Compensazioni Iva: le nuove regole in vigore dal 2010

Per contrastare gli abusi e gli illeciti utilizzi di crediti inesistenti e per innalzare la soglia massima annua di utilizzo di crediti in compensazione, l’articolo 10 del Dl 78/2009 introduce un meccanismo preventivo di controllo, dettando le modalità operative cui devono attenersi i contribuenti che effettuano compensazioni di crediti Iva per importi superiori a 10mila euro annui.

 

Con la manovra d’estate, quindi, si vuole porre un freno alle compensazioni fasulle, prevedendo che i crediti Iva possano essere utilizzati in compensazione per un importo complessivo superiore ad E. 10.000,00 soltanto dopo la presentazione della dichiarazione annuale o, per i crediti trimestrali, dell’istanza di rimborso trimestrale.

 

In sintesi, è possibile utilizzare il credito dell’anno precedente a partire dal primo giorno dell’anno successivo: con l’attuazione della norma del decreto in questione tale credito potrà essere utilizzato allo stesso modo di prima ma solo per importi inferiori a E. 10.000,00; al superamento di tale limite l’utilizzo del credito sarà subordinato alla presentazione della dichiarazione e comunque occorrerà attendere il 16 del mese successivo alla presentazione della stessa dichiarazione.

 

Si stabilisce che,

 

·       la compensazione può essere effettuata a partire dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione annuale o dell’istanza infrannuale da cui emerge il credito,

·       per non penalizzare troppo i contribuenti, la dichiarazione deve aver ottenuto il visto di conformità da un professionista abilitato; per i contribuenti soggetti al controllo contabile di cui all’articolo 2409-bis del codice civile, è valida anche la sottoscrizione di chi firma la relazione di revisione che garantisce la corrispondenza tra i dati delle scritture contabili e quelli riportati in dichiarazione. Per evitare che il contribuente debba aspettare a lungo prima di poter utilizzare il credito emergente dalla dichiarazione annuale, la norma introduce la possibilità di presentare la dichiarazione Iva annuale sganciata dal modello Unico, in forma autonoma, ciò consente di compensare il credito annuale a partire dal 16 marzo;

·       si dispone che le operazioni di compensazione per importi superiori a 10mila euro annui dovranno avvenire utilizzando esclusivamente i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate anche tramite un intermediario, ma non con una presentazione on-line in banca.

·       l’art. 10 del D.L. n. 78/2009, convertito, con modificazioni, dalla Legge del 3 agosto 2009, n. 102, pubblicata sul supplemento ordinario, della Gazzetta Ufficiale n. 179, del 4 agosto 2009, sottolinea come i contribuenti che intendo utilizzare in compensazione il credito IVA per importi superiori a 15.000 euro annui, e non più a 10.000 euro annui, dovranno richiedere l’apposita attestazione di conformità, relativamente alle dichiarazione dalla quale lo stesso deriva.

Detta dichiarazione, recita la nuova formulazione dell’art. 10, comma 7 del D.L. n. 78/2009, non dovrà più essere rilasciata esclusivamente da soggetti di cui all’art. 3, comma 3, lett. a) del D.P.R. n. 322/1998, da soggetti iscritti negli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e dei periti commerciali e dei consulenti del lavoro, ma da tutti i soggetti ammessi al rilascio della stessa: l’apposita attestazione di conformità, relativamente alle dichiarazione dalla quale il credito IVA deriva potrà essere rilasciata per esempio dallo stesso caf, dai commercialisti o dai soggetti iscritti nei ruoli degli esperti delle camere di commercio, mentre è immutata la possibilità alternativa secondo la quale la suddetta dichiarazione possa essere sottoscritta dai soggetti che firmano la relazione di revisione, con riferimento ai contribuenti per i quali è esercitato il controllo contabile di cui all’art. 2409-bis del c.c.

 

Sotto il profilo sanzionatorio, si esclude la possibilità di avvalersi della definizione agevolata per quelle derivanti dall’utilizzo di crediti inesistenti: in vero, la problematica era già stata rivista con la manovra d’estate dello scorso anno e con il Dl 185/2008, che prevedeva l’applicazione di una sanzione compresa tra il 100 e il 200% del credito utilizzato, misura resa fissa per le indebite compensazioni superiori a 50mila euro.

