Novità fiscali del 19 giugno 2009: accertamento con adesione: nullo l’avviso di accertamento se è mancato il contradditorio; studi di settore: pubblicato in G.U. il Decreto di revisione; deducibilità spese per servizi di telefonia fissa e mobile; studi di settore: modificate le istruzioni dei modelli per la comunicazione dei dati; studi di settore maxi-circolare delle Entrate


 

 

Indice fisco oggi:

 

1) Accertamento con adesione: nullo l’avviso di accertamento se è mancato il contradditorio

 

2) Studi di settore: pubblicato in G.U. il Decreto di revisione

 

3) Deducibilità spese per servizi di telefonia fissa e mobile: costi di commessa e mandato senza rappresentanza

 

4) Studi di settore: modificate le istruzioni dei modelli per la comunicazione dei dati

 

5) Studi di settore. Periodo d’imposta 2008: maxi-circolare delle Entrate

 

6) Brevi fiscali e di lavoro

 

 

1) Accertamento con adesione: E’ nullo l’avviso di accertamento se è mancato il contradditorio

vedi anche: approfondimento di Roberta de Marchi

Accertamento con adesione: E’ nullo l’avviso di accertamento notificato al contribuente che non sia stato validamente invitato a comparire presso gli Uffici dell’Amministrazione fiscale per esercitare il diritto al contraddittorio.

Nel caso di specie, l’invito a comparire è risultato non valido poiché è stato inviato, tramite mail, ad un indirizzo di posta elettronica errato.

Peraltro, l’ufficio dell’Amministrazione Finanziaria era a conoscenza dell’indirizzo di posta elettronica esatto.

Il ricorso è scaturito da una notifica di accertamento emesso dall’Ufficio delle entrate per le imposte dirette e indirette relative all’anno 2004.

Il contribuente ha, quindi, proposto istanza di accertamento con adesione all’Ufficio delle entrate senza che la stessa fosse presa in considerazione.

Nel ricorso il ricorrente ha illustrato le varie fasi in esito alla verifica e alle perquisizioni, a partire dal 6 aprile 2006 e che si sono protratte fino al 18 aprile

2006; successivamente, in data 9 ottobre dello stesso anno, è avvenuto un nuovo accesso e in tale occasione l’Ufficio ha proceduto ad un sequestro documentale aggiungendolo a quello prelevato antecedentemente.

Nel gennaio 2007 è stata completata la riconsegna alla società di tutto il materiale utilizzato per l’accertamento e in data 5 dicembre 2006 è stato consegnato il processo verbale di constatazione dall’Ufficio e di conseguenza sono state prodotte dalla parte le osservazioni al documento, accolte anche parzialmente dall’Agenzia.

L’accertamento impugnato dalla parte è stato ritenuto illegittimo per

– mancata convocazione e/o mancata indicazione nelle avvertenze dell’avviso di accertamento della facoltà di ricorrere all’istituto dell’accertamento con adesione, eccesso di potere e illegittima acquisizione documentale;

– eccesso di potere per mancata considerazione degli studi di settore;

– insufficiente motivazione relativamente all’inattendibilità delle scritture contabili e mancanza/ carenza di motivazione dell’atto impugnato.

In particolare, dall’esame degli atti la Commissione tributaria ha rilevato che l’Agenzia delle entrate ha inviato la comunicazione a:

“(…) che non è esatto in quanto l’indirizzo mail del Dott. P. G. come risulta dalla documentazione allagata è: (…) (cioè «g» senza punto).

Pertanto cade uno dei presupposti citati nell’avviso di accertamento, in quanto il P. non risulta essere stato invitato e convocato dall’Ufficio e di conseguenza messo in grado di presenziare pur essendosi reso disponibile antecedentemente; tra l’altro, con nota agli atti, l’Ufficio era a conoscenza dell’indirizzo esatto di posta elettronica come da lettera del 6 luglio 2007 inviata dal Dott. P. all’Ufficio, alla quale è stato dato riscontro dallo stesso in data 12 luglio 2007 contenente l’errato indirizzo di posta elettronica”.

Pertanto, la Commissione tributaria ha accolto il ricorso presentato dal contribuente annullando la pretesa del fisco.

