Novità fiscali del 30 luglio 2009: prorogati al 20 agosto 2009 – non per chi ha studi settore – i termini fiscali e collegati in scadenza dal 1’agosto; per la violazione sulla privacy ricorso al giudice ordinario; legge comunitaria 2008: in vigore dal 29 luglio 2009 parte delle novità che riguardano gli accertamenti tributari (ad esempio l’abbandono dei valori O.M.I. per gli accertamenti di valore degli immobili); I.V.A. ad esigibilità differita anche gli enti non profit; rinvio a settembre per l’attivazione procedura telematica dei rimborsi IRAP


 

 

Indice:

 

1) Fisco: Per la violazione sulla privacy ricorso al giudice ordinario

 

2) Legge Comunitaria 2008: Entrate in vigore dal 29 luglio parte delle novità che riguardano gli accertamenti tributari

 

3) Prorogati al 20 agosto 2009 i termini (fiscali e collegati) in scadenza dal 1 agosto

 

4) Iva ad esigibilità differita: Ne possono usufruire anche gli enti non profit

 

5) Attivazione procedura telematica rimborso Irap: Rinvio a settembre

 

 

1) Fisco: Per la violazione sulla privacy ricorso al giudice ordinario

Niente sanzioni per le notifiche di cartelle esattoriali fatte “senza busta chiusa”. Ne consegue che i cittadini non possono chiedere al giudice tributario il risarcimento per la violazione della privacy.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 17194 del 23.07.2009.

Unica possibilità per i contribuenti è quella di tentare la strada del risarcimento attraverso una causa contro il Fisco presentata davanti al giudice ordinario.

Studi di settore: L’imprecisione sulla compilazione del quadro X non rende il modello infedele

Per i contribuenti sottoposti agli studi di settore scadrà il 05.08.2009 il pagamento con l’addizionale dello 0,40%.

Per i contribuenti ancora alle prese con le dichiarazioni e relativi correttivi, è stato osservato in dottrina (Nocera) che la compilazione del quadro X del modello dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore si rileva essenziale nei casi in cui può trovare applicazione un correttivo congiunturale: nelle ipotesi previste, infatti, al fine della riduzione dei ricavi o compensi occorre registrare una contrazione dei ricavi 2008 rispetto a quelli 2007, tant’è che le istruzioni raccomandano in grassetto la compilazione del relativo rigo del modello.

In merito alle conseguenze per il contribuente che indica erroneamente i relativi dati, evidenziando la inesistente contrazione dei ricavi 2008 rispetto all’anno precedente è stato rilevato che, in tali casi, al contribuente non potrà essere concessa alcune riduzione, tuttavia non gli si potrà muovere alcun addebito riguardo l’infedele dichiarazione del modello.

 

 

2) Legge Comunitaria 2008: Entrate in vigore dal 29 luglio parte delle novità che riguardano gli accertamenti tributari

Sono entrate in vigore il 29.07.2009 la maggior parte delle novità introdotte dalla Comunitaria 2008 (Legge n. 88/2009), pubblicata sulla  G.U. n. 161 del 14.07.2009.

Tra di esse, emerge la norma che ha cancellato il riferimento ai valori Omi (Osservatorio mercato immobiliare dell’agenzia del Territorio) per gli atti di accertamento delle imposte dirette sui trasferimenti immobiliari.

Mentre è in vigore già dal 15.07.2009 l’abbandono dei valori Omi ai fini Iva.

La Comunitaria 2008, ha riallineato le disposizioni Iva interne alla direttiva Ve 2006/112 in tema di valore normale, bloccando la procedura d’infrazione avviata dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia sulla compatibilità del decreto legge 223/06 in materia di cessioni soggette ad Iva.

La citata legge n. 88/2009 ha sostituito l’art. 54, comma 3 del Dpr n. 633/72, eliminando (dal 15.07.2009) dalle rettifiche analitiche la presunzione di infedeltà della dichiarazione fondata sul valore normale delle transazioni immobiliari.

Ha, inoltre, modificato l’art. 39 del Dpr n. 600/73 sulle imposte dirette, anche in questo caso escludendo (dal 29.07.2009) le rettifiche in base ai valori Orni.

Inoltre, la medesima Legge Comunitaria ha rimodellato sia l’art. 14 del Dpr n. 633/72, che contiene la definizione del valore normale, sia l’art. 13.

Si tratta di modifiche che saranno efficaci dalle operazioni realizzate dal 27.09.2009.

In particolare, in base al nuovo articolo 13 del Dpr 633, non saranno più tassate con l’ex “valore normale” l’autoconsumo, la destinazione a finalità estranee e le assegnazioni, poiché la base imponibile verrà determinata prendendo come riferimento il prezzo di acquisto o di costo o, per i servizi, le spese sostenute per la loro esecuzione.

E’ stata, inoltre, ampliata la portata della tassazione al valore normale delle operazioni tra “parti correlate”, se la sovrafatturazione di operazioni imponibili o la sottofatturazione di operazioni imponibili o esenti può condurre ad alterare il meccanismo applicativo del pro rata in capo ad uno dei soggetti coinvolti.

