Antievasione ed antielusione al centro della manovra d’estate


Le nuove norme introdotte con gli artt. 12 e 13 del D.L. n. 78/2009 sono tese a rendere più efficace il contrasto ai fenomeni evasivi ed elusivi esteri.

 

L’art. 12 del D.L. n. 78/2009

 

          Si rileva subito che l’art. 12 del D.L. n. 78/2009 apre con una dichiarazione programmatica, secondo cui le norme antievasive ed antielusive introdotte danno attuazione alle intese raggiunte tra gli Stati aderenti alla OCSE in materia di emersione di attività economiche e  finanziarie detenute  in  Paesi  aventi regimi fiscali privilegiati, per migliorare l’attuale insoddisfacente livello di trasparenza fiscale e di scambio di   informazioni, nonchè di incrementare la cooperazione amministrativa tra Stati.

 

          Il comma 2, dell’art. 12, del D.L. n.78/2009 prevede che, in deroga ad ogni vigente disposizione di legge, gli  investimenti  e le attività di natura finanziaria detenute negli Stati o territori a  regime fiscale privilegiato di cui al D.M. 4 maggio 1999 e al D.M. 21 novembre 2001, senza tener conto  delle  limitazioni ivi previste, in violazione degli obblighi di dichiarazione di cui ai  commi 1, 2 e 3 dell’art. 4  del  D.L. 28  giugno 1990,  n. 167, convertito dalla legge 4 agosto 1990,  n. 227, ai soli fini  fiscali si presumono costituite, salva la prova contraria, mediante redditi sottratti a tassazione.

 

          Nei casi di investimenti  e attività di natura finanziaria  detenute  negli Stati o territori  a regime fiscale privilegiato, le sanzioni previste dall’art. 1  del  D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, sono raddoppiate. 

 

Tabella 1: D.M. 4 maggio 2009. Paesi a fiscalità privilegiata

 

Alderney (Aurigny); Andorra (Principat d’Andorra); Anguilla; Antigua e Barbuda (Antigua and Barbuda); Antille Olandesi (Nederlandse Antillen); Aruba; Bahama (Bahamas); Bahrein (Dawlat al-Bahrain); Barbados; Belize; Bermuda; Brunei (Negara Brunei Darussalam); Cipro (Kypros); Costa Rica (Republica de Costa Rica); Dominica; Emirati Arabi Uniti (Al-Imarat al-‘Arabiya al Muttahida); Ecuador (Republica del Ecuador); Filippine (Pilipinas); Gibilterra (Dominion of Gibraltar); Gibuti (Djibouti); Grenada; Guernsey (Bailiwick of Guernsey); Hong Kong (Xianggang); Isola di Man (Isle of Man); Isole Cayman (The Cayman Islands); Isole Cook; Isole Marshall (Republic of the Marshall Islands); Isole Vergini Britanniche (British Virgin Islands); Jersey; Libano (Al-Jumhuriya al Lubnaniya); Liberia (Republic of Liberia); Liechtenstein (Furstentum Liechtenstein); Macao (Macau); Malaysia (Persekutuan Tanah Malaysia); Maldive (Divehi); Malta (Republic of Malta); Maurizio (Republic of Mauritius); Monserrat; Nauru (Republic of Nauru); Niue; Oman (Saltanat’Oman); Panama (Republica de Panamà); Polinesia Francese (Polynésie Francaise); Monaco (Principautè de Monaco); San Marino (Repubblica di San Marino); Sark (Sercq); Seicelle (Republic of Seychelles); Singapore (Republic of Singapore); Saint Kitts e Nevis (Federation of Saint Kitts and Nevis); Saint Lucia; Saint Vincent e Grenadine (Saint Vincent and the Grenadines); Svizzera (Confederazione Svizzera);Taiwan (Chunghua MinKuo); Tonga (Pule’anga Tonga); Turks e Caicos (The Turks and Caicos Islands); Tuvalu (The Tuvalu Islands); Uruguay (Republica Oriental del Uruguay); Vanuatu (Republic of Vanuatu); Samoa (Indipendent State of Samoa).

 

 

Tabella 2: D.M. 21 novembre 2001. Paesi a fiscalità privilegiata, ai fini dell’applicazione dell’art. 127-bis del T.U.n.917/86

 

Alderney (Isole del Canale), Andorra,  Anguilla,  Antille  Olandesi,

Aruba,  Bahamas,  Barbados,  Barbuda,  Belize,  Bermuda,   Brunei,   Cipro, Filippine, Gibilterra,  Gibuti  (ex  Afar  e  Issas),  Grenada,  Guatemala, Guernsey (Isole del Canale), Herm (Isole del Canale), Hong Kong,  Isola  di Man, Isole Cayman, Isole Cook, Isole Marshall, Isole Turks e Caicos,  Isole Vergini britanniche, Isole Vergini statunitensi, Jersey (Isole del Canale), Kiribati  (ex  Isole  Gilbert),  Libano,  Liberia,  Liechtenstein,   Macao, Maldive, Malesia, Montserrat, Nauru, Niue, Nuova Caledonia, Oman, Polinesia francese, Saint Kitts e Nevis, Salomone, Samoa, Saint Lucia, Saint  Vincent e Grenadine, Sant’Elena, Sark (Isole del  Canale),  Seychelles,  Singapore, Tonga, Tuvalu (ex Isole Ellice), Vanuatu.

