Novità fiscali del 4 giugno 2009: guida all’ICI 2009; cessione di ramo aziendale: tassazione autonoma ai fini dell’imposta di registro; cartelle di pagamento “mute”: sono annullabili se riferite a ruoli consegnati prima di giugno 2008; presentazione, o meno, del modello IRAP 2009: decisione da prendere caso per caso; antiriciclaggio: accordo tra UIF e Consiglio Nazionale Notariato


 






 


Indice:


 


1) Cessione di ramo aziendale: Tassazione autonoma ai fini dell’imposta di registro


 


2) Guida all’ICI 2009


 


3) Cartelle di pagamento “mute”: Sono annullabili se riferite a ruoli consegnati prima di giugno 2008


 


4) Presentazione, o meno, del modello IRAP 2009: Decisione da prendere caso per caso


 


5) Antiriciclaggio: Accordo tra UIF e Consiglio Nazionale Notariato


 


 


1) Cessione di ramo aziendale: Tassazione autonoma ai fini dell’imposta di registro


La cessione dell’azienda e dei contratti di locazione degli immobili in cui si esplica l’attività d’impresa sono soggette a tassazione autonoma ai fini dell’imposta di registro.


Secondo i Giudici Supremi in base all’applicazione del principio dell’imposizione plurima, le disposizioni che generano un collegamento negoziale, poiché sostenute da cause distinte, ancorché funzionalmente collegate dalla causa complessiva dell’operazione, sono soggette ad autonoma tassazione.


Come è stato osservato, in Dottrina (La Settimana Fiscale de Il Sole 24 Ore n. 22 del 04.06.2009), in relazione alla problematica della cessione di azienda e cessioni di beni aziendali, la scelta imprenditoriale di dividere la gestione dell’azienda dalla proprietà dei beni ad essa connaturati non è, di per se, sintomo di elusione fiscale.


In tale contesto, possono esistere le valide ragioni economiche che giustificano le operazioni compiute, qualora sia riscontrata “l’effettiva esistenza e la separata operatività di entrambe le società acquirenti, la presenza di un regolare contratto di affitto con cui la società proprietaria dello stabile conceda all’altra società l’utilizzo dell’immobile e la congruità del relativo canone”.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 10180 del 04.05.2009)


 


 


2) Guida all’ICI 2009


Il Dipartimento delle Finanze (Ministero dell’Economia e Finanze) ha reso noto il 03.06.2009 la guida all’ICI. Questi di seguito sono i relativi tratti essenziali.


L’ICI (imposta comunale sugli immobili) deve essere pagata:


– dai proprietari di fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli situati nel territorio dello Stato;


– dai titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie) sugli stessi beni;


– dai locatari in caso di locazione finanziaria (leasing);


– dai concessionari di aree demaniali.


Casi in cui si deve presentare la dichiarazione ICI


In caso di variazione del patrimonio immobiliare (acquisto, vendita), della struttura o destinazione dell’immobile, i soggetti interessati devono presentare un’apposita dichiarazione al Comune, entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.


Il modello di dichiarazione è stato approvato con D.M. 12 maggio 2009.


La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi se non si verificano variazioni che comportano un diverso ammontare dell’ Ici dovuta.


A partire dall’anno 2008, la dichiarazione ai fini ICI deve essere presentata sostanzialmente nei casi in cui le modifiche soggettive ed oggettive che danno luogo ad una diversa determinazione dell’imposta dovuta riguardano riduzioni d’imposta e in quelli in cui dette modificazioni non sono immediatamente acquisibili attraverso la consultazione della banca dati catastale.


In base a tale semplificazione normativa non va presentata la dichiarazione ICI quando gli elementi rilevanti ai fini dell’imposta dipendono da atti per i quali sono applicabili le procedure telematiche relative alla disciplina del modello unico informatico (MUI). Si tratta del modello (MUI) che i notai utilizzano per effettuare, con procedure telematiche, la registrazione, la trascrizione, l’iscrizione e l’annotazione nei registri immobiliari, nonché la voltura catastale di atti relativi a diritti sugli immobili.


Calcolo della base imponibile


Per i fabbricati iscritti in catasto, la base imponibile è rappresentata dalla rendita catastale dell’immobile, rivalutata del 5%, moltiplicata:


– per 140 se si tratta di fabbricati classificati nei gruppi catastali B (collegi, convitti, ecc.). La guida ricorda che questo coefficiente è stato rivalutato nella misura del 40% per effetto dell’art. 2, comma 45, del D.L. n. 262 del 3 ottobre 2006, convertito dalla legge n. 286  del 24 novembre 2006. La  rivalutazione decorre dalla data di entrata in vigore (3 ottobre 2006) del  decreto legge.


