Novità fiscali del 26 giugno 2009: oggi il Consiglio dei Ministri varerà nuove norme per il rilancio dell’economia?? Sub-appalti: reverse charge in edilizia; non si decade dai benefici prima casa per colpe non imputabili al contribuente; IAS/IFRS: linee guida per la relazione sulla gestione; certificazione energetica degli edifici dal 1° luglio 2009; accertamento fiscale: la ricostruzione del ricarico sulle vendite si effettua con la media aritmetica ponderata; bollo auto: spetta il rimborso degli interessi non dovuti; aggiornamenti in materia di abilitazione ai servizi telematici


 

 

Indice:

 

1) Sub-appalti: Reverse charge in edilizia

 

2) IAS/IFRS: Linee guida per la relazione sulla gestione

 

3) Non si decade dai benefici prima casa per colpe non imputabili al contribuente

 

4) Certificazione energetica degli edifici dal 1° luglio 2009

 

5) Accertamento fiscale: La ricostruzione del ricarico sulle vendite si effettua con la media aritmetica ponderata

 

6) Bollo auto: spetta il rimborso degli interessi non dovuti

 

7) Aggiornamenti in materia di abilitazione ai servizi telematici

 

8) Brevi fiscali e di lavoro

 

 

1) Sub-appalti: Reverse charge in edilizia

Dal 01.01.2008, come è noto, è stata introdotta una norma rivolta ad ostacolare gli inadempimenti e le irregolarità in materia di reverse charge.

Tuttavia, gli operatori del settore non sempre sono in grado di individuare correttamente le prestazioni che rientrano e quelle che non rientrano nell’applicazione del meccanismo del reverse charge.

Nonostante che l’Amministrazione Finanziaria si sia prodigata con un numero elevato di interventi interpretativi, in atto restano dei dubbi in materia.

Per potere individuare una corretta modalità interpretativa, la Commissione Studi del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha predisposto un parere, n. 2/2009, sul tema.

Vediamone di seguito gli aspetti salienti.

L’IVA si applica con il sistema del reverse charge soltanto se vengono soddisfatti entrambi i presupposti (settore edile e subappalto), diversamente si avrà l’applicazione dell’IVA con le aliquote determinate in ragione del tipo di fornitura.

Erronea applicazione dell’imposta sul valore aggiunto

L’Agenzia delle Entrate ha precisato che in caso di erronea applicazione dell’imposta il prestatore del servizio deve emettere una nota di accredito entro il termine di un anno previsto dall’art. 26 del DPR 633/72 e, conseguentemente, il committente è obbligato alla rettifica della detrazione operata.

Secondo il parere dell’Amministrazione finanziaria, quindi, in caso di emissione di fattura con applicazione dell’IVA in luogo del riverse charge previsto dal comma 6 dell’art. 17, il committente non ha diritto alla detrazione dell’imposta erroneamente assolta sulla fornitura.

Applicazione del reverse charge – fattura senza Iva

perché si applichi il reverse charge:

Si deve trattare di un sub appalto e non di mero appalto ovvero di una prestazione di servizi resa comunque nell’ambito di un sub appalto;

il soggetto che esegue la sub-prestazione deve svolgere un’attività – anche se in via non esclusiva o prevalente – identificata nella sez. F della classificazione ATECOFIN;

– la suddetta prestazione deve essere resa ad un appaltatore o ad un sub-appaltatore operante anch’egli nel settore dell’edilizia cod. F;

risulta del tutto irrilevante l’attività svolta dal committente principale.

Fattura con Iva

Quindi, affinché un’operazione sia, viceversa, soggetta ad Iva nei modi ordinari deve sussistere almeno una delle seguenti condizioni:

deve trattarsi di una fornitura di beni anche con posa in opera degli stessi;

– il soggetto che esegue o riceve il servizio non deve svolgere un’attività identificata dai codice attività ATECOFIN riferiti alla sezione “Costruzioni” (sez. F): è questa l’ipotesi della produzione di infissi sempre che rientranti nella falegnameria in quanto non si tratta di soggetti identificati dal codice ATECOFIN sezione F, codici da 41 a 43;

l’appaltatore non opera nel settore dell’edilizia, come accade con alcuni soggetti che realizzano le opere connesse con gli impianti dell’Alta Velocità ferroviaria.

