Novità fiscali del 6 agosto 2009: nuove regole sulle compensazioni e riflessi sulla dichiarazione IVA; regolarizzazione di colf e badanti; obblighi delle società quotate; nuova disciplina della class action; Legge Comunitaria 2008 in vigore dal 29 luglio 2009; nuove modalità operative per l’abilitazione e l’utilizzo dei servizi telematici Entratel e Fisconline; scudo fiscale: niente garanzia per i contribuenti con procedimenti in corso; rivalutazione agevolata anche per chi nel 2008 passa dall’ordinaria alla semplificata


 

 

Indice:

 

1) Nuove regole sulle compensazioni e riflessi sulla dichiarazione IVA

 

2) Regolarizzazione di colf e badanti: Chiarimenti

 

3) Obblighi di comunicazione delle società quotate: pubblicato in G.U. il decreto correttivo del Tuf

 

4) Nuova disciplina della class action in G.U.

 

5) Legge comunitaria 2008 in vigore dal 29 luglio 2009

 

6) Nuove modalità operative per l’abilitazione e l’utilizzo dei servizi telematici Entratel e Fisconline

 

7) Scudo fiscale: niente garanzia per i contribuenti con procedimenti in corso

 

8) Beni d’impresa: rivalutazione agevolata anche per chi nel 2008 passa dall’ordinaria alla semplificata

 

9) Niente Iva sui diritti di segreteria dovuti alle C.C.I.A.A.

 

 

1) Nuove regole sulle compensazioni e riflessi sulla dichiarazione IVA

Manovra d’estate: Misure anticrisi in G.U. Sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale (n. 179 del 04.08.2009) la legge di conversione (n. 102 del 03.08.2009) del D.L. anticrisi ed il decreto correttivo (D.L. n. 103 del 03.08.2009).

L’art. 10 del D.L. 01.07.2009, n. 78, riguardo all’IVA, ha profondamente modificato le regole sulle compensazioni fiscali, introducendo, tra l’altro, il principio di carattere generale in base al quale, l’utilizzo in compensazione del credito annuale o relativo a periodi inferiori all’anno dell’IVA, per importi superiori a 10.000 euro annui, può avvenire solo dopo la presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui lo stesso risulta.

Prima della predetta modifica, il credito IVA, come qualsiasi altro credito tributario, poteva essere compensato, a prescindere dall’importo, a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello per il quale doveva essere presentata la dichiarazione nella quale risultavano i crediti.

Ad esempio, considerando un credito maturato nel 2007, l’utilizzo in compensazione poteva avvenire a partire dal primo versamento effettuato, dal 1° gennaio 2008, con modello F24.

La nuova norma, invece, distingue tra:

– Crediti IVA fino a 10.000 euro (la compensazione può essere effettuata a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello per il quale deve essere presentata la dichiarazione nella quale essi risultano);

– crediti IVA superiori a 10.000 euro (la compensazione può essere effettuata a partire dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui risultano).

Le nuove regole non si applicano a partire dal 01.07.2009, ciò anche se il D.L. n. 78/2009 sia entrato in vigore in pari data (01.07.2009).

Ciò poiché la compensazione è legata all’anno solare, e, quindi, fare decorrere le nuove regole a metà anno avrebbe creato notevoli difficoltà operative.

Pertanto, sul caso è dovuta intervenire l’Agenzia delle Entrate, la quale con il comunicato stampa del 02.07.2009 ha precisato che le nuove disposizioni si applicheranno dal 01.01.2010.

Per coordinare la nuova disciplina sulle compensazioni con la dichiarazione annuale IVA, è stato previsto anche:

– Che icontribuenti obbligati alla presentazione della dichiarazione Unico, possono non comprendere nella stessa la dichiarazione annuale IVA nell’ipotesi in cui il credito da questa risultante venga utilizzato in compensazione ovvero chiesto a rimborso, resta ferma, tuttavia, la possibilità per tali contribuenti di richiedere il rimborso del credito IVA annuale eccedente e di utilizzare lo stesso in compensazione anche dopo la presentazione di Unico;

– l’esonero dall’obbligo di presentazione della comunicazione dati IVA per quei contribuenti che presentano la dichiarazione annuale ai fini IVA entro il mese di febbraio;

Infine, un ulteriore novità, che ha riflessi sulla dichiarazione IVA, consiste nell’obbligo, per i contribuenti che intendono utilizzare in compensazione crediti relativi all’IVA per importi superiori a 10.000 euro annui, di richiedere l’apposizione del visto di conformità di cui all’art. 35, comma 1, lettera a) del D.Lgs. n. 241/1997 riguardo le dichiarazioni IVA dalle quali emerge il credito.