 

 

Tabella 3: Stati e territori inclusi – art. 1, del D.M. 21 novembre 2001- a determinate condizioni:

 

Bahrein

Con esclusione delle società che  svolgono  attività  di esplorazione, estrazione e raffinazione nel settore petrolifero

Emirati Arabi Uniti

Con esclusione delle  società  operanti  nei settori petrolifero e petrolchimico assoggettate ad imposta

 

Monaco

Con esclusione delle società che realizzano almeno il 25% del fatturato fuori dal Principato.

 

 

          Le disposizioni previste nell’art. 1 del D.M. 21 novembre 2001 si applicano anche ai seguenti  Stati e territori limitatamente ai soggetti e alle attività per ciascuno di  essi indicate:

1) Angola,  con  riferimento  alle  società  petrolifere  che  hanno ottenuto l’esenzione dall’Oil  Income  Tax,  alle  società  che  godono  di esenzioni o  riduzioni  d’imposta  in  settori  fondamentali  dell’economia angolana e per gli investimenti previsti dal Foreign Investment Code;

2) Antigua, con riferimento alle international  business  companies, esercenti le loro attività al di fuori del  territorio  di  Antigua,  quali quelle di cui all’International Business Corporation Act, n. 28 del 1982  e successive modifiche e integrazioni, nonché con  riferimento  alle  società che producono prodotti autorizzati, quali quelli di cui alla  locale  legge n. 18 del 1975 e successive modifiche e integrazioni;

3) Corea del Sud, con riferimento  alle  società  che  godono  delle agevolazioni previste dalla tax Incentives Limitation Law;

4)  Costarica,  con  riferimento  alle  società   i   cui   proventi affluiscono da fonti estere, nonché con riferimento alle società  esercenti attività ad alta tecnologia;

5) Dominica, con riferimento alle international companies  esercenti l’attività all’estero;

6) Ecuador, con riferimento alle società operanti nelle  Free  Trade Zones che beneficiano dell’esenzione dalle imposte sui redditi;

7)  Giamaica,  con  riferimento  alle  società  di  produzione   per l’esportazione che usufruiscono dei benefici fiscali  dell’Export  Industry Encourage Act e alle società  localizzate  nei  territori  individuati  dal Jamaica Export Free Zone Act;

8) Kenia,  con  riferimento  alle  società  insediate  nelle  Export Processing Zones;

9) Lussemburgo, con riferimento alle società  holding  di  cui  alla locale legge del 31 luglio 1929;

10) Malta, con riferimento alle società i cui  proventi  affluiscono da fonti estere, quali quelle di cui al  Malta  Financial  Services  Centre Act, alle società di cui al Malta Merchant Shipping Act e alle  società  di cui al Malta Freeport Act;

11) Mauritius, con riferimento alle  società  «certificate»  che  si occupano di servizi all’export, espansione industriale, gestione turistica, costruzioni industriali e cliniche e che sono soggette a Corporate  Tax  in misura ridotta, alle Off-shore Companies e alle International Companies;

12) Portorico,  con  riferimento  alle  società  esercenti  attività bancarie ed alle società previste dal Puerto Rico Tax  Incentives  Act  del 1988 o dal Puerto Rico Tourist Development Act del 1993;

13) Panama, con riferimento alle società i cui proventi  affluiscono da fonti estere, secondo la legislazione di Panama,  alle  società  situate nella Colon Free Zone e  alle  società  operanti  nelle  Export  Processing Zones;

14) Svizzera, con riferimento alle società non soggette alle imposte cantonali  e  municipali,  quali  le  società  holding,  ausiliarie  e  «di domicilio»;

15)  Uruguay,  con  riferimento  alle  società  esercenti   attività bancarie e alle holding che esercitano esclusivamente attività off-shore.

 

L’Unità speciale antievasione

 

          Per garantire la massima efficacia all’azione di controllo fiscale per la prevenzione e repressione dei fenomeni di  illecito trasferimento e detenzione di attività economiche e finanziarie  all’estero, è stato disposto – art. 12, comma 3, del D.L. n. 78/2009 –  l’istituzione di una unità speciale – Agenzia delle entrate e Guardia di finanza – , per  il  contrasto della evasione ed   elusione internazionale, e per l’acquisizione di informazioni utili alla  individuazione dei fenomeni illeciti e al rafforzamento della cooperazione internazionale.

