Novità fiscali del 17 luglio 2009: regolarizzazione COLF e badanti; in arrivo rimborsi fiscali ma attenzione alle truffe; accertamento sulla base del redditometro ed indagini finanziarie; detrazione fiscale per acquisto mobili, elettrodomestici ad alta efficienza energetica, apparecchi televisivi e computer; comunicazioni di irregolarità; IRAP: chiarimenti sulle modifiche alla determinazione della base imponibile


 

 

Indice:

 

1) Istat: Indice dei prezzi al consumo

 

2) Regolarizzazione COLF e badanti

 

3) Rendimento energetico in edilizia: Linee Guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici

 

4) In arrivo rimborsi fiscali ma attenzione alle truffe

 

5) Accertamento sulla base del redditometro ed indagini finanziarie

 

6) Incentivi per il cinema

 

7) Detrazione fiscale per acquisto mobili, elettrodomestici ad alta efficienza energetica, apparecchi televisivi e computer

 

8) Comunicazioni di irregolarità: Canale dedicato anche per Unico SP 2007

 

9) Irap: Ulteriori chiarimenti sulle modifiche alla determinazione della base imponibile

 

 

1) Istat: Indice dei prezzi al consumo FOI al netto dei tabacchi

L’Istat ai fini della rivalutazione monetaria ha reso noto i seguenti dati:

Periodo di riferimento: giugno 2009 – Aggiornato il 15.07.2009

Indice generale

135,3

Variazione percentuale rispetto al mese precedente

+0,1

Variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell’anno precedente

+0,4

Variazione percentuale rispetto allo stesso mese
di due anni precedenti

+4,2

TFR: coefficiente di giugno

Il coefficiente di giugno 2009 per la rivalutazione del TFR è stato pari a 1,196097.

 

 

2) Regolarizzazione COLF e badanti

L’emendamento al D.D.L. anticrisi ha aggiunto limiti di reddito ed idonea certificazione per i prestatori d’assistenza.

Il governo ha, infatti, presentato il 15.07.2009 in commissione Finanze alle Camera un emendamento al suddetto D.D.L. anticrisi che definisce i requisiti e tutte le procedure.

Ecco di seguito i contenuti salienti del testo che potrebbe subire modifiche prima della definitiva approvazione.

Dichiarazione di attività di assistenza e di sostegno alle famiglie

Il datore di lavoro italiano o cittadino di Paese appartenente all’Unione Europea, o il datore di lavoro extracomunitario in possesso del titolo di soggiorno, che al 30 giugno 2009 occupava irregolarmente alle proprie dipendenze, da almeno tre mesi, lavoratori italiani o cittadini appartenenti all’Unione Europea, ovvero lavoratori extracomunitari, comunque presenti nel territorio nazionale, e continua ad occuparli alla data di presentazione della denuncia, adibendoli ad attività di assistenza per se stesso o per componenti della propria famiglia, affetti da patologie o handicap che ne limitano l’autosufficienza, ovvero al lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare,  potrà dichiarare, dal 1 al 30 settembre 2009, la sussistenza del rapporto di lavoro:

a) all’Istituto Nazionale Previdenza Sociale per il lavoratore italiano o il cittadino di Paese appartenente all’Unione Europea;

b) allo sportello unico per l’immigrazione per il lavoratore extracomunitario.

La dichiarazione verrà presentata previo pagamento di un contributo forfetario di 500 euro per ciascun lavoratore (non deducibile ai fini dell’imposta sul reddito).

La dichiarazione, presentata con modalità informatiche, deve contenere, a pena inammissibilità:

a) i dati identificativi del datore di lavoro, compresi  i dati relativi al titolo di soggiorno, nel caso di datore di lavoro extracomunitario;

b) l’indicazione delle generalità e della nazionalità del lavoratore extracomunitario occupato al quale si riferisce la dichiarazione e l’indicazione degli estremi del passaporto o di altro documento equipollente valido per l’espatrio;

c) l’indicazione della tipologia e delle modalità di impiego;

d) l’attestazione, per la richiesta di assunzione di un lavoratore addetto al lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare, del possesso di un reddito imponibile, risultante dalla dichiarazione dei redditi, non inferiore a 20.000,00 euro annui in caso di famiglia composta da un solo soggetto percettore di reddito ovvero di un reddito complessivo non inferiore a 25.000,00 euro annui in caso di nucleo familiare composto da più soggetti conviventi percettori di reddito;

e) l’attestazione dell’occupazione del lavoratore per il periodo previsto;

f) la dichiarazione che la retribuzione convenuta non è inferiore a quella prevista dal vigente contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento e che, in caso di lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare, l’orario lavorativo non è inferiore a quello previsto dalla normativa;

g) la proposta di contratto di soggiorno;

h) gli estremi della ricevuta di pagamento del contributo forfetario.

