Indagini finanziarie: occorrono prove convincenti e analitiche per vincere la presunzione


Con sentenza n. 18339 del 17 agosto 2009 (ud. del 4 giugno 2009) la Corte di Cassazione ha riaffrontato la questione delle indagini bancarie, a seguito di un ricorso dell’Amministrazione finanziaria.

 

La sentenza

 

          Preliminarmente, la Corte dà atto che, nella fattispecie posta al suo esame, l’accertamento è stato compiuto in applicazione  dell’art. 32 del D.P.R. n. 600 del 1973, e dell’art. 51 del D.P.R. n. 633 del 1972, utilizzando, quindi, “in via presuntiva i dati emersi dal controllo  dei  conti correnti intestati ai soci della  contribuente”.

          La Commissione tributaria regionale aveva, invece, ritenuto inaffidabili le presunzioni sulla base di una perizia condotta in un separato procedimento  attinente i redditi della stessa società per l’anno 1995.

          Per la Corte “è evidente l’illogicità della motivazione dal momento che nulla induce a ritenere che le movimentazioni riscontrate nel 1996 avessero  le stesse giustificazioni di quelle oggetto della perizia per il 1995, senza  contare che dalla stessa motivazione risulta che alcune di  queste  erano  risultate non giustificabili analiticamente“.

 

          Ugualmente manifestamente  fondato  è  il  secondo  motivo  con  cui  si denuncia violazione dei citati D.P.R. n. 600 del 1973 (art. 32) e D.P.R. n. 633 del 1972 (art. 51), in relazione al  valore attribuito alle presunzioni ammesse da tali norme.

          Non viene, infatti, condivisa l’interpretazione della Commissione tributaria regionale, secondo cui per vincere la presunzione prevista dalla legge non sia necessaria “una prova convincente ma sia sufficiente che alcune movimentazioni siano non già sicuramente giustificabili ma anche solo fondatamente giustificabili (e quindi, deve ritenersi, non giustificabili con sicurezza)” e che comunque sia irrilevante che “non siano giustificabili  analiticamente“.

          La sentenza di secondo grado “addirittura pare mettere in discussione la razionalità stessa dell’accertamento tramite presunzioni in subiecta materia dal  momento che evidenzia come non sia logico effettuare acquisti in nero con fondi leciti, che è esattamente il contrario di quanto il legislatore ritiene invece possibile”.

          Poiché, in definitiva, la sentenza de qua ha fatto errato governo del principio secondo cui “il D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32, nel caso  di acquisizione di conti correnti bancari, impone di considerare ricavi sia  le operazioni attive, sia quelle passive. Il legislatore considera, fino a prova contraria, ricavi sia i prelevamenti, sia i versamenti, in quanto  non ritiene che il contribuente evasore occulti in pari misura  i  ricavi  ed  i costi; anzi, le norma muove dal presupposto che  il  contribuente  tenda  ad occultare i ricavi, ma non i costi”.

 

          Infatti, osserva la Corte, secondo l’art. 32 del D.P.R. n. 600 del  1973 “spetta al contribuente provare che i versamenti sono registrati in contabilità e che i prelevamenti sono  serviti  per  pagare  determinati  beneficiari, anziché   costituire acquisizione di utili, qualora intenda vincere la presunzione di ricavi  dei versamenti e dei prelevamenti (Cassazione civile, sez.  trib., 9 settembre 2005, n. 18016)” nonché di quello a mente del quale “in tema di controlli bancari, in favore dell’Amministrazione Finanziaria opera una  presunzione legale che la dispensa dal fornire qualunque prova  sulla  sua  pretesa  nel caso in cui la stessa disponga dei dati sui movimenti di denaro relativi  ai conti correnti del contribuente”.

          La norma contenuta nel D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32, comma 1, n. 2, “istituisce chiaramente una presunzione legale in favore dell’Amministrazione, anche se  non la nomina  esplicitamente; ne deriva un’inversione dell’onere della prova, che così grava sul contribuente. Tocca a quest’ultimo, quindi, giustificare  di fronte all’Amministrazione i prelevamenti effettuati dai conti correnti e   dimostrare l’avvenuta contabilizzazione dei versamenti o l’irrilevanza di questi  ultimi ai fini della determinazione del reddito (Cassazione civile, sez. trib., 12  maggio 2008, n. 11750)”.

 

Le nostre riflessioni

 

          La normativa sulle indagini finanziarie opera in modo automatico, non richiedendo ulteriori elementi di riscontro per conferire validità al controllo.

          Il dettato normativo consente, però, al contribuente – anche attraverso il contraddittorio – di dimostrare l’irrilevanza fiscale delle movimentazioni riscontrate.

          Si rileva che, con sentenza n. 13819 del 3 maggio 2007 (dep. il 13 giugno 2007), la Corte di Cassazione aveva già avuto modo di affermare che la prova liberatoria, che consente di superare la presunzione di cui all’art. 32 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, non può essere meramente generica ma deve essere, altresì, specifica in relazione ad ogni  singola operazione. Diversamente  la rispettiva movimentazione, in assenza di altra idonea giustificazione, è configurabile quale corrispettivo non dichiarato.

          Per giurisprudenza costante, la prova liberatoria si sposta sul contribuente.

 

          Successivamente, la stessa Cassazione, con sentenza n. 6617 del 19 marzo 2009 (ud. del 23 dicembre 2008) la Corte di Cassazione ha riaffrontato la questione, affermando che, in tema di accertamento delle imposte sui redditi, ed al fine di superare la presunzione  posta a carico del contribuente dall’art. 32 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, (in virtù della quale i  prelevamenti  ed i versamenti  operati  su  conto corrente bancario vanno imputati a  ricavi  conseguiti nell’esercizio dell’attività d’impresa), non è sufficiente al contribuente  una dimostrazione generica ma è necessario che egli fornisca la prova analitica.

 

          Oggi la Cassazione quindi però ribadisce quanto precedentemente osservato in altre sentenze ed interpreta la norma: la prova deve essere analitica, specifica e non può essere generica. Deve quindi il contribuente giustificare le singole operazioni.

 

Francesco Buetto

26 Settembre 2009


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