Modello di comunicazione dei dati fiscali all’Agenzia delle Entrate e controllo sugli enti non commerciali

Modello di comunicazione dei dati fiscali all’Agenzia delle Entrate e controllo sugli enti non commerciali

A breve partiranno le verifiche fiscali sugli enti non profit selezionate “a tavolino”.

Infatti, è stato approvato il modello (con relative istruzioni) del 02.09.2009 dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Si tratta del modello per comunicare i dati rilevanti a fini fiscali degli enti associativi, per i controlli sui circoli privati previsti dall’art. 30 del D.L. n. 185/08.

Con il provvedimento di approvazione del modello, sono state rese operative le disposizioni finalizzate ad acquisire il maggior numero di informazioni per contrastare, come già anticipato dalla stessa Agenzia delle Entrate nella circolare 12/E del 09.04.2009, l’uso distorto dello strumento associazionistico.

La modalità attraverso la quale è possibile inviare il modello, è esclusivamente quella telematica.

L’invio potrà essere effettuato direttamente dall’ente autorizzato, o tramite un intermediario abilitato (usando quest’ultima possibilità occorre nominare quale domicilio quello dell’intermediario).

I soggetti interessati dal provvedimento sono tutti gli enti di tipo associativo, costituiti sia prima, sia dopo il 29.11.2008 – data di entrata in vigore del D.L. n. 185/08 – incluse anche le società sportive dilettantistiche che, per mezzo dell’attestazione del possesso di determinati requisiti previsti dalla normativa fiscale, vogliono continuare a beneficiare, sia ai fini delle imposte dirette che dell’Iva (art. 148 del Tuir e art. 4, comma 4, secondo periodo, e comma 6, del Dpr 633/72), dell’esenzione dall’imponibilità dei corrispettivi, delle quote e dei contributi.

Soggetti esclusi dall’invio telematico del modello

Restano esclusi dall’invio della comunicazione le associazioni proloco, che hanno optato o optano per il regime di cui alla legge 398/91 (avendo realizzato nel periodo d’imposta precedente proventi inferiori a 250.000 euro), le associazioni dilettantistiche iscritte nel registro del Coni che non perseguono attività commerciale, nonché tutte le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri istituiti dalle regioni e dalle province autonome, a patto che l’attività commerciale rispetti i requisiti di marginalità individuati con il decreto ministeriale del 25/05/1995.

Il modello denominato EAS – che gli enti associativi di natura privatistica devono presentare per godere dei benefici fiscali ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA – deve essere inviato:

– entro il 30 ottobre 2009, per gli enti già esistenti alla data del 29 novembre 2008;
– entro 60 giorni dalla data di costituzione (oppure entro il 30 ottobre 2009 se il periodo di 60 giorni è scaduto prima di tale data) per gli enti che sono stati costituiti successivamente al 29 novembre 2008.

In caso di variazione dei dati precedentemente comunicati, il modello EAS deve essere nuovamente presentato entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione.

In caso di perdita dei requisiti qualificanti previsti dalla normativa tributaria (richiamati dall’art. 30 del D.L. n. 185/2008 il modello EAS va ripresentato entro 60 giorni dalla data in cui si verifica tale circostanza.

Compilazione del modello EAS

LA struttura del modello EAS non è complessa, tuttavia richiede una serie di informazioni (numerose e particolarmente dettagliate nei contenuti), da seguire attentamente prima di apporre la risposta, anche perché il legale rappresentate dell’ente non profit, sotto la propria responsabilità, al fine di usufruire dei benefici fiscali deve inserire una mole di dati, che vanno dalle informazioni di carattere generale, riferite al contesto associativo, all’inserimento all’interno dello statuto dell’ente delle clausole previste dal comma 8 dell’art. 48 del Tuir e dal comma 7 dell’art. 4 del D.P.R. n. 633/72, alle modalità con cui è svolta l’attività, a quelle più specifiche, come ad esempio, quelle riguardanti le diverse tipologie di entrata dell’ente, con i relativi importi.

