Novità fiscali del 18 giugno 2009: pubblicata in G.U. la proroga dei versamenti fiscali; gli studi di settore prevalgono anche sull’accertamento induttivo; procedura telematica di registrazione degli atti di trasferimento di partecipazioni di SRL; lavoro accessorio: attivata la procedura telematica INPS per i consulenti del lavoro; ricorso contro la cartella di pagamento: competenza territoriale; detrazione fiscale per le spese di aggiornamento degli insegnanti; compensazione dei debiti da cartella di pagamento con crediti


 

 

Indice:

 

1) Studi di settore: Pubblicata in G.U. la proroga dei versamenti fiscali

 

2) Gli studi di settore prevalgono anche sull’accertamento induttivo

 

3) Procedura telematica di registrazione degli atti di trasferimento di partecipazioni di S.r.l.

 

4) Lavoro accessorio: Attivata la procedura telematica Inps per i Consulenti del lavoro

 

5) Ricorso contro la cartella di pagamento: Competenza territoriale del giudice tributario

 

6) Detrazione fiscale per le spese di aggiornamento degli insegnanti

 

7) Assegno per il nucleo familiare: Aggiornati i livelli di reddito familiare

 

8) Compensazione dei debiti da cartella di pagamento con crediti

 

9) La pensione spetta o meno al Commercialista ?: Decide l’Ordine professionale e non la Cassa di previdenza

 

 

1) Studi di settore: Pubblicata in G.U. la proroga dei versamenti fiscali

Per i soggetti alle prese con gli studi di settore è, infatti, ufficialmente slittato al 06.07.2009 il termine per pagare le imposte sui redditi e l’Irap senza alcuna maggiorazione.

Mentre dal 07.07.200 fino al 05.08.2009 si pagherà con la maggiorazione dello 0,40%.

Tutto ciò poiché è stata pubblicata la proroga, annunciata già da tempo, sulla Gazzetta Ufficiale n. 137 del 16.06.2009, disposta dal D.P.C.M. 04.06.2009 che sostanzialmente ha concesso venti giorni di tempo in più ai contribuenti che applicano gli studi di settore per effettuare i versamenti risultanti dalla dichiarazione dei redditi e da quella Irap.

Informa una nota dell’Agenzia delle Entrate che, oltre all’Irpef e relative addizionali, all’Ires e all’imposta regionale sulle attività produttive, lo slittamento ha riguardato anche i contributi previdenziali che si calcolano in Unico, vale a dire quelli determinati sul reddito eccedente il “minimale”.

Lo slittamento si è reso necessario a seguito delle recenti modifiche che sono state apportate al software Gerico 2009 per adeguarlo alla revisione degli studi di settore relativi a determinati settori produttivi o specifiche aree territoriali, approntata per tener conto della congiuntura economica negativa.

Come rilevato dalla stessa Agenzia delle Entrate, “i contribuenti interessati dal provvedimento di proroga sono quelli che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito per ciascun studio di settore dal relativo decreto ministeriale di approvazione”.

Inoltre, possono fruire della proroga anche coloro che, ai sensi degli artt. 5, 115 e 116 del Tuir, detengono partecipazioni in società associazioni e imprese che applicano gli studi di settore: Soci di società di persone, associati di associazioni tra artisti e professionisti, collaboratori di imprese familiari, coniugi di aziende coniugali, soci di Srl che hanno optato per il regime di trasparenza fiscale.

Infine, a seguito di quanto disposto dal Decreto 21.05.2009 (pubblicato sulla G.U. n. 136 del 15.06.2009), che ha modificato il tasso degli interessi su pagamenti e rimborsi, con la riduzione dal 6 al 4% del tasso annuo per i versamenti rateali delle imposte risultanti dalle dichiarazioni, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito i nuovi calendari aggiornati per i contribuenti che applicano gli studi di settore al seguente indirizzo:

http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/connect/Nsi/Strumenti/Modulistica/Modelli+di+dichiarazione+2009/UNICO+2009/UnicoPF-2009/Dichiarazione+dei+redditi+2009+Rateizzazione+delle+imposte+interessi+e+scadenze/

Per ultimo, si ricorda che sempre per i soggetti interessati agli studi di settore, la proroga riguarda anche il diritto annuale di iscrizione alla Camera di Commercio 2009, giacché, come chiarito dal Ministero dello Sviluppo Economico con D.M. n. 359/01 e con la circolare n. 6982/07, il termine per il pagamento del diritto coincide con quello per il pagamento del primo acconto delle imposte sui redditi.

(Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 04.06.2009, pubblicato in G.U. n. 137 del 16.06.2009)

 

 

2) Gli studi di settore prevalgono anche sull’accertamento induttivo

Secondo la Suprema Corte di Cassazione (sentenza n. 13915 del 15.06.2009), nel caso in cui il reddito del contribuente sia coerente con gli studi non si può applicare l’accertamento basato su altre presunzioni per quanto gravi, precise e concordanti.

“Gli studi di settore vanno preferiti ai parametri di cui all’articolo 39 del DPR n. 600 del ‘73, attesa la natura più raffinata del nuovo mezzo di accertamento, desumibile dalla normativa stessa che lo ha introdotto”.

Nel caso di specie, un contribuente soggetto agli studi di settore avendo ricevuto un avviso accertamento, richiedente maggiore Irpef ed Irap, effettuato dall’ufficio fiscale con metodo induttivo, ha presentato ricorso contro l’Amministrazione finanziaria ritenendo che il reddito dichiarato fosse coerente con gli studi e che il calcolo fatto in maniera induttiva sulla base di altre presunzioni andava disatteso.