Quest’ultimo non è però necessario se il credito da compensare non supera 15.000 euro.

L’art. 10, infine, prevede che l’importo massimo compensabile per ciascun anno solare, attualmente fissato dalla legge in 516.456,90 euro, possa essere elevato, compatibilmente con le esigenze di bilancio, a decorrere dal 1° gennaio 2010, fino a 700 mila euro, con appositi decreti ministeriali.

 

 

2) Regolarizzazione di colf e badanti: Chiarimenti

La regolarizzazione degli addetti ai servizi familiari trova posto nel vademecum della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro.

Il Dipartimento scientifico della Fondazione Studi del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro ha reso noto il 05.08.2009 un vademecum strutturato in 5 fasi sulla corretta gestione della regolarizzazione, introdotta dal D.L. n. 78/2009 e destinata a coloro che occupano irregolarmente addetti ai servizi familiari italiani, comunitari o extracomunitari.

Il nuovo strumento di lavoro della Fondazione Studi agevola il datore di lavoro nella valutazione di fattibilità del singolo caso concreto indicando le tappe per accedere.

Dai requisiti delle parti, alle due differenti procedure previste per i lavoratori italiani o comunitari e per i lavoratori extracomunitari, dalle valutazioni preventive, ai passaggi obbligatori per definire la domanda.

La Fondazione evidenzia che rispetto a precedenti e analoghi provvedimenti emergono le seguenti novità:

– accesso alla regolarizzazione per il lavoratore extraUe solo se in possesso del passaporto o di documento equipollente

– il datore di lavoro deve essere in possesso della carta di soggiorno

– non è previsto alcun clik day per stabilire graduatorie o priorità,

– sono previste procedure differenti per lavoratori italiani o comunitari e lavoratori extraue.

La norma sarà efficace dal 1° al 30 settembre 2009 è potrà essere fruita anche da chi ha presentato la domanda flussi del 2007/2008.

Possono rientrare nella regolarizzazione i cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari che sono stati occupati nei lavori familiari almeno dal 1° aprile e che continuano ad esserlo alla data della domanda.

Può essere regolarizzato chi in passato è stato espulso perché non aveva il permesso di soggiorno o perché il permesso era scaduto.

Nella regolarizzazione rientrano tutti i datori di lavoro (italiani, comunitari ed extracomunitari purché in possesso della carta di soggiorno).

Ogni famiglia potrà mettere in regola al massimo una colf e due badanti extracomunitarie, mentre nessun limite è previsto per gli italiani e i comunitari.

Per regolarizzare extracomunitari è necessario che il datore possegga un reddito di almeno 20mila euro l’anno, se è l’unico a percepire un reddito in famiglia, oppure non inferiore a 25mila euro, se in famiglia ci sono altre persone che percepiscono reddito.

Nessun limite di reddito è previsto per regolarizzare prestatori d’assistenza, ma in questo caso sarà indispensabile un certificato della struttura sanitaria pubblica o del medico di famiglia che attesti le limitazioni dell’autosufficienza della persona assistita.

Anche la necessità di due badanti dovrà essere certificata dal medico.

Pagamento e il contenuto della domanda

I datori pagheranno 500 euro per ogni lavoratore (somma non deducibile dalle imposte sul reddito).

La somma copre (presumibilmente) il periodo 1 aprile 2009 / 30 giugno 2009, su questo si attende un decreto ministeriale che ne determini anche la destinazione.

Le domande possono partire dall’1° e fino al 30 settembre 2009, per lavoratori italiani e comunitari si utilizzano i moduli da presentare all’Inps, mentre per i lavoratori extracomunitari, le dichiarazioni andranno inviate esclusivamente in via telematica allo Sportello unico per l’Immigrazione.

