Enti locali: pagamenti più veloci


          Entro la fine del 2009 le Amministrazioni dovranno definire opportune misure organizzative per garantire la tempestività dei pagamenti.


          Inoltre, è previsto l’obbligo del preventivo accertamento della compatibilità del programma dei pagamenti con gli stanziamenti di bilancio.


          L’articolo 9 – comma 1, lettera a) – del Decreto Legge n° 78/2009 (convertito con Legge n° 102/2009) prevede una disciplina tesa a garantire la tempestività dei pagamenti da parte delle Pubbliche Amministrazioni a favore delle imprese, in coerenza con la disciplina comunitaria in materia di lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali (Direttiva n° 2000/35/CE e Decreto Legislativo n° 231/2002).


 


          Nello specifico la norma sollecita le Amministrazioni Pubbliche inserite nell’elenco pubblicato annualmente dall’ISTAT, ad adottare, entro il 31 dicembre 2009 le opportune misure organizzative per garantire il tempestivo pagamento delle somme dovute per somministrazioni, forniture ed appalti.


          Le misure, una volta adottate (con delibera di Giunta Comunale o anche con una direttiva interna), devono essere pubblicate sui siti internet delle Amministrazioni.


          Inoltre, per evitare ritardi nei pagamenti e la formazione di debiti pregressi, è previsto l’obbligo in capo al funzionario (Dirigente o Responsabile di Posizione Organizzativa legittimato alla firma delle determinazioni), che adotta provvedimenti di impegni di spesa, di accertare preventivamente che il programma dei conseguenti pagamenti sia compatibile con i relativi stanziamenti di bilancio e con le regole di finanza pubblica.


 


          Di conseguenza gli Enti, prima di impegnare una spesa, dovranno verificare se esiste il relativo stanziamento di bilancio (ma questo è già previsto nel Decreto Legislativo n° 267/2000) e, soprattutto, “attestare” che nel momento in cui si dovrà procedere al conseguente pagamento, lo stesso possa avvenire nel rispetto dei saldi imposti dal patto di stabilità interno.


          Peraltro, si prevede una responsabilità disciplinare ed amministrativa in capo al funzionario, in caso di violazione dell’obbligo del preventivo accertamento della compatibilità dei pagamenti.


          Inoltre, nel caso in cui lo stanziamento di bilancio, per ragioni sopravvenute, non consenta di far fronte all’obbligo contrattuale, l’Ente è tenuto ad adottare le opportune iniziative, anche di tipo contabile, amministrativo o contrattuale, per evitare la formazione di debiti pregressi.


          Infine, per ottimizzare l’utilizzo delle risorse ed evitare la formazione di nuove situazioni debitorie, la norma estende a tutte le Amministrazioni Pubbliche inserite nell’elenco dell’ISTAT (dunque anche agli Enti Locali), ad eccezione delle Regioni e delle Province autonome per le quali rappresenta principio fondamentale di finanza pubblica, l’applicazione del programma di analisi e di revisione delle procedure di spesa e di allocazione delle relative risorse di bilancio, previsto per le sole Amministrazioni centrali dal Decreto Legge n° 185/2008 (converito con Legge n° 2/2009).


          Di questa ricognizione gli Enti Locali dovranno darne evidenza nelle relazioni al Bilancio preventivo e consuntivo che gli organi di revisione economico finanziaria trasmettono alla Corte dei Conti (articolo 1 – commi 166 e seguenti – della Legge n° 266/2005).


 


Matteo Esposito


19 Settembre 2009


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