Autotrasporto merci per conto terzi – orario dei lavoratori mobili e registrazioni sul Libro Unico del Lavoro; fruizione del trattamento di integrazione salariale da parte degli apprendisti in regime di solidarietà; rivalutazione ad agosto 2009 del trattamento di fine rapporto; aggiornamento modulistica INPS; progetto “UNIEMENS” – Unificazione dei flussi retributivi (EMENS) e di quelli contributivi (DM10); rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC); collocamento obbligatorio – prospetto informativo


1) Autotrasporto merci per conto terzi – orario dei lavoratori mobili e registrazioni sul Libro Unico del Lavoro – Interpello Ministero del Lavoro n. 63 del 31 luglio 2009.

          La Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro, con l’interpello specificato in oggetto ed allegato alla presente, ha fornito indicazioni circa le modalità di registrazione, nel Libro Unico del Lavoro, dell’orario di lavoro del personale mobile (cioè: viaggiante) il tema è già stato analizzato in precedenza su questa rubrica e con la presente nota se ne approfondiscono gli aspetti di specifico interesse delle aziende di autotrasporto di merci per conto terzi.

          Il Ministero, riprendendo quanto già disposto a suo tempo con la circolare prot. 25/SEGR0004103 del 19 marzo 2008, conferma la possibilità, per le imprese di autotrasporto, di continuare ad utilizzare, anche a seguito dell’introduzione del Libro Unico del Lavoro, le specifiche modalità in precedenza previste per la registrazione dell’orario di lavoro sul registro dei lavoratori mobili che per un certo periodo era stato reso obbligatorio dal d.lgs. 234/2007.

 

          Pertanto, per quanto riguarda l’annotazione dell’orario di lavoro dei conducenti sul Libro unico del Lavoro, le imprese di autotrasporto possono procedere alla mensilizzazione delle registrazioni; nello specifico, è possibile annotare per ogni singola giornata la lettera “p”, per indicare la presenza al lavoro e registrare, entro il giorno 16 del mese successivo, il numero delle ore complessive lavorate in ogni singolo mese, distinte in ordinarie e straordinarie.

          La risposta all’interpello fa inoltre presente che, nei casi di retribuzione sfasata in cui le competenze variabili sono corrisposte nel mese successivo, il Ministero aveva già previsto, in linea generale, la possibilità di registrare le competenze variabili nel mese ancora successivo, registrando in tale mese anche i relativi dati sull’orario.

          La precisazione è importante laddove sia applicata la disposizione del CCNL che, per i conducenti, prevede il conguaglio orario in un periodo di 4 settimane, periodo che può ricadere a cavallo di due mesi, con la conseguenza che solo nel secondo mese diventa chiara la natura ordinaria o straordinaria della prestazione effettuata nel primo mese ma interna al ciclo di 4 settimane.

 

          Nel documento ministeriale si accenna, sotto questo profilo, ad un periodo multi periodale di 4 mesi, periodo che tuttavia riguarda solo il trasporto persone, in quanto il CCNL autoferrotranvieri prevede appunto che lo straordinario sia valutato su un ciclo di 17 settimane; per l’autotrasporto merci, il principio, a rigore, si limita a consentire di differire le registrazioni al mese successivo a quello in cui scade il periodo di 4 settimane entro cui il CCNL consente il conguaglio orario.

 

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2) Fruizione del trattamento di integrazione salariale da parte degli apprendisti in regime di solidarietà – Precisazioni del Ministero del Lavoro

          Con interpello n. 69/2009 del 10 settembre 2009, il Ministero del Lavoro ha risposto ad un quesito concernente la possibilità di fruizione del trattamento di integrazione salariale per gli apprendisti in regime di solidarietà, ovvero di estensione agli stessi delle recenti normative in materia di ammortizzatori sociali, quali l’art. 19, comma 8, del Decreto-Legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito dalla Legge 28 gennaio 2009, n. 2 (1) e le disposizioni contenute nel Decreto-Legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito dalla Legge 3 agosto 2009, n. 102.

 

          Ai fini della risposta al quesito di cui trattasi, il Ministero ritiene necessario, in primo luogo, verificare l’eventuale compatibilità per gli apprendisti, nelle ipotesi di riduzione di orario, del trattamento di Cassa Integrazione “in deroga” con l’erogazione del contributo di solidarietà, sia ai sensi dell’art. 1 della Legge 19 dicembre 1984, n. 863 (aziende destinatarie del trattamento di integrazione salariale straordinaria), che ai sensi dell’art. 5, comma 5, della Legge 19 luglio 1993, n. 236 (aziende non rientranti nel campo di applicazione della Cassa Integrazione Guadagni straordinaria, ma comunque interessate ad una riduzione di personale).

