Novità fiscali del 25 giugno 2009: Legge comunitaria & fisco: le principali novità; controlli contro evasione fiscale; dichiarazioni di esportazione: parte la presentazione telematica per i controlli; indicatori di normalità economica: quando occorre compilare i relativi modelli; compenso per arbitrato: può essere imputato all’associazione professionale


 

 

Indice fisco:

1) Legge comunitaria 2008 & fisco: Principali novità

 

2) Dichiarazioni di esportazione: parte la presentazione telematica per i controlli

 

3) Compenso per arbitrato: può essere imputato all’associazione professionale

 

4) Indicatori di normalità economica: Quando occorre compilare i relativi modelli

 

5) Controlli contro evasione fiscale: Dati dei primi 5 mesi del 2009

 

6) Brevi fiscali

 

 

1) Legge comunitaria 2008 & fisco: Principali novità

Il 23.06.2009 la Camera ha approvato la legge di recepimento della direttiva Ue 2008.

Tra le tante novità introdotte dalla legge comunitaria, emergono quelle in materia di IVA.

In relazione alla cessione degli immobili, negli accertamenti il corrispettivo fatturato non potrà più essere disconosciuto se inferiore al valore normale il quale costituirà un mero elemento indiziario.

Le novità hanno interessato anche il concetto di valore normale, intermediazioni e scambi intracomunitari.

Queste di seguito sono le principali modifiche alla disciplina dell’IVA.

Base Imponibile e valore normale

Modificata la base imponibile delle operazioni gratuite: Non più il valore normale (riferito a listini, valori camerali, ecc.), ma il prezzo di acquisto o di costo, determinati con riferimento al momento di effettuazione delle operazioni.

Ampliati, inoltre, i casi in cui, nelle operazioni tra soggetti collegati, si assume quale base imponibile, per ragioni antielusive, il valore normale in luogo del corrispettivo.

Le novità avranno effetto sulle operazioni effettuate dal 60° giorno successivo alla pubblicazione nella G.U. della legge.

Sono previste anche novità in relazione ai criteri per determinare la base imponibile delle operazioni in cui avviene la messa a disposizione dei dipendenti di veicoli stradali a motore e di telefonini.

Per i veicoli, in particolare, il valore normale non sarà più rappresentato dal fringe benefit reddituale, ma sarà individuato in base alle indicazioni da stabilire con apposito decreto ministeriale.

Cessioni di immobili

Stop agli accertamenti basati sul valore normale.

Vengono, infatti, cancellate, sia agli effetti dell’IVA sia delle imposte sui redditi, le disposizioni introdotte dal D.L. n. 223/2006, che consentono al fisco di disconoscere il corrispettivo fatturato nelle cessioni immobiliari, se inferiore al valore normale.

Valore che, quindi, tornerà a costituire, nell’ambito fiscale, solo un elemento indiziario.

Prestazioni degli intermediari

Viene corretta la formulazione della lettera f-quinquies) del comma 4 dell’art. 7, del DPR n. 633/72, concernente la territorialità delle prestazioni di intermediazione, allo scopo di precisare che restano fuori campo IVA, ancorché commissionate da operatori italiani, le intermediazioni relative ad operazioni il cui luogo di effettuazione è esterno all’Ue, al contempo, viene soppresso il comma 8 dell’art, 40 del D.L. n. 331/93.

Si tratta di modifiche che erano state precedentemente suggerite dalla stessa Agenzia delle Entrate (corretta lettura della normativa comunitaria, R.M. n. 437/2008) che adesso trovano la conferma dalla normativa italiana.

Tali prestazioni sono state incluse nell’art. 17, comma 3, del DPR n. 633/72 al fine di prevedere che, quando rese da soggetti non residenti, l’applicazione dell’imposta, se dovuta in Italia, deve avvenire a cura del committente con Il meccanismo del reverse charge.

Limiti delle operazioni intracomunitarie

Sono state elevati limiti previsti nell’ambito della disciplina delle vendite a distanza.

In particolare, passerà a € 35.000,00 il limite annuo per la detassazione delle operazioni in entrata, mentre quello per la tassazione delle operazioni in uscita passerà a € 100.000,00.

Infine, viene elevato a € 10.000,00 il limite annuo entro il quale non sono imponibili gli acquisti intracomunitari fatti dagli enti non soggetti passivi.

Regime fiscale utili distribuiti al fondi pensione

Infine, da segnalare, riguardo le imposte sui redditi, come venga ridotta all’11% l’aliquota di imposta applicata sui dividendi in uscita corrisposti a fondi pensione residenti in altri stati membri dell’Ue o aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo.



2) Dichiarazioni di esportazione: parte la presentazione telematica per i controlli

Dal 1.07.2009, sarà obbligatorio l’invio in modalità telematica delle dichiarazioni di esportazione e di esportazione abbinata al transito; l’Agenzia delle Dogane ha fornito, con la circolare del 23.06.2009, n. prot. 87984/RU,  le istruzioni per l’esecuzione dei controlli.

Da tale data, pertanto, con riferimento alle dichiarazioni di esportazione in procedura domiciliata attualmente trattate con modalità non telematiche, viene meno l’obbligo di presentazione del preavviso seguito dalla produzione della dichiarazione complementare.

In caso di “non svincolabilità” della spedizione, l’operatore (anche il rappresentante in dogana) è tenuto a trasmettere immediatamente all’ufficio delle dogane di esportazione tutta la documentazione afferente la dichiarazione da controllare la cui presentazione è necessaria per consentire l’applicazione delle disposizioni che disciplinano il regime doganale per il quale le merci sono dichiarate.

Detta documentazione sarà trasmessa, all’ufficio doganale competente, via fax o via mail.

Una volta ricevuta e analizzata la documentazione, l’ufficio procederà ad effettuare il controllo selezionato dal sistema con le seguenti modalità:

– recandosi presso l’operatore in via necessaria, in caso di selezione VM, e in via facoltativa, a seconda della esaustività o meno degli atti in possesso o sulla base di ulteriori necessità di approfondimento, in caso di selezione CD;

– effettuando il controllo CD in ufficio, sulla base della documentazione inoltrata dall’operatore, se ritenuta esaustiva. In tal caso e fino alla messa in esercizio del c.d. “fascicolo informatico”, l’operatore è tenuto a presentare quindicinalmente, all’ufficio doganale che ha proceduto al controllo in ufficio, i documenti originali afferenti alle dichiarazioni esitate CD.

A seguito dei controlli esperiti con le suddette modalità sarà quindi possibile chiudere il controllo e registrare a sistema il relativo esito.

Occorre curare con particolare attenzione e tempestività la fase di riconduzione della documentazione prodotta periodicamente in originale alle rispettive dichiarazioni doganali onde accertarne ogni eventuale anomalia o differenza con le copie inviate via fax o via mail, procedendo, in tale evenienza, alla immediata revisione della dichiarazione con conseguente applicazione delle misure sanzionatorie previste a fronte degli illeciti riscontrati.

Per le dichiarazioni esitate CA, gli operatori non sono tenuti a trasmettere/consegnare all’Ufficio delle dogane la documentazione afferente che resta conservata presso la sede dell’operatore medesimo e va esibita, a richiesta dell’Ufficio, in caso di revisione a posteriori della dichiarazione doganale.

In merito alla sigillatura del carico – ferme restando le specifiche disposizioni riguardanti il regime di transito e consentendo le eventuali deroghe caso per caso dopo attenta valutazione, così come previsto dall’art. 357 del Reg. CE n. 454/93 -, viene evidenziata la necessità di assicurare la corretta e sistematica piombatura anche per tutte le esportazioni sottoposte a controllo, sia in procedura ordinaria che nelle operazioni in procedura domiciliata con intervento presso l’operatore.

Infine, è stata rilevata l’esigenza di effettuare, in base alla normativa vigente o in presenza di elementi di fondato dubbio, i controlli di sostituzione e di verifica dell’integrità dei suggelli presso l’ufficio doganale di uscita dal territorio doganale della Comunità.

(Agenzia delle Dogane, circolare del 23.06.2009, n. prot. 87984/RU)

 

 

3) Compenso per arbitrato: può essere imputato all’associazione professionale

L’attività di arbitro svolta da un avvocato rientra tra quelle tipiche della sua professione, e nulla vieta che possa essere svolta da un professionista aderente ad una associazione professionale, costituita ai sensi dell’art. 1 della L. n. 1815 del 23.11.1939.

Ne consegue che, in tale ipotesi, legittimamente il professionista imputa i compensi derivanti dall’attività di arbitro all’associazione professionale, ove tale obbligo sia previsto dall’atto costitutivo dell’associazione professionale, ed è l’Amministrazione Finanziaria che deve dimostrare l’esistenza di un intento elusivo sotteso da tale condotta.

Per conseguenza la Suprema Corte ha accolto il ricorso fatto contro l’Agenzia delle Entrate.

Non essendo necessari ulteriori accertamenti nel merito, è stato, dunque, accolto il ricorso presentato dai contribuenti.

(Corte di Cassazione, ordinanza n. 12777 del 01.06.2009)

 

 

4) Indicatori di normalità economica: Quando occorre compilare i relativi modelli

In relazione al periodo d’imposta 2008, coloro che non applicano gli studi di settore, hanno l’obbligo di compilare il modello Ine allegato a Unico 2009; un modello che ha la finalità di permettere all’agenzia delle Entrate di individuare degli specifici indicatori (previsti dal comma 19, primo periodo, dell’articolo 1 della Finanziaria 2007), utilizzati per rilevare la presenza di ricavi o compensi non dichiarati, ovvero di rapporti di lavoro irregolare.

Detti indicatori derivati dai dati contenuti nei modelli INE si differenziano dagli indicatori di normalità economica previsti dall’art. 10-bis della Legge n. 146/1998 che, sono, invece, inseriti negli studi di settore, nel software Gerico, giacché finalizzati a individuare ricavi, compensi e corrispettivi fondatamente attribuibili al contribuente in relazione alle caratteristiche e alle condizioni di esercizio della specifica attività svolta.

La principale differenza tra le due tipologie di indicatori consiste nel fatto che mentre il software Gerico permette al contribuente di conoscere la sua posizione rispetto ai comportamenti normali tenuti dai soggetti rientranti nello stesso studio di settore e nello stesso cluster e, quindi, di verificare la coerenza o meno rispetto all’indicatore, per i contribuenti che non applicano gli studi di settore e che invece compilano l’INE, gli indicatori saranno utilizzati dall’Amministrazione finanziaria per la selezione dei soggetti da sottoporre a un successivo controllo.

In particolare, devono compilare il modello INE i contribuenti che:

– esercitano un’attività di impresa o di lavoro autonomo relativa a un codice attività per il quale è prevista l’applicazione dei parametri (indipendentemente dalla eventuale esistenza di una causa di esclusione dagli stessi);

– esercitano un’attività di impresa o di lavoro autonomo relativa a un codice attività per il quale non risultano approvati né gli studi di settore né i parametri

esercitano un’attività di impresa o di lavoro autonomo relativa a un codice attività per il quale è prevista l’applicazione degli studi di settore ma sono esclusi.

Sono, invece, esclusi dalla compilazione dei modelli INE gli enti non commerciali.

Inoltre, i soggetti che rientrano nel regime dei minimi sono, come è noto, esclusi sia dall’applicazione degli studi di settore sia dall’obbligo di invio del modello INE.

Si ricorda che i modelli INE costituiscono degli allegati a Unico 2009 “persone fisiche”, “società di persone” e “società di capitali”; il contribuente, di conseguenza, dovrà ricordarsi di barrare l’apposita casella -“Indicatori”- presente nel frontespizio della dichiarazione e di trasmettere l’allegato, poiché l’omessa presentazione comporta l’applicazione della sanzione amministrativa con un minimo di € 258,00.



5) Controlli contro evasione fiscale: Dati dei primi 5 mesi del 2009

L’Agenzia delle Entrate, con il seguente comunicato stampa del 24.06.2009 ha reso noto che:

“Maggiori imposte per 4,3 miliardi nei primi 5 mesi 2009 (+58%).

I controlli hanno fatto già incassare 1,7 mld (+21%).

Buone performance per la lotta all’evasione nei primi cinque mesi del 2009.

Da gennaio alla prima decade di giugno, le maggiori imposte accertate ammontano complessivamente a 4,3 miliardi di euro, con un incremento del 58% rispetto al dato dello stesso periodo del 2008.

Bene anche sul fronte della riscossione da controlli: nelle casse dell’Erario sono, infatti, entrati 1,7 miliardi di euro, con un incremento del 21%, di cui 1,2 miliardi derivanti dalla definizione degli accertamenti e dei controlli documentali (+28%)”.

Sono questi alcuni dei dati illustrati dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, nel corso dell’audizione che si è tenuta il 24 giugno 2009 presso la Commissione Finanze e Tesoro del Senato.

“Piede sull’acceleratore, poi, nel campo delle frodi Iva, dove si registra una maggiore imposta constatata pari a 178 milioni di euro (+79%) e maggiori imponibili Irap e imposte dirette pari rispettivamente a 365 (+124%) e a 410 milioni di euro (+112%).

Oltre 94mila gli accertamenti ordinari complessivamente eseguiti (+10%).

“In un momento difficile per il paese – ha sottolineato il direttore delle Entrate – l’Agenzia è chiamata a dare il proprio contributo per sostenere la competitività, contrastando con più forza e maggiore efficacia l’evasione fiscale, che è anche uno dei principali fattori che impediscono una concorrenza leale”.

Sul fronte della qualità dell’azione, le migliori conferme arrivano dal monte della maggiore Iva constatata attraverso 4.297 verifiche e controlli mirati, che si attesta a quota 197 milioni di euro, e dal peso dei rilievi su imposte dirette e Irap, che complessivamente superano l’asticella dei 3 miliardi di euro (1.549 e 1.454 milioni rispettivamente).

Quanto agli accertamenti verso i contribuenti con crediti Iva in dichiarazione, un’attenzione particolare è stata riservata alle posizioni che presentano elementi di rischio: è il caso di soggetti che espongono, anche per più periodi d’imposta, crediti di esercizio, o riportati da anni precedenti, “anomali” rispetto ai regimi applicabili in relazione all’attività svolta, o con un fatturato non coerente con l’ammontare degli acquisti e della manodopera.

A loro, il Fisco ha riservato 27.556 accertamenti (+ 21% rispetto ai primi cinque mesi del 2008), accertando minori crediti per 370 milioni di euro (+78%) e maggiore Iva a debito per 804 mln (+53%).

Nel corso dell’audizione Befera ha anche illustrato le attività in campo sul versante dei servizi ai contribuenti.

In particolare, è stata impressa una significativa accelerazione ai tempi di controllo e liquidazione delle dichiarazioni dei redditi: ciò comporta il potenziamento dei servizi di assistenza per la gestione delle comunicazioni di irregolarità, sia presso gli uffici sia tramite e-mail o in via telematica.

A questo proposito, è stata recentemente attivata una casella di posta elettronica dedicata agli intermediari fiscali (dottori commercialisti ed esperti contabili, consulenti del lavoro e tributaristi) dotati di posta elettronica certificata (Pec) per la gestione dellecomunicazioni di irregolarità relative al controllo automatizzato dei modelli Unico società di capitale presentati nel 2007.

Un nuovo strumento che, nei primi dieci giorni di funzionamento, ha permesso di trattare più di 150 posizioni, con tempi di risposta di 24/48 ore.

Quanto alla riorganizzazione dell’Agenzia, operativa dal 2009, che ha accentrato l’attività di controllo attraverso la creazione delle direzioni provinciali, mentre ha lasciato decentrati gli attuali uffici locali che erogano i servizi ai contribuenti, il direttore ha riferito che sono già state attivate 28 Dp. Mentre, entro fine anno ne partiranno altre 25, di cui 8 prima dell’estate.

La riorganizzazione terminerà entro il 2010 quando saranno a regime 106 Direzioni provinciali”.

 

 

6) Brevi fiscali:

 

Doppie imposizioni – Bielorussia, Slovenia e Croazia: in G.U. le Convenzioni con l’Italia

Pubblicate le leggi di ratifica ed esecuzione delle Convenzioni tra l’Italia e la Bielorussia, la Croazia e la Slovenia, per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire le evasioni fiscali.

(Legge 29.05.2009, n. 71, G.U. 23.06.2009, n. 143, S.O. n. 97)

 

 

– Lavoro prestato in Svizzera: Compensi soggetti ad IRPEF

Si applica l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche sui i redditi percepiti da cittadini italiani iscritti all’AIRE per il lavoro prestato in Svizzera alle dipendenze di Trenitalia.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 13484 del 11.06.2009)

 

 

 

A cura di Vincenzo D’Andò

 


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