(Commissione tributaria provinciale di Genova, Sez. XII, sentenza n. 103 del 09.04.2009)

 

 

2) Studi di settore: pubblicato in G.U. il Decreto di revisione

Il Decreto 19.05.2009 relativo all’approvazione e alla revisione congiunturale degli studi di settore é stato pubblicato nella G.U. n. 138 del 17.06.2009.

Dal testo del Decreto è emerso che:

– non saranno sottoposti ad accertamento da studi di settore i contribuenti che, anche a seguito di adeguamento, avranno dichiarato ricavi o compensi di ammontare non inferiore a quelli risultanti da GE.RI.CO 2009 integrato con i nuovi correttivi congiunturali “anti crisi”;

– è stata ufficializzata la nuova territorialità generale aggiornata con effetto dal periodo d’imposta 2008.

 

 

3) Deducibilità spese per servizi di telefonia fissa e mobile: Costi di commessa e mandato senza rappresentanza

La deducibilità delle spese di telefonia in commessa, non subisce limiti.

Spetta, pertanto, la deduzione integrale se i costi sono direttamente riferibili ai ricavi aziendali e non suscettibili di uso promiscuo.

Le spese di telefonia fissa e mobile costituenti costi di commessa che concorrono al reddito d’impresa, sono sottratte alla deducibilità limitata all’80% (art. 102, comma 9, del Tuir), qualora non suscettibili di uso promiscuo e direttamente afferenti ai ricavi di esercizio.

Sono escluse da detto limite anche le medesime spese sostenute dalla società in qualità di mandatario senza rappresentanza in nome proprio e per conto del mandante.
Nel caso di specie, il mandante è un Comune che ha affidato ad una società istante l’incarico di acquisire le apparecchiature e i sistemi di telefonia fissa e mobile (centrali telefoniche, linee telefoniche, linee di rete pubblica, ecc).
Si può applicare l’integrale deduzione sia delle spese di telefonia costituenti i costi di commessa, sia di quelle che deve sostenere in nome proprio e per conto del Comune.

L’attuale limite alla deducibilità vale solo per i servizi telefonici che sono, per le loro caratteristiche tecniche, di uso promiscuo giacché non sussiste la possibilità di valutare che l’utilizzo sia effettivamente riferibile all’esercizio d’impresa.

Pertanto, le spese di comunicazione elettronica che, concorrendo in via indiretta allo svolgimento dell’attività aziendale, si prestano ad un uso promiscuo, sono soggette al limite di deducibilità.

Viceversa, nel caso di specie, le apparecchiature che la società deve acquisire per conto del Comune non possono essere destinate a un uso personale: il contribuente, infatti, mediante la tenuta della contabilità analitica, è in grado di dimostrare che le spese di telefonia sono direttamente riferibili all’attività e concorrono alla formazione del reddito d’impresa.

Per cui non si applica la limitazione prevista dall’articolo 102, comma 9, del Tuir.

Per quanto riguarda le spese di telefonia sostenute dalla società in qualità di mandatario senza rappresentanza, queste ultime costituiscono dei costi, con la limitata deducibilità, solo per il Comune, mentre per la società, il cui ricavo è rappresentato dalla provvigione pattuita, si configurano come mere movimentazioni finanziarie, che non confluiscono nel reddito.

(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 162/E del 18.06.2009)

 

 

4) Studi di settore: Modificate le istruzioni dei modelli per la comunicazione dei dati

Con Provvedimento del 18.06.2009, Prot. 93935/2009, sono state approvate alcune modifiche alle istruzioni dei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, che costituiscono parte integrante della dichiarazione dei redditi da presentare con il modello Unico 2009, approvati con provvedimento del 21 maggio 2009.

Le modifiche si sono rese necessarie per correggere alcuni errori materiali riscontrati dopo la pubblicazione sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate dei predetti modelli.

Modifiche delle istruzioni dei modelli

In particolare, al provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 21 maggio 2009, sono state apportate le seguenti modifiche:

a) nelle istruzioni del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dello studio di settore TG73B, alla pagina 4, nel paragrafo 5, alla fine del rigo D34 è stato aggiunto il seguente periodo “facendo riferimento alle disposizioni del T.U.I.R.;”;

b) nelle istruzioni del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dello studio di settore TG77U, alla pagina 4, nel paragrafo 5, alla fine della sezione “Costi specifici” è inserito il seguente periodo “(per il rigo D49 occorre far riferimento alle disposizioni del T.U.I.R..”;

c) nelle istruzioni del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dello studio di settore TM13U:

– alla pagina 1, nel paragrafo 1 “Generalità” nella prima “ATTENZIONE” la parola “20%” è sostituita con la parola “30%”;

– alla pagina 2, nel paragrafo 2 “Frontespizio”, nella seconda “ATTENZIONE” la parola “20%” è sostituita con la parola “30%”.