Le problematiche

Gli aspetti più controversi sono quelli connessi alla distinzione tra contratto di appalto e fornitura di beni con posa in opera.

La fattispecie ha conosciuto nel tempo interpretazioni di prassi e di giurisprudenza non sempre concordanti.

A tal fine la Commissione studi del C.N.D.C.E.C. ha preparato la sintesi esposta nella seguente tabella.

Appalto

Fornitura di beni

 

Se non esiste un “quid novi” rispetto alla normale serie produttiva prevale l’obbligazione di facere

 

Ris. prot. 360009 del 1976

 

Fornitura ed eventualmente posa in opera di impianti di riscaldamento, condizionamento d’aria, lavanderia, cucina, infissi, pavimenti, se l’assuntore dei lavori è lo stesso fabbricante o chi fa abituale commercio dei citati prodotti e materiali

Ris. prot. 360009 del 1976

Se prevalgano obbligazioni di facere. Circ. n. 37 del 1977

Se prevalgono le obbligazioni di dare. Circ. n. 37 del 1977

Occorre valutare in concreto quale sia l’effettiva volontà delle parti 

Ris. n. prot. 322526 del 1985 

Occorre valutare in concreto quale sia l’effettiva volontà delle parti

Ris. n. prot. 322526 del 1985

Oltre al materiale si ha anche l’utilizzo di attrezzatura, mano d’opera specializzata, direzione lavoro e responsabilità del buon esito dell’opera.

CTC Sez. XI n. 6596/86

Nonostante la necessità di esecuzione di opere murarie (tracce, fori, sostegni) per consentire la posa dell’impianto se questo è prodotto in fabbrica o disponibile in negozio.

CTC Sez. XI n. 6596/86

Impianto idraulico ed elettrico personalizzato secondo le esigenze del cliente

CTC Sez. XIII n. 7495/90

Fornitura con posa in opera di infissi. E’ secondario che nella loro fabbricazione si sia tenuto conto degli schemi e degli adattamenti richiesti dall’impresa costruttrice CTC Sez. I n. 1358/94 – in senso conforme Cass. n. 2502/66;

CTC. n. 3696/89.

Manufatti che richiedono una progettazione.

CTC Sez. XI n. 1911/90

 

Posa di apparecchi idrosanitari.

E’ appalto la loro istallazione ancorché forniti dallo stesso imprenditore, attesa la irrilevanza del loro valore rispetto al facere necessario per renderli

 

Parere della Commissione studi

In merito alla corretta individuazione del settore edile, la Commissione ritiene che, sulla base del principio di tutela dell’affidamento e della buona fede, sia corretto limitare l’applicazione del reverse-charge alle sole prestazioni rese da subappaltori che svolgano un’attività – anche se in via non esclusiva o prevalente – idenficata o identificabile dai codici ATECOFIN riferiti alla sezione “Costruzioni” (sez. F).

 

 

2) IAS/IFRS: Linee guida per la relazione sulla gestione

Lo Iasb ha pubblicato sul proprio sito un documento di consultazione dedicato alla relazione sulla gestione, la Management Commentary, documento che deve essere redatto dagli amministratori e che accompagna il bilancio di esercizio, il cui scopo è evidenziare determinate informazioni sull’attività della gestione posta in essere dalla società.

Per quello che riguarda la normativa italiana, le società di capitali devono redigere, per la prima volta nei bilanci 2008, le nuove indicazioni previste dal D.Lgs. n. 32/2007, che ha introdotto alcune modifiche all’art 2428 c.c. “Relazione sulla gestione” ampliando il contenuto del documento redatto dagli amministratori delle società in occasione della presentazione del bilancio annuale.

Con tale decreto, infatti, il legislatore nazionale ha recepito il contenuto obbligatorio della direttiva 51/2003/CE, nota come “direttiva di modernizzazione contabile” incidendo sulla predisposizione della relazione sulla gestione, della relazione di revisione delle società interessate e del bilancio consolidato.

Lo Iasb non aveva ancora affrontato tali tematiche, peraltro, l’approvazione del suddetto documento viene prevista per la fine del 2010.

