Novità fiscali del 15 settembre 2009: scudo fiscale: approvato il modello di dichiarazione riservata delle attività emerse che si utilizza a partire dal 15 settembre 2009; cessioni gratuite a titolo di liberalità; modello F24: nuovi codici tributo per le compensazioni in eccesso sul bonus; brevi fiscali


 

Indice:

 

1) Modello F24: Istituiti nuovi codici tributo per le compensazioni in eccesso sul bonus

 

2) Approvato il modello di dichiarazione riservata delle attività emerse che si utilizza a partire dal 15 settembre 2009

 

3) Cessioni gratuite a titolo di liberalità

 

4) Brevi fiscali

 

 

1) Modello F24: Istituiti nuovi codici tributo per le compensazioni in eccesso sul bonus

Con la risoluzione 246/E del 14.09,2009 l’Agenzia delle Entrate ha istituito tre nuovi codici tributo per versare, tramite F24, le somme dovute a seguito del controllo automatico delle dichiarazioni e relative al maggior utilizzo in compensazione degli importi recuperati da parte dei sostituti d’imposta per l’erogazione del bonus fiscale previsto dal D.L. 159/2007.

Riguardano gli importi recuperati dai sostituti d’imposta per il bonus erogato ai contribuenti a basso reddito.

Per semplificare i riscontri dei contribuenti, viene riportato il corrispondente codice tributo (1650) utilizzato per i versamenti spontanei.

9761, 9762, 9763, si tratta dei tre nuovi codici tributo istituiti per versare, tramite il modello F24, le somme dovute a seguito delle comunicazioni inviate dall’Agenzia delle Entrate a conclusione del controllo automatico effettuato sulle dichiarazioni (articolo 36-bis del Dpr 600/1973) e relative al maggior utilizzo in compensazione degli importi recuperati da parte dei sostituti d’imposta per l’erogazione del bonus fiscale previsto dal decreto legge 159/2007 a favore dei contribuenti a basso reddito.

La citata risoluzione n. 246/E ha precisato precisa che devono essere utilizzati in sostituzione della codifica 9001 nell’ipotesi in cui il contribuente intenda corrispondere soltanto parte dell’importo complessivamente richiesto, non avvalendosi, pertanto, del modello di pagamento precompilato allegato alla comunicazione trasmessa dall’Amministrazione.

In tal caso, deve essere compilato un F24 che contenga, nella sezione “Erario”, il codice specifico di imposta, sanzioni e interessi, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”.

 

 

2) Approvato il modello di dichiarazione riservata delle attività emerse che si utilizza a partire dal 15 settembre 2009

Con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 14 settembre 2009 è stato approvato il modello di dichiarazione riservata delle attività emerse, come previsto dall’art. 13-bis del D.L. 1° luglio 2009, n. 78, convertito, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102.

Il modello deve essere utilizzato dalle persone fisiche, dagli enti non commerciali, dalle società semplici e dalle associazioni equiparate per la dichiarazione delle attività, detenute all’estero a partire da una data non successiva al 31 dicembre 2008, che sono oggetto di rimpatrio e/o di regolarizzazione.

Il modello va presentato in banca o ad altro intermediario (SIM, SGR, fiduciarie, agenti di cambio o Poste italiane S.p.A.) a partire dal 15 settembre 2009 e fino al 15 aprile 2010.

Il provvedimento, inoltre, definisce il tasso di cambio per la determinazione del controvalore in euro delle attività finanziarie e degli investimenti rimpatriati o regolarizzati.

Pronto il modello per la dichiarazione riservata

Lo scudo fiscale ha, quindi, trovato il modello con il provvedimento firmato il 14.09.2009 dal direttore dell’Agenzia delle Entrate che ha messo a disposizione il modello di dichiarazione riservata delle attività oggetto di rimpatrio e/o di regolarizzazione, le istruzioni per la compilazione e l’elenco dei tassi di cambio da utilizzare per determinare il controvalore in euro delle attività finanziarie rimpatriate o regolarizzate.