– per 100 per i fabbricati dei gruppi catastali A e C (con esclusione delle categorie A/10 e C/1);


– per 50 per i fabbricati del gruppo catastale D e della categoria A/10;


– per 34 per i fabbricati della categoria C/1.


Per le aree fabbricabili la base imponibile è data dal valore venale in comune commercio.
Per i terreni agricoli la base imponibile è data dal reddito dominicale, rivalutato del 25%, moltiplicato per 75.


Per i fabbricati del gruppo catastale D non iscritti in catasto posseduti interamente da imprese e contabilizzati distintamente, il valore è calcolato dal costo risultante dalle scritture contabili al lordo delle quote di ammortamento maggiorato con l’applicazione di appositi coefficienti.


Calcolo dell’imposta


L’ICI si calcola applicando alla base imponibile l’aliquota fissata dal Comune.


Tale imposta si paga proporzionalmente ai mesi dell’anno solare per i quali si è posseduto l’immobile.


Si calcola per intero il mese nel quale il possesso si è prolungato per almeno 15 giorni; non si calcola il mese in cui il possesso è durato meno di 15 giorni.


Nel corso dell’anno si possono verificare situazioni particolari, a seguito della variazione della soggettività passiva (acquisto o vendita) o della destinazione d’uso dell’immobile (casa adibita ad abitazione principale).


Valgono ancora, a tal fine, gli esempi riportati nella circolare n. 3/FL del 07.03.2001.


Aliquote


Le aliquote e le detrazioni vengono deliberate ogni anno dai Comuni.


Per conoscerle, il contribuente può consultare gli estratti delle delibere comunali disponibili sul sito http://www.finanze.it/dipartimentopolitichefiscali/ici/delibere/sceltaanno.htm


Oppure si può rivolgere al Comune ove è ubicato l’immobile.


Immobili adibiti ad abitazione principale


Come è noto è stata introdotta nel sistema l’esenzione Ici per prima casa.


A decorrere dall’anno 2008 (quindi, con riferimento anche al versamento del 16 giugno) è esclusa dall’ICI l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo, considerando tali anche quelle alla stessa assimilate dal Comune con proprio regolamento, ad eccezione di quelle di categoria catastale A1 (Abitazione signorile), A8 (Abitazioni in ville) e A9 (Castelli e palazzi di eminenti pregi artistici o storici).


Per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente ha la residenza anagrafica.


Tuttavia, qualora il contribuente ha stabilito la propria residenza in un immobile diverso da quello in cui dimora abitualmente, può usufruire per quest’ultimo delle agevolazioni per l’abitazione principale a condizione che riesca a dimostrarne al Comune l’utilizzo in modo abituale.


Condizione essenziale per il riconoscimento dell’esenzione è l’identità tra il soggetto obbligato al pagamento dell’Ici e quello che dimora abitualmente nell’immobile.
Nel caso di più contribuenti che abitano nell’immobile, l’esenzione spetta a ciascuno dei contitolari e deve essere rapportata ai mesi di destinazione.
Per le unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8, A/9, utilizzate come abitazione principale del contribuente continua ad applicarsi la detrazione dall’imposta di euro 103,29 annui, da rapportare ai mesi di utilizzazione.


Con regolamento o delibera il Comune può:


– assimilare all’abitazione principale l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili residenti in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata;


– assimilare all’abitazione principale l’alloggio dato in uso gratuito a parenti in linea retta o collaterale, stabilendo il grado di parentela e accordando a questi immobili l’applicazione dell’aliquota ridotta o anche della detrazione;


– elevare l’importo della detrazione fino a 258,23 in alternativa alla riduzione fino al 50% dell’imposta dovuta per l’immobile adibito ad abitazione principale;


– aumentare detta detrazione anche oltre 258,23 fino a concorrenza dell’intera imposta dovuta per l’abitazione principale.


In tal caso però il Comune non può stabilire un’aliquota superiore a quella ordinaria per le unità immobiliari tenute a disposizione del contribuente.


Per avere maggiori informazioni sulla detrazione il contribuente, naturalmente, si deve rivolgere al Comune destinatario del versamento.