Tale tesi difensiva esposta dal citato contribuente è stata accolta dalla Cassazione.

In particolare, i giudici supremi hanno confermato che la disciplina degli studi di settore, per la sua raffinatezza,  prevale sulle altre presunzioni.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 13915 del 15.06.2009)

 

 

3) Procedura telematica di registrazione degli atti di trasferimento di partecipazioni di S.r.l.

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili con la circolare n. 10/R del 15.06.2009 ha evidenziato le novità in materia di registrazione degli atti di trasferimento delle partecipazioni di società a responsabilità limitata redatti ai sensi dell’art. 36, comma 1-bis, del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.

Infatti, tale norma ha previsto che l’atto di trasferimento di cui al secondo comma dell’art. 2470 c.c. può essere sottoscritto con firma digitale e depositato, entro trenta giorni, presso l’ufficio del registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale, a cura di un intermediario abilitato ai sensi dell’art. 31, comma 2-quater, della legge n. 340/2000.

Per effetto di tale richiamo normativo, il ruolo di intermediario nella suddetta procedura spetta agli “iscritti negli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali”, vale a dire, considerata la costituzione del nuovo Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, agli iscritti nella sezione A “Commercialisti” dell’Albo unico, in virtù di quanto disposto dall’art. 78, comma 1, del D.Lgs. 28 giugno 2005, n. 1391.

Il legislatore ha esteso agli atti di trasferimento sottoscritti con firma digitale il trattamento ai fini delle imposte di registro e di bollo previsto con riferimento ai corrispondenti atti formalizzati per atto pubblico o scrittura privata autenticata ai sensi del secondo comma dell’art. 2470 del codice civile.

Il legislatore è poi intervenuto in materia con l’art. 16, comma 10-bis, del D.L. 29 novembre 2008, n. 185, convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, assoggettando gli intermediari abilitati ai sensi dell’art. 31, comma 2-quater, della legge n. 340/2000 all’obbligo di richiedere la registrazione, per via telematica, degli atti di trasferimento delle partecipazioni di cui all’art. 36, comma 1-bis, D.L. n. 112/2008, nonché di pagare contestualmente, sempre in via telematica, le imposte autoliquidate in sede di richiesta di registrazione, attribuendo altresì agli stessi la qualifica di responsabili d’imposta ai sensi dell’art. 57, commi 1 e 2, del testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, di cui al DPR 26 aprile 1986, n. 131.

Il successivo comma 10-ter del citato art. 16 ha infine demandato ad un apposito provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate la definizione dei termini e delle modalità di esecuzione per via telematica dei predetti adempimenti.

Tale provvedimento è stato emanato il 1° aprile 20097 ed è entrato in vigore, in conformità alla legge 27 luglio 2000, n. 2129, dal successivo 1° giugno, vale a dire dal sessantesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul sito internet dell’Agenzia delle entrate.

Alla luce di ciò la circolare del CNDCEC ha illustrato la nuova procedura telematica di registrazione e pagamento delle imposte relativa agli atti di trasferimento di partecipazioni di società a responsabilità limitat.

Compilazione del modello informatico di richiesta di registrazione

Una volta predisposti i file da trasmettere telematicamente all’Agenzia delle entrate, occorre procedere alla compilazione della richiesta di registrazione avvalendosi del software “Cessione Quote Societarie”:

Prima fase: indicazione dei dati del professionista/intermediario e del conto corrente sul quale addebitare le imposte relative all’atto di trasferimento

Seconda fase: compilazione della richiesta di registrazione con i dati relativi all’atto di trasferimento

Terza fase: visualizzazione del Riepilogo e inserimento degli allegati

Attività degli uffici conseguente alla richiesta di registrazione

Infine, dopo l’invio telematico della richiesta di registrazione, l’Agenzia delle entrate provvede al controllo del file trasmesso.

 

 

4) Lavoro accessorio: Attivata la procedura telematica Inps per i Consulenti del lavoro

E’ stata attivata dall’Inps la procedura telematica di registrazione del committente da parte del Consulente del lavoro abilitato quale intermediario.

“Le prestazioni occasionali di lavoro accessorio sono state integrate, ampliate e notevolmente modificate nel corso di questi anni da varie norme ma, dopo una prima operatività sperimentale e limitata alla sola provincia di Treviso da marzo a novembre 2006, il primo vero test è avvenuto nel settore agricolo lo scorso anno e, dal 1° dicembre 2008, la disciplina è praticamente operativa in ogni settore.

L’utilizzo della procedura telematica prevista per l’attivazione dei voucher, il pagamento mensile degli stessi tramite F24 e la rendicontazione per l’accredito dei contributi ai lavoratori, rappresenta uno dei canali di collegamento tra il cliente ed i nostri studi professionali”.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 17.06.2009)

 

 

5) Ricorso contro la cartella di pagamento: Competenza territoriale del giudice tributario

La Commissione Tributaria Provinciale di Brindisi, nella sentenza n. 69/01/09, ha stabilito che per l’impugnativa della cartella di pagamento emessa dall’agente della riscossione è competente la Commissione tributaria nella cui circoscrizione ha sede il concessionario.

Tuttavia, a tal fine è necessario che l’impugnativa riguardi i vizi propri dell’atto, non potendosi ritenere soddisfatto il principio di competenza territoriale del giudice nel caso di una impugnativa nel merito.

Infatti, nel momento in cui, invece, viene impugnata sia la cartella sia l’atto prodromico, la competenza esclusiva è della Commissione nella cui circoscrizione ha sede l’ufficio impositore.

Tempi non lunghi per l’iscrizione a ruolo

Dal canto suo la Corte di Cassