Novità fiscali del 26 agosto 2009: consolidato fiscale nazionale: mancato rinnovo dell’opzione; trattamento fiscale dei terreni su cui insistono i fabbricati; enti non commerciali: modello da presentare entro il 20 settembre 2009


 

 

Indice:

 

1) Consolidato fiscale nazionale: Mancato rinnovo dell’opzione

 

2) Trattamento fiscale dei terreni su cui insistono i fabbricati

 

3) Enti non commerciali: Modello da presentare entro il 20 settembre 2009

 

4) Notizie in breve:

 

 

1) Consolidato fiscale nazionale: Mancato rinnovo dell’opzione

Nel caso del mancato rinnovo dell’opzione per la tassazione di gruppo (cessata alla data del 30.11.2007), la ripresa a tassazione della residua differenza, tra il valore di libro e quello fiscalmente riconosciuto dei beni acquisiti in neutralità attraverso la variazione in aumento, non configura una ipotesi di realizzo della plusvalenza ai sensi dell’art. 86 del TUIR e non consente di avvalersi del regime di rateizzazione previsto al comma 4 del medesimo art. 86 del TUIR.

E’ quanto ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 236/E del 25.08.2009, la quale ha ulteriormente precisato che la cessazione del regime speciale del consolidato a causa del mancato rinnovo dell’opzione produce il riallineamento del valore fiscale a quello civilistico del bene ceduto (conferito) in neutralità con la conseguente tassazione specificamente prevista nel regime di tassazione di gruppo in capo alla società

consolidante.

Diversa è l’ipotesi di interruzione del regime di neutralità a seguito di successiva cessione (o atto ad essa equiparato) del bene a soggetti non inclusi nel perimetro di consolidamento.

In tal caso, infatti, è lo stesso cedente che ha acquisito il bene in continuità fiscale (l’ultimo cessionario nella fiscal unit) che dovrà determinare la plusvalenza nel periodo d’imposta in cui è avvenuta la successiva cessione tenendo conto anche del disallineamento ancora esistente tra il valore di libro e il valore fiscale del bene stesso.

Tale plusvalenza può essere rateizzata ai sensi del comma 4 dell’art. 86 del TUIR e, ai fini del requisito temporale del possesso – come espressamente stabilito dall’articolo 10, comma 2, del D.M. del 09.06.2004 – si potrà tenere conto del periodo maturato in capo al primo cedente in neutralità.

In particolare, secondo l’art. 123 del TUIR, in caso di esercizio dell’opzione per il consolidato nazionale, “le cessioni di beni diversi da quelli di cui agli articoli 85 e 87, possono avvenire in regime di continuità di valori fiscali riconosciuti su opzione congiunta della società cedente e cessionaria (…)” (circolare del 20.12.2004, n. 53/E, paragrafo 6.2.2.).

Tale disposizione è stata abrogata dall’art. 1, comma 33, lettera v), della legge 24.12.2007, n. 244, con efficacia, ai sensi del successivo comma 34, per i trasferimenti effettuati a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data del 31.12.2007.

Nel caso di specie, la stessa Agenzia delle Entrate ha osservato che la società consolidante conferente, al momento del conferimento, aveva la possibilità di usufruire di uno dei seguenti regimi di tassazione della plusvalenza:

1) regime ordinario (tassazione integrale nell’esercizio di realizzo ai sensi dell’art. 86 del TUIR);

2) regime ordinario opzionale di rateizzazione ai sensi dell’art. 86, comma 4, del TUIR (tassazione in quote costanti nell’esercizio in cui è realizzata e nei successivi, ma non oltre il quarto);

3) regime speciale opzionale di neutralità ai sensi dell’art. 123 del TUIR.

Poiché le società interessate all’operazione hanno optato per il regime di tassazione di cui al precedente punto 3), la plusvalenza – pari ad euro 1.999.997,00 – pur avendo concorso alla determinazione del reddito della conferente nel periodo d’imposta 1° dicembre 2004 – 30 novembre 2005, è stata neutralizzata attraverso una variazione in diminuzione di pari importo effettuata in sede di consolidamento ai sensi dell’art. 122, comma 1, lettera c), del TUIR vigente ratione temporis (infatti, avverte la neo risoluzione, l’art. 122 è stato modificato dal già citato art. 1, comma 33, della legge n. 244/2007).

I suddetti regimi di tassazione della plusvalenza, ha rilevato l’Agenzia delle Entrate, vanno intendersi alternativi tra loro, nel senso che la scelta di uno di essi preclude la possibilità di adottare gli altri.

