimoniali consistente in una aliquota sintetica fissata in misura pari al 50%, comprensiva di sanzioni ed interessi, da applicare al rendimento presunto dell’importo corrispondente alle attività estere.

Viene esclusa la possibilità di scomputare dal pagamento dell’imposta dovuta eventuali ritenute o crediti vantati dal contribuente

Sul punto si attendono chiarimenti se con “aliquota sintetica” si intenda, come pare vada interpretata dalla norma, un’aliquota di imposta sostitutiva delle imposte ordinarie nonché delle eventuali sanzioni ed interessi.

In tal caso, peraltro, sarebbe opportuna l’individuazione delle imposte per le quali si introduce il regime di tassazione straordinario.

Inoltre, in assenza di un’esplicita deroga alle disposizioni del TUIR l’imposta straordinaria istituita sembrerebbe deducibile ai fini della determinazione della base imponibile fiscale, ciò a differenza del settore delle imposte ordinarie sul reddito (IRPEF e relative addizionali, IRES ed IRAP) per le quali è espressamente disposta la indeducibilità ai fini fiscali.

Periodo e perfezionamento

Il periodo temporale nel quale può essere effettuato il rimpatrio o la regolarizzazione è quello compreso tra il 15 settembre 2009 e il 15 aprile 2010.

Inoltre, si stabilisce che la definizione fiscale si perfeziona con il pagamento dell’imposta.

Mentre il termine ultimo per il versamento dell’imposta straordinaria dovrebbe essere il 15 aprile 2010.

Effetti

Riguardo agli effetti del rimpatrio o della regolarizzazione i quali decorrono dal momento dell’effettivo pagamento dell’imposta, a parte il rinvio al suddetto D.L. n. 350/2001, viene stabilito che restano comunque esclusi dal campo di applicazione tutti i reati ad eccezione di quelli relativi alla dichiarazione infedele e all’omessa dichiarazione.

La norma è parsa che si debba interpretare nel senso che lo scudo fiscale escluda la punibilità per i reati di omessa o infedele dichiarazione dei redditi e non salvi gli effetti recati da altri reati; il richiamo al D.L. n. 350 dovrebbe quindi risultare finalizzato alla individuazione della procedura e delle modalità applicabili.

Inoltre, si dispone che il rimpatrio o la regolarizzazione non possono costituire elemento utilizzabile a sfavore del contribuente, in ogni sede amministrativa o giudiziaria, in via autonoma o addizionale.

Dal canto suo, l’Assonime ha precisato che sono esclusi dalla sanatoria tutti gli altri reati:

– falso in bilancio, bancarotta semplice o fraudolenta e ricettazione;

– dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni non esistenti, mediante altri artifici;

– emissione fatture o altri documenti per operazioni inesistenti;

– occultamento o distruzione di documenti contabili;

– sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Lo scudo fiscale non offre copertura e, dunque, non potrà essere utilizzato a favore del contribuente, per i procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione.

Sanzioni

Infine, con la modifica dei commi 4 e 5 dell’art. 5 del D.L. n. 167/1990, si interviene sulla disciplina delle sanzioni raddoppiandone la misura minima e massima applicabile.

In particolare, in caso di omessa indicazione nella dichiarazione dei redditi delle attività detenute all’estero nonché dei trasferimenti di valore da e per l’estero la sanzione viene elevata ad un ammontare compreso tra il 10% e il 50% dell’importo non dichiarato.

 

 

3) Redditometro: Per l’accertamento sintetico occorre  che via sia lo scostamento del 25% per almeno due anni (tra reddito calcolato e reddito dichiarato)

vedi anche la rubrica: “tutto sul redditometro”

Un ruolo chiave nella prevenzione e nel contrasto all’evasione fiscale delle persone fisiche è quello assegnato all’accertamento sintetico dall’art. 83, commi 8 e 9, del Dl 112/2008.

Con tale disposizione è stato, infatti, previsto “un piano straordinario di controlli finalizzati alla determinazione sintetica del reddito delle persone fisiche” relativamente agli anni 2009, 2010 e 2011.

Infatti, l’art. 38, comma 4, del Dpr 600/1973 consente all’Amministrazione finanziaria di determinare sinteticamente il reddito delle persone fisiche, a condizione che quello complessivo netto accertabile si discosti per almeno due anni e per almeno un quarto da quello dichiarato.

Il maggior reddito è calcolato in base agli incrementi patrimoniali sostenuti dal contribuente e alla disponibilità dei beni e servizi rivelatori di capacità contributiva.

Come precisato dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 13/2009, al piano straordinario di controlli dovranno fornire un importante contributo la Guardia di finanza (attraverso la massiccia attività di acquisizione degli elementi necessari per le determinazione sintetica del reddito) e i Comuni (attraverso le segnalazioni di situazioni rilevanti).

Inoltre, la circolare n. 13/E invita gli uffici a esaminare, di norma, per ciascuna posizione, un quinquennio e, in conformità con l’art. 83, a dare priorità alle posizioni per le quali non è stata presentata la dichiarazione dei redditi o, se presentata, non ne risulta alcun debito d’imposta.

 

 

 

4) Brevi fiscali:

 

– Ancora tempo per rivalutare

Ancora tempo fino al 30.09.2009 per riflettere sulle opportunità concesse dalla procedura di rivalutazione degli immobili disposta dall’art. 15 del D.L. n. n. 185/2008.

Solo con l’indicazione della rivalutazione nell’apposito quadro RQ di Unico si perfeziona la procedura.

Infatti, l’eventuale omissione del versamento non determina effetti sull’efficacia dell’operazione.

In questo caso si potrà sfruttare il ravvedimento operoso.

 

– Deduzione Irap

Il 14.09.2009 parte la gara per aggiudicarsi il rimborso sulla deducibilità Irap. Dopo la proroga richiesta dagli operatori per metabolizzare calcoli e modalità applicative sarà attivata la procedura telematica di invio delle richieste. Considerato che i fondi disponibili sono limitati le procedure di invio si esauriranno nella mattinata del 14 secondo l’ordine cronologico.

 

 

– Crediti d’imposta e ritenute deducibili solo nell’esercizio di competenza

Non possono essere riportati nella dichiarazione dell’anno successivo i crediti e le ritenute erroneamente non indicati nella dichiarazione dell’anno precedente (e quindi non dedotti), altrimenti si viola il principio di competenza e di autonomia dei periodi d’imposta.

(Corte di Cassazione, sentenza, n. 16023 del 08.07.2009)

 


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