Le particolarità della nuova procedura

– il lavoratore deve essere in possesso del passaporto o di un documento equipollente;

– chi ha presentato la domanda flussi 2007 può presentare regolarizzazione entro 30 settembre (la vecchia domanda sarà archiviata);

– non ci sarà nessun clik day e nessuna graduatoria o priorità in base alla data di presentazione;

– il datore extracomunitario in possesso del solo permesso di soggiorno non può regolarizzare alcun lavoratore;

– possono regolarizzare lavoratori domestici anche i componenti familiari non conviventi con i soggetti che necessitano d’assistenza (esempio il figlio per la madre);

– si potranno pagare i contributi anche per periodi precedenti al 1° aprile 2009 con interessi, ma solo dopo l’emanazione di apposito decreto. 

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, comunicato stampa del 05.08.2009)

 

 

3) Obblighi di comunicazione delle società quotate: pubblicato in G.U. il decreto correttivo del Tuf

È stato pubblicato sulla G.U. n. 178 del 03.08.2009, il D.Lgs. n. 101 del 17.07.2009, che ha modificato e integrato il Testo Unico della Finanza (Tuf) per alcuni aspetti della disciplina dell’intermediazione e dei mercati finanziari e del prospetto, che entrerà in vigore il 18.08.2009.

Il decreto modifica anche gli artt. 113-bis, ter e 114, in materia di diffusione delle informazioni relative agli emittenti quotati, prevedendo che i poteri regolamentari della Consob in materia siano esercitati “ferma restando la necessità di pubblicazione tramite mezzi di informazione su giornali quotidiani nazionali”.

 

 

4) Nuova disciplina della class action in G.U.

E’ stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 31.07.2009, n. 176, Suppl. Ord. n. 136/L, la legge n. 99 del 23.07.2009, recante disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia.

L’art. 49 della legge contiene la nuova disciplina dell’azione di classe per il risarcimento dei danni subiti da consumatori o utenti (articolo 140-bis del Codice del consumo).

“In base alle nuove norme, l’azione di classe potrà essere promossa da ciascun consumatore danneggiato, sia direttamente sia mediante associazioni cui dà mandato o comitati cui partecipa.

Con l’azione si potrà far valere: la responsabilità contrattuale di un’impresa nei confronti di più consumatori; la responsabilità del produttore verso i consumatori finali di un prodotto; la responsabilità per i danni che derivano ai consumatori da pratiche commerciali scorrette o da comportamenti anticoncorrenziali.

Il presupposto è che i diritti tutelati siano “identici”.

La competenza spetta al tribunale del capoluogo della Regione in cui ha sede l’impresa; sono previsti accorpamenti tra Regioni contigue, con riduzione a undici dei tribunali competenti.

Il giudice verifica in via preliminare l’ammissibilità dell’azione di classe: la domanda sarà respinta se è manifestamente infondata, se sussiste un conflitto di interessi, se i diritti individuali non sono identici o se il proponente non appare in grado di curare adeguatamente l’interesse della classe.

Nel caso di inammissibilità, chi ha promosso l’azione potrà essere chiamato a sopportare le spese del procedimento e a risarcire i danni da lite temeraria. 

Per beneficiare dell’azione di classe i singoli consumatori devono aderirvi espressamente (opt-in) nel primo grado del giudizio, entro un termine perentorio fissato dal giudice.

Il singolo che aderisce rinuncia a ogni azione risarcitoria individuale ed è vincolato dalla sentenza.

Per chi non ha aderito resta salvo il diritto di agire in giudizio individualmente. 

La sentenza di condanna liquida direttamente le somme da corrispondere ai singoli che hanno aderito all’azione di classe, oppure stabilisce il criterio omogeneo di calcolo per liquidarle.

La sentenza diviene esecutiva dopo 180 giorni dalla pubblicazione.

Se l’impresa impugna la sentenza può chiedere alla Corte d’appello di sospenderne l’esecutività; la Corte d’appello nel decidere terrà conto anche dell’entità complessiva della somma dovuta, del numero dei creditori e della difficoltà di recuperare gli importi nell’ipotesi di accoglimento del ricorso. 

L’azione di classe è unica: scaduto il termine per l’adesione dei consumatori, non saranno più proponibili ulteriori azioni di classe per i medesimi fatti e nei confronti della stessa impresa.

