Una persona fisica non può essere contribuente minimo e ordinario nello stesso periodo di imposta…


          L’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 146 del 9 giugno 2009 in seguito ad una istanza di interpello avanzata da un contribuente, fornisce un interessante parere in merito al presupposto che un contribuente possa nello stesso periodo di imposta esercitare  un’attività individuale d’impresa o di lavoro autonomo (soggetto ad imposta sostitutiva), e contemporaneamente avere una quota societaria in una società di persone; secondo l’interpretazione fornita dai tecnici delle Entrate non è possibile usufruire del regime dei minimi (1), anche se nel corso dell’anno “cessa” la propria partecipazione.

 

          Le motivazioni dedotte dall’amministrazioni finanziaria riguardano principalmente il presupposto che occorre evitare che redditi prodotti nello stesso periodo, dallo stesso soggetto e appartenenti alla stessa categoria (d’impresa o di lavoro autonomo), siano sottoposti a due differenti tassazioni: quella dei “minimi”, appunto, per quanto riguarda l’esercizio individuale dell’attività d’impresa e quella prevista dal  DPR 917/86  per i redditi da partecipazione in società.

 

Il problema sollevato dal contribuente

          Alla base dell’istanza di interpello c’è la seguente situazione che di seguito si analizza; una contribuente è socia accomandataria di una società in accomandita semplice di cui deteneva il cinquanta per cento del capitale sociale; il restante cinquanta per cento era detenuto dal socio accomandante, che in nel corso del 2008, ha ceduto all’istante l’intera quota di sua proprietà. Se entro sei mesi da tale ultima data non fosse  stata  ricostituita  la pluralità dei soci, ai sensi dell’articolo 2323 del codice civile la società si sarebbe dovuta sciogliere.

 

          In questa particolare situazione  la contribuente istante si chiede se sia possibile avvalersi per l’anno 2009 del regime dei contribuenti minimi, previsto dalla Finanziaria per il 2008, nel caso in cui continui la stessa attività economica, precedentemente svolta in forma societaria, come ditta individuale, essendosi sciolta la società per il decorso del termine semestrale senza che vi sia stata la ricostituzione della pluralità dei soci.

 

Il parere delle Entrate

          Per i tecnici delle Entrate  la norma sui minimi intende evitare che i redditi appartenenti alla stessa categoria di impresa e di lavoro autonomo, conseguiti nello stesso periodo di imposta  e imputabili alla stessa persona fisica siano assoggettati a due diversi regimi di tassazione.

          In particolare  l’articolo 1, comma 99, della legge  n.  244 del 2007 (cd. Finanziaria 2008 ) disciplina le fattispecie  di  esclusione dal regime dei contribuenti minimi, prevedendo, alla lettera  d) che: “non sono considerati contribuenti  minimi: […] d) gli esercenti attività d’impresa o arti e professioni in  forma individuale che contestualmente partecipano a società di persone o associazioni di cui  all’articolo  5  del citato testo unico di cui al decreto  del  Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ovvero a società a  responsabilità  limitata  di  cui all’articolo 116 del medesimo testo unico”.

 

          La ratio del legislatore lascia intendere, continua l’Agenzia delle Entrate senza alcun dubbio, che i redditi appartenenti alla stessa categoria, d’impresa o di lavoro autonomo, conseguiti nello stesso periodo d’imposta ed imputabili al medesimo contribuente siano  assoggettati a due diversi regimi di tassazione. Il reddito derivante dall’esercizio in forma individuale delle attività di impresa dei contribuenti che posseggono i requisiti per essere considerati minimi è determinato secondo le regole proprie  di  tale  regime ed assoggettato all’imposta del 20 per cento, sostitutiva delle imposte sui redditi; mentre i redditi derivanti dalla partecipazione in società in nome collettivo e  in accomandita semplice, ai sensi dell’articolo 6, comma 3, del DPR 917/86 “(…) sono considerati redditi d’impresa e sono determinati unitariamente  secondo le norme relative a tali redditi”.

 

          Nell’istanza di interpello emerge in maniera palese che per un certo periodo  di imposta il reddito conseguito dall’istante deve essere determinato secondo le regole proprie del DPR 917/86 dedicate al reddito d’impresa ed imputato per trasparenza all’istante, unica socia, mentre quello prodotto dalla prosecuzione dell’attività d’impresa in veste individuale dovrebbe essere determinato e tassato secondo le regole riservate ai contribuenti minimi. In tal caso, peraltro, si viene a determinare l’effetto che il legislatore ha inteso evitare e cioè che redditi, prodotti in un solo periodo d’imposta, imputabili ad un unico contribuente ed appartenenti alla stessa categoria seguano regole di determinazione differenti e siano assoggettati ad  imposte diverse (cioè ad IRPEF o imposta sostitutiva del 20%).   

          Con  la circolare 28 gennaio 2008, n. 7/E,  al quesito n. 2.4, l’Agenzia delle Entrate aveva chiarito che il riferimento alla contestualità  per la verifica della causa ostativa in esame impedisce di accedere  al  regime a coloro che   detengono partecipazioni in costanza di applicazione del regime, mentre è  possibile accedervi se la partecipazione viene dismessa entro il 31 dicembre dell’anno precedente all’ingresso nel regime stesso.

          Seguendo questa indicazione la contribuente sarebbe potuta entrare nel regime dei minimi per il 2009, se, avendone la facoltà, avesse sciolto la società prima del 31 dicembre 2008.

 

Quali conclusioni

          Secondo l’Agenzia delle Entrate l’esclusione dal regime dei contribuenti minimi, prevista dall’articolo 1, comma 99, lettera d), della legge n. 244 del 2007, opera in tutti i casi in cui il contribuente, nello stesso periodo d’imposta eserciti in forma individuale un’attività d’impresa, artistica o professionale e partecipi a società di persone o associazioni di cui all’articolo 5 del DPR 917/86, indipendentemente dal presupposto che nel corso di tale periodo d’imposta la partecipazione venga dimessa.

 

Federico Gavioli

23 Giugno 2009


NOTE

(1) Il regime dei minimi è stato introdotto dall’articolo 1, ommi da 96 a 117,  della legge 24 dicembre 2007, n. 244 cd. Finanziaria per il 2008).


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