 

 

3) Non si decade dai benefici prima casa per colpe non imputabili al contribuente

Decadenza dai benefici fiscali prima casa per mancato reinvestimento nel termine annuale: L’inadempienza della controparte del contribuente è opponibile alla Amministrazione finanziaria

IL Giudice può valutare se il contribuente, nelle ipotesi di pronunciata decadenza per il mancato reinvestimento entro l’anno, abbia subito ad opera della controparte una inadempienza, che non gli abbia consentito il riacquisto di un immobile.

In tal caso, la fattispecie riguarda la situazione soggettiva del contribuente, che l’istituto di diritto comune della decadenza consente, giacché  la stessa non dipende automaticamente da un mancato verificarsi di un avvenimento ma da un fatto attribuibile non a colpa del contribuente.

Tale situazione è, quindi, opponibile all’Amministrazione finanziaria.

L’ufficio fiscale esperito il controllo per l’appuramento di quanto richiesto aveva riscontrato che l’immobile prima casa è stato venduto nel 2004 e non risultava riacquistato entro un anno dall’alienazione altro immobile da adibire ad abitazione principale.

Nel ricorso il contribuente si é opposto alla pretesa tributaria, poiché il mancato riacquisto di altro immobile, entro un anno dall’alienazione, non era a sé imputabile bensì alle inadempienze della società, che con vicende non prevedibili ha impedito il realizzarsi delle condizioni per usufruire delle predette agevolazioni.

E’ stato accertato che il contribuente non ha avuto colpa nell’avere adempiuto in ritardo all’onere che gli competeva di procedere al reinvestimento della vendita di altro immobile, poiché se avesse ottemperato all’obbligo di legge, e come stabilito in termini vincolanti dal contratto preliminare, avrebbe stipulato un acquisto inefficace.

Non si è trattato, quindi, di causa di forza maggiore, ma di un comportamento giustificato dall’emergenza, e precisamente derivato dal silenzio del venditore circa l’esistenza del pignoramento sul terreno che non ha consentito di potere riacquistare entro l’anno l’abitazione principale.

(C.T.P. di Roma sezione 4, sentenza n. 204/04/09 del 16.06.2009)

 

 

4) Certificazione energetica degli edifici dal 1° luglio 2009

 La disciplina energetica degli edifici è contenuta nel D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 192 (che ha attuato la direttiva 2002/91/CE).

Tale normativa è stata poi modificata dal D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311 e per ultimo dal D.L. n. 112/2008 convertito in legge 6 agosto 2008 n. 133.

In particolare l’art. 35 comma 2 bis di questo decreto ha disposto l’abrogazione dei commi 3 e 4 dell’art. 6 e dei commi 8 e 9 dell’art. 15 del D.Lgs. 192/2005, i quali prevedevano l’obbligo di allegazione dell’AQE agli atti di trasferimento a titolo oneroso (e la messa a disposizione nel caso di locazione) e le rispettive sanzioni di nullità.

Attestato energetico degli immobili

Ferma restando la possibilità di alienare un immobile ancorché non dotato dell’AQE, a partire dal 1° luglio 2009 tutti gli immobili devono essere dotati dell’attestato di certificazione energetica.

Fino alla data di entrata in vigore delle Linee guida nazionali, l’attestato in parola (ACE) è sostituito a tutti gli effetti dall’Attestato di Qualificazione Energetica (AQE).

Mentre l’obbligo di dotazione riferito agli immobili di nuova costruzione o che abbiano subito interventi di ristrutturazione c.d. importante (realizzati in forza di permesso di costruire ovvero DIA, rispettivamente richiesto e presentata in data successiva all’8 ottobre 2005), grava in capo al costruttore, per tutti gli altri edifici l’obbligo di dotazione è previsto in capo al venditore ovvero in capo al soggetto obbligato a procurare la certificazione energetica.

Immobili che hanno subito interventi di ristrutturazione c.d. importante

Gli edifici che hanno subito una ristrutturazione c.d. importante sono quelli di superficie utile superiore a 1000 mq che abbiano subito gli interventi di cui dell’art. 3 co. 2 lett. a) del D.L. n. 112/2008.