Tutte le azioni di classe proposte entro quel termine potranno essere riunite presso il giudice adito per primo.

Azioni di classe potranno essere promosse solo per illeciti compiuti dopo l’entrata in vigore della legge n. 176/2009”.

Infine, viene ricordato che la disciplina della class action diverrà efficace a partire dal 1° gennaio 2010 (da ultimo il rinvio disposto dall’articolo 23, comma 16, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, di cui il Senato ha definitivamente approvato la conversione in legge lo scorso 1° agosto).

(Assonime, nota del 04.08.2009)

 

 

5) Legge comunitaria 2008 in vigore dal 29 luglio 2009

La Legge n. 88 del 07.07.2009 (c.d. Legge Comunitaria 2008) pubblicata nella G.U. n. 161 del 14.07.2009 è entrata in vigore Il 29.07.2009.

La norma tende ad assicurare l’osservanza degli obblighi derivanti dalla partecipazione dell’Italia all’Unione europea ed ad recepire nell’ordinamento nazionale la normativa adottata a livello comunitario.

Si riportano di seguito le misure contenute.

Tra i principali interventi normativi conseguenti all’approvazione della legge comunitaria sono emersi, in particolare, quelli riguardanti le novità sulla disciplina dell’Iva.

Debutta dal 01.01.2010, il nuovo criterio di territorialità dell’imposta per le prestazioni di intermediazione, le quali si considerano effettuate in Italia se il committente è un soggetto passivo Iva, mentre restano fuori campo quelle relative a operazioni il cui luogo di effettuazione è esterno alla Ue, anche se i committenti sono operatori italiani e viene recepita la definizione di “valore normale”; contestualmente, viene proposto un ridimensionamento, rispetto alla normativa vigente, dell’utilizzo di tale criterio ai fini della determinazione della base imponibile fiscale nelle ipotesi di cessioni gratuite e assegnazioni di beni d’impresa, in favore di un maggiore utilizzo del principio del costo di acquisto o del costo sostenuto.

Infine, con appositi interventi sul potere di accertamento fiscale, gli uffici finanziari possono utilizzare il criterio del valore normale ai soli fini dell’accertamento presuntivo e non più ai fini dell’accertamento automatico

 

 

6) Nuove modalità operative per l’abilitazione e l’utilizzo dei servizi telematici Entratel e Fisconline: Adempimenti per le imprese

Attenzione all’obbligo  per i rappresentanti legali delle imprese di designare, entro il 31.08.2009, al posto delle precedenti utenze generiche, le nuove figure dei “gestori incaricati” e degli “operatori incaricati”.

Lo ha segnalato l’Assonime con la nota del 04.08.2009.

Stesso problema riguarda anche gli intermediari abilitati (es. studi associati di commercialisti).

Il canale telematico è diventato negli anni per le imprese il canale principale di comunicazione con il fisco, infatti, vengono presentati ed inviati tutti i modelli di dichiarazioni fiscali, gli altri atti di rilevanza fiscale, le richieste di attribuzione dei crediti d’imposta e, da ultimo, i versamenti di imposte e contributi attraverso il modello F 24 telematico.

Su questo tema ed, in particolare, sul  sistema delle abilitazioni ai servizi telematici nei confronti degli Uffici fiscali,  sono state recentemente introdotte profonde revisioni per adeguare questo sistema  alle prescrizioni dettate dal Garante per la privacy (provvedimento del 18.09.2008).

Con tale provvedimento, il Garante ha sostanzialmente richiesto all’Agenzia delle Entrate l’introduzione di un sistema di scadenza delle password, il divieto di utilizzare credenziali generiche da parte delle società e l’attribuzione al suo posto di utenze telematiche “ad personam” per identificare direttamente ogni singola persona che effettua la transazione telematica per conto delle società stesse.

L’Agenzia delle Entrate, con provvedimento del Direttore del 10.06.2009 e con successiva circolare n. 30/E del 25.06.2009 ha reso operative le prescrizioni del Garante, istituendo nuove procedure e modalità operative di abilitazione a carico delle imprese.

In primo luogo, la mancata scadenza periodica della password per l’accesso ai canali Entratel e Fisconline ha comportato   la necessità di modificare tutte le password esistenti con nuove password, soggette d’ora in poi a scadenza periodica (90 giorni).