 

Gli arbitraggi fiscali internazionali: le restrizioni imposte

 

          L’art. 13, del D.L. n. 78/2009, per evitare  indebiti  arbitraggi  fiscali, ha previsto – modificando l’art. 167 del T.U. n. 917/86 – che l’accesso a regimi di vantaggio sia sottoposto  ad  una verifica di effettività sostanziale. 

 

 

Art.167,comma 1, del T.U.n.917/86

Se  un  soggetto  residente  in  Italia  detiene,  direttamente   o indirettamente, anche tramite società fiduciarie o per interposta  persona, il controllo di una impresa, di una società o di altro  ente,  residente  o localizzato in Stati o territori diversi da quelli di cui  al  decreto  del Ministro dell’economia e  delle  finanze  emanato  ai  sensi  dell’articolo 168-bis,  i  redditi  conseguiti  dal  soggetto  estero  partecipato   sono imputati, a decorrere dalla chiusura dell’esercizio o periodo  di  gestione del soggetto estero partecipato, ai soggetti residenti in proporzione  alle partecipazioni da essi detenute. Tali disposizioni si applicano  anche  per le partecipazioni  in  soggetti  non  residenti  relativamente  ai  redditi derivanti da loro stabili  organizzazioni  situate  in  Stati  o  territori diversi da quelli di cui al citato decreto.

 

 

Inapplicabilità della norma

 

          Per effetto delle modifiche introdotte dal D.L. n. 78/2009, tale norma non  si  applica  se  il  soggetto residente dimostra, alternativamente, che:

a) la  società  o  altro  ente  non  residente  svolga  un’effettiva attività industriale o  commerciale,  come  sua  principale  attività,  nel mercato dello stato o territorio di insediamento; per le attività bancarie, finanziarie e assicurative quest’ultima condizione si  ritiene  soddisfatta quando la maggior parte delle fonti, degli impieghi o dei ricavi  originano nello Stato o territorio di insediamento;

b) dalle partecipazioni non  consegue l’effetto di  localizzare  i redditi in Stati o territori diversi da quelli di cui  al decreto del Ministro dell’economia e  delle  finanze  emanato  ai  sensi  dell’articolo 168-bis. Per i  fini  di  cui  al  presente comma, il contribuente deve interpellare preventivamente  l’amministrazione finanziaria, ai sensi dell’art. 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212, recante lo statuto dei diritti del contribuente.

 

          Tuttavia, la previsione di cui alla lettera a) non si applica qualora i  proventi  della  società  o  altro  ente  non residente provengono  per  più  del 50% dalla gestione, dalla detenzione o dall’investimento in titoli,  partecipazioni,  crediti  o  altre  attività finanziarie,  dalla  cessione  o  dalla  concessione  in  uso  di   diritti immateriali relativi alla proprietà industriale,  letteraria  o  artistica, nonché  dalla  prestazione  di  servizi  nei  confronti  di  soggetti che direttamente o indirettamente  controllano  la  società  o   l’ente non residente, ne sono controllati o sono controllati dalla stessa società  che controlla la società o l’ente  non  residente,  ivi  compresi  i  servizi finanziari.

 

Ulteriore applicazione normativa

 

          La disciplina di cui al comma 1, dell’art. 167, del T.U. n. 917/86  trova  applicazione anche nell’ipotesi in cui i soggetti controllati ai sensi dello stesso comma sono localizzati in stati o territori diversi da quelli ivi richiamati,  qualora ricorrono congiuntamente le seguenti condizioni:

a) sono assoggettati a tassazione effettiva inferiore a più della  metà di quella a cui sarebbero stati soggetti ove residenti in Italia;

b) hanno conseguito proventi derivanti per più del 50% dalla  gestione, dalla detenzione o dall’investimento in titoli, partecipazioni,  crediti  o altre attività finanziarie, dalla cessione o dalla concessione  in  uso  di diritti immateriali  relativi  alla  proprietà  industriale,  letteraria  o artistica nonchè dalla prestazione di servizi nei confronti di soggetti che direttamente  o  indirettamente  controllano  la  società  o   l’ente   non residente, ne sono controllati o sono controllati dalla stessa società  che controlla la società  o  l’ente  non  residente,  ivi  compresi  i  servizi finanziari.

 

          Tale ultima disposizione non si applica se il soggetto residente dimostra che l’insediamento all’estero non rappresenta una costruzione  artificiosa volta a conseguire un indebito vantaggio fiscale. Ai fini del  presente comma il contribuente deve interpellare l’amministrazione finanziaria secondo le disposizioni previste dall’art. 11 dello Statuto del contribuente.

               

Roberta De Marchi

11 Luglio 2009


Partecipa alla discussione sul forum.