La mancata presentazione del modello EAS (ovvero le risposte fornite dal rappresentante legale che risultano non conformi allo spirito agevolativo della normativa per il non profit) comporta la perdita dei benefici fiscali, per cui l’ente da non commerciale rischia di divenire ente commerciale con la conseguenza di dovere osservare poi gli adempimenti previsti in materia fiscale (tenuta ed aggiornamento delle scritture contabili, nonché calcolo e versamento delle imposte dovute sulle operazioni effettuate).

Pertanto, occorre prestare la massima attenzione su tale neo adempimento.

Una volta presentato il modello, l’Agenzia delle Entrate si ritroverà in possesso di molteplici dati che consentiranno di monitorare, selezionare per i successivi controlli presso le sedi degli enti che hanno dichiarato di avere diritto a tali benefici fiscali.

I dati da dichiarare nel modello EAS

In particolare, nel modello EAS occorre dichiarare nei seguenti punti:

(gli enti di nuova costituzione, per i seguenti punti 20, 21, 23, 24, 30 e 31, devono indicare i dati previsionali).

Nel punto 1 il rappresentante legale deve dichiarare che non viene svolta in via esclusiva o principale attività commerciale, mentre nel punto 2 occorre indicare se è stato adottato lo statuto (indicando “SI” o “NO”).

Con lo stesso sistema della barratura delle caselle (“SI” o “NO”), a seconda dei casi, si devono indicare nei punti:

3, se l’ente ha o meno la personalità giuridica (indicando “SI” anche se il riconoscimento della personalità giuridica è stato solo richiesto e non ancora ottenuto);

4, se l’ente ha articolazioni territoriali e/o funzionali, anche non autonome;

5, se l’ente è un’articolazione territoriale e/o funzionale di un altro ente, indicando, in caso affermativo, il codice fiscale di quest’ultimo nell’apposito spazio, presente nello stesso rigo.

6, se l’ente è affiliato a federazioni o enti di carattere nazionale;

7, le modalità di convocazione degli associati alle assemblee generali, indicando e la convocazione è individuale o collettiva;

8, se gli associati maggiorenni hanno parità di diritti nell’elettorato attivo e passivo;

9, se le quote associative sono uguali e non differenziate. Se vi sono più categorie di associati e le quote sono uguali solo nell’ambito di una medesima categoria, va comunque barrata la casella “NO”. Peraltro, le caselle (si o no) non vanno barrate se non è previsto il pagamento di una quota associativa;

10, se i componenti degli organi amministrativi percepiscono compensi, indennità o rimborsi spese forfetari;

11, se viene redatto il rendiconto economico-finanziario annuale;

12, se l’ente svolge attività nei confronti degli associati dietro pagamento di corrispettivi specifici;

13, se l’ente svolge attività nei confronti dei non associati dietro pagamento di corrispettivi;

14, se gli associati corrispondono la sola quota associativa ordinaria, qualora siano corrisposti contributi straordinari o somme una tantum occorre barrare la casella “NO”;

15, se l’attività svolta nei confronti dei non associati ha carattere abituale od occasionale oppure se non viene mai svolta attività nei confronti dei non associati (barrando l’apposita casella);

16, se l’ente, per l’ultimo esercizio chiuso, si è avvalso di personale dipendente;

17, se l’ente utilizza locali di proprietà;

18, se l’ente utilizza locali detenuti in locazione;

19, se l’ente utilizza locali in comodato gratuito;

20, se l’ente riceve proventi per attività di sponsorizzazione o pubblicità abitualmente od occasionalmente oppure se non percepisce tali proventi. Se si ricevono proventi occorre indicare nell’apposito spazio il loro ammontare all’ultimo esercizio chiuso.

21, se l’ente si avvale di messaggi pubblicitari per la diffusione dei propri beni e servizi, se si occorre indicare nell’apposito spazio l’ammontare del costo sostenuto nell’ultimo esercizio chiuso.

22, se l’ente effettua vendita di beni o prestazioni di servizi dietro il pagamento di un prezzo, indicando, eventualmente, ulteriormente se i prezzi praticati sui beni venduti o sui servizi prestati sono:

– inferiori a quelli di mercato (“SI” o “NO”);

– concordati con l’ente pubblico in base ad apposita convenzione (“SI” o “NO”);

– fissati in maniera differenziata in relazione alle condizioni economiche e sociali dei destinatari (“SI” o “NO”).

23, il valore medio degli ultimi tre esercizi chiusi (o del minor periodo se l’ente è costituito da meno di tre esercizi) dell’ammontare totale delle entrate dell’ente. A tal fine vanno sommate tutte le diverse tipologie di entrate (ad esempio quote associative, proventi per attività di sponsorizzazione o pubblicità, somme derivanti dalla vendita di beni o dalla prestazione di servizi, erogazioni liberali ricevute, inclusi i contributi pubblici, e così via).

24, il numero degli associati dell’ente alla data di presentazione del modello;

25, uno dei codici contenuti nelle istruzioni al modello EAS per descrivere il settore nel quale l’ente opera prevalentemente, ad es. per il settore sport occorre indicare il n. 5;

26, le attività specifiche svolte dall’ente elencate nelle predette istruzioni (se non viene svolta nessuna di esse non si deve barrare alcuna casella);

27, il codice fiscale degli amministratori (va compilato un modulo aggiuntivo, se sono più di tre);

28, se uno o più amministratori sono stati assunti anche come dipendenti;

29, se uno o più amministratori svolgono la medesima funzione anche in altre associazioni non lucrative;

30, l’ammontare di eventuali erogazioni liberali ricevute dall’ente nell’ultimo esercizio;

31, l’ammontare di eventuali contributi pubblici ricevuti dall’ente nell’ultimo esercizio;

32, l’eventuale presenza di avanzi di gestione per l’ultimo esercizio;

33, se l’ente organizza manifestazioni per la raccolta di fondi (barrare la casella (se si, indicare il numero e la durata massima, in giorni, di tali manifestazioni, nell’ultimo esercizio);

34, se l’ente redige apposito rendiconto finanziario per la raccolta fondi;

35, l’atto costitutivo e/o lo statuto, redatto ai fini dell’applicazione della normativa prevista dai commi 3, 5, 6 e 7 dell’art. 148 del Tuir e dai commi 4, secondo periodo, e 6 dell’art. 4 del D.P.R. n. 633/72, se sia stato elaborato nella forma di atto pubblico, scrittura privata autenticata oppure scrittura privata registrata. Vanno, poi, indicati gli estremi di registrazione dell’atto costitutivo e/o dello statuto.

Nel punto 36 vanno fornite informazioni sul contenuto dell’atto costitutivo e/o dello statuto. In particolare, va indicato se siano espressamente previsti i requisiti di cui al comma 8 dell’art. 148 del Tuir e del comma 7 dell’articolo 4 del D.P.R. n. 633/72, barrando le relative caselle:

– lett. a): divieto di distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione;

– lett. b): obbligo di devolvere il patrimonio dell’ente, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altra associazione con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità;

– lett. c): disciplina uniforme del rapporto associativo, escludendo espressamente la temporaneità della partecipazione alla vita associativa e prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori d’età il diritto di voto per l’approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell’associazione;

– lett. d): obbligo di redigere e di approvare annualmente un rendiconto economico e finanziario secondo le disposizioni statutarie;

– lett. e): eleggibilità libera degli organi amministrativi, principio del voto singolo, sovranità dell’assemblea dei soci, associati o partecipanti e i criteri di loro ammissione ed esclusione, criteri e idonee forme di pubblicità delle convocazioni assembleari, delle relative deliberazioni, dei bilanci o rendiconti;

– lett. f): intrasmissibilità della quota o contributo associativo ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte e non rivalutabilità della stessa.