Inoltre, l’Agenzia delle Entrate ha radicalmente modificato le credenziali di accesso ai servizi telematici del fisco da parte degli utenti diversi dalle persone fisiche (società ed enti), stabilendo l’obbligo  per i rappresentanti legali delle imprese di designare, entro il 31.08.2009, al posto delle precedenti utenze generiche, le nuove figure dei “gestori incaricati” e degli “operatori incaricati” (persone fisiche che effettuano transazioni telematiche con credenziali proprie), prima non previste.

Le modalità di comunicazione da parte del rappresentante legale e le designazioni delle nuove figure possono avvenire sia online, sia attraverso apposito modulo cartaceo da presentare all’ufficio dell’Agenzia delle entrate competente.

L’Agenzia delle entrate ha, infine, disposto la  disattivazione e, quindi, la decadenza automatica di tutte le precedenti credenziali generiche,  a  partire dal 01.09.2009.

Le imprese, pertanto, dovranno procedere rapidamente a completare le procedure di abilitazione (in particolare con la designazione dei gestori incaricati e degli operatori incaricati) per potere essere pienamente operativi nelle prossime comunicazioni telematiche con il fisco; quindi in tempo, ad esempio, per il click day del 14.09.2009 per la richiesta di rimborso delle maggiori imposte pagate per la mancata deduzione del 10% dell’IRAP.    

 

 

7) Scudo fiscale: niente garanzia per i contribuenti con procedimenti in corso

Con le disposizioni correttive la tutela non viene garantita ai contribuenti con procedimenti in corso.

E’ stata promulgata la legge n. 102 di conversione, con modificazioni, del  Decreto legge  n.  7872009,  recante  i provvedimenti  anticrisi.

La legge, pubblicata nella G.U. n. 179/2009 (in vigore dal 05.08.2009), contiene, tra l’altro, drastiche  misure antievasione volte a contrastare l’illecita delocalizzazione di capitali in luoghi a regime privilegiato e quei disallineamenti normativi, segnatamente nelle operazioni infragruppo, rispetto ad altri ordinamenti europei, che alimentano l’affermazione dei fenomeni di arbitraggio.

Oltre alle disposizioni di contrasto vi fanno parte anche quelle a favore dei contribuenti detentori di attività finanziarie e patrimoniali al di fuori dei confini nazionali che intendano aderire alla manovra di rimpatrio dei capitali.

La manovra d’estate, infatti, tutela tali comportamenti virtuosi attraverso la riedizione dello “scudo fiscale”, locuzione che riassume metaforicamente il riconoscimento della messa a riparo dei contribuenti dagli accertamenti fiscali e contributivi per un ammontare corrispondente a quanto rimpatriato, l’estinzione delle sanzioni amministrative, tributarie e previdenziali e una modesta agevolazione penale (lo scudo sana solamente i reati di dichiarazione infedele od omessa) nella finalità di rimpatriare patrimoni esportati illegalmente fuori dalla UE o regolarizzarli se si tratta di paesi europei o paesi aderenti allo Spazio economico dell’Europa (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e 25 dei 27 membri dell’Unione Europea).

La norma di riferimento è l’art. 13-bis rubricata come disposizioni concernenti il rimpatrio di attività finanziarie e patrimoniali detenute fuori del territorio dello Stato  che istituisce un nuovo sistema di regolarizzazione delle attività predette, detenute eludendo o violando il sistema di monitoraggio fiscale, attraverso l’introduzione di un’imposta straordinaria con aliquota sintetica del 50% su un rendimento presunto annuo del 2% negli ultimi 5 anni antecedenti il rimpatrio o la regolarizzazione (con un prelievo, quindi, pari al 5% del capitale).

Lo scudo consentirà la regolarizzazione delle attività detenute nell’Unione europea e il rimpatrio di quelle in Paesi extra Ue dal 15.09.2009 fino a metà aprile 2010 a condizione che, come si è detto, le predette attività siano rimpatriate da Stati non appartenenti all’Unione europea ovvero regolarizzate o rimpatriate perché detenute in Stati dell’unione europea e in Stati aderenti allo Spazio economico europeo che garantiscono un effettivo scambio d’informazioni fiscali in via amministrativa.