          In proposito, il menzionato Dicastero pone in rilievo che, secondo il dettato dell’art. 2, comma 5, del Decreto Ministeriale 10 luglio 2009, n. 46448 (2), il contratto di solidarietà stipulato a norma dell’art. 1 della Legge n. 863/1984 non può essere applicato per i dirigenti, i lavoratori a domicilio e per gli apprendisti.      Stante tale esplicita esclusione, il Ministero del Lavoro sottolinea che la problematica in oggetto deve essere esaminata esclusivamente con riferimento ai contratti di solidarietà regolamentati dall’art. 5, comma 5, della Legge n. 236/1993 (3).

          Quest’ultima disposizione, infatti, non contempla alcuna preclusione per l’ammissibilità del contributo di solidarietà nei confronti degli apprendisti. Al riguardo, il Ministero richiama la circolare n. 20 del 25 maggio 2004, nella quale viene affermato espressamente che “anche agli apprendisti si può applicare il regime di solidarietà e il relativo contributo per tutta la durata del contratto di solidarietà ed, in ogni caso, non oltre il termine di scadenza dell’apprendistato, purché la riduzione di orario concordata non impedisca il raggiungimento degli obiettivi formativi”.

 

          Quanto sopra evidenziato, tenuto conto della funzione assolta dal sistema di integrazione salariale, volta a sostenere il reddito dei lavoratori nei casi di contrazione dell’attività produttiva, nonché dell’inquadramento del contratto di solidarietà nell’ambito degli ammortizzatori sociali, il Ministero esprime l’avviso che sia possibile, in chiave analogica, ammettere l’applicazione – o meglio l’estensione – della disciplina prevista dall’art. 19, comma 8, della Legge n. 2/2009 anche agli apprendisti in regime di solidarietà, avvalendosi sempre delle risorse finanziarie destinate agli ammortizzatori sociali in deroga alla vigente normativa. Va infatti considerato – osserva il Ministero del Lavoro – che la volontà del legislatore sembra essere quella di assicurare comunque, attraverso l’emanazione delle più recenti disposizioni “anticrisi”, ampie forme di sostegno al reddito ai lavoratori in difficoltà, compresi i lavoratori assunti con contratto di apprendistato.

 

          Tale obiettivo viene perseguito attraverso l’istituto della Cassa Integrazione “in deroga”, le cui risorse finanziarie “possono essere utilizzate con riferimento a tutte le tipologie di lavoro subordinato, compresi i contratti di apprendistato e di somministrazione” (art. 19, comma 8, della Legge n. 2/2009). Peraltro, a conferma di detta impostazione, il Ministero ricorda i chiarimenti dallo stesso forniti nell’interpello n. 52/2009 del 5 giugno 2009, circa la possibilità di richiedere contestualmente la Cassa Integrazione Guadagni ordinaria o straordinaria e la Cassa Integrazione “in deroga” per gli apprendisti, rimarcando come, anche in tale sede, la funzione espletata dagli istituti a sostegno del reddito e la volontà del legislatore contenuta nelle recenti normative abbiano suggerito una soluzione positiva al quesito.

 

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3) Rivalutazione ad agosto 2009 del trattamento di fine rapporto

          L’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) ha comunicato che l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati relativo al mese di agosto 2009 (base di riferimento anno 1995 = 100) è risultato pari a 135,8.

 

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          Ai sensi dell’art. 2120 del Codice civile, il trattamento di fine rapporto, con esclusione della quota maturata nell’anno, è incrementato, su base composta, al 31 dicembre di ogni anno, con l’applicazione di un tasso costituito dall’1,5 per cento in misura fissa e dal 75 per cento dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, accertato dall’ISTAT, rispetto al mese di dicembre dell’anno precedente.

          Pertanto, il coefficiente utile per la rivalutazione ad agosto 2009 del trattamento di fine rapporto maturato a dicembre 2008 è pari a 1,724907, come risulta dai seguenti conteggi:

 

Voce A: 1,5% x 8/12 = 1%.

Voce B: Indice dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati (base di riferimento anno 1995 = 100): dicembre 2008: 134,5; agosto 2009: 135,8;

aumento: 0,966543%; 75% dell’aumento: 0,724907%.

Voce A + Voce B = 1,724907%.

 

          Il coefficiente di cui sopra si applica per i rapporti di lavoro cessati tra il 15 agosto ed il 14 settembre 2009.