Tuttavia, come è stato rilevato in Dottrina (Gavelli/Sirri), l’addio al valore normale quale presunzione legale relativa in favore dell’Amministrazione finanziaria non sarebbe stato del tutto completo.

Ciò poiché  non è stata  modificata la norma (art. 35, comma 23-bis del D.L. n. 223/2006) che fissa la “soglia minima” del valore normale per i trasferimenti immobiliari a un importo pari a quello del mutuo o del finanziamento bancario ottenuto dal ricorrente.

A tal fine, viene ritenuta che tale presunzione non dovrebbe essere più operante, dal momento che si richiama il concetto di “valore normale” facendo riferimento ad una disposizione (art. 54 del Dpr 633) da cui è stato tolto. Inoltre, sottolinea medesima dottrina, l’art. 35, comma 23-bis del D.L. 223/2006 non è in linea con le disposizioni Ue, le quali non prevedono l’individuazione di una base imponibile minima.

L’importo del finanziamento ottenuto dall’acquirente può al massimo costituire, in una compravendita immobiliare, presunzione semplice di occultamento di corrispettivo, da affiancare ad altri concordanti indizi per fondare un accertamento in rettifica.

Infine, si rimane in attesa dell’emanando decreto ministeriale (atteso entro il prossimo 26.11.2009) che dovrà determinare, ai fini Iva, la base imponibile per l’utilizzo di veicoli stradali a motore e di cellulari effettuato dai dipendenti.

 

 

3) Prorogati al 20 agosto 2009 i termini (fiscali e collegati) in scadenza dal 1 agosto

I versamenti potranno essere effettuati, senza maggiorazione, con i modelli F24.

Un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24.07.2009, per il nono anno consecutivo, ha così rinnovato la tregua fiscale di Ferragosto.

Che cosa slitta?

il rinvio dei termini trascina tutti i pagamenti con i modelli F24, compresi quelli previdenziali, secondo le regole fissate dalla convenzione tra agenzia delle Entrate, Inps, Inail ed Enpals.

Decreto in attesa di pubblicazione sulla G.U.

In particolare, il decreto, in attesa di pubblicazione sulla gazzetta ufficiale, tuttavia, pubblicato il 29.07.2009, sul sito del Ministero delle Finanze ha stabilito che:

“Gli adempimenti fiscali e il versamento delle somme di cui agli articoli 17 e 20, comma 4, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, che hanno scadenza nel mese di agosto 2009, entro il giorno 20, possono essere effettuati entro la predetta data, senza alcuna maggiorazione.

Resta ferma la scadenza del versamento, maggiorato dell’importo nella misura dello 0,40 per cento a titolo di interesse corrispettivo, dovuto ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lett. b), del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 giugno 2009, concernente il differimento per l’anno 2009 dei termini di effettuazione dei versamenti dovuti dai soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore”.

Tale decreto è stato accompagnato da una scheda illustrativa che ha avvisato come sia in corso di pubblicazione sulla G.U. il D.P.C.M. del 24 luglio 2009 che ha, quindi, disposto il differimento dei termini relativi ai versamenti che scadono tra il 1° e il 20 agosto 2009.

La modifica dei termini, sottolinea tale scheda, è stata stabilita per consentire ai contribuenti di fruire di un più congruo periodo di tempo per l’effettuazione dei versamenti, evitando i disagi in corrispondenza delle vacanze estive.

In particolare, i contribuenti tenuti, entro il 20 agosto 2009, al versamento delle imposte e dei contributi possono effettuare tale versamento entro il medesimo termine del 20 agosto senza alcuna maggiorazione.

Il provvedimento non interessa i contribuenti cui si applicano gli studi di settore.

Non viene, infatti, ulteriormente differito il termine di scadenza previsto dall’articolo 1, comma 1, lett. b), del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 giugno 2009 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 137 del 16.06.2009) per i contribuenti che svolgono attività per i quali sono stati predisposti gli studi di settore e che hanno dichiarato ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito per ciascun studio dal relativo decreto di approvazione del Ministro dell’economia e delle finanze.

Tali contribuenti – che hanno potuto effettuare i versamenti derivanti dalla dichiarazione dei redditi e da quella dell’imposta regionale sulle attività produttive in scadenza il 16 giugno 2009, entro il 6 luglio 2009 senza alcuna maggiorazione – possono ancora usufruire del differimento al 5 agosto 2009 del termine per l’effettuazione dei predetti versamenti risultanti dalla dichiarazione unificata, maggiorando le somme da versare dello 0,40 per cento a titolo di interesse corrispettivo. 

Un pò più di tempo per i versamenti di agosto 2009

Pertanto, i contribuenti avranno più tempo per i versamenti di agosto tramite modello F24.

Con la firma del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 luglio 2009 le scadenze dei versamenti previsti nel periodo dal primo al 20 agosto vengono unificate al 20 agosto.