Chi è tenuto a presentare la dichiarazione riservata

Il modello dovrà essere presentato dalle persone fisiche, dagli enti non commerciali, dalle società semplici e dalle associazioni equiparate a partire dal 15 settembre 2009 e fino al 15 aprile 2010 all’intermediario che riceve in deposito le somme e le altre attività finanziarie o che è incaricato della regolarizzazione delle attività finanziarie e patrimoniali.

Tra gli intermediari, le banche italiane, le società di intermediazione mobiliare e di gestione del risparmio, le società fiduciarie, gli agenti di cambio iscritti nel ruolo unico e Poste italiane Spa.

Dati da dichiarare

In particolare, nella dichiarazione riservata dovranno essere indicati i dati del dichiarante, del suo rappresentante, riepilogate le attività rimpatriate e/o regolarizzate e la relativa imposta straordinaria dovuta (Quadro A).

Gli altri campi riguardano il conferimento dell’incarico tramite la firma del dichiarante, i dati dell’intermediario e l’attestazione di avvenuta presentazione del modello.

Spazio alla distinta delle attività rimpatriate e/o regolarizzate, invece, nel Quadro B, che accoglie i dettagli relativi a denaro, altre attività finanziarie, immobili e diritti immobiliari e altri investimenti di natura non finanziaria.

Gli ultimi campi sono dedicati ai dati degli intermediari (Denominazione, Stato estero, sede, filiale) e alla firma tramite cui il dichiarante attesta che, a partire da una data non successiva al 31 dicembre 2008, deteneva le attività rimpatriate fuori dal territorio dello Stato e/o deteneva le attività regolarizzate fuori dal territorio dello Stato, e che sussistono le condizioni previste per la regolarizzazione.

Scudo “ter” ai nastri di partenza

La nuova edizione dello scudo fiscale si rivolge ai soggetti fiscalmente residenti nel territorio dello Stato che, anteriormente al 31 dicembre 2008, hanno esportato o detenuto all’estero capitali e attività senza osservare le disposizioni sul cosiddetto “monitoraggio fiscale”.

L’imposta straordinaria dovuta è determinata con l’aliquota del 50% sul rendimento presunto delle attività rimpatriate o regolarizzate.

Il rendimento si presume maturato nella misura del 2% per i cinque anni precedenti l’operazione di emersione.

In sostanza, quindi, l’imposta straordinaria è pari al 5% del valore delle attività indicate nella dichiarazione riservata.

Il provvedimento è disponibile sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it insieme al modello, alle istruzioni per la compilazione e alla tabella con i cambi per la determinazione del controvalore in euro delle attività finanziarie e degli investimenti rimpatriati o regolarizzati.

 

 

3) Cessioni gratuite a titolo di liberalità

Lo cessioni gratuite propriamente dette effettuate solitamente per fini di rappresentanza, costituiscono sempre cessioni imponibili se hanno per oggetto beni la cui produzione o il cui commercio rientra nell’attività propria dell’impresa.

Gli omaggi che hanno per oggetto beni diversi sono invece fuori campo se il valore unitario non supera 25,82 euro; se il valore è superiore, l’omaggio è imponibile, a meno che si tratta di beni per il cui acquisto non sia stata esercitata la detrazione “a monte”.

Liberalità a favore di determinati soggetti

Gli omaggi di beni oggetto nell’attività dell’impresa sono esenti se effettuate nei confronti di:

– enti pubblici, associazioni ai riconosciute o fondazioni:

aventi esclusivamente finalità di assistenza, beneficenza educazione, istruzione, studio o ricerca scientifica, oppure di Onlus; l’esenzione è applicabile a condizione che risultino rispettate le norme procedurali stabilite dall’art. 2. comma 2 del dpr n. 441/97;

– popolazioni colpite da calamità naturali o catastrofi dichiarate tali ai sensi delle legge n. 996/70 o della legge n. 225/92.

In questi casi, essendo le operazioni qualificate esenti, non spetta il diritto alla detrazione “a monte”, per cui se il diritto stesso è stato esercitato in anni precedenti, all’atto dell’acquisto dei beni, scatta l’obbligo di rettifica della detrazione ai sensi dell’art. 19-bis2, comma 1, DPR 633/72.

Sconti, premi e abbuoni

Ai sensi dell’art 15, n. 2 del DPR 633/72, il valore dei beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono, poiché su tratta di sconti merce concordati, è escluso dalla base imponibile. L’esclusione dalla base imponibile non opera se i beni oggetto della cessione principale scontano un’aliquota più elevata.

Ai sensi dell’art. 21, comma 2, lett. c), è obbligatorio indicare nella fattura il valore normale dei beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono.

Campioni gratuiti

Ai sensi dell’art, 2, comma 3, lett. d) del DPR 633/72 non costituiscono cessioni di beni le cessioni di campioni gratuiti di modico valore, appositamente contrassegnati.

Tali cessioni, pur non essendo soggette all’Iva, sono classificate come operazioni con diritto alla detrazione ai sensi dell’art. 19, comnla 3, lett. e) del DPR 633/72.

Manifestazioni a premio

Parimenti, l’art. 2, comma 3, lettera m) dichiara escluse dal campo di applicazione dell’Iva le cessioni di beni assegnati ai vincitori delle manifestazioni a premio disciplinate dal DPR n. 430/2001.

A differenza dei campioni gratuiti, l’acquisto o l’importazione dei beni destinati

all’assegnazione come premi nell’ambito delle predette manifestazioni non dà in nessun caso diritto alla detrazione dell’imposta, come espressamente stabilisce l’art. 19, comma 2, del dpr 633/72.

Se per l’assegnazione del premio è però previsto il pagamento di un contributo da parte del beneficiano, tale contributo è imponibile, per coi l’imposta “a monte” è parzialmente detraibile pro quota (R.M. n. 368 del 2002).

Omaggi di prodotti invendibili

Tali operazioni gratuite, previste da diverse disposizioni, è caratterizzato in senso oggettivo dalla “non commerciabilità” del prodotto e in senso soggettivo dalla figura dei beneficiari.

Il regime Iva, particolarmente favorevole, consiste nel considerare distrutti i prodotti, per cui si concretizza nell’esclusione dall’imposizione “a valle” senza pregiudizio per la detrazione a suo tempo esercitata dall’impresa per l’acquisto o la produzione dei beni.

Le operazioni in questione sono:

– le cessioni gratuite di prodotti non più commercializzati o non idonei alla commercializzazione per carenza o errori di confezionamento, di etichettatura, di peso o per altri motivi similari, oppure per prossimità della data di scadenza, poste in essere nei confronti dei soggetti indicati nell’art. 10, n. 12, del DPR 633/72 e da questi ritirati presso i luoghi di esercizio dell’impresa (art. 6, comma 15, legge 13/5/99, n. 133);

– le cessioni gratuite di prodotti editoriali e di dotazioni informatiche non più commercializzati o non idonei alla commercializzazione, effettuate nei confronti di enti locali, istituti di prevenzione e pena, istituzioni scolastiche, orfanotrofi, enti religiosi (art. 54, comma 1, legge 21/11/2000, n. 342);

– le cessioni gratuite, nei confronti delle onlus, di beni non di lusso oggetto dell’attività propria dell’impresa (eccettuati i prodotti farmaceutici e le derrate alimentari) che presentino imperfezioni, alterazioni, danni o vizi che pur non modificandone l’idoneità di utilizzo, non ne consentono la commercializzazione o la vendita, fino ad un importo pari al costo specifico sostenuto per la produzione o l’acquisto complessivamente non superiore al 5% del reddito d’impresa dichiarato (art. 13, comma 3, dlgs 4/12/1997, n. 460, come modificato dall’art. 1, comma 130, legge n 244/2007).

La circolare n. 26 del 26/3/2008, ha tra l’altro, evidenziato che, considerandosi i beni distrutti ai fini dell’Iva, occorre rispettare le norme procedurali previste dall’art. 2, comma 4, del DPR 441/97.

Tipo di operazione

Trattamento Iva

 

Diritto di detrazione

Cessioni gratuite di beni oggetto dell’attività

Imponibili

 

SI

Cessioni gratuite di beni oggetto dell’attività a favore di enti pubblici onlus ecc.

 

Esenti

NO

Cessioni gratuite di beni oggetto dell’attività a favore di popolazioni colpite da calamità naturali

 

Esenti

SI

Cessioni gratuite di beni non oggetto dell’attività, di valore fino a 25,82 €

Fuori campo IVA

SI

Cessioni gratuite di beni non oggetto dell’attività, di valore superiore a 25,82 €

Imponibili

SI

Cessioni a titolo di sconto, premio o abbuono, in conformità alle condizioni contrattuali

Escluse dalla base imponibile

SI

Cessioni di campioni gratuiti appositamente contrassegnati

 

Non soggette

SI

Assegnazioni gratuite di beni ai vincitori di manifestazioni a premio

 

Non soggette

 

NO

Cessioni gratuite di prodotti alimentari non

vendibili a favore di enti pubblici Onlus, ecc.

Non rilevano

SI

Cessioni gratuite di prodotti editoriali e dotazioni informatiche non vendibili a favore di enti locali, carceri, scuole, orfanotrofi, enti religiosi

 

Non rilevano

SI

Cessioni gratuite di beni non di lusso

non vendibili, a favore di onlus

 

Non rilevano

SI

 

 

4) Brevi fiscali:

 

– Nei rimborsi Irap privilegiato il 2004

Dopo lo stop al click day ed in attesa che le Entrate decidano i criteri di accesso al bonus viene ipotizzata la procedura dei rimborsi Irap che tiene conto dell’ordine di presentazione delle domande, anno per anno: partendo, cioè, dalle richieste più datate, quelle riferite al 2004 per arrivare al 2007.

Il decreto legge n. 185/2008 impone infatti di rispettare l’ordine di presentazione delle domande.

Nel click day veniva, invece, privilegiata la gara telematica.

Le istanze sarebbero state soddisfatte ‘secondo l’ordine cronologico’ di presentazione e nei limiti dei fondi disponibili.

 

 

– Per la firma di Unico spazio ai vecchi revisori

La sottoscrizione dei modelli Unico e Irap rischia di creare problemi soprattutto nelle ipotesi in cui coloro che sono in carica al momento della presentazione della dichiarazione siano diversi da quelli che hanno sottoscritto la relazione con giudizio sul bilancio.

La Finanziaria 2008 ha infatti modificato le norme sulla sottoscrizione dei modelli prevedendo la firma obbligatoria di tutti i soggetti incaricati del controllo contabile.

Secondo l’ interpretazione della norma, assunta anche da Assirevi, la sottoscrizione può avvenire ad opera di un soggetto non più in carica al momento della trasmissione della dichiarazione.

 

 

– Modello Unico integrativo a favore in quattro anni

La Commissione tributaria provinciale di Modena, con la sentenza n. 66/06/2009, depositata il 05.05.2009, ha stabilito che la dichiarazione tributaria è integrabile a favore del contribuente entro il termine quadriennale, stabilito dal D.p.r. n. 322/98.

 

 

– I professionisti anziani non soggetti ad Irap

I vecchi professionisti non sono tenuti a pagare l’Irap. Non è detto infatti che per raggiungere certi livelli di reddito, ad una età avanzata, debbano avvalersi per forza di ‘un’autonoma organizzazione’. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 19515 del 10 settembre 2009. Accolto il ricorso di un professionista anziano, ordinario di procedura penale e consulente.

 

 

– Procedura per la cessione a titolo gratuito di personal computer portatili dismessi

L’Agenzia delle Entrate ha avviato una procedura per la cessione gratuita di apparecchiature informatiche non più idonee per il proprio utilizzo istituzionale, ma che possono essere ancora utili a scuole ed enti di volontariato.