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          Si ritiene opportuno indicare, qui di seguito, le percentuali di rivalutazione del trattamento di fine rapporto (aumenti) riferite al 31 dicembre di ogni singolo anno:

 

— al 31 dicembre 1982 rispetto al 31 maggio 1982 (sull’ammontare dell’ex indennità di anzianità che sarebbe spettata al lavoratore al 31 maggio 1982, calcolata secondo la disciplina vigente fino a tale data): + 8,391703%;

— al 31 dicembre 1983 rispetto al 31 dicembre 1982: + 11,064777%;

— al 31 dicembre 1984 rispetto al 31 dicembre 1983: + 8,097845%;

— al 31 dicembre 1985 rispetto al 31 dicembre 1984: + 7,935643%;

— al 31 dicembre 1986 rispetto al 31 dicembre 1985: + 4,760869%;

— al 31 dicembre 1987 rispetto al 31 dicembre 1986: + 5,319444%;

— al 31 dicembre 1988 rispetto al 31 dicembre 1987: + 5,596916%;

— al 31 dicembre 1989 rispetto al 31 dicembre 1988: + 6,387217%;

— al 31 dicembre 1990 rispetto al 31 dicembre 1989: + 6,280239%;

— al 31 dicembre 1991 rispetto al 31 dicembre 1990: + 6,032967%;

— al 31 dicembre 1992 rispetto al 31 dicembre 1991: + 5,068056%;

— al 31 dicembre 1993 rispetto al 31 dicembre 1992: + 4,491336%;

— al 31 dicembre 1994 rispetto al 31 dicembre 1993: + 4,542452%;

— al 31 dicembre 1995 rispetto al 31 dicembre 1994: + 5,851768%;

— al 31 dicembre 1996 rispetto al 31 dicembre 1995: + 3,422172%;

— al 31 dicembre 1997 rispetto al 31 dicembre 1996: + 2,643947%;

— al 31 dicembre 1998 rispetto al 31 dicembre 1997: + 2,626761%;

— al 31 dicembre 1999 rispetto al 31 dicembre 1998: + 3,095745%;

— al 31 dicembre 2000 rispetto al 31 dicembre 1999: + 3,538043%;

— al 31 dicembre 2001 rispetto al 31 dicembre 2000: + 3,219577%;

— al 31 dicembre 2002 rispetto al 31 dicembre 2001: + 3,504310%;

— al 31 dicembre 2003 rispetto al 31 dicembre 2002: + 3,200252%;

— al 31 dicembre 2004 rispetto al 31 dicembre 2003: + 2,793103%;

— al 31 dicembre 2005 rispetto al 31 dicembre 2004: + 2,952785%;

— al 31 dicembre 2006 rispetto al 31 dicembre 2005: + 2,747031%;

— al 31 dicembre 2007 rispetto al 31 dicembre 2006: + 3,485981%;

— al 31 dicembre 2008 rispetto al 31 dicembre 2007: + 3,036419%.

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          Le percentuali di rivalutazione (aumenti) del trattamento di fine rapporto relative ai rapporti di lavoro cessati dopo il 14 gennaio 2009, rispetto all’accantonamento maturato fino al 31 dicembre 2008, sono le seguenti:

 

— rapporti di lavoro cessati tra il 15 gennaio 2009 ed il 14 febbraio 2009: + 0,125000%;

— rapporti di lavoro cessati tra il 15 febbraio 2009 ed il 14 marzo 2009: + 0,250000%;

— rapporti di lavoro cessati tra il 15 marzo 2009 ed il 14 aprile 2009: + 0,375000%;

— rapporti di lavoro cessati tra il 15 aprile 2009 ed il 14 maggio 2009: + 0,667286%;

— rapporti di lavoro cessati tra il 15 maggio 2009 ed il 14 giugno 2009: + 0,959572%;

— rapporti di lavoro cessati tra il 15 giugno 2009 ed il 14 luglio 2009: + 1,196097%;

— rapporti di lavoro cessati tra il 15 luglio 2009 ed il 14 agosto 2009: + 1,321097%;

— rapporti di lavoro cessati tra il 15 agosto 2009 ed il 14 settembre 2009: + 1,724907%.

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4) Aggiornamento modulistica INPS

          Si segnala che, con messaggio n. 20398 dell’11 settembre 2009, la Direzione Generale dell’INPS ha reso noto di aver aggiornato i moduli sotto indicati apportandovi le modifiche di seguito evidenziate.