Mentre, invece, sia il punto 35 sia il punto 36 non vanno compilati dagli enti che non si avvalgono della maggiore agevolazione fiscale (commi 3, 5, 6 e 7 dell’art. 148 del Tuir e dai commi 4, secondo periodo, e 6 dell’art. 4 del D.P.R. n. 633/72), cioè dagli enti non commerciali che non si avvalgono della decommercializzazione specifica dei proventi ma solo di quella generale.

Infine, nel punto 37 si deve barrare la casella (indicando “SI” o “NO”) se si è optato per il regime forfetario di cui alla legge n. 398/1991, mentre nel punto 38, la presentazione del modello avviene mediante l’intermediario abilitato, il rappresentante legale deve dichiarare di eleggere domicilio presso l’intermediario di cui si è avvalso per la trasmissione telematica, ai fini di ogni comunicazione riguardante lo stesso modello.

Perdita dei requisiti

Nel caso in cui l’ente non sia più in possesso dei requisiti qualificanti previsti dalla normativa tributaria, richiamati dall’art. 30 del D.L. n. 185/2008, si deve barrare la relativa casella, avendo cura di inserire la relativa data di decorrenza (giorno, mese ed anno).

 

Un esempio di compilazione del modello EAS

(nell’esempio, basato su uno statuto di tipo standard, anziché barrare la casella viene indicato direttamente la parola SI o NO)

Il sottoscritto, nella qualità di rappresentante legale, sotto la propria responsabilità,

                                                DICHIARA

1) che non viene svolta in via esclusiva o principale attività commerciale

2) che è stato adottato lo statuto                                                                    SI

3) che l’ente ha personalità giuridica                                                              NO

4) che l’ente ha articolazioni territoriali e/o funzionali                                     NO

5) che l’ente è un’articolazione territoriale e/o funzionale di altro ente            NO

6) che l’ente è affiliato a federazioni o gruppi                                                 SI

7) che le modalità di convocazione degli associati prevedono:

convocazione individuale  X                        convocazione collettiva

8) che gli associati maggiorenni hanno parità di diritti

nell’elettorato attivo e passivo                                                                      SI

9) che le quote associative sono uguali e non differenziate                             SI

10) che i componenti degli organi amministrativi percepiscono compensi, indennità, rimborsi spese forfetari                                                                NO   

11) che è redatto il rendiconto economico-finanziario annuale                       SI

12) che l’ente svolge attività nei confronti degli associati verso corrispettivi specifici                                                                                                       SI

13) che l’ente svolge attività nei confronti dei non associati a pagamento     SI

14) che gli associati corrispondono la sola quota associativa ordinaria          NO

15) che l’attività nei confronti dei non associati è svolta:             occasionalmente

16) che l’ente si avvale di personale dipendente                                          SI

17) che l’ente utilizza locali di proprietà                                                      NO

18) che l’ente utilizza locali in locazione                                                      SI

19) che l’ente utilizza locali in comodato gratuito                                        NO

20) che l’ente riceve proventi per attività di sponsorizzazione o pubblicità: occasionalmente

21) che l’ente si avvale di messaggi pubblicitari per la diffusione dei propri beni e servizi                                                                                                      NO

22) che l’ente effettua vendita di beni o prestazione di servizi                    SI

in caso affermativo specificare se i prezzi praticati sui beni venduti o sui servizi prestati sono:

1. inferiori a quelli di mercato                                                                   NO

2. concordati con l’ente pubblico in base ad apposita convenzione              NO

3. fissati in maniera differenziata a seconda delle condizioni economiche e sociali dei destinatari                                                                                          NO

23) che l’ammontare delle entrate dell’ente (media degli ultimi tre esercizi) è pari a euro:                                                                                        1.500.000,00

24) che il numero di associati dell’ente nell’ultimo esercizio chiuso è pari a: 

                                                                                                        oltre 500

25) che l’ente opera prevalentemente nel seguente settore (vedere istruzioni): 5

26) che l’ente svolge le seguenti specifiche attività (vedere istruzioni):             10

27) che gli amministratori dell’ente sono:   (C.F.) XXX XXX XXXXXXXXXX X

28) che uno o più amministratori sono assunti anche come dipendenti       NO

29) che uno o più amministratori svolgono la medesima funzione anche in altre associazioni non lucrative SI NO

30) che le erogazioni liberali ricevute sono pari a euro:                  50.000,00

31) che i contributi pubblici ricevuti sono pari a euro:                     89.000,00

32) che esistono avanzi di gestione                                                         NO

33) che l’ente organizza manifestazioni per la raccolta di fondi (numero giorni) NO

34) che per la raccolta fondi viene redatto apposito rendiconto finanziario   

35) che l’atto costitutivo e/o lo statuto redatto ai fini dell’applicazione della normativa prevista dai commi 3, 5, 6 e 7 dell’art. 148 del Tuir e dai commi 4, secondo periodo, e 6 dell’art. 4 del D.P.R. 633 del 1972 è stato elaborato nella forma di (barrare la casella appropriata):

Atto pubblico X   Scrittura privata autenticata   Scrittura privata registrata

36) che nell’atto costitutivo e/o nello statuto sono previsti espressamente i seguenti requisiti di cui al comma 8 dell’art. 148 del Tuir  del comma 7 dell’art. 4 del D.P.R. 633 del 1972 (confermare barrando le caselle):

(vedere istruzioni) X  lett. a)  X lett. b) X  lett. c) X  lett. d)  X lett. e) X  lett. F) X

37) di avere optato per il regime forfetario di cui alla legge n. 398 del 1991      NO

38) di eleggere domicilio presso l’intermediario di cui si è avvalso per la trasmissione telematica, ai fini di ogni comunicazione inerente il presente modello (in caso di presentazione tramite intermediario).

 

Il sottoscritto dichiara di non essere più in possesso dei requisiti qualificanti giorno mese anno previsti dalla normativa tributaria richiamati dall’art. 30 del D.L. n. 185 del 2008    —–      Decorrenza  ———————-

 

Verifiche fiscali per gli enti non commerciali

La Guardia di Finanza con la circolare n. 1/2008 ha elaborato le metodologie dei controlli nei confronti degli enti non commerciali che fruiscono dei regimi fiscali agevolativi.

I controlli saranno rivolti alla verifica della reale natura di ente non commerciale e del corretto adempimento delle previsioni fiscali.

Per le Onlus sarà, inoltre, esaminato il possesso dei requisiti formali e sostanziali e, tra questi, la regolare iscrizione all’Anagrafe delle Onlus.

Con riferimento agli enti associativi, saranno effettuati controlli anche in relazione all’attività rendicontata come interna e, in quanto tale, detassata ai fini fiscali ai sensi degli artt. 148 del Tuir e 4 del D.P.R. 633/1972.

In tale contesto si colloca il contenuto dell’art. 30 del cd. decreto anticrisi (D.L. n. 185/2008), il quale ha previsto per detti enti un nuovo obbligo di comunicazione dei dati e delle notizie rilevanti ai fini fiscali al fine di mantenere le agevolazioni fiscali previste dalla normativa.

Anche l’Agenzia delle Entrate, con la circolare  n. 13/E del 09.04.2009, ha disposto, per il 2009, controlli più mirati ed efficaci, grazie alle analisi di rischio, per individuare vere e proprie imprese commerciali dissimulate sotto forma di associazioni culturali, sportive, di formazione e simili.

 

Vincenzo D’Andò

 

24 settembre 2009


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