Modifiche alla vigente normativa in materia di immigrazione; eventi sismici nella Regione Abruzzo; regolarizzazione contributi previdenziali ed assistenziali sospesi; contingente di cittadini stranieri autorizzati ad entrare in Italia nell’anno 2009 per partecipare a corsi di formazione professionale o a tirocini formativi; comunicazione all’INAIL dei dati inerenti alle prestazioni di lavoro occasionale di tipo accessorio; congedo straordinario; pena scontata se si rimuovono le irregolarità

1) Legge n. 94/2009: modifiche alla vigente normativa in materia di immigrazione – Precisazioni del Ministero dell’Interno.

          Si informa che, nel Supplemento Ordinario n. 128/L alla Gazzetta Ufficiale n. 170 del 24 luglio 2009, è stata pubblicata la Legge 15 luglio 2009, n. 94, recante “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”. L’art. 1 di tale provvedimento, entrato in vigore il successivo 8 agosto, innova in più punti il Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione, approvato con Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (e successive modifiche ed integrazioni).

          Si evidenziano le novità di maggiore interesse per le imprese, anche alla luce dei primi chiarimenti forniti dal Ministero dell’Interno con circolare n. 0004820 del 27 agosto 2009. Rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno – A modifica dell’art. 5, comma 4, primo periodo, del predetto Testo Unico, è stato previsto che il rinnovo del permesso di soggiorno debba essere richiesto almeno sessanta giorni prima della scadenza.

 

          La precedente versione di tale norma, invece, differenziava il termine di richiesta in funzione della tipologia di permesso: almeno novanta giorni prima della scadenza, nei casi di primo permesso per lavoro subordinato a tempo indeterminato; almeno sessanta giorni prima, nei casi di primo permesso per lavoro subordinato a tempo determinato; almeno trenta giorni prima, negli altri casi (nota 1). Diversamente da quella appena illustrata, già operativa, le altre innovazioni introdotte sul tema in oggetto necessitano di appositi provvedimenti attuativi. In primo luogo, il nuovo art. 4-bis, comma 2, rinvia ad un apposito Regolamento, da emanarsi entro centottanta giorni, la definizione dei contenuti e delle modalità di sottoscrizione dell’“Accordo di integrazione”, atto articolato per “crediti” che dovrà essere siglato contestualmente alla domanda di primo permesso di soggiorno, ai fini del conseguente rilascio.

          La perdita integrale dei “crediti” determinerà, salvo che in alcuni specifici casi, la revoca del permesso e l’espulsione dello straniero dal territorio dello Stato. A successivi decreti interministeriali è stata inoltre rimessa: – l’individuazione del contributo, di importo compreso fra un minimo di 80 e un massimo di 200 euro, previsto dal nuovo comma 2-ter dell’art. 5, ai fini della presentazione della richiesta di rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno; – la determinazione delle modalità di svolgimento del test di conoscenza della lingua italiana al superamento del quale sarà subordinato, ai sensi del nuovo comma 2-bis dell’art. 9, il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo (nota 2).

 

          Ingressi “fuori quota” di lavoratori stranieri altamente qualificati – Nell’art. 27 del Testo Unico, concernente i casi particolari di ingresso “fuori quota” (e cioè al di fuori del contingente massimo annualmente stabilito) di lavoratori stranieri particolarmente qualificati, è stato inserito il nuovo comma 1-ter, ai sensi del quale, per le categorie di cui al comma 1, lettere a), c) e g), il rilascio del nulla osta al lavoro è sostituito dalla semplice comunicazione al competente Sportello Unico per l’Immigrazione, da presentare con modalità informatiche, della proposta di “contratto di soggiorno” per lavoro subordinato.

          Le categorie interessate da tale facilitazione sono, in concreto, i dirigenti ed il personale altamente specializzato (lettera a), i professori universitari destinati a svolgere in Italia un incarico accademico (lettera c) ed i lavoratori alle dipendenze di organizzazioni od imprese operanti nel territorio italiano i quali svolgano funzioni o compiti specifici, per un periodo limitato o determinato (lettera g). La possibilità di fruire di questa particolare procedura è tuttavia subordinata alla sottoscrizione, da parte del datore di lavoro interessato, di un protocollo di intesa con il Ministero dell’Interno, contenente l’impegno a garantire l’osservanza delle vigenti disposizioni in tema di assunzione di lavoratori stranieri, con particolare riferimento alla capacità economica richiesta.