 

Mod. Mat. SR01 (modulo di richiesta di congedo di maternità/paternità per i lavoratori dipendenti):

        alla pagina 2/4, nella parte dedicata ai “dati del minore”, è stato eliminato l’inciso “in caso di adozione o affidamento”;

        nella parte relativa alla “flessibilità”, è stato aggiunto l’apposito spazio in cui il richiedente può indicare il periodo di flessibilità ed il numero dei giorni fruiti a tale titolo;

        sempre nella pagina 2/4, sono stati inoltre aggiunti gli spazi per consentire al richiedente di indicare “la data inizio e la data fine del congedo di maternità/paternità”;

 

Mod. Mat. Gest. Sep. SR29 (modulo di richiesta di congedo di maternità/paternità per i lavoratori iscritti alla Gestione separata)

        sono state inserite le stesse modifiche apportate al modulo Mat. SR01, rispettivamente alle pagine 1/3 e 2/3;

 

Mod. Rimb./Mid.Osseo SR60 (modulo di richiesta di rimborso della retribuzione corrisposta dal datore di lavoro al lavoratore donatore di midollo osseo)

        è stato riprodotto nella veste grafica adottata per la modulistica revisionata.

 

I modelli aggiornati sono reperibili nella sezione “moduli” del sito Internet dell’Istituto all’indirizzo www.inps.it

 

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5) Progetto “UNIEMENS” – Unificazione dei flussi retributivi (EMENS) e di quelli contributivi (DM10) – Nuova versione del documento tecnico

          Sul sito Internet dell’INPS (www.inps.it) è stata pubblicata una nuova versione (Release 1.0.2 dell’8 settembre 2009) del documento tecnico “UNIEMENS individuale”. Al riguardo, si ricorda che il progetto “UNIEMENS” ha come obiettivo l’unificazione dei flussi retributivi (EMENS) e di quelli contributivi (DM10). Tale progetto si articola in due fasi:

        la prima fase, avviata dal mese di maggio 2009, prevede l’unificazione dei flussi EMENS e DM10 in un unico flusso “UNIEMENS aggregato”. In questa fase le informazioni contributive (DM10) risultano ancora aggregate a livello aziendale, ma inserite nella struttura EMENS congiuntamente agli altri dati aziendali;

        la seconda fase, che è iniziata con le denunce di competenza “luglio 2009”, prevede l’effettiva unificazione delle informazioni in un unico flusso “UNIEMENS individuale”, dove i dati relativi alla contribuzione e alle somme conguagliate vengono indicati individualmente per ogni lavoratore.

          Si ricorda che le aziende hanno comunque a disposizione tutto il secondo semestre 2009 per transitare dal vecchio al nuovo sistema, che andrà compiutamente a regime dal 1° gennaio 2010.

 

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6) Rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) – Precisazioni del Ministero del Lavoro

          Si segnala che, con interpello n. 64/2009 del 31 luglio 2009, il Ministero del Lavoro ha espresso il proprio parere in merito alla possibilità di rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) nelle more della proposizione del contenzioso amministrativo o giudiziario, ovvero nei casi di decorso del termine per la pronuncia, da parte dell’organo amministrativo, sul ricorso presentato dall’impresa. Al riguardo, il menzionato Dicastero ricorda che, ai sensi dell’art. 8, commi 1-2, del Decreto Ministeriale 24 ottobre 2007, il DURC viene rilasciato anche quando vi siano crediti iscritti a ruolo per i quali sia stata disposta la sospensione della cartella esattoriale a seguito di ricorso amministrativo o giudiziario. Relativamente ai crediti non ancora iscritti a ruolo:

         in pendenza di contenzioso amministrativo, la regolarità può essere dichiarata sino alla decisione di reiezione del ricorso;

         in pendenza di contenzioso giudiziario, la regolarità è dichiarata sino al passaggio in giudicato della sentenza di condanna, salvo l’ipotesi in cui l’Autorità giudiziaria abbia adottato un provvedimento esecutivo che consente l’iscrizione a ruolo delle somme oggetto del giudizio, a norma dell’art. 24 del Decreto Legislativo 26 febbraio 1999, n. 46.