L’alternatività dei diversi regimi sussiste anche nel caso di specie, ossia anche nell’ipotesi di mancato rinnovo dell’opzione per la tassazione di gruppo (che è cessata alla data del 30.11.2007).

 

 

2) Trattamento fiscale dei terreni su cui insistono i fabbricati

In base alla normativa attuale occorre effettuare lo scorporo tra il valore del terreno e quello del fabbricato, indipendentemente dalla circostanza che l’immobile sia acquisito in proprietà o mediante un contratto di locazione finanziaria.

La precisazione è contenuta nella risoluzione n. 237/E dell’Agenzia delle Entrate.

Infatti, come è noto, l’art. 36, comma 7, del D.L. 04.07.2006, n. 223 stabilisce che: “ai fini del calcolo delle quote di ammortamento deducibili il costo complessivo dei fabbricati strumentali è assunto al netto del costo delle aree occupate dalla costruzione e di quelle che ne costituiscono pertinenza.

Il costo da attribuire alle predette aree, ove non autonomamente acquistate in precedenza, è quantificato in misura pari al maggior valore tra quello esposto in bilancio nell’anno di acquisto e quello corrispondente al 20 per cento e, per i fabbricati industriali, al 30% del costo complessivo stesso”.

Il successivo comma 7-bis prevede che “le disposizioni del comma 7 si applicano, con riguardo alla quota capitale dei canoni, anche ai fabbricati strumentali in locazione finanziaria”.

Su tale materia, già precedentemente, la circolare n. 11/E/2007 ha precisato, riguardo all’ipotesi di cessione dell’immobile, che la cessione dell’area comprensiva di fabbricato genera un’unica plusvalenza pari alla differenza tra il corrispettivo pagato e il costo fiscalmente riconosciuto dell’area comprensiva di fabbricato.

Le suddette norme, infatti, prevedono la necessità di effettuare lo scorporo tra il valore del terreno e quello del fabbricato solo ai fini della determinazione della quota (riferibile al fabbricato) che può essere ammortizzata e non anche ai fini della relativa plusvalenza di cessione.

Peraltro, i chiarimenti contenuti nella citata circolare n. 11/E del 2007 si applicano anche nel caso di specie, in cui la Società, cedendo il bene nell’ambito di un contratto di lease back, realizzi un plusvalenza fiscalmente rilevante che concorre integralmente alla formazione del reddito imponibile secondo i criteri stabiliti dall’art. 86, comma 4, del TUIR, ossia nell’esercizio in cui è realizzata ovvero in quote costanti nell’esercizio stesso e nei successivi ma non oltre il quarto.

L’Agenzia delle Entrate, ha, inoltre, ricordato che i successivi canoni di leasing versati dall’utilizzatore nell’ambito del contratto di lease back sono indeducibili per la quota capitale riferibile al terreno, pari al 20% – ovvero 30% per i fabbricati industriali – della quota capitale finanziata.

Rimane comunque la possibilità di applicare alla quota capitale, in luogo delle suddette percentuali forfetarie del 20% o 30%, la percentuale effettivamente riferibile al valore del fabbricato, nell’ipotesi in cui sia possibile applicare la regola dell’acquisto autonomo di cui al citato comma 7 dell’art. 36 del D.L. n. 223/2006 (risoluzione n. 211/E del 08.08.2007).

Nel caso di specie, la Società, avendo ceduto un’area comprensiva di “due vecchi fabbricati” e di un fabbricato in fase di costruzione, può applicare la regola dell’acquisto autonomo solo nell’ipotesi in cui tali fabbricati non siano idonei a configurare un “edificio significativo”, ossia un edificio nel quale sia stato eseguito il rustico, comprensivo delle mura perimetrali delle singole unità e sia stata completata la copertura (risoluzione n. 434/E del 12.11.2008).

Ciò si applica anche nella diversa ipotesi in cui il soggetto utilizzatore è da individuare nella società incorporante anziché nella società incorporata.

Infatti, ha ricordato la neo risoluzione che ai sensi dell’art. 2504 – bis del codice civile, “la società che risulta dalla fusione o quella incorporante assumono i diritti e gli obblighi delle società partecipanti alla fusione, proseguendo in tutti i loro rapporti, anche processuali, anteriori alla fusione”.

 

 

3) Enti non commerciali: Modello da presentare entro il 20 settembre 2009

Al ritorno dalle vacanze taluni enti non commerciali avranno ancora a disposizione pochi giorni di tempo per presentare l’istanza alle Entrate al fine di potere fruire dei consistenti benefici fiscali.