 

          È prevista, a questi fini, la presentazione di un’apposita istanza al predetto dicastero, sulla base della modulistica informatizzata che sarà appositamente predisposta e che dovrà essere utilizzata dai soli datori di lavoro che esercitino l’opzione in parola (in tutti gli altri casi, come precisato dalla circolare ministeriale citata in premessa, continuerà a valere la procedura già in uso) (nota 3).

 

Conseguimento in Italia di un dottorato o di un master universitario di secondo livello

          Un’altra innovazione di interesse concerne l’inserimento del nuovo comma 11-bis nell’art. 22 del Testo Unico, a norma del quale lo studente straniero che abbia conseguito in Italia un dottorato od un master universitario di secondo livello potrà richiedere, alla scadenza del permesso di soggiorno per motivi di studio:

– o il rilascio di un permesso di soggiorno per “attesa occupazione”, previa iscrizione, per un massimo di dodici mesi, nell’elenco anagrafico delle persone in cerca di lavoro, di cui all’articolo 4 del Decreto del Presidente della Repubblica 7 luglio 2000, n. 442;

– oppure, nel caso in cui l’interessato sia già stato oggetto di una proposta di assunzione, la conversione del permesso per studio in permesso di soggiorno per motivi di lavoro, presentando apposita domanda al competente Sportello Unico per l’Immigrazione.

 

Ricongiungimenti familiari

          Come sottolineato dal Ministero dell’Interno, la nuova formulazione dell’art. 29 del Testo Unico, pur non modificando sostanzialmente le categorie dei familiari per i quali è possibile chiedere il ricongiungimento, incide su alcuni requisiti soggettivi ed oggettivi previsti per l’accoglimento, entro il nuovo termine di centottanta giorni, delle relative istanze. Si evidenzia, in particolare, il comma 3, lettera a), della norma suddetta, che impone al soggetto richiedente di dimostrare la disponibilità “di un alloggio conforme ai requisiti igienico sanitari, nonché di idoneità abitativa, accertati dai competenti uffici comunali”.

 

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2) Eventi sismici nella Regione Abruzzo – Regolarizzazione dei contributi previdenziali ed assistenziali sospesi – Istruzioni dell’INPS

          La Direzione Generale dell’INPS ha diramato la Circolare n. 96 del 6 agosto 2009, avente ad oggetto le modalità di regolarizzazione dei contributi previdenziali ed assistenziali sospesi a seguito degli eventi sismici che hanno colpito la Regione Abruzzo il 6 aprile 2009. Al punto 5, la circolare in discorso evidenzia che, ai sensi dell’art. 25, comma 3, del Decreto-Legge 1° luglio 2009, convertito con modificazioni dalla Legge 3 agosto 2009, n. 102 (nota 4), i contributi non versati per effetto della sospensione prevista dall’art. 2, comma 1, dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3754 del 9 aprile 2009, vengono riscossi, senza applicazione di oneri accessori, in ventiquattro rate mensili di pari importo, a decorrere dal mese di gennaio 2010 (nota 5).

         

          La norma sopra richiamata interessa i datori di lavoro privati, i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, agricoli) e gli iscritti alla Gestione separata (committenti, liberi professionisti, ecc.), operanti alla data del 6 aprile 2009 nei Comuni individuati dal Decreto del Commissario delegato n. 3 del 16 aprile 2009 (nota 6), per i quali la citata ordinanza ha sospeso il pagamento dei contributi previdenziali con scadenza nell’arco temporale 6 aprile – 30 novembre 2009 (nota 7). Relativamente alla sospensione del versamento dei contributi riferiti ai periodi di paga di marzo, aprile e maggio 2009, concessa dall’art. 5, comma 3, dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3763 del 6 maggio 2009, alle imprese ed ai lavoratori autonomi, nonché ai committenti con collaboratori coordinati e continuativi o a progetto, operanti fuori dei Comuni terremotati, ma che, alla data del 6 aprile 2009, erano assistiti da un consulente del lavoro o altro professionista di cui alla Legge 11 gennaio 1979, n. 12, con domicilio professionale nei suddetti Comuni, l’INPS ricorda che tale sospensione aveva validità di sessanta giorni dall’11 maggio 2009 (data di pubblicazione di quest’ultima ordinanza).