 

          Le disposizioni sopra richiamate nulla dicono in ordine alla situazione di regolarità/irregolarità dell’impresa nelle more della proposizione di un ricorso amministrativo o giudiziario; tuttavia – osserva il Ministero del Lavoro – questa circostanza non può suggerire una interpretazione estensiva delle fattispecie individuate dal suddetto provvedimento, secondo le quali è possibile attestare la regolarità contributiva dell’impresa in pendenza di contenzioso, stante il carattere straordinario delle medesime. Pertanto, ad avviso del Ministero, qualora non sia stato presentato alcun ricorso amministrativo o giudiziario e l’impresa versi in una delle condizioni che non consentono di certificare la regolarità contributiva (art. 5 del citato decreto), non è possibile il rilascio del DURC. Ciò vale anche nell’ipotesi in cui l’impresa manifesti in modo serio e circostanziato la volontà di opporsi alla futura notifica della cartella di pagamento o di intraprendere, entro una certa ragionevole data, un contenzioso giudiziario.

 

          In riferimento alla seconda problematica, il Ministero del Lavoro rimarca che il trascorrere del tempo per la decisione di un ricorso amministrativo è considerato, già a norma dell’art. 6 del Decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199, quale decisione implicita del ricorso (cosiddetto “silenzio-rigetto”). Ne consegue che, superato il termine assegnato per la decisione, il ricorso è da intendersi respinto e da quel momento non sarà possibile il rilascio della certificazione di regolarità contributiva, salva la proposizione di un ricorso in via giudiziaria, la cui pendenza, come sopra evidenziato, consente la dichiarazione di regolarità sino al passaggio in giudicato della sentenza di condanna.

 

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7) Collocamento obbligatorio – Prospetto informativo – Precisazioni del Ministero del Lavoro

          L’obbligo di invio del prospetto informativo relativo alla normativa sui disabili, di cui all’art. 40 del d.l. n. 112/2008, convertito nella Legge n. 133/08,  non può legarsi al numero complessivo dei lavoratori facenti parte dell`organico aziendale, bensì al numero dei lavoratori rientranti nella base di computo, così come calcolata in base alle recenti modifiche legislative. Questo il chiarimento contenuto nella nota n. 65 del 31 luglio scorso, il cui testo è a disposizione presso i nostri uffici, con la quale il Ministero del Lavoro ha confermato, in risposta ad un interpello formulato dall’Ordine dei consulenti del Lavoro. Il Ministero ha precisato, infatti, che tale norma é intervenuta a semplificare le modalità di adempimento dell`obbligo di invio dell`informativa già esistente, chiarendo, inoltre che, laddove non intervengano mutamenti nella situazione occupazionale tali da modificare il suddetto obbligo o da incidere sulla quota di riserva, l`adempimento non è previsto.

 

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NOTE

(1) L’art. 19, comma 8, della Legge n. 2/2009, prevede, fra l’altro, che le risorse finanziarie destinate agli ammortizzatori sociali in deroga alla vigente normativa possono essere utilizzate con riferimento a tutte le tipologie di lavoro subordinato, compresi i contratti di apprendistato e di somministrazione.

(2) Si ricorda che il Decreto Ministeriale n. 46448/2009, ha definito nuovi criteri e modalità per l’accesso al trattamento di integrazione salariale a seguito della stipula dei contratti di solidarietà, a norma dell’art. 1 della Legge n. 863/1984. I criteri e le modalità indicati nel citato decreto trovano applicazione nei confronti dei contratti di solidarietà stipulati successivamente al 3 agosto 2009.

(3) L’art. 5, comma 5, della Legge n. 236/1993, nel testo modificato dall’art. 7-ter, comma 9, lettera d), della Legge 9 aprile 2009, n. 33 prevede che alle imprese non rientranti nella sfera di applicazione della disciplina delle integrazioni salariali, le quali, al fine di evitare o ridurre le eccedenze di personale nel corso della procedura di mobilità, di cui all’art. 24 della Legge 23 luglio 1991, n. 223, ovvero al fine di evitare licenziamenti plurimi individuali per giustificato motivo oggettivo, stipulano contratti di solidarietà, viene corrisposto, per un periodo massimo di due anni, un contributo pari alla metà del monte retributivo da esse non dovuto a seguito della riduzione di orario. Tale contributo viene erogato in rate trimestrali e ripartito in parti uguali tra l’impresa e i lavoratori interessati. Per questi ultimi il contributo non ha natura di retribuzione ai fini degli istituti contrattuali e di legge, ivi compresi gli obblighi contributivi previdenziali ed assistenziali. Ai soli fini pensionistici si tiene conto, per il periodo della riduzione, dell’intera retribuzione di riferimento. La possibilità di fruire degli incentivi stabiliti per le imprese che stipulano contratti di solidarietà ai sensi della norma di cui trattasi è stata, da ultimo, prorogata sino al 31 dicembre 2009 dall’art. 19, comma 14, della Legge n. 2/2009.

 

 

Massimo Pipino

23 Settembre 2009


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