Infatti, la domanda, che deve essere presentata entro il prossimo 20 settembre 2009, redatta mediante l’utilizzo dell’apposito prodotto informatico fornito dalla stessa Agenzia delle Entrate, andrà trasmessa esclusivamente per via telematica (dal 20 luglio) non oltre il 20 settembre prossimo, direttamente dal contribuente o tramite gli intermediati abilitati (professionisti, associazioni di categoria, CAF, altri soggetti).

Sul sito delle Entrate (www.agenziaentrate.it) è disponibile il modello che può essere utilizzato dalle associazioni senza fini di lucro, che operano per la realizzazione o che partecipano a manifestazioni di particolare interesse storico, artistico e culturale, legate agli usi e alle tradizioni delle comunità locali, al fine di richiedere l’inserimento tra i soggetti beneficiari delle disposizioni recate dall’art. 1, comma 185, della legge n. 296/2006.

In particolare, sul citato sito sono scaricabili:

– Modello di domanda da utilizzare da parte delle Associazioni senza fini di lucro, per l’ammissione alla fruizione dei benefici;

– istruzioni di compilazione;

– provvedimento del 14/12/2007 che ha approvato il modello di domanda per l’ammissione ai benefici previsti in favore delle associazioni senza fini di lucro.

Benefici fiscali

La presentazione del modello garantisce l’esenzione da Ires per l’ente non commerciale.

In particolare, la legge (n. 296/2006) prevede:

– l’esenzione dall’IRES per dette associazioni;

– che non assumono la qualifica di sostituti d’imposta le persone fisiche, incaricate di gestire le attività connesse alle citate finalità istituzionali, le quali risultano, pertanto, esenti dai relativi obblighi di tenuta delle scritture contabili;

– che le prestazioni e le dazioni offerte da persone fisiche in favore delle predette associazioni hanno, ai fini delle imposte sui redditi, carattere di liberalità.

Per tali scopi, occorre attestare:

– Che l’associazione non persegue il fine di lucro;

– l’ammontare del reddito complessivo conseguito dall’associazione nell’anno precedente a quello di presentazione della domanda;

– l’anno a decorrere dal quale l’associazione svolge in maniera continuativa le attività volte a realizzare e/o a partecipare a manifestazioni di interesse storico, artistico e culturale, legate agli usi ed alle tradizioni delle comunità locali;

– l’anno dal quale si svolgono le manifestazioni di interesse storico, artistico e culturale, legate agli usi ed alle tradizioni delle comunità locali alle quali l’associazione partecipa e/o realizza.

Controlli sui circoli ancora in stand by

Viceversa, si rimane ancora in attesa delle disposizioni necessarie per potere adempiere ad un altro importante adempimento che riguardi tutti gli enti associativi, infatti, la stessa Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 12/E del 2009 ha ricordato preliminarmente come al fine di consentire gli opportuni controlli l’art. 30 del D.L. n. 185/2008, convertito dalla legge n. 2/2009, abbia previsto un nuovo obbligo posto a carico degli enti associativi, i quali devono comunicare all’Agenzia delle Entrate, nei termini e con le modalità che saranno stabilite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, dati e notizie rilevanti ai fini fiscali.

Si tratta della disposizione, come chiarito espressamente dall’Agenzia delle Entrate, che  “ha finalità esclusivamente fiscali e risponde a reali esigenze di controllo”.

 

 

4) Notizie in breve:

 

– Iscrizione al registro nazionale delle imprese operanti nel settore degli armamenti

E’ stato pubblicato sulla G.U. n. 195 del 24.08.2009 il Regolamento (Decreto n. 125 del 03.07.2009) recante modifiche al regolamento adottato con decreto interministeriale 28 febbraio 1991, n. 96, recante norme per l’iscrizione al registro nazionale delle imprese operanti nel settore degli armamenti.

 

 

– Accertamento dei cambi valute estere per il mese di Luglio 2009

Il 25.08.2009 la Direzione centrale dell’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul sito www.agenziaentrate.it il Provvedimento, Prot. n. 2009/126107, concernente “Accertamento dei cambi valute estere per il mese di Luglio 2009”. 

 

 

– Rivalutazione Tfr e crediti di lavoro aggiornati a luglio 2009

A seguito del comunicato Istat del 12.08.2009, che ha stabilito in 135,3 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) (senza tabacchi) con una variazione nulla rispetto al mese di giugno 2009, sono stati rielaborati i coefficienti validi per il mese di luglio 2009 del trattamento di fine rapporto e dei crediti di lavoro.

 

 

A cura di Vincenzo D’Andò

 

 

 


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