Gli osservatori regionali sugli studi di settore integrati dalla partecipazione comunale


          Come è noto, con provvedimento 8 ottobre 2007, prot. 155058, sono stati istituiti gli osservatori regionali, oggetto di esame da parte dell’Agenzia commento delle Entrate con la circolare n. 58/E del 26 ottobre 2007.

 

          Gli Osservatori regionali per gli studi  di  settore  sono stati costituiti presso ciascuna Direzione regionale  dell’Agenzia delle Entrate e presso le Direzioni provinciali di Bolzano e di Trento, con contestuale soppressione degli Osservatori provinciali attualmente esistenti.

 

          Ai nuovi Osservatori è demandato il compito di individuare:

 a) le particolari condizioni  economiche  o  produttive,  tipiche  di alcune zone o distretti, che spiegano i comportamenti economici dei soggetti che operano in quei territori, anomali e diversi da  quelli  già  analizzati dagli studi di settore;

b) le situazioni, riscontrabili a livello  locale  o  regionale,  che denotino evidenti criticità di alcuni  settori  o  di  alcune  categorie  di soggetti, o che rivelino, al contrario,  condizioni  di  forte  sviluppo  ed espansione economica territoriale;

c) qualsiasi informazione che possa essere di ausilio per cogliere le problematiche legate all’ambito  territoriale,  al  fine  di  migliorare  la capacità degli studi di settore a rappresentare  la  realtà  alla  quale  si riferiscono.

 

          Nella elaborazione degli studi di settore è infatti estremamente rilevante “l’analisi delle caratteristiche dell’area territoriale in cui opera il  soggetto  economico  e,  in  particolare,  del livello dei prezzi, delle  condizioni  e  delle modalità operative, delle infrastrutture esistenti e utilizzabili, della capacità  di spesa e della tipologia dei fabbisogni”. Domanda e costo dei  fattori  produttivi  hanno,  infatti, “una stretta correlazione con il luogo ove la specifica attività è collocata  per cui, a parità di ogni altra condizione, la realtà territoriale può  incidere notevolmente sulla capacità  del singolo soggetto di  produrre ricavi o compensi, sulla struttura dei costi e, di conseguenza, sul reddito”.

 

          Gli Osservatori non potranno, peraltro, ripercorrere i processi  valutativi di carattere generale che hanno portato all’elaborazione degli  studi  di settore, dovendo, invece, concentrare l’attenzione su aspetti nuovi e specifici, prima non considerati, segnalando eventuali incongruenze emerse in sede di applicazione che, conseguentemente, si riflettono in una non adeguata capacità degli studi a rappresentare la complessa realtà cui si riferiscono.

          Come osservato dalle Entrate nella circolare n. 58/2007 – è compito degli Osservatori di identificare, a livello territoriale, i soggetti che  esercitano l’attività in condizioni di marginalità economica, così come già specificato nelle circolari numeri 31/E e 38/E del 2007.

          L’attività di analisi svolta dagli Osservatori regionali sulle attività  economiche nell’ambito territoriale potrà contribuire all’individuazione di  ulteriori  elementi, nonché alla migliore e  concreta  definizione  di  quelli  già  individuati, caratterizzanti le condizioni di marginalità economica e potrà anche  consentire,  in  ambito locale, il superamento delle criticità legate alla non corretta  stima dei ricavi o compensi dei soggetti cosiddetti marginali mediante  l’applicazione degli studi di settore.

 

La segnalazione di casi da esaminare può essere fatta anche dagli uffici dell’Agenzia  delle entrate presenti sul territorio, così come da associazioni di categoria  non rappresentate nell’Osservatorio o, più in generale,  da  chiunque  ne abbia interesse. I suddetti soggetti possono inviare alla segreteria  dell’Osservatorio regionale, una nota contenente le  osservazioni  che  ritengono possano interessare l’operato dello stesso. Tali osservazioni possono riguardare anche eventuali distorsioni applicative degli studi di settore, verificatesi in anni precedenti, in ambito provinciale e/o regionale. Analogamente, possono essere valutate anche situazioni pregresse che non hanno trovato il giusto riscontro ed esame in sede  di  contraddittorio  con gli uffici” (c.m. n. 58/2007).

 

Gli studi di settore locali

 

          Si rileva che l’art. 83, comma 19, del decreto-legge 25 giugno  2008,  n.  112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, ha previsto, a decorrere dal 1° gennaio 2009, l’elaborazione degli studi di settore di cui all’art. 62-bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, anche su base regionale o comunale, ove ciò  sia  compatibile con  la metodologia prevista dal  comma  1,  secondo  periodo,  dello  stesso  art. 62-bis.

 

          Ad attuare la norma ci ha pensato il decreto 19 maggio 2009 (G.U. n. 139 del 18 giugno 2009) del Ministro dell’Economia e delle Finanze.

         Al fine di consentire la partecipazione dei comuni al processo di elaborazione degli studi di settore su base territoriale,  come  previsto dall’art. 83, comma  20, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,  la composizione della commissione degli esperti è integrata con la partecipazione di due rappresentanti  dell’Associazione nazionale dei comuni italiani, da designare con successivo decreto, tenuto conto delle segnalazioni della medesima Associazione nazionale  dei  comuni italiani.

          Al fine di assicurare la partecipazione dei comuni alla fase di individuazione, nell’ambito territoriale della regione, dell’eventuale esistenza di specifiche condizioni di esercizio delle attività economiche a livello locale, rilevanti sia ai fini  della  revisione degli  studi  di settore che  della  relativa applicazione  in  sede  di  accertamento,  il direttore dell’Agenzia delle entrate provvede a garantire la presenza di un rappresentante dell’Associazione nazionale dei comuni italiani  all’interno degli osservatori  regionali  istituiti  con  provvedimento  del  direttore dell’Agenzia delle entrate 8 ottobre 2007.

 

L’ultimo provvedimento attuativo

 

          Gli Osservatori regionali per gli studi di settore sono stati oggi integrati da un rappresentante dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani.

          Questa presenza va ad aggiungersi agli altri due esperti dell’Anci.

          Il provvedimento n. 100593 del 3 luglio 2009 del direttore dell’agenzia delle Entrate, gira quindi in chiave federalista gli studi di settore.


Francesco Buetto                      

10 Luglio 2009


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