 

          Pertanto, in assenza di ulteriori disposizioni, l’Istituto fa presente che i contributi in questione dovevano essere versati entro il 16 luglio 2009. Al punto 2., la circolare in esame segnala inoltre che, considerate le oggettive difficoltà di effettuazione degli adempimenti connesse alle condizioni infrastrutturali dei territori danneggiati dal sisma, l’INPS ha riconosciuto, per i datori di lavoro domestico, i prosecutori volontari e gli interessati a riscatti e ricongiunzioni, residenti nei Comuni terremotati e non ammessi alla sospensione contributiva in quanto non annoverati tra i soggetti beneficiari, la possibilità di differire il termine di versamento di tutte le rate in scadenza sino al 30 maggio 2009.

 

          Tali versamenti dovevano quindi essere effettuati in unica soluzione entro il 16 luglio 2009, senza aggravi di oneri accessori. Infine, l’INPS rammenta che l’art. 5, comma 4, dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3763/2009, ha disposto la non applicazione delle sanzioni amministrative per inadempimenti in materia di lavoro e fiscale, per ritardate comunicazioni di assunzione, cessazione e variazione del rapporto di lavoro, in scadenza nell’arco temporale 6 aprile – 30 giugno 2009. Destinatari della norma sono i soggetti operanti alla data del sisma nei Comuni terremotati, nonché le imprese ed i lavoratori autonomi, che, pur operanti altrove, erano assistiti da soggetti con domicilio professionale nei suddetti Comuni.

 

          Dal 1° luglio 2009 decorre l’obbligo di effettuare tali adempimenti e l’ordinario regime sanzionatorio in caso di omissione. Nel medesimo periodo è fatto comunque salvo l’obbligo di trasmettere ai Centri per l’Impiego il modello “Unificato URG”, previsto dall’art. 1, lett. d), dall’art. 3, comma 2, e dall’art. 4, comma 6, del Decreto Ministeriale 30 ottobre 2007 per i casi di assunzioni d’urgenza o di mancato funzionamento dei servizi informatici. L’Istituto esprime tuttavia l’avviso che, anche in questa occasione, l’obbligo di comunicazione debba comunque essere assolto con le modalità ordinarie alla fine del menzionato periodo.

 

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3) Contingente di cittadini stranieri autorizzati ad entrare in Italia nell’anno 2009 per partecipare a corsi di formazione professionale o a tirocini formativi

          Dalla Gazzetta Ufficiale n. 204 del 3 settembre 2009 si riporta il testo del Decreto con il quale, il precedente 29 luglio, il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha determinato in via transitoria, per l’anno 2009, il contingente di cittadini non comunitari autorizzati ad entrare in Italia per:

• la frequenza di corsi di formazione professionale, di durata non superiore a 24 mesi, finalizzati al riconoscimento di una qualifica o comunque alla certificazione delle competenze acquisite;

• lo svolgimento di tirocini formativi e di orientamento funzionali al completamento di un percorso di formazione professionale. Anche per il corrente anno, il numero massimo degli ingressi autorizzabili è stato equamente suddiviso fra le due tipologie: 5.000 quote in entrambe le ipotesi, da ripartire, nel solo caso dei tirocini formativi, tra le Regioni e le Province autonome (la quota assegnata al Piemonte è di 400 unità).

 

          Sempre in relazione alla fattispecie dei tirocini formativi e di orientamento, si ricorda che le modalità per l’estensione ai cittadini non comunitari delle disposizioni di cui al Decreto Ministeriale 25 marzo 1998, n. 142, recante il Regolamento di attuazione dei principi e criteri contenuti nell’articolo 18 della Legge 24 giugno 1997, n. 196 sono state definite con Decreto Ministeriale 22 marzo 2006.

 

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4) Comunicazione all’INAIL dei dati inerenti alle prestazioni di lavoro occasionale di tipo accessorio – Nuova procedura on line

          I committenti di prestazioni occasionali di tipo accessorio, di cui all’art. 70 del Decreto Legislativo 10 settembre 2003, n. 276 hanno l’obbligo di comunicare all’INAIL, prima dell’inizio della prestazione, i dati relativi all’attività affidata al lavoratore (luogo e periodo della prestazione) ed i dati anagrafici propri e del lavoratore, anche in caso di variazioni del periodo di lavoro (cessazione o modifica del periodo). Tenuto conto dell’ampliamento della sfera dei soggetti interessati dalla norma sopra richiamata, a seguito delle innovazioni introdotte dall’art. 7-ter, comma 12, del Decreto-Legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito dalla Legge 9 aprile 2009, n. 33 (nota 8), la Direzione Generale dell’INAIL, con istruzioni operative del 7 settembre 2009, in appresso riportate, ha reso noto di aver predisposto una apposita procedura telematica di acquisizione delle denunce in discorso. Tale procedura, disponibile sul sito Internet dell’Istituto (www.inail.it), nella Sezione Punto Cliente, si aggiunge ai canali già esistenti (fax INAIL n. 800.657.657 e contact center INPS/INAIL al n. 803.164) e consente di effettuare la prima comunicazione dei dati riferiti alle prestazioni in oggetto e le eventuali successive variazioni.