Si sottolinea come la proroga dei versamenti sia stata stabilita per consentire ai contribuenti di fruire di un più congruo periodo di tempo per l’effettuazione dei pagamenti, tuttavia, la proroga è di soli 3 giorni, se si considera che il 16 agosto 2009 cade di domenica e, quindi, la scadenza naturale era prevista entro il 17 agosto.

 

 

4) Iva ad esigibilità differita: Ne possono usufruire anche gli enti non profit

Anche gli enti non commerciali possono optare per il calcolo dell’Iva con il sistema cd. IVA per cassa in relazione alle operazioni poste in essere nell’ambito dell’attività commerciale a supporto di quella istituzionale.

A condizione che non abbia realizzato nell’anno solare precedente un volume d’affari superiore a Euro 200.000.

Lo ha ricordato l’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, con un documento/studio di Luglio 2009, incentrato sulla disciplina  Iva per cassa: aspetti normativi e aspetti pratici.

Viene prima illustrato come l’art. 7 del D.L. 185/2008 (cosiddetto decreto anticrisi), convertito con modifiche con Legge n. 2/2009, ha esteso il campo dei soggetti che potranno versare l’IVA al momento in cui la fattura è effettivamente pagata, cd. IVA per cassa.

Tale meccanismo viene già applicato da chi opera nei confronti dello Stato, degli enti pubblici territoriali, degli enti pubblici di previdenza, alle cessione di alcuni prodotti farmaceutici effettuate dai farmacisti, ecc….

In base al meccanismo della detrazione “imposta da imposta” a regime, l’erario riscuote l’imposta dovuta da imprenditori e professionisti nel mese di emissione della fattura, prescindendo dall’effettivo incasso.

Optando per l’IVA ad esigibilità differita sarà possibile versare l’IVA all’erario solo al momento dell’effettiva riscossione del corrispettivo (ed esercitare, quindi, il corrispondente diritto alla detrazione per l’IVA pagata ai fornitori).

Come prevede la nuova normativa, si possono avvalere di tale regime i soggetti che operano nell’esercizio di impresa, arte e professione che effettuino cessioni di beni e prestazioni di servizi imponibili nel territorio dello Stato nei confronti di soggetti che agiscono anche essi nell’esercizio di imprese, arti e professioni.

La C.M. n. 20/E del 30.4.2009 ha chiarito che tra tali soggetti sono compresi anche gli enti non commerciali, con riferimento alle operazioni poste in essere nell’ambito dell’attività commerciale a supporto di quella istituzionale, nonché le persone fisiche se operano in veste di soggetto passivo.

Infine, il provvedimento attuativo delle suddette disposizioni – D.M. del 26 marzo 2009 (G.U. 27.4.2009, n. 96) – recentemente emanato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha fissato anche la soglia del volume di affari spartiacque per i contribuenti che possono beneficiare del regime dell’IVA per cassa e per quelli che invece restano esclusi.

L’art. 1, co. 1 prevede ai fini dell’adesione al regime che il cedente o prestatore non abbia realizzato nell’anno solare precedente un volume d’affari superiore a Euro 200.000.

L’opzione per l’IVA ad esigibilità differita può essere esercitata relativamente alle operazioni effettuate a partire dal 28 aprile 2009, ovvero dal giorno successivo alla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del suddetto decreto attuativo.

Il citato documento del UNGDCEC prosegue trattando dei soggetti interessati e presupposti, dei vantaggi (possibilità di pagare l’Iva quando effettivamente  incassata) e svantaggi (complicazione del sistema amministrativo) del sistema IVA per cassa, ed  infine, conclude affrontando gli aspetti pratici con esempi.

 

 

5) Attivazione procedura telematica rimborso Irap: Rinvio a settembre

Con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 12.6.2009, è

stata differita la data per la trasmissione telematica delle istanze di rimborso dell’Irap, di cui all’art. 6 del D.L. 29.9.2008, n. 185, convertito dalla Legge n. 2/2009 (cd. decreto anti-crisi).

La presentazione delle istanze di rimborso potrà essere effettuata a partire dal 14 settembre 2009 con le stesse modalità informatiche previste dal precedente Provvedimento (del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 4 giugno 2009).

Infatti, come è noto, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2008, è stata introdotta la parziale deducibilità, ai fini delle imposte sui redditi (Irpef e Ires), dell’Irap che colpisce il costo del lavoro e gli oneri per interessi sostenuti dalle imprese e dai professionisti, giacché componenti negativi generalmente non ammessi in deduzione nella determinazione del valore di produzione da assoggettare al tributo regionale.

La deduzione forfettaria, pari al 10% dell’Irap versata, può essere fatta valere anche per i periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2008.

In tal caso al contribuente spetta il rimborso delle maggiori imposte sui redditi versate riguardo i suddetti periodi di imposta, per effetto della mancata deduzione dell’Irap.

 

 

A cura di Vincenzo D’Andò

 


Partecipa alla discussione sul forum.