Le nuove spese di rappresentanza: oneri documentali e dichiarativi, profili IVA e contribuenti minimi (parte quarta)


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          La deduzione dal reddito d’impresa delle spese di rappresentanza è disciplinata dal comma 2 dell’art. 108 del T.U. n. 917/86, così come riformulato dall’art. 1, comma 33, lett. p, della Finanziaria 2008, che ha demandato al D.M. 19 novembre 2008 l’attuazione della norma.

          Analizziamo, in questo nostro ultimo intervento, gli aspetti legati agli oneri documentali e dichiarativi, ai profili Iva, e ai contribuenti minimi.

 

ONERI DOCUMENTALI

 

          I commi 5 e 6 del decreto stabiliscono, a carico  dei  contribuenti  che abbiano sostenuto delle spese qualificabili come di ospitalità dei clienti (interamente deducibili) o  di  rappresentanza  (limitatamente  deducibili), taluni oneri documentali.

          In particolare, con riferimento alle spese di ospitalità dei clienti, di cui al comma 5 del decreto, il legislatore ha previsto oneri documentali stringenti.  L’ultimo periodo del comma 5 dispone, infatti, che “La deducibilità delle erogazioni e delle spese indicate nel presente  comma  è, tuttavia, subordinata alla tenuta di un’apposita documentazione dalla  quale risultino anche le generalità dei soggetti ospitati, la durata e il luogo di svolgimento della manifestazione e la natura dei costi sostenuti”.

 

          Tale obbligo deriva dalla necessità di consentire all’Amministrazione finanziaria di svolgere un’efficace attività di controllo in merito alla corretta deduzione delle spese in commento.

          Particolare rilevanza assume la documentazione relativa alle generalità dei soggetti ospitati, posto che ai fini del riconoscimento della piena deducibilità delle spese di ospitalità è essenziale riscontrare che si tratti di “clienti, anche potenziali” dell’azienda.

          Inoltre, osserva la circolare n. 34/2009, “la documentazione prodotta deve comprovare il  nesso  esistente  tra  la  spesa sostenuta a favore dei clienti, anche potenziali e  la  loro  partecipazione all’evento promozionale”.

 

MANCATA TENUTA DELL’APPOSITA DOCUMENTAZIONE

Decadenza dal diritto alla deduzione integrale

 

          In sede di controllo il contribuente potrà tuttavia integrare gli elementi  documentali  richiesti ai  fini della deducibilità integrale delle spese.

          Con riferimento alle spese di rappresentanza di cui al comma 1 del decreto, il comma  6  richiede  oneri  di  rendicontazione  meno  stringenti rispetto a quelli imposti in relazione alle spese di ospitalità dei  clienti integralmente deducibili.

 

          Il predetto comma 6 stabilisce, infatti, che “l’Agenzia delle Entrate  e gli organi di controllo competenti possono invitare i contribuenti a fornire indicazione,  per ciascuna delle fattispecie indicate nel  comma 1, dell’ammontare complessivo, distinto per natura, delle erogazioni effettuate nel periodo d’imposta e dell’ammontare dei ricavi e proventi derivanti dalla gestione caratteristica  dell’impresa  assunti  a  base  di  calcolo  della percentuale di deducibilità indicata nel comma 2”.

 

          La citata disposizione prosegue stabilendo che “L’invito può riguardare anche l’ammontare complessivo delle spese relative ai beni distribuiti gratuitamente di valore  unitario  superiore a  euro  50,00  e  l’ammontare complessivo delle spese indicate nel comma 5”, ossia quelle di ospitalità dei clienti interamente deducibili.

          In ordine alle modalità di rilevazione e di documentazione  delle  spese in esame, nel silenzio della norma, le Entrate ritengono “che, salvo il rispetto  delle regole generali previste dal DPR 29 settembre  1973,  n. 600,  in  tema  di tenuta della contabilità rilevante anche ai  fini fiscali, i contribuenti siano liberi di utilizzare il sistema di rilevazione più consono alle loro esigenze gestionali”, sempreché “il sistema adottato consenta di individuare agevolmente le  spese  di  rappresentanza  e  di  ospitalità  in  base alle categorie del decreto, al fine di facilitare l’attività di  controllo  degli organi competenti”.

 

PROFILI IVA

 

          Per quanto concerne le spese di  rappresentanza,  l’art. 19-bis, comma 1, lettera h) del DPR n. 633/72, opera  un  rinvio  alla disciplina delle imposte  sui  redditi,  prevedendo  che “non è ammessa  in detrazione l’imposta relativa alle spese di rappresentanza, come definite ai fini delle imposte sul reddito, tranne quelle sostenute per l’acquisto di beni di costo unitario non superiore a lire  cinquantamila  (pari  ad  euro 25,82)”.

          Nel caso in cui la liquidazione dell’IVA relativa alle spese in questione sia stata effettuata, per i periodi anteriori all’entrata in vigore del decreto, sulla base  delle pregresse disposizioni e,  in  particolare,  che  sia  stato  esercitato  il diritto alla detrazione in relazione a spese per le quali, alla  luce delle sopravvenute disposizioni del decreto, lo stesso sia venuto meno, il contribuente potrà effettuare il conguaglio della detrazione in sede di  dichiarazione  annuale IVA senza applicazione di sanzioni o  interessi  moratori,  sulla  base  del principio di tutela dell’affidamento ai sensi  dell’articolo  10,  comma  2, dello Statuto del Contribuente.

 

          Il conguaglio della  detrazione  può  essere operato anche in diminuzione, nell’ipotesi in cui il contribuente non abbia, invece, detratto l’imposta ritenendola erroneamente afferente ad una spesa qualificabile come spesa di rappresentanza.

          La detraibilità dell’IVA è preclusa quando una determinata spesa è qualificata come “di rappresentanza” ai sensi della disciplina in esame,  indipendentemente  dal  fatto  che,  ai  fini  della determinazione del reddito, la deducibilità della medesima sia in tutto o in parte consentita in funzione del plafond di deducibilità di cui al  comma  2 del decreto.

 

LE SPESE DI RAPPRESENTANZA NEL REGIME DEI MINIMI

 

          I contribuenti che applicano il c.d. regime dei minimi, disciplinato dai commi da 96 a 117 dell’art. 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244,  e dal relativo decreto attuativo dell’11 gennaio 2008, determinano il reddito di impresa (e di lavoro autonomo), come differenza tra l’ammontare dei ricavi o compensi percepiti nel  periodo d’imposta e quello delle spese sostenute nel periodo stesso  nell’esercizio   dell’attività  d’impresa, dell’arte o professione.

          Sul reddito così determinato ai sensi del citato comma 104 si applica un’imposta  sostitutiva  dell’imposta sui  redditi e delle addizionali regionali e comunali pari al 20 per cento.

 

          I contribuenti soggetti al regime dei minimi sono  invece  esenti dall’imposta regionale sulle attività produttive.

          Conformemente a quanto già precisato con la circolare n. 7/E del 28 gennaio 2008 le spese di rappresentanza ritenute inerenti entro  limiti  di  congruità, saranno deducibili nei  limiti  del  50% (comprensivo dell’Iva, per la quale non può essere esercitato il diritto alla detrazione).

          Nella medesima circolare è stato  inoltre  chiarito  che  le  spese  per omaggi (di valore unitario inferiore a 50 euro), vitto  e  alloggio  possono essere  portate  in  deduzione  per  l’intero  importo   pagato,   sempreché l’inerenza delle spese all’esercizio dell’attività  d’impresa  o  di  lavoro autonomo sia dimostrabile sulla base di criteri oggettivi.

LE SPESE DI RAPPRESENTANZA IN DICHIARAZIONE

 

          Le  modifiche  normative  intervenute  comportano, tra l’altro, che le stesse non si qualificano più quali spese relative a più esercizi deducibili in più periodi di imposta, ma unicamente nel periodo d’imposta in cui sono state sostenute.

          Di conseguenza, andrà effettuata nella  dichiarazione dei redditi del periodo di imposta di sostenimento delle spese una variazione in aumento, di importo pari all’intero ammontare delle spese di rappresentanza contabilizzato nel conto economico dell’esercizio ed una in diminuzione di importo pari all’ammontare delle spese di rappresentanza deducibili ai sensi delle nuove disposizioni.

          Poiché la deducibilità limitata delle spese di rappresentanza assume carattere definitivo, non occorre rilevare la fiscalità differita.

 

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Roberta De Marchi

28 Luglio 2009


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