(Consiglio Nazionale del Notariato, Studio n. 334-2009/C, approvato dalla Commissione studi civilistici il 16.06.2009, pubblicato il 25.6.2009)

 

 

5) Accertamento fiscale: La ricostruzione del ricarico sulle vendite si effettua con la media aritmetica ponderata

Nei casi di ricostruzione indiretta del reddito con la metodologia del ricarico é applicazione la procedura di calcolo della cosiddetta “media aritmetica ponderata”, giacché più idonea a rispecchiare l’effettiva realtà economico- contabile dell’azienda sottoposta a controllo.

Secondo la Commissione Tributaria Regionale Puglia, in caso di accertamento induttivo in presenza di ricarichi palesemente inferiori alla media del settore, riguardo alla tecnica statistica utilizzata, è necessario che venga utilizzata la media aritmetica ponderata, la quale tiene conto delle diverse quantità dei beni venduti e, eventualmente, dei diversi prezzi dei prodotti nel corso dell’anno. Infatti, al fine di evitare che le effettive risultanze della gestione aziendale possano risultare sfasate, è opportuno che, tutte le volte in cui un’azienda tratti prodotti qualitativamente differenti e a prezzi diversi, si faccia ricorso alla media aritmetica ponderata, giacché l’uso della media aritmetica semplice non tiene conto del fatto che i beni venduti sono eterogenei e che, quindi, possono incidere in misura percentuale differente sull’insieme delle vendite.

Tali conclusioni confermano quanto già recentemente stabilito dalla Cassazione con la sentenza n. 24434/2008.

La Suprema Corte ha, da un lato, ritenuto illegittima la presunzione di ricavi, maggiori rispetto a quelli denunciati, tutte le volte in cui la stessa sia fondata “sul raffronto tra prezzi di acquisto e di rivendita operato su alcuni articoli anziché su un inventano generale delle merci da porre a base dell’accertamento”, dall’altro, ha dichiarato illegittimo il ricorso al sistema della media semplice, anziché a quello della media ponderata, qualora tra i vari tipi di merce esista una notevole differenza di valore e i tipi più venduti presentino una percentuale di ricarico molto inferiore a quella risultante dal ricarico medio.

Da tale intervento del giudice di legittimità si perviene alla conclusione che:

– In caso di ricostruzione indiretta del reddito, attraverso la metodologia del ricarico, si applica la procedura di calcolo della cosiddetta media aritmetica ponderata;

– quando ci si trovi in presenza di una contabilità regolarmente tenuta, l’accertamento dei maggiori ricavi d’impresa deve necessariamente essere “affidato alla considerazione della difformità della percentuale di ricarico applicata dal contribuente rispetto a quella mediamente riscontrata nel settore di appartenenza soltanto se essa raggiunga livelli di abnormità e irragionevolezza tali da privare la documentazione contabile di ogni attendibilità, mentre, in caso contrario, siffatta difformità rimane sul piano del mero indizio, dovendosi considerare che gli indici elaborati per un determinato settore merceologico, pur basati su criteri statistici, non integrano un fatto noto e certo e non sono idonei, da soli, a integrare una prova per presunzioni”.

(Commissione Tributaria Regionale Puglia, sezione XXII, sentenza n. 204/22/09 del 05.06.2009)

 

 

6) Bollo auto: spetta il rimborso degli interessi non dovuti ma solo se per ogni veicolo si supera il limite minimo risarcibile

E’ possibile il rimborso degli interessi versati in più (a seguito di un errato conteggio) da una società di leasing a seguito della regolarizzazione del ritardato pagamento delle tasse automobilistiche di una flotta di veicoli.

Tali somme non dovute possono essere recuperate, anche se il pagamento è stato fatto in un’unica soluzione, a patto però che gli interessi eccedenti per  ogni macchina superino il limite minimo rimborsabile.

Sotto questa soglia, pari a dodici euro, il contribuente perde il diritto alla restituzione degli importi.

Il bollo auto va pagato per ciascun veicolo o autoscafo iscritto nei pubblici registri.

Per cui il minimo rimborsabile va riferito a ogni singola auto, anche quando il versamento sia stato effettuato in maniera cumulativa.