Le richieste (massimo 10 PC portatili per ente richiedente) dovranno essere inviate alla casella di posta elettronica ufficiotlc@pce.agenziaentrate.it dell’Agenzia delle Entrate a partire dalle ore 11:00 del giorno 5 ottobre 2009 e non oltre le ore 11:00 del giorno 16 ottobre 2009 esclusivamente a mezzo Posta Elettronica Certificata, l’equivalente telematico della raccomandata con ricevuta di ritorno.

Tale modalità consentirà di certificare il mittente e l’ora dell’invio, che, a parità di altre condizioni, determinerà la graduatoria dei “vincitori”.

 

 

– -Concorso per la premiazione di tesi di laurea sul diritto tributario e la fiscalità nazionale e internazionale

Tre stage in premio ai neo dottori con le migliori tesi di laurea, inedite e originali, sul diritto tributario e la fiscalità italiana e internazionale.
A offrire questa opportunità di formazione e interscambio tra il mondo universitario e quello professionale è proprio l’agenzia delle Entrate, che apre le porte ai giovani meritevoli riservando loro un concorso in cui saranno premiati gli autori degli elaborati più interessanti per contenuto, metodo di ricerca, e per la loro potenziale utilizzabilità nell’ambito della mission istituzionale dell’Amministrazione finanziaria.

Il bando, in rete sul sito internet dell’Agenzia, spiega nel dettaglio requisiti, tempi e modalità per presentare domanda e poter vincere questo premio “formativo”.

Le domande di ammissione dovranno essere presentate, in via telematica, entro la mezzanotte del 16 novembre 2009, all’indirizzo di posta elettronica entrate.premiotesilaurea@agenziaentrate.it.
Alla domanda dovranno essere allegati, in formato pdf, la tesi di laurea, di dottorato di ricerca o di master e la relativa sintesi (indicativamente 2-4 pagine), il certificato di laurea, con la data dell’esame, il voto, la facoltà e/o il corso, l’autorizzazione alla pubblicazione della tesi sul sito dell’agenzia delle Entrate.

 

 

– Il valore dell’imposta di registro non accerta le imposte dirette: Sentenza CTP Pisa

Con la sentenza n. 123/02/09, la CTP di Pisa ha stabilito che il valore dell’imposta di registro non può essere l’unico presupposto ai fini dell’accertamento delle imposte dirette.

 

 

– Imposta di pubblicità e TARSU

Con la sentenza, n. 18442/2009, la Corte di Cassazione ha stabilito che per gli impianti pubblicitari è richiesto il pagamento solo dell’imposta di pubblicità e non anche della tassa di occupazione del suolo pubblico.

 

 

– Movimenti bancari: occorrono elementi di prova certi

La Corte di cassazione, con la sentenza n. 18339/2009 si è espressa sulle prove generiche sui movimenti bancari.

Per poter vincere la presunzione in materia di accertamenti bancari non è sufficiente che la prova fornita dal contribuente sia semplicemente giustificabile.

Le prove fornite in merito alle movimentazioni bancarie devono essere analiticamente dimostrate.

 

 

– La massima del Consiglio Notarile: Recesso del socio e riduzione del capitale sociale

Il Notariato di Firenze è intervenuto sul tema del recesso del socio e, in particolare, sulla misura della riduzione del capitale sociale nell’ipotesi in cui, per far fronte al rimborso del socio receduto, la società si trovi nella necessità di doverlo ridurre.

La quota del socio può essere acquistata da altri soci o da terzi ma se ciò non è possibile il valore della quota deve essere rimborsato tramite le riserve disponibili e, in loro mancanza, riducendo il capitale sociale.

Il capitale sociale va ridotto per un importo pari al valore nominale della quota del socio recedente e l’eccedenza va iscritta quale componente negativo del conto economico. Ciò impone rilevanti implicazioni fiscali.

 

 

 

A cura di Vincenzo D’Andò

 

 

 


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