Le pertinenze dell’abitazione principale


Dal 1° gennaio 2001 alle pertinenze viene riservato lo stesso trattamento fiscale dell’abitazione principale.


Nel caso in cui la detrazione per l’abitazione principale è maggiore dell’Ici dovuta, la parte residua deve essere detratta dall’imposta dovuta per le pertinenze.


Modalità di pagamento


L’ICI deve essere versata in due rate:


– la prima, da pagare entro il 16 giugno, è pari al 50% dell’imposta dovuta per l’anno e si calcola in base all’aliquota e alle detrazioni dell’anno precedente;


– la seconda rata, da pagare a saldo tra il 1° e il 16 dicembre, si calcola con l’applicazione delle aliquote e delle detrazioni deliberate per l’anno in corso, sottraendo poi quanto versato in acconto.


E’ possibile anche pagare l’ICI in unica soluzione, entro il termine previsto per l’acconto, se si applicano le aliquote e le detrazioni stabilite dal Comune per l’anno in corso.


In caso di più immobili posseduti nello stesso Comune, è sufficiente un unico versamento per l’ICI complessivamente dovuta.


Se si posseggono immobili situati in Comuni diversi, si devono effettuare versamenti distinti per ogni Comune.


Il pagamento va effettuato presso gli uffici postali o l’agente della riscossione oppure presso le banche convenzionate, salvo diverse disposizioni del Comune. Il pagamento può essere effettuato con il bollettino di conto corrente.


Inoltre, a decorrere dal 1° maggio 2007, tutti i contribuenti potranno pagare il tributo comunale utilizzando il modello F24 ed avranno la possibilità di potere compensare il debito ICI con eventuali crediti in imposte erariali risultanti dalla dichiarazione dei redditi.


Soggetti non residenti nel territorio dello Stato


I cittadini italiani, persone fisiche, non residenti nel territorio dello Stato possono effettuare il versamento dell’Imposta Comunale sugli Immobili in un’unica soluzione nel periodo 1° dicembre – 16 dicembre, con l’applicazione degli interessi nella misura del 3%.


Il calcolo degli interessi deve essere effettuato esclusivamente sull’importo dovuto per l’acconto che si sarebbe dovuto pagare entro il 16 giugno.


 


 


3) Cartelle di pagamento “mute”: Sono annullabili se riferite a ruoli consegnati prima di giugno 2008


Sono annullabili le cartelle di pagamento emesse in relazione a ruoli consegnati prima del 1° giugno 2008  viziate di  sottoscrizione, sono nulle invece quelle successive alla stessa data.


E’ quanto ha stabilito  la Commissione Tributaria Regionale della Puglia con la sentenza n. 63.


L’art. 36, comma 4-ter, D.L. n. 248/2007 ha sanzionato di nullità le cartelle di pagamento prive di sottoscrizione emesse in relazione a ruoli consegnati solo a decorrere dal 1° giugno 2008, con la conseguenza implicita che le cartelle di pagamento antecedenti a tale data sarebbero da considerarsi valide ancorché irregolari.


Tuttavia, da ciò non deriva che, mancando una previsione legislativa di nullità per gli atti in questione, gli atti stessi siano legittimi.


Secondo i principi generali, infatti, le cartelle di pagamento, affetti da un vizio di legittimità (atti amministrativi privi di sottoscrizione e/o del responsabile del procedimento),  non si sottraggono alle censure di annullamento.


(Commissione Tributaria Regionale Puglia, sez. IX, sentenza n. 63 del 04.05.2009)


 


 


4) Presentazione, o meno, del modello IRAP 2009: Decisione da prendere caso per caso


Dopo le recenti sentenze della Suprema Corte, sostanzialmente, le note tesi interpretative valide nei confronti dei piccoli professionisti sono state estese anche agli esercenti attività ausiliarie indicate nell’art. 2195 del c.c. (quali gli agenti di commercio, i procacciatori di affari in campo assicurativo, i rappresentanti di commercio ma anche gli artigiani).


Ciò, in contrapposizione, di quanto, invece, prevedono le istruzioni ministeriali al nuovo Modello IRAP 2009, che come è noto si presenta da quest’anno separatamente dal Modello Unico.


Pertanto, è stato osservato in Dottrina, “qualora questi ultimi soggetti nell’esercizio delle attività imprenditoriali soddisfino i requisiti per l’accesso al regime dei minimi, pur in assenza di adesione a tale regime, dovrebbero essere esclusi dall’applicazione dell’IRAP.