La dichiarazione di emersione determina la rinuncia alla richiesta di nulla osta al lavoro subordinato. 

Detta dichiarazione è limitata per ciascun nucleo familiare ad una unità per il lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare ed a due unità per le attività di sostegno a soggetti affetti da patologie o handicap che ne limitano l’autosufficienza.

La data della dichiarazione è quella indicata nella ricevuta di acquisizione al sistema informatico del Ministero dell’Interno.

Lo sportello unico per l’immigrazione, verificata l’ammissibilità della dichiarazione e acquisito il parere della Questura sull’insussistenza di motivi ostativi al rilascio del permesso di soggiorno, convoca le parti per la stipula del contratto di soggiorno e per la presentazione della richiesta del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, previa esibizione dell’avvenuto pagamento del contributo.

Il datore di lavoro  che ha dichiarato una o due unità per l’ attività di assistenza deve produrre allo sportello unico per l’immigrazione, a pena di inammissibilità della dichiarazione di emersione, certificazione della struttura sanitaria pubblica o del medico convenzionato con il servizio sanitario nazionale che attesti la limitazione dell’autosufficienza del soggetto per il quale viene richiesta l’assistenza al momento in cui è sorto il rapporto di lavoro.

Nel caso di dichiarazione di due unità per l’attività di assistenza la certificazione deve altresì attestare la necessità di avvalersi di due unità.

Entro 24 ore dalla data della stipula del contratto di soggiorno, il datore di lavoro deve effettuare la comunicazione obbligatoria di assunzione all’Istituito nazionale previdenza sociale.

Dalla data di entrata in vigore della presente legge e fino alla conclusione del procedimento di cui al presente articolo, sono sospesi i procedimenti penali ed amministrativi nei confronti del datore di lavoro e del lavoratore

Non possono essere ammessi alla procedura di emersione i lavoratori extracomunitari:

a) nei confronti dei quali sia stato emesso un provvedimento di espulsione;

b) che risultino segnalati, anche in base ad accordi  o convenzioni internazionali in vigore in Italia, ai fini della non ammissione nel territorio dello Stato;

c) che risultino condannati, anche con sentenza non definitiva.

 

 

3) Rendimento energetico in edilizia: Linee Guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici

Il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 26.06.2009, pubblicato in  G.U. n. 158 del 10.07.2009, che ha definito i parametri per i servizi di certificazione degli edifici, previsti nell’ambito della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia, a parere di Dottrina ha colmato il vuoto normativo in materia.

Si ricorda che il Consiglio Nazionale del Notariato ha recentemente pubblicato una guida che contribuisce a risolvere i problemi legati alla cessione di immobili sprovvisti di certificazione energetica.

 

 

4) In arrivo rimborsi fiscali ma attenzione alle truffe

Attenzione alle truffe, l’Agenzia delle Entrate non chiede le coordinate bancarie via e-mail.

Buone notizie per i contribuenti italiani. Infatti, stanno per essere erogati oltre 900mila rimborsi a persone fisiche per un importo di circa 600 milioni di euro.

I rimborsi sono relativi per la maggior parte all’Irpef e sono stati chiesti nelle dichiarazioni dei redditi presentate fino al 2007.

Lo ha reso noto la stessa Agenzia delle Entrate con il comunicato stampa del 16.07.2009.

Come ricevere i rimborsi e evitare le truffe

I rimborsi, come di consueto, saranno accreditati sul conto corrente comunicato dall’interessato, o in contanti presso un qualsiasi ufficio postale, tramite esibizione del modulo in corso di spedizione al domicilio dei beneficiari, oppure con vaglia cambiario della Banca d’Italia.

L’Agenzia delle Entrate consiglia, per una più rapida e sicura erogazione dei rimborsi fiscali, la modalità di accredito sul conto corrente, comunicando all’Agenzia delle Entrate le proprie coordinate Iban esclusivamente presso un ufficio o in via telematica.

Infatti, in nessun caso l’Agenzia richiede ai contribuenti le coordinate bancarie o altri dati sensibili via e-mail e invita a prestare particolare attenzione ai tentativi di truffe.

Si sono verificati, infatti, diversi tentativi di frode attraverso l’invio ai contribuenti di messaggi e-mail falsamente attribuiti all’Agenzia delle Entrate (contraffazione del logo e del dominio) con i quali si chiedono le coordinate bancarie al fine di erogare presunti rimborsi.

L’Agenzia a tutela dei cittadini ha già avviato tutte le iniziative per individuare e perseguire i responsabili dei tentativi di frode.

 

 

5) Accertamento sulla base del redditometro ed indagini finanziarie

Dall’ambito applicativo dell’accertamento sintetico, cd. redditometro, restano esclusi i beni e i servizi riguardanti attività d’impresa o di lavoro autonomo che, peraltro, rilevano fiscalmente solo nell’ambito dell’accertamento del reddito delle relative categorie.

Mentre, va considerato  il reddito familiare complessivo del soggetto, ciò poiché gli elementi indicativi di capacità contributiva rilevanti ai fini dell’accertamento sintetico possono trovare giustificazione nei redditi degli altri componenti il nucleo familiare.

Di recente, il D.L. n. 112/2008 ha dato nuovo impulso al tale forma di accertamento fiscale prevedendo un piano straordinario di controlli basato sull’accertamento sintetico.

E’ stato rilevato, in Dottrina, come “l’accostamento sistematico dello strumento istruttorio delle indagini finanziarie, basato su un’analisi “per singolo elemento” delle operazioni inerenti i rapporti finanziari, ad un modello di accertamento di tipo prevalentemente matematico basato su coefficienti e parametri normativamente prefissati come l’accertamento sintetico, sembrerebbe dar luogo ad un conflitto tra “procedure” per loro natura differenti”.

In materia di indagini finanziarie, la presunzione legale secondo cui i versamenti e i prelevamenti dai conti correnti che non trovano riscontro in contabilità vengono imputati a maggiori ricavi o compensi trova la sua applicazione naturale nell’ambito dell’accertamento analitico.

Il richiamo alle scritture contabili contenuto nella seconda parte dell’art. 32, primo comma, n. 2), del D.P.R. n. 600/1973, secondo Dottrina, “porta a ritenere che l’operatività della presunzione anzidetta si possa giustificare proprio in relazione all’attitudine probatoria tipica delle stesse.

Ne discende che ove l’accertamento non riguardi redditi di lavoro autonomo o d’impresa la presunzione legale non dovrebbe per i motivi suddetti operare”.

Secondo la consolidata giurisprudenza, in materia di accertamento sintetico, l’onere della prova sulla “dimostrazione tra il nesso dell’esistenza (nel quantum e nel quando) dell’elemento finanziario e la capacità contributiva secondo il parametro spesa-investimento spetta” all’Amministrazione Finanziaria.

In particolare, la Corte di Cassazione con la sentenza n. 23690/2007 si è occupata di un accertamento sintetico motivato dal possesso di ingenti disponibilità bancarie in capo al contribuente, la cui esistenza non è stata, peraltro, contestata dal medesimo.

Tuttavia, i giudici di merito hanno accolto il ricorso del contribuente poiché l’Amministrazione non ha sufficientemente provato il nesso tra il possesso delle notevoli disponibilità finanziarie e la loro riconducibilità a redditi sottratti a tassazione.

In sostanza, è stato rilevato che “il quid pluris delle indagini finanziarie consiste nel fornire gravità, precisione e concordanza, sotto il profilo del quantum e del tempo, sia agli indici da considerare ai fini del redditometro che agli “ulteriori elementi” di natura finanziaria suscettibili di essere considerati come incrementi patrimoniali.

Senza voler attribuire natura analitico-induttiva alla determinazione sintetica del reddito per effetto delle indagini finanziarie, occorre tuttavia considerare che la giurisprudenza e la prassi dell’Amministrazione finanziaria sostengono correttamente che occorre valorizzare, anche ai fini della considerazione degli incrementi patrimoniali di natura finanziaria, i singoli elementi e dati finanziari acquisiti”.

Pertanto, l’Amministrazione finanziaria deve effettuare un’ulteriore analisi in merito alle modalità di costituzione del dato investimento.

In conclusione, a parere di medesima Dottrina (in rivista della scuola del Ministero dell’Economia e Finanze di giugno 2009), comunque, non esiste un contrasto tra l’analiticità propria delle indagini finanziarie e la natura induttiva dell’accertamento sintetico, anzi l’unione dei due strumenti migliora una tecnica di ricostruzione del reddito considerata da alcuni autori poco raffinata e approssimativa.

Tuttavia, è stato ulteriormente osservato, occorre considerare che “l’adozione di un accertamento basato sulle indagini finanziarie non può che avvenire a seguito di una valutazione costi-benefici effettuata a monte dall’Amministrazione, i cui termini sono rappresentati da un lato dalla laboriosità dell’analisi dei rapporti finanziari, dall’altro dalla valenza probatoria che possono assumere.

Ne discende che l’abbinamento non è automatico ma rimesso ad una scelta discrezionale dell’Amministrazione”.

 

 

6) Incentivi per il cinema

Pubblicati i decreti che rendono operative le agevolazioni fiscali introdotte dalla legge finanziaria per il 2008

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 162 del 15.07.2009 dei decreti del Ministero dei beni e delle Attività culturali, sono entrati in funzione gli incentivi fiscali previsti dalla legge 244/2007 (art. 1, commi da 325 a 340) a favore della filiera cinematografica.

Le agevolazioni sono concesse sotto forma di credito d’imposta e di detassazione degli utili.

 

 

7) Detrazione fiscale per acquisto mobili, elettrodomestici ad alta efficienza energetica, apparecchi televisivi e computer

L’importo massimo detraibile va riferito alla singola unità immobiliare oggetto di ristrutturazione, indipendentemente dal numero dei contribuenti che partecipano alla spesa.

Al contribuente, invece, che esegue lavori di ristrutturazione su più unità abitative, purché per ognuna di esse abbia espletato gli adempimenti richiesti per fruire del beneficio previsto dall’art. 1 della legge n. 449/1997, il diritto all’incentivo va riconosciuto più volte, difatti, l’importo massimo complessivo non superiore a 10.000 euro va riferito a ciascuna unità abitativa oggetto di ristrutturazione.

E’ questo uno dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 35/E del 16.07.2009, che contiene istruzioni su soggetti ammessi al “bonus arredi”, beni agevolabili, adempimenti, tipo di interventi e ammontare della spesa.

Il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità abitative ha, quindi, diritto per ciascuna di esse all’ulteriore sconto Irpef per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici introdotto dal “decreto incentivi” (D.L. n. 5/2009). Ciò a patto di essere in regola con gli adempimenti necessari per fruire del bonus del 36%, cui la nuova detrazione – pari al 20%, con tetto di spesa a 10mila euro – è legata a doppio filo.

Beneficiari e beni agevolabili

Possono usufruire della detrazione i contribuenti che acquistano mobili, elettrodomestici di classe energetica non inferiore ad A+, apparecchi televisivi e computer destinati ad arredare abitazioni oggetto di lavori di ristrutturazione iniziati a partire dal 1° luglio 2008.

E’ però necessario essere in regola con tutti gli adempimenti richiesti per l’accesso al bonus ristrutturazioni e aver acquistato i beni – con bonifico bancario o postale da cui risulta causale e codice fiscale di entrambe le parti – nel periodo compreso tra il 7 febbraio e il 31 dicembre 2009.

Il “bonus arredi” non spetta relativamente alle spese sostenute per l’acquisto di frigoriferi, congelatori e loro combinazioni, dato che per questi è prorogata fino al 2010 la detrazione introdotta dalla Finanziaria 2007 (L 296/2006). Quest’ultimo sconto – che non può superare i 200 euro per apparecchio – è però cumulabile con la nuova detrazione.

Interventi edilizi cui è legata la nuova detrazione

La circolare individua poi gli interventi che sono presupposto per usufruire della nuova agevolazione.

Quest’ultima, in particolare, è strettamente ancorata a lavori di recupero edilizio (manutenzione ordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione) eseguiti su unità immobiliari residenziali: essa non può dunque essere ammessa relativamente a interventi di ristrutturazione su parti comuni, di manutenzione ordinaria di singole abitazioni o finalizzati alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali.

Pertanto l’agevolazione è collegata ai soli interventi, effettuati esclusivamente su unità immobiliari residenziali, relativi a:

manutenzione straordinaria, di cui alla lett. b) dell’art. 31 della Legge 5 agosto 1978, n. 457;

restauro e di risanamento conservativo, di cui alla lett. c) dell’art. 31 della Legge 5 agosto 1978, n. 457;

ristrutturazione edilizia, di cui alla lett. d) dell’art. 31 della Legge 5 agosto 1978, n. 457.

Spesa detraibile

La detrazione, da calcolare su un importo massimo complessivo non superiore a 10mila euro, è ripartita tra i contribuenti che partecipano alla spesa in cinque quote annuali di pari importo. A chi esegue lavori su più unità abitative è riconosciuto il diritto di accedere più volte al beneficio: il tetto di spesa pari a 10mila euro, infatti, dovrà essere riferito a ciascuna abitazione oggetto di ristrutturazione.

 

 

8) Comunicazioni di irregolarità: Canale dedicato anche per Unico SP 2007

Canale di comunicazione dedicato anche per le comunicazioni di irregolarità relative alle dichiarazioni Unico SP 2007, presentate per il periodo d’imposta 2006 dalle società di persone.

Dopo i positivi riscontri registrati da parte dei professionisti in merito al nuovo canale di dialogo, l’Agenzia delle Entrate ha deciso di estenderne l’utilizzo di anche alle comunicazioni di irregolarità relative alle dichiarazioni Unico SP 2007, presentate per il periodo d’imposta 2006 dalle società di persone.

Il canale telematico che mette in comunicazione diretta i professionisti con l’Agenzia delle Entrate è stato istituito da poco più di un mese e ha permesso ai professionisti, attraverso una casella di posta elettronica dedicata, di richiedere all’Agenzia delle Entrate assistenza sulle comunicazioni di irregolarità relative al controllo automatizzato delle dichiarazioni Unico SC 2007, presentate per il periodo d’imposta 2006 dalle società di capitali, ottenendo in breve tempo – mediamente entro il giorno lavorativo successivo a quello di invio del messaggio di posta elettronica – la soluzione ovvero la conferma delle irregolarità rilevate.

Dal 15.07.2009, quindi, anche per le comunicazioni di irregolarità relative alle dichiarazioni Unico SP 2007, presentate per il periodo d’imposta 2006 dalle società di persone, i soggetti iscritti agli ordini professionali o i consulenti tributari, se dotati di posta elettronica certificata, potranno fornire all’Agenzia delle Entrate i necessari chiarimenti.

(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 15.07.2009)

 

 

9) Irap: Ulteriori chiarimenti sulle modifiche alla determinazione della base imponibile

I componenti negativi correttamente imputati a conto economico in applicazione dei principi civilistici, in altri termini, sono normalmente connotati dal generale requisito di inerenza al valore della produzione Irap.

Per esigenze di semplificazioni, in sede di controllo, possono essere tollerati i componenti negativi detratti con le regole previste ai fini delle imposte sui redditi.

Il requisito dell’inerenza necessario per la deducibilità dei componenti negativi di reddito è stato uno degli argomenti trattati dall’Agenzia delle Entrate, con la circolare 36/E del 16.07.2009, incentrata sulla determinazione della base imponibile dell’Irap, dimostratasi “tollerante”, che segue la circolare 27/E del 26.05.2009.

Sindacabilità del requisito d’inerenza

In particolare, sul requisito di inerenza al valore della produzione Irap, la citata circolare ha illustrato la sindacabilità in sede di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria aggiungendo che, per esigenze di semplificazione, può essere considerata sussistente qualora vengano dedotti importi di ammontare non superiore a quelli determinati applicando le disposizioni previste per l’applicazione delle imposte sul reddito.

Ammortamento aree sottostanti o di pertinenza di fabbricati strumentali

L’indeducibilità del valore delle aree sottostanti o di pertinenza di fabbricati strumentali, opera anche ai fini della determinazione della base imponibile Irap.

Deducibilità del valore dei beni oggetto di svalutazione

I maggiori valori fiscali, derivanti dal mancato riconoscimento fiscale delle svalutazioni operate in bilancio ante 2008, sono deducibili dal valore della produzione Irap, a partire dall’esercizio successivo a quello in cui si conclude l’ammortamento contabile applicando i coefficienti tabellari previsti ai fini delle imposta sul reddito.

 

 

 

A cura di Vincenzo D’Andò

 

 


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