Con la manovra estiva 2009, le sanzioni sono dovute, senza alcuno sconto legato a modalità e tempi di pagamento, nella misura minima del 100% fino a un massimo del 200% del credito inesistente utilizzato per la generalità dei casi, nella misura fissa del 200% per gli importi superiori a 50mila euro.

 

E’ esclusa in ogni caso, inoltre, la definizione agevolata, che altrimenti avrebbe previsto una riduzione al 25%.

 

Da notare che già dal 04/07/2006 la compensazione di crediti inesistenti per importi superiori ad E. 50.000,00 costituisce reato.

 

L’articolo 10 del Dl 78/2009 precisa infine che, “tenuto conto delle esigenze di bilancio dello Stato, un successivo decreto ministeriale potrà innalzare, a partire dal 1° gennaio 2010, il tetto massimo annuo di crediti compensabili, portandolo a 700mila euro”.

 

1. Problemi temporali

 

Ai fini dell’applicazione dei nuovi limiti in materia di compensazioni IVA, le nuove regole dovranno essere applicate dalle compensazioni effettuate a partire dal prossimo anno.

 

Infatti l’articolo 10 del D.L. 1° luglio 2009, n. 78 ha profondamente modificato le regole sulle compensazioni fiscali, con particolare riguardo all’IVA, introducendo il principio di carattere generale in base al quale, l’utilizzo in compensazione del credito annuale o relativo a periodi inferiori all’anno dell’IVA, per importi superiori a 10.000 euro annui, può avvenire solo successivamente alla presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui lo stesso risulta.

 

Prima della predetta modifica, il credito IVA, come qualsiasi altro credito tributario, poteva essere compensato, a prescindere dall’importo, a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello per il quale doveva essere presentata la dichiarazione nella quale risultavano i crediti.

 

Con la nuova norma, invece, si deve distinguere tra:

 

  • crediti IVA fino a 10.000 euro: la compensazione può essere effettuata a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello per il quale deve essere presentata la dichiarazione nella quale essi risultano;
  • crediti IVA superiori a 10.000 euro: la compensazione può essere effettuata a partire dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui risultano.

Considerato che il D.L. n. 78 è entrato in vigore il 1° luglio 2009, le nuove regole trovano applicazione a partire dalla stessa data.

 

Ciò ha sollevato alcuni dubbi in quanto, poiché la compensazione è legata all’anno solare, far decorrere le nuove regole a metà anno avrebbe creato notevoli difficoltà operative.

 

Per far luce su tale delicato aspetto, l’Agenzia delle Entrate è tempestivamente intervenuta con il comunicato stampa del 2 luglio 2009 con cui è stata specificato che le nuove disposizioni si applicano dal 1° gennaio 2010.

 

A tal proposito è opportuno ricordare che lo Statuto del contribuente prevede che le modifiche normative relative ai tributi periodici si applicano solo a partire dal periodo d’imposta successivo e che in ogni caso non possono essere introdotti adempimenti con scadenza anteriore al sessantesimo giorno dall’entrata in vigore.

 

Per coordinare la nuova disciplina sulle compensazioni con la dichiarazione annuale IVA, è stato previsto anche che:

 

  • i contribuenti obbligati alla presentazione della dichiarazione Unico, possono non comprendere nella stessa la dichiarazione annuale IVA nell’ipotesi in cui il credito da questa risultante venga utilizzato in compensazione ovvero chiesto a rimborso; resta ferma, tuttavia, la possibilità per tali contribuenti di richiedere il rimborso del credito IVA annuale eccedente e di utilizzare lo stesso in compensazione anche dopo la presentazione di Unico;
  • l’esonero dall’obbligo di presentazione della comunicazione dati IVA per quei contribuenti che presentano la dichiarazione annuale ai fini IVA entro il mese di febbraio;
  • è stato introdotto l’obbligo, in capo ai contribuenti che intendono utilizzare in compensazione crediti relativi all’IVA per importi superiori a 10.000 euro annui, di richiedere l’apposizione del visto di conformità di cui all’articolo 35, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241 relativamente alle dichiarazioni IVA dalle quali emerge il credito.

Sonia Cascarano

11 Settembre 2009


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