Tali soggetti potranno, quindi, non presentare il modello di dichiarazione IRAP 2009”.


I promotori finanziari, gli agenti e i rappresentanti di commercio ma anche gli artigiani non sono automaticamente soggetti ad IRAP.


Come per i piccoli professionisti occorre produrre un’indagine conoscitiva circa la sussistenza oggettiva dell’esercizio di un’attività autonomamente organizzata come previsto dal comma 1 dell’articolo 2 del D.Lgs 446/1997.


Queste le importanti conclusioni delle sentenze depositate il 26 maggio 2009 della Corte di cassazione.


Come osservato in medesima Dottrina (Mario Agostinelli, Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, nota del 03.06.2009) “Data l’importante interpretazione giuridica si dovrà procedere ad una analisi caso per caso per la verifica oggettiva della sussistenza del presupposto applicativo dell’IRAP.


Infatti il contribuente che non ritiene di rientrare nel perimetro applicativo dell’IRAP potrà non presentare il modello, scaricando all’Amministrazione l’onere di produrre la prova del presupposto applicativo”.


Secondo la suprema Corte, non è la oggettiva natura dell’attività svolta ad essere alla base dell’imposta ma la sussistenza del requisito oggettivo dell’”autonoma organizzazione”.


Pertanto, secondo recente giurisprudenza (Cassazione) tra i soggetti che possono essere esclusi dall’IRAP, oltre ai piccoli professionisti, sono da comprendere anche gli esercenti attività imprenditoriali, tra cui gli agenti di commercio, che operano senza dipendenti e collaboratori e senza una struttura organizzativa nonché con modesto impiego di beni strumentali (quali un auto e una valigetta).


Infine, sempre secondo la Corte di Cassazione anche nei confronti degli esercenti attività imprenditoriali di piccole dimensioni, quali gli agenti di commercio, i procacciatori di affari in campo assicurativo, i rappresentanti di commercio ma anche gli artigiani, la prova della sussistenza di un’autonoma organizzazione deve essere prodotta dagli uffici delle Entrate.


Viceversa, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12078/2009 del 25.05.2009, ha riconosciuto l’applicabilità dell’Irap nel caso di outsourcing.


Ciò che conta per i giudici, ai fini del prelievo, è la concreta possibilità per i professionisti di utilizzare beni strumentali, capitale e personale idoneo, anche se fornito da una società di servizi.


Secondo la Corte Suprema, ciò è sintomatico della sussistenza di un’autonoma organizzazione.


(Fondazione Studi del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 03.06.2009)


 


 


5) Antiriciclaggio: Accordo tra UIF e Consiglio Nazionale Notariato


Ciò ai fini dello scambio telematico delle informazioni sulle segnalazioni di operazioni sospette.


In attuazione del D.Lgs. n. 231/2007 in materia di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo internazionale, l’Unità di Informazione Finanziaria presso la Banca d’Italia (UIF) e il Consiglio Nazionale del Notariato hanno sottoscritto il 0306.2009 a Roma il Protocollo d’Intesa che disciplina lo scambio in via telematica delle informazioni sulle segnalazioni di operazioni sospette con modalità idonee a garantire l’anonimato dei notai segnalanti.


Come è noto, con Decreto del 27 febbraio 2009 (in G.U. n. 77 del 2/4/2009), il Ministro dell’Economia, di concerto con il Ministro della Giustizia, ha individuato il Consiglio Nazionale del Notariato quale ordine professionale abilitato a ricevere le segnalazioni di operazioni sospette trasmesse dai notai.


Ciò in base all’art. 43 del D.Lgs. n. 231/2007, che consente ai professionisti di trasmettere le segnalazioni alla UIF utilizzando il filtro degli ordini professionali espressamente abilitati.


Il sistema entrerà in funzione il 1° luglio 2009.


Il Protocollo sottoscritto stabilisce le modalità che il CNN è tenuto ad adottare per:


– trasmettere alla UIF il testo integrale della segnalazione, escludendo l’indicazione del nominativo del notaio segnalante;


– custodire gli atti e i documenti in cui sono indicate le generalità dei notai segnalanti garantendone la riservatezza;


– curare l’acquisizione e il successivo inoltro ai notai segnalanti delle richieste di approfondimento della UIF.


(Consiglio Nazionale del Notariato, comunicato stampa del 03.06.2009)


 


 


 


A cura di Vincenzo D’Andò


 


 


 


 


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