Riforma della contrattazione collettiva - Accordo interconfederale 15 aprile 2009 - Indice previsionale di inflazione

siglato tra Confindustria e Organizzazioni Sindacali confederali CISL e UIL l’”Accordo interconfederale per l’attuazione dell’accordo-quadro sulla riforma degli assetti contrattuali del 22 gennaio 2009”. Sintetizziamo qui di seguito gli elementi essenziali di novità

Si segnala che il 15 aprile 2009 è stato sottoscritto tra la Confindustria e le Organizzazioni Sindacali confederali CISL e UIL l’ “Accordo interconfederale per l’attuazione dell’accordo-quadro sulla riforma degli assetti contrattuali del 22 gennaio 2009”. Provvediamo quindi a sintetizzare qui di seguito gli elementi essenziali di novità.


 


Preliminarmente va precisato che la CGIL, pur avendo partecipato all’intero confronto durato dieci mesi, non ha sottoscritto né l’accordo quadro del 22 gennaio 2009, né l’accordo interconfederale del 15 aprile 2009.


 


Il nuovo accordo sugli assetti contrattuali, si distingue, rispetto al precedente Protocollo del 23 luglio 1993, in particolare nei seguenti aspetti:


 


        la durata dei contratti collettivi è fissata in tre anni. È dunque stato superato il modello che prevedeva per i contratti nazionali di categoria una durata di quattro anni per la parte normativa e due per quella economica e, per quelli aziendali, una durata quadriennale. Ciò a valere già nell’immediato: tutti i contratti collettivi nazionali di lavoro e gli accordi di secondo livello, la cui scadenza biennale o quadriennale sia successiva al 15 aprile 2009, saranno rinnovati con l’applicazione di condizioni, principi, regole, modalità e tempi stabiliti nell’accordo in esame. Le nuove regole valgono altresì per i contratti già scaduti prima del 15 aprile 2009 ma per i quali non sia ancora iniziato il confronto negoziale;


        sono stabilite nuove modalità di determinazione dell’inflazione ai fini degli aumenti salariali nei contratti nazionali, con l’intento di dare certezza nelle trattative e ridurre il tasso di conflittualità. Si fa ora infatti riferimento ad un indice previsionale con orizzonte triennale, depurato dalla dinamica dei prezzi dei beni energetici importati, costruito sulla base di un parametro europeo (“IPCA”, ovvero indice dei prezzi al consumo armonizzato in ambito europeo per l’Italia). Il nuovo indice sarà applicato ad un valore retributivo medio assunto quale base di computo composto dai minimi tabellari, dal valore degli aumenti periodici di anzianità (considerata l’anzianità media del settore) e dalle altre eventuali indennità in cifra fissa stabilite dallo stesso contratto collettivo;


        sono ridefiniti i tempi e le procedure per la presentazione delle piattaforme e lo svolgimento delle trattative di rinnovo dei c.c.n.l.. E’ prevista anche una “tregua sindacale” di sette mesi dalla presentazione della piattaforma, la quale deve avvenire sei mesi prima della scadenza del contratto;


        al rispetto da parte dei sindacati dei tempi e delle procedure stabilite per il rinnovo, tra cui la predetta “tregua sindacale”, è condizionato il riconoscimento di una “copertura economica”, sostitutiva dell’indennità di vacanza contrattuale, per i mesi intercorrenti tra la scadenza del contratto e la stipula di quello nuovo, in favore dei lavoratori in servizio alla data dell’accordo di rinnovo;


        i contratti collettivi nazionali di lavoro prevedono il riconoscimento di un importo, nella misura ed alle condizioni concordate nei medesimi contratti con particolare riguardo per le situazioni di difficoltà economico-produttiva, a titolo di “elemento di garanzia retributiva”, per i lavoratori dipendenti da aziende prive di contrattazione di secondo livello e che, con riferimento all’ultimo quadriennio, non abbiano percepito altri trattamenti economici individuali o collettivi oltre a quanto spettante in base al contratto collettivo nazionale;


        oltre al rafforzamento del concetto di separazione delle competenze dei diversi livelli di contrattazione (quella aziendale non deve riguardare materie ed istituti già negoziati ad altri livelli, potendo comunque essere esercitata per le materie delegate dalla contrattazione nazionale o dalla legge), sono da sottolineare ancora la possibilità per i contratti nazionali di settore di concordare linee guida utili a definire modelli di premio variabile per le imprese di minori dimensioni, l’interessamento del Comitato paritetico, costituito per la gestione dell’Accordo interconfederale del 15 aprile 2009, per valutare le ragioni che non abbiano consentito il raggiungimento dell’accordo per il rinnovo del contratto nazionale, nonché il ricorso a forme di conciliazione e arbitrato per la risoluzione di controversie che dovessero sorgere per il mancato rispetto delle regole stabilite con riferimento al secondo livello di contrattazione;


        per governare direttamente nei territori situazioni di crisi aziendali o per favorire lo sviluppo economico ed occupazionale di specifiche aree, è espressamente concordato che i contratti collettivi nazionali di categoria possano consentire che in sede territoriale siano raggiunte intese per modificare, in tutto o in parte, anche in via sperimentale e temporanea, singoli istituti economici o normativi disciplinati dal contratto collettivo nazionale;


 


Si precisa inoltre che l’Accordo del 15 aprile 2009 avrà vigore fino al 15 aprile 2013. Le parti ne valuteranno il complessivo funzionamento allo scopo di apportare, per il periodo successivo, eventuali correttivi, modifiche o integrazioni.


 


Circa le modalità operative di costruzione e le procedure di previsione del nuovo indicatore previsionale della crescita dei prezzi al consumo da utilizzare per i rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro di categoria, si informa che è stato affidato l’incarico di svolgere tale attività di previsione all’Istituto di Studi ed Analisi Economica (ISAE).


 


L’ISAE è un ente pubblico di ricerca che svolge principalmente analisi e studi a supporto delle decisioni di politica economica e sociale del Governo, del Parlamento e delle Pubbliche Amministrazioni.


 


A seguito del conferimento dell’incarico, il predetto Istituto ha illustrato alle parti stipulanti la metodologia che sarà adottata per definire il nuovo indice previsionale costruito sulla base dell’IPCA (indice dei prezzi al consumo armonizzato in ambito europeo per l’Italia) depurato dalla dinamica dei prezzi dei beni energetici importati.


 


Per individuare il prezzo dei beni energetici importati ed il peso da attribuire agli stessi, l’ISAE ha scelto, tra i diversi indici possibili, quello più facilmente comprensibile e monitorabile, cioè il prezzo del petrolio. L’ISAE ha altresì precisato che la previsione sarà comunicata alle parti una volta l’anno, nel mese di maggio, e riguarderà un quadriennio, ovvero l’anno in corso e i tre successivi.


 


Per il periodo 2009-2012 sono già stati comunicati i seguenti valori dell’indice previsionale di inflazione IPCA depurato dalla dinamica dei beni energetici importati, che ai sensi dell’Accordo interconfederale del 15 aprile 2009 dovranno essere applicati per definire la dinamica degli effetti economici nei rinnovi dei contratti collettivi nazionali di categoria:


 


– 1,5% per l’anno 2009;


– 1,8% per il 2010;


– 2,2% per il 2011;


– 1,9% per il 2012.


 


Ai fini delle verifiche previste dall’Accordo del 15 aprile 2009, dal prossimo anno, l’ISAE calcolerà e comunicherà, con riferimento all’anno precedente, anche lo scostamento tra l’indice previsionale e quello effettivamente registrato.


 


Massimo Pipino


4 luglio 2009

Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it