I.V.A. da studi di settore a rate, dal 6 luglio 2009


Il D.L. n. 78/09, attraverso l’art. 15, comma 6, è intervenuto per mettere sullo stesso piano l’Iva e le imposte sui redditi, ai fini dell’adeguamento agli studi di settore.  

L’Iva da versare per l’adeguamento agli studi di settore potrà essere versata a rate, secondo le stesse modalità previste ai fini delle imposte sui redditi (art. 20 del D. Lgs n. 241/1997), per effetto di quanto ora previsto dal D.L. n. 78/09 (art.15, comma 6).

 

La ricostruzione normativa

L’art. 2 del D.P.R. n. 195/99, recante disposizioni per l’adeguamento alle risultanze degli studi di settore, prevede che per i periodi d’imposta in cui trova applicazione lo  studio  di settore, ovvero le modifiche conseguenti alla revisione del medesimo,  non si applicano sanzioni  e  interessi  nei  confronti  dei  contribuenti  che indicano nelle dichiarazioni di cui all’art. 1 del regolamento  di  cui al decreto del Presidente della  Repubblica  22  luglio  1998,  n.  322, e successive modificazioni,  ricavi o compensi  non  annotati nelle scritture contabili per adeguare gli stessi, anche  ai  fini  dell’imposta regionale   sulle   attività   produttive,  a quelli  derivanti dall’applicazione dei predetti studi di settore.

Il successivo comma 2 dispone che per i medesimi  periodi  d’imposta  di  cui  al  comma 1, l’adeguamento al volume di affari risultante dalla applicazione degli studi di settore è  operato, ai fini dell’imposta sul valore  aggiunto, senza applicazione di sanzioni e interessi, effettuando il versamento della relativa imposta entro il termine del versamento a saldo  dell’imposta  sul reddito; i maggiori corrispettivi devono essere annotati, entro il suddetto termine, in un’apposita sezione dei registri di cui agli artt. 23 e 24 del D.P.R. n. 633/72, e riportati nella dichiarazione annuale.

Il decreto anticrisi aggiunge adesso la possibilità di versare l’Iva a rate, con le stesse modalità previste per i pagamenti delle somme dovute a titolo di saldo e acconto (art. 20 del D. Lgs.n.241/97), cioè in due rate di uguale importo, più gli interessi dello 0,40%.

Quindi già dal prossimo 6 luglio i contribuenti nei confronti dei quali si applicano gli studi di settore potranno versare ratealmente l’Iva dovuta per l’adeguamento agli studi di settore.

 

Si ricorda che l’art. 2-bis del D.P.R. n.195/99 dà la possibilità di effettuare l’adeguamento, per i  periodi d’imposta diversi da quello in cui trova applicazione per la prima volta lo studio, ovvero le modifiche conseguenti  alla  revisione  del  medesimo,  a condizione che sia versata, entro il termine  per  il  versamento  a  saldo dell’imposta sul reddito, una maggiorazione  del  3  per  cento, calcolata sulla differenza tra ricavi o compensi  derivanti  dall’applicazione degli studi e quelli annotati nelle scritture contabili. La maggiorazione  non è dovuta se la predetta differenza non è superiore al 10 per cento dei ricavi o compensi annotati nelle scritture contabili.

 

Il Comunicato stampa delle Entrate del 2 luglio 2009

L’agenzia delle Entrate, con il comunicato stampa del 2 luglio 2009, nel riprendere il dettato normativo del decreto anticrisi dell’1 luglio 2009 (pubblicato in G.U.  n.  150  dell’1  luglio  2009)  che ha previsto che, anche per il versamento dell’Iva da adeguamento agli studi  di settore, possa essere utilizzata la modalità di pagamento rateale, ha precisato che i contribuenti  che  esercitano  attività  economiche  alle  quali  sono applicati gli studi di settore  potranno  pertanto  eseguire  ratealmente  i versamenti dell’imposta già a partire dalla scadenza del 6 luglio prossimo.

In  questo  caso,  in  sede  di compilazione del  modello  F24, non  occorrerà  fornire  indicazioni  circa l’eventuale rateazione.

Roberta De Marchi

6 luglio 2009


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