(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 167/E del 25.06.2009)

 

 

7) Aggiornamenti in materia di abilitazione ai servizi telematici

Password “a tempo” e stop alle credenziali generiche per enti pubblici e privati abilitati ai servizi telematici delle Entrate.

Ciò secondo le direttive del Garante per la protezione dei dati personali, cui l’Agenzia delle entrate si é adeguata con un piano di “password policy”, già entrato nel vivo, e l’attribuzione di utenze che consentano di identificare direttamente ogni singolo incaricato.

A tal fine, i soggetti diversi dalle persone fisiche (società, enti pubblici e privati) hanno tempo fino al prossimo 31 agosto per comunicare i nomi dei “gestori incaricati” ad amministrare le liste degli “operatori incaricati”, cioè coloro che compiono, effettivamente, operazioni all’interno del sito dei servizi telematici.

Infatti, il sistema delle abilitazioni ai servizi telematici è stato revisionato per adeguarli alle prescrizioni fornite dal Garante per la protezione dei dati personali con Provvedimento del 18 settembre 2008, il quale ha previsto che l’Agenzia delle Entrate realizzasse un piano di riforma dei canali Entratel e Fisconline al fine di adeguarli a migliori standard di sicurezza.

In particolare, il Garante ha richiesto:

– l’introduzione di un sistema di scadenza delle password;

– il divieto di utilizzo di credenziali “generiche”, di cui sono attualmente titolari i soggetti diversi da persona fisica (società, enti pubblici e privati);

– l’attribuzione di utenze telematiche ad personam, idonee a identificare direttamente ogni singolo incaricato che fisicamente effettua la transazione in nome e per conto della società ovvero di altra tipologia di ente pubblico o privato.

Con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 10 giugno 2009 sono stati stabiliti gli adeguamenti dei servizi telematici alle suddette prescrizioni.

L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 30 del 25.06.2009 fa il punto sulla situazione ed, inoltre, contiene l’allegato tecnico che illustra in dettaglio le importanti novità, che coinvolgono si gli utenti dei servizi telematici, sia gli Uffici dell’Agenzia sia per quanto riguarda il rilascio delle abilitazioni al canale Entratel, che avviene oggi con modalità parzialmente rinnovate, sia con riguardo all’attività di trasmissione telematica delle dichiarazioni Modello Unico Persone Fisiche 2009 e di altre tipologie di documenti tramite nuove utenze “personalizzate”.

Inoltre, L’Agenzia ha colto l’occasione per fornire risposte ad alcune richieste di chiarimenti pervenute in materia di revoca delle abilitazioni ai servizi telematici.

Tale documento riepiloga quanto già fatto dalle Entrate per il rispetto di tali adempimenti, a seguito alle prescrizioni del Garante della privacy (provvedimento del 18 settembre 2008).

In sostanza necessita la creazione di un nuovo sistema di password a scadenza per l’accesso ai servizi on line e la modifica delle modalità di accesso dei soggetti diversi dalle persone fisiche.

La nuova password è stata avviata dal 4 febbraio con i Caf e successivamente con le altre persone giuridiche.

I soggetti interessati sono stati invitati a cambiare la password di accesso che dovrà essere sostituita ogni 90 giorni.

Le nuove modalità di autenticazione, invece, sono state varate con il provvedimento direttoriale del 10 giugno 2009.

Dal 01.09.2009 gli utenti diversi dalle persone fisiche non potranno più utilizzare le password di ingresso ai canali telematici; i soggetti già abilitati ai servizi dovranno comunicare entro il 31 agosto i dati sui gestori e sugli operatori incaricati, i quali dovranno possedere un’autonoma abilitazione.

Chi non ha ultimato gli adempimenti previsti subirà, dal 01.11.2009, la revoca dall’abilitazione.

In particolare, emerge il ruolo dei gestori incaricati, persone fisiche designate dagli enti giuridici per amministrare le liste degli operatori incaricati, cioè coloro che compiono effettivamente le operazioni all’interno del sito dei servizi telematici.

La lista dei gestori e degli operatori incaricati deve essere comunicata all’Agenzia dal rappresentante legale o negoziale dell’ente o tramite un’apposita funzione sul sito o consegnando il modulo ad hoc all’ufficio delle Entrate competente.