 

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5) Congedo straordinario di cui all’art. 42, comma 5, del Decreto Legislativo n. 151/2001 – Sentenza della Corte Costituzionale n. 19/2009 – Chiarimenti dell’INPS

          Con sentenza n. 19 del 30 gennaio 2009), la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 42, comma 5, del Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (nota 9), in riferimento agli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione, nella parte in cui non include, nel novero dei soggetti aventi titolo a fruire del congedo straordinario ivi previsto, il figlio convivente, in assenza di altri soggetti idonei a prendersi cura della persona in situazione di disabilità grave.

          Ai fini dell’erogazione dell’indennità connessa alla fruizione del congedo in discorso a seguito della richiamata sentenza, l’INPS ha fornito indicazioni con circolare n. 41 del 16 marzo 2009. Si informa ora che, con messaggio n. 19583 del 2 settembre 2009, in appresso riprodotto, l’Istituto è tornato sull’argomento per rendere noto il parere espresso dal Ministero del Lavoro in merito all’esatta portata del termine “convivenza” citato nella suindicata pronuncia.

 

          In proposito, il menzionato Dicastero ha posto in rilievo quanto enunciato dalla Corte Costituzionale circa la necessità primaria “di assicurare in via prioritaria la continuità nelle cure e nell’assistenza del disabile che si realizzano in ambito familiare, al fine di evitare lacune nella tutela della salute psico-fisica dello stesso”. Pertanto, ad avviso del Ministero del Lavoro, alla luce della necessità di un’assistenza continuativa, per “convivenza” si deve fare riferimento, in via esclusiva, alla residenza, luogo in cui la persona ha la dimora abituale, ai sensi dell’art. 43 del Codice civile, non potendo ritenersi conciliabile con la predetta necessità la condizione di domicilio né la mera elezione di domicilio speciale previsto per determinati atti o affari dall’art. 47 del medesimo codice.

 

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6) Corte di Cassazione n. 29545 del 17 luglio 2009 – Pena scontata se si rimuovono le irregolarità

          Per opportuna conoscenza, si provvede a segnalare la sentenza n. 29545/09 con cui la terza sezione penale della Corte di Cassazione, applicando il principio del favor rei, ha emanato la propria decisione tenendo conto, per la prima volta, del D.Lgs. n. 81/08 ed in particolare dell’attenuante contenuta nell’art. 303 dello stesso decreto. Tale articolo, si ricorda, prevede che per i reati previsti dal T.U. e puniti con la pena dell’arresto, anche in via alternativa, la sanzione sia ridotta fino ad un terzo nel caso in cui il contravventore, entro il termine di cui all`art. 491 del c.p.p., si adoperi concretamente per la rimozione delle irregolarità e delle eventuali conseguenze dannose derivate dal reato.

 

          Nel caso di specie, fermo restando che il reato si e` estinto per scadenza dei termini prescrizionali, il responsabile di una ditta individuale, che era stato condannato perché le impalcature non erano dotate dei parapetti e di un adeguato sistema elettrico, ricorreva alla Suprema Corte deducendo che l`adempimento delle prescrizioni antinfortunistiche, a seguito di invito alla regolarizzazione, doveva essere considerato come attenuante che, erroneamente, non era invece stata riconosciuta nella sentenza impugnata. Interpretando estensivamente l`art. 303 del T.U. sulla sicurezza e, conseguentemente, applicando l`attenuante di cui al richiamato articolo anche per quelle irregolarità pregresse riscontrate prima dell`entrata in vigore del D.Lgs. n. 81/08, la Corte ha giudicato il ricorso non manifestatamene infondato e quindi ammissibile.

 

Massimo Pipino

10 Settembre 2009

 

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Note

 

(1) Si ricorda che, secondo quanto a suo tempo precisato dal Ministero dell’Interno con propria direttiva del 5 agosto 2006, il cittadino straniero, in attesa della conclusione delle pratiche di rinnovo, può contare “sulla piena legittimità del soggiorno e continuare a godere dei diritti ad esso connessi”, a condizione, tra l’altro, che la domanda di rinnovo sia presentata “prima della scadenza del permesso di soggiorno o entro i sessanta giorni successivi alla scadenza”.

(2) Si ricorda che, a norma dell’art. 9, comma 1, del Testo Unico, come modificato dal Decreto Legislativo 8 gennaio 2007, n. 3, il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo può essere richiesto dal cittadino non comunitario in possesso, da almeno cinque anni, di un permesso di soggiorno in corso di validità.

(3) Deve trattarsi, secondo la norma in esame, di dirigenti o di personale altamente specializzato “di società aventi sede o filiali in Italia, ovvero di uffici di rappresentanza di società estere che abbiano la sede principale di attività nel territorio di uno Stato membro dell’Organizzazione mondiale del commercio, ovvero dirigenti di sedi principali in Italia di società italiane o di società di altro Stato membro dell’Unione Europea”.

(4) In merito all’art. 25, comma 3, del Decreto-Legge n. 78/2009, la Direzione Generale dell’INAIL ha diramato le istruzioni di propria competenza con nota n. 7359 del 20 luglio 2009.

(5) Secondo quanto stabilito dall’INPS, l’importo minimo da versare per ciascuna rata non può essere inferiore a 50,00.

(6) L’elenco dei Comuni interessati dal sisma in questione è stato integrato dal Decreto del Commissario Delegato 17 luglio 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 173 del 28 luglio 2009.

(7) In riferimento alla sospensione del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali prevista dall’Ordinanza n. 3754/2009, la Direzione Generale dell’INPS ha fornito indicazioni con circolare n. 59 del 21 aprile 2009.

(8) L’art. 7-ter, comma 12, del Decreto-Legge n. 5/2009, convertito dalla Legge n. 33/2009, ha modificato l’art. 70 del Decreto Legislativo n. 276/2003, estendendo l’operatività del sistema di regolazione dei buoni lavoro (cosiddetti “vaucher”) alle attività rese nell’ambito: di manifestazioni sportive, culturali, fieristiche o caritatevoli e di lavori di emergenza anche nel caso di committente pubblico; di qualsiasi settore produttivo svolte il sabato e la domenica; di attività agricole di carattere stagionale effettuate da casalinghe; di qualsiasi settore produttivo da parte di pensionati. In merito alle attività occasionali eseguite da studenti con meno di venticinque anni di età, la nuova norma ha stabilito che gli stessi possono accedere al lavoro accessorio anche il sabato e la domenica, oltre che nei periodi di vacanza e compatibilmente con gli impegni scolastici. All’art. 70 del Decreto Legislativo n. 276/2003 è stato inoltre aggiunto il comma 1-bis, ai sensi del qua! le, in via sperimentale per l’anno 2009, le prestazioni occasionali in parola possono essere rese, in tutti i settori produttivi e nel limite massimo di 3.000 per anno solare, da percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito, compatibilmente con quanto stabilito dall’art. 19, comma 10, del Decreto-Legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito dalla Legge 28 gennaio 2009, n. 2, che subordina il diritto a percepire qualsiasi trattamento di sostegno al reddito, previsto dalla legislazione vigente in materia di ammortizzatori sociali, alla dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro o, a seconda della specifica tipologia di sussidio, ad un percorso di riqualificazione professionale. In merito alle predette innovazioni legislative, la Direzione Generale dell’INPS ha diramato istruzioni con circolare n. 88 del 9 luglio 2009.

(9) Si ricorda che l’art. 42, comma 5, del Decreto Legislativo n. 151/2001, prevede il diritto della lavoratrice madre o, in alternativa, del lavoratore padre o, dopo la loro scomparsa, di uno dei fratelli o sorelle conviventi di soggetto con handicap in situazione di gravità, in presenza di determinati requisiti e condizioni, a fruire, per l’assistenza del soggetto disabile, del congedo di cui all’art. 4, comma 2, della Legge 8 marzo 2000, n. 53, entro sessanta giorni dalla richiesta. Con sentenze n. 233 del 16 giugno 2005 e n. 158 del 18 aprile 2007 la Corte Costituzionale ha esteso il diritto al congedo in discorso ai fratelli o sorelle conviventi con un soggetto in situazione di handicap grave, anche nell’ipotesi in cui i genitori siano impossibilitati a provvedere all’assistenza del figlio disabile perché totalmente inabili, nonché al coniuge convivente.

Massimo Pipino

16 settembre 2009


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