 

 

8) Beni d’impresa: rivalutazione agevolata anche per chi nel 2008 passa dalla contabilità ordinaria alla semplificata

E’ possibile la rivalutazione anche per chi è in contabilità ordinaria nel 2007 e passa alla semplificata nel 2008.

La società, infatti, può rivalutare gli immobili strumentali in bilancio al 31 dicembre 2007 e ancora presenti nel patrimonio aziendale nel 2008, senza dover iscrivere il saldo attivo di rivalutazione né, quindi, procedere ad affrancarlo.

Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 202/E del 05.08.2009, che è scaturita dalla richiesta di una società passata in contabilità semplificata lo scorso anno, interessata a sapere se può rivalutare i suoi fabbricati strumentali seguendo le regole dei contribuenti che fruiscono dei regimi semplificati di contabilità.

In particolare, l’Agenzia ha precisato che sulla scelta di non applicare la disciplina del saldo attivo di rivalutazione ha un peso decisivo la data in cui va eseguita la rivalutazione, che avviene nell’esercizio 2008.

In questa fase, infatti, l’impresa è in regime di contabilità semplificata e non ha un bilancio formale da cui risulti esposto il saldo attivo di rivalutazione.

Il contribuente, quindi, per poter rivalutare i beni secondo le regole dedicate alle imprese in contabilità semplificata deve verificare la presenza degli immobili al 31 dicembre 2007, facendo riferimento al bilancio dello stesso anno, e appurare che siano ancora iscritti nel registro dei beni ammortizzabili alla fine del 2008.

A questo punto, versando la sostitutiva dovuta sui maggiori valori attribuiti ai beni, può rivalutarli senza dover iscrivere il saldo attivo di rivalutazione né applicarne la disciplina.

In linea generale, possono beneficiare della norma i soggetti indicati espressamente nel comma 16, dell’art. 15, del D.L. n. 185/2008, vale a dire le società di capitali, le società cooperative, gli enti pubblici e privati, le società in nome collettivo e in accomandita semplice.

Peraltro, come ha precedentemente chiarito la stessa Agenzia con la circolare n. 11/E del 19.03.2009, la rivalutazione può essere effettuata anche dai soggetti in contabilità semplificata.

 

 

9) Niente Iva sui diritti di segreteria dovuti alle C.C.I.A.A.

Niente Iva sui diritti di segreteria dovuti alle Camere di commercio (C.C.I.A.A.) per certificati, visure e altre informazioni, anche se corrisposti dal cliente finale tramite soggetti terzi.

Ciò perché sono considerati tributi, e la loro natura non cambia se vengono riaddebitati al destinatario dell’informazione da altri soggetti.

E’ questo il chiarimento fornito dall’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n.

203/E del 05.08.2009, che ha, così, risposto ad un’associazione che ha chiesto chiarimenti in merito all’applicabilità dell’Imposta sul valore aggiunto ai diritti di segreteria.

In particolare, tale associazione ha fatto presente che alcune società che fanno parte dell’associazione hanno stipulato un contratto con Infocamere – il consorzio che gestisce il sistema informatico nazionale delle Cciaa – per accedere in via telematica alle banche dati camerali e reperire informazioni da diffondere ai propri clienti.

Di conseguenza, i diritti di segreteria sono addebitati prima da Infocamere alla società distributrice (per conto della Camera di commercio), e poi da quest’ultima al cliente finale.

Riaddebito o no, per le Entrate la sostanza non cambia. I diritti di segreteria, infatti, hanno natura tributaria – come peraltro stabilito anche da una sentenza della Corte costituzionale (n. 156 del 1990) – e non carattere di corrispettivo e, quindi, non rilevano ai fini Iva per mancanza del presupposto oggettivo.

Ciò a patto che il cliente non richieda, al posto della semplice informazione acquisita in via telematica, una rielaborazione ad hoc: in quest’ultimo caso, infatti, i diritti di segreteria scontano l’Iva, giacché parte integrante del corrispettivo (“tariffa” per l’acquisizione dell’informazione camerale più provvigione) dovuto alla società distributrice per un’attività “unica e complessa”.

 

 

A cura di Vincenzo D’Andò

 

 


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