Il rappresentante può nominare, per ciascuna sede telematica, da un minimo di uno a un massimo di quattro di gestori.

Anche le persone fisiche, utenti del servizio Entratel, infine, potranno indicare dei gestori incaricati (es., professionisti che ricorrono a collaboratori).
(Agenzia delle Entrate, circolare n. 30 del 25.06.2009)

 

 

8) Brevi fiscali e di lavoro:

– L’avvocato, che ha un solo dipendente part-time, nonostante il modesto impiego di beni strumentali, è soggetto all’Irap

Anche per il professionista, con un solo dipendente part-time è, quindi, dovuta l’IRAP.

Lo ha ricordato la  Cassazione che ha, così, respinto le aspettative di un avvocato.

Difatti, la Suprema Corte di Cassazione si è espressa, ancora una volta, in merito all’assoggettabilità IRAP dei professionisti.

Secondo i giudici supremi, il professionista che si avvale della collaborazione anche di un solo dipendente part-time, è soggetto al pagamento dell’imposta regionale, nonostante abbia impiegato nella propria attività beni strumentali “di esiguo valore”.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 14693 del 23.06.2009)

 

 

– Immobili storici: Si determina al minimo il reddito fondiario

Il reddito fondiario degli immobili di interesse storico-artistico va determinato applicando la minore rendita catastale prevista per le abitazioni della zona censuaria in cui è posizionato il fabbricato, non rilevando la categoria catastale del bene medesimo.

Tale regola è applicabile a prescindere dal fatto che l’immobile sia concesso o meno in locazione, sia abitativo o destinato ad un uso diverso.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 14149/2009)

 

 

– Lavoro accessorio: Guida del Ministero del Lavoro 

Il Ministero del Lavoro ha dedicato sul proprio sito internet (www.lavoro.gov.it) una specifica pagina al lavoro occasionale di tipo accessorio, la particolare modalità di prestazione lavorativa prevista dalla Legge Biagi, il cui pagamento avviene attraverso i voucher (buoni lavoro), che garantiscono, oltre alla retribuzione, anche la copertura previdenziale presso l’INPS e quella assicurativa presso l’INAIL.

In tale sito

(http://www.lavoro.gov.it/Lavoro/PrimoPiano/20090608_LavoroAccessorio.ht)

viene illustrata la disciplina completa del lavoro accessorio con la normativa di riferimento e le indicazioni operative per l’utilizzazione dei voucher.

 

– Proroga RED 2009

“La campagna RED 2009 prevede che al 30 giugno scadano i termini entro i quali i pensionati devono presentare i modelli red  ai CAF ed ai  professionisti abilitati  tra i quali i consulenti del lavoro, è di oggi la proroga al 20 luglio della trasmissione  dei modelli all’INPS”.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, nota del 25.06.2009)

 

 

– Gerico 2009: Aggiornamenti software

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è disponibile la versione 1.0.1 del 25 giugno 2009 che:

– Rimuove un’anomalia nella visualizzazione del ricalcolo  degli indicatori di normalità economica per lo studio UG72A;

– aggiorna i controlli per gli studi  UD20U, UD47U, TD40U,  UG36U, UG37U, UM04U,

– visualizza il ricavo minimo stimato per gli studi cui si applicano gli  indicatori di normalità economica di cui all’art.1, comma 14, della legge n.296 del 2006;

– modifica la visualizzazione dell’esito nel caso in cui un soggetto diventi congruo a seguito dell’applicazione dei correttivi crisi;

– rimuove un anomalia nel calcolo dello studio UG33U in assenza di tariffe;

– corregge le diciture del rigo D38 e D39 dello studio UG75U;

– modifica della visualizzazione dell’esito degli indicatori di normalità economica nel caso di non calcolabilità (per gli studi interessati da indicatori di normalità economica ex art. 1 c. 13 L. n. 296 del 2006).

(Agenzia delle Entrate, nota del 25.06.2009)

 

 

– CNDCEC: Tariffa professionale modello unico 2009

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili ha approvato il documento sulla parcellazione di Unico 2009, scaricabile dal sito www.cndcec.it .

(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili, nota informativa n. 46/09 del 23.06.2009)

 

 

A cura di Vincenzo D’Andò


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