 

 

 

5) Studi di settore. Periodo d’imposta 2008: Max circolare delle Entrate

Il contribuente, se lo chiede, poiché più conveniente, può utilizzare, anche per periodi d’imposta precedenti al 2008, le risultanze degli studi di settore approvati in evoluzione con decreti del ministro dell’Economia e delle Finanze 23 dicembre 2008 (studi ante crisi).

Tale possibilità di utilizzo retroattivo è tuttavia esclusa per le risultanze che derivino dagli stessi studi, così come successivamente integrati dagli interventi correttivi apportati dal decreto 19 maggio 2009, giacché in tal caso le risultanze tengono conto degli effetti della crisi economica del 2008 non applicabili con riguardo ad annualità precedenti.

In pratica, le risultanze degli studi che tengono conto dei correttivi di cui al decreto 19 maggio 2009 si applicano, ai fini dell’accertamento, per il solo periodo d’imposta 2008.

L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 29/E del 18.06.2009 ha fornito chiarimenti sulle principali novità relative agli studi di settore in vigore dal periodo d’imposta 2008.

Gli studi di settore evoluti possono essere utilizzati ai fini dell’accertamento, ove più favorevoli al contribuente ed a richiesta del medesimo, anche con riguardo a periodi d’imposta precedenti quello della loro entrata in vigore.

L’introduzione dei correttivi “anticrisi” non configura una “evoluzione” degli studi di settore ma una “integrazione degli stessi”.

Pertanto, ai fini dell’adeguamento ai risultati degli studi, ricorre l’obbligo del versamento della maggiorazione del 3% della differenza tra i ricavi/compensi risultanti dall’applicazione degli studi di settore e i ricavi/compensi annotati nelle scritture contabili, qualora detta differenza sia superiore al 10% dei ricavi/compensi annotati (articolo 2, comma 2-bis, Dpr 195/1999).

Dolo le modifiche alla normativa gli studi di settore possono essere utilizzati in sede di accertamento solo se pubblicati prima della scadenza del periodo d’imposta cui si riferisce l’accertamento medesimo, ed opera a far corso dal periodo d’imposta 2008.

A partire dal periodo di imposta 2009 la pubblicazione entro il 30 settembre diventa condizione necessaria per potere utilizzare gli studi ai fini dell’accertamento con riguardo al periodo d’imposta medesimo ed a quelli successivi.

Principali novità della modulistica studi di settore 2009

Nel frontespizio del modello è presente una sezione in cui viene chiesto di indicare le eventuali circostanze che hanno caratterizzato, in varie forme, l’inizio e/o la cessazione dell’attività nel corso del periodo d’imposta, nonché il numero dei mesi di durata dell’attività, se diverso dai dodici mesi.

Per il periodo d’imposta 2008, tale sezione prevede un ulteriore codice per individuare un’ipotesi di esclusione dall’applicazione degli studi di settore.

Il contribuente dovrà infatti indicare nell’apposita casella il “codice 5” qualora l’attività di impresa o di lavoro autonomo sia cessata nel periodo d’imposta 2008 e non sia stata successivamente iniziata, da parte dello stesso soggetto, entro sei mesi dalla sua cessazione (nella predetta situazione il contribuente dovrà sempre segnalare la causa di esclusione dagli studi di settore anche nel modello Unico 2009, indicando il “codice 2” nel primo rigo dei quadri RE, RF, RG).

Ad esempio, il “codice 5” andrà indicato nel caso in cui l’attività sia cessata definitivamente il 16 settembre 2008, oppure qualora l’attività sia cessata il 16 marzo 2008 e venga nuovamente iniziata, da parte dello stesso soggetto il 20 novembre 2008.

L’introduzione del nuovo codice consente ai soggetti che rientrano nella predetta causa di esclusione, di presentare il modello studi di settore, indicando anche il numero dei mesi di durata dell’attività nell’apposito campo posto nel frontespizio.

Tra le novità  che vengono segnalate con riguardo ai codici relativi alle cause di esclusione dagli studi di settore, viene evidenziato che ai fini della compilazione dell’apposita casella posta nel primo rigo dei quadri RE, RF, RG, del modello Unico 2009, è stato previsto il nuovo “codice 12” – modifica nel corso del periodo d’imposta dell’attività esercitata, nel caso in cui le due attività siano soggette a due differenti studi di settore.

A partire dalla dichiarazione Unico 2009, il nuovo “codice 12” consente di codificare in maniera puntuale i contribuenti che ricadono in questa specifica causa di esclusione.

La modifica nel corso del periodo d’imposta dell’attività esercitata, si configura come una causa di esclusione riconducibile a quella prevista per i contribuenti che si trovano in un periodo di non normale svolgimento dell’attività.

Novità di GE.RI.CO. 2009

Tra le principali novità presenti nel software di applicazione GE.RI.CO. 2009 per il periodo d’imposta 2008 viene segnalata, in particolare, la visualizzazione di ulteriori informazioni nella sezione “Risultati Congruità e Normalità” in ordine agli effetti dovuti ai nuovi correttivi “anticrisi” introdotti dal DM del 19 maggio 2009.

Qualora ricorrano le condizioni per l’intervento dei correttivi che agiscono sull’analisi di normalità economica, in corrispondenza della legenda recante il nome dell’indicatore interessato dalla correzione viene riportata la dicitura integrativa “indicatore corretto per effetto crisi 2008”.

In presenza delle condizioni che determinano l’applicazione degli altri “correttivi crisi” (relativi al costo delle materie prime, al costo del carburante, congiunturali di settore e congiunturali individuali), viene specificamente visualizzato il contributo da essi apportato in termini di riduzione della stima dei ricavi/compensi complessivi, sotto il titolo “Applicazione dei correttivi riferiti

alla crisi economica 2008”.

Pertanto, nella parte inferiore della suddetta sezione vengono riportati i valori stimati, i valori di adeguamento e i valori IVA che tengono conto dell’applicazione dell’analisi di congruità, dell’analisi di normalità economica e

dei correttivi per la crisi.

Le imprese sociali

Il D.Lgs. n. 155/2006, che ha dato attuazione alla legge delega n. 118 del 13 giugno 2005, ha regolamentato l’impresa sociale.

Secondo il dettato normativo, devono intendersi “imprese sociali le organizzazioni private senza scopo di lucro che esercitano in via stabile e principale un’attività economica di produzione o di scambio di beni o di servizi di utilità sociale, diretta a realizzare finalità di interesse generale”.

La qualifica di impresa sociale (e l’assoggettamento alla relativadisciplina) può essere acquisita dalle predette organizzazioni a condizione che esse siano in possesso dei requisiti soggettivi ed oggettivi previsti dalla predetta legge.

In considerazione di tali caratteristiche, ed in particolar modo per la mancanza dello scopo di lucro e l’impiego di personale disabile o svantaggiato, le imprese sociali potrebbero non conciliarsi perfettamente con gli studi di settore che rappresentano un modello statistico-matematico sviluppato sulla base di rapporti economici tra fattori produttivi.

Gli stessi indicatori di coerenza, presenti negli studi di settore, potrebbero risultare sfalsati e non rappresentativi, dal momento che il fine “ultimo” dell’impresa sociale non è il profitto.

Sull’argomento sono state richiamate le indicazioni in tema di cooperative a c.d. mutualità prevalente.

Al riguardo, nella circolare n. 110/E del 21 maggio 1999 è stato chiarito che, relativamente a tali soggetti, “in sede di contraddittorio … gli uffici terranno conto, comunque, che … operano in situazioni di mercato influenzate dal perseguimento di fini mutualistici che possono incidere in maniera anche rilevante sui ricavi conseguiti”..

Confermata l’applicazione degli studi di settore anche alle imprese sociali, l’Agenzia avverte che nell’eventuale fase di controllo, effettuata sulla base degli studi di settore, gli uffici dovranno tener conto, di volta in volta, della sussistenza del requisito della mutualità, delle particolari situazioni locali e della tipologia di attività svolta, così da valutare la credibilità dei ricavi presunti a  fronte di quanto dichiarato dal contribuente.

Parametri

A seguito della particolare congiuntura economica in atto, la ricostruzione dei ricavi e compensi operata attraverso le risultanze dei parametri istituiti dalla legge n. 549 del 1995 potrebbe risultare meno sostenibile rispetto al passato.

Pertanto, le risultanze dei parametri, relativamente al solo periodo di imposta 2008, saranno utilizzate prevalentemente in fase di selezione dei soggetti.

Per l’attività di accertamento, sempre riguardo al periodo di imposta 2008, gli Uffici, se ritenuto opportuno, dovranno verificare la sussistenza, oltre che della presenza di maggiori ricavi o compensi derivanti dall’applicazione dei parametri, anche di ulteriori elementi ad ausilio della determinazione della pretesa tributaria.

Infine, viene ricordato che, i parametri non si applicano nei confronti dei soggetti che esercitano le attività economiche comprese negli studi di settore approvati con carattere monitorato.

(Agenzia delle Entrate, circolare n. 29/E del 18.06.2009)

 

 

 

6) Brevi fiscali e di lavoro:

 

– Cassa edile siciliana: DURC a validità limitata

Secondo il Consiglio di giustizia amministrativa per la regione Sicilia (ordinanza n. 680 del 08.06.2009), il DURC emesso da una cassa edile siciliana non ha validità per tutto il territorio nazionale ma, è nei suoi effetti, limitato al territorio regionale.

 

– Tassazione agevolata sulle rivendite di fabbricati

L’impresa che acquista un fabbricato per rivenderlo entro tre anni non può fruire della tassazione agevolata dell’1% ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale se il venditore è un soggetto privato.

Lo ha precisato il Ministero dell’Economia (in sede di commissione Finanze della Camera), il 17.06.209, il quale ha fornito alcuni chiarimenti, sulla base degli elementi forniti dall’Agenzia delle Entrate, in merito alla tassazione agevolata dei fabbricati rivenduti dalle imprese.

In particolare, il Ministero ha precisato che qualora un’impresa acquisti un fabbricato al fine di rivenderlo entro tre anni, non può beneficiare della tassazione agevolata ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, nel caso in cui il venditore sia un soggetto privato.

Tale beneficio, infatti, spetta esclusivamente con riferimento alle cessioni esenti IVA ai sensi dell’art. 10, D.P.R. n. 633/1972.

 

 

– Dichiarazioni doganali: Codice EORI al via

Inizierà dal 01.06.2009 il sistema di registrazione e di identificazione degli operatori economici EORI (Economic Operator Registration and Identification): Per tali finalità, l’Agenzia delle Dogane ha fornito le relative istruzioni operative.

(Nota Agenzia Dogane del 17.06.2009, n. prot. 82556/RU)

 

 

– Commette un reato penale colui che ha simulato una vendita di immobile per evitarne la riscossione coattiva

L’operazione è sanzionabile anche se messa in atto prima che si svolga l’attività di accertamento da parte del Fisco.

Ciò poiché tale eventualità costituisce “una sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte” e si configura come reato di pericolo la vendita fittizia di un immobile da parte di un contribuente alla moglie per evitare la riscossione coattiva prima ancora che quest’attività sia messa in atto nei suoi confronti dall’Amministrazione finanziaria.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 25147 del 17.06.2009)

 

 

– Corso fiscale per i  medici di famiglia curato dall’Agenzia delle Entrate

I medici avranno una serie di lezioni sugli aspetti più importanti del panorama tributario, dall’IRAP per i professionisti ai nuovi modelli per fare la dichiarazione dei redditi.

Un percorso formativo iniziato il 18.06.2009 sulla base di una convenzione stipulata dall’Agenzia delle Entrate con la Federazione italiana medici di famiglia.

Il corso, che si rivolge ai responsabili fiscali delle strutture territoriali della Fimmg, prevede, in particolare, un ciclo di approfondimenti sull’Irap, sulle novità in materia di studi di settore e di modelli di dichiarazione per il 2009, sulle società di servizi, sui profili fiscali delle associazioni professionali e delle società tra professionisti.

(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 18.06.2009)

 

 

– Studi di settore per il 2008: Cosa cambia

Studi di settore off limits in sede di accertamento se non pubblicati prima della scadenza del periodo d’imposta cui si riferisce il controllo.

Uffici chiamati, “causa crisi”, a verificare la sussistenza della pretesa anche con l’ausilio di “ulteriori elementi” rispetto alle risultanze dei parametri.

Comuni in campo per l’elaborazione degli studi su base regionale e locale.

Sono questi altri punti spiegati dalla circolare n. 29/E del 18.06.2009, con cui l’Agenzia delle Entrate illustra, come ogni anno, le novità introdotte in materia di studi di settore.

Il documento di prassi fa inoltre focus sui nuovi indicatori di normalità economica, che fanno parte integrante della seconda tranche di studi sottoposta a revisione, sui correttivi anti-crisi e sulle novità di modelli e Gerico 2009.

In Gazzetta entro i termini o fuori dall’accertamento

Come previsto dalla manovra d’estate (dl 112/2008), a partire dal 2008 l’uso degli studi in sede di controllo è ammesso solo se pubblicati in Gazzetta ufficiale prima della scadenza del periodo d’imposta cui si riferisce l’accertamento.

Sempre il dl 112 ha stabilito che, a partire dal 2009, gli studi devono approdare in G.U. entro il 30 settembre dell’anno di entrata in vigore.

In cantiere i nuovi studi a vocazione “federale”

Con la manovra d’estate è partito il conto alla rovescia per l’elaborazione degli studi di settore su base regionale e locale entro la fine del 2013.

La loro predisposizione deve tenere conto delle differenze che possono evidenziarsi a livello territoriale, in termini di prezzi e tariffe, nelle prestazioni di servizi e nelle cessioni di beni, con un occhio di riguardo ai modelli organizzativi che caratterizzano la specifica attività economica.

Inoltre, secondo le linee operative dettate dal decreto Mef del 19 maggio scorso, i Comuni entrano in campo attivamente nella predisposizione dei nuovi studi, guadagnandosi un posto in prima linea sia all’interno della Commissione degli esperti che negli Osservatori regionali.

Il coinvolgimento degli enti locali risponde all’intento di calare questo strumento dell’accertamento sempre più nel territorio e garantirne un’effettiva elaborazione “su misura”.

Nuovi indicatori di normalità

Sia per gli studi relativi alle attività professionali che per quelli d’impresa sono nati nuovi indicatori definiti con modalità particolarmente strutturate, basate su una approfondita analisi economica che contribuiscono a garantire un grado di precisione della stima dei ricavi o compensi di gran lunga superiore rispetto a quello fornito dagli indicatori approvati nel 2007.

Gli indicatori di normalità economica fanno parte integrante della seconda tranche di studi sottoposta a revisione.

In caso di incoerenza vengono determinati maggiori ricavi/compensi che devono essere sommati sia al valore puntuale che al valore minimo stimato dall’analisi di congruità dello studio di settore.

In campo anche un quartetto di correttivi salvagente

I quattro interventi correttivi, sottoposti al vaglio della Commissione degli esperti e introdotti dal decreto Mef del 19 maggio scorso, integrano gli studi di settore, rimodellandoli sulla base dei colpi inferti dalla crisi.

La revisione congiunturale degli studi, infatti, li rende sensibili al rialzo dei costi delle materie prime e del carburante, alla presenza di rimanenze di magazzino tendenzialmente più alte per la riduzione delle vendite, al calo dei margini di redditività registrati nelle diverse attività economica.

Le quattro tipologie di interventi anticrisi

sono tagliati su queste variabili e riguardano:

– correttivi relativi al costo delle materie prime, al costo del carburante, al credito d’imposta per caro petrolio e al familiare che svolge esclusivamente  attività disegreteria

– interventi sugli indicatori di normalità economica, con una rimodulazione dei valori soglia

– correttivi congiunturali di settore legati alla riduzione dei margini di redditività

– correttivi congiunturali individuali collegati alla contrazione dei ricavi.

Inoltre, nel documento di prassi l’Agenzia precisa che i risultati degli studi che tengono conto dei correttivi anticrisi si applicano, ai fini dell’accertamento, per il solo periodo d’imposta 2008 e non alle annualità precedenti. Resta comunque ferma, per il contribuente che lo richieda, la possibilità di utilizzo anche per gli anni d’imposta precedenti al 2008 delle risultanze degli studi di settore approvati in evoluzione con decreto Mef del 23 dicembre scorso (studi ante crisi).

(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 18.06.2009)

 

 

 

A cura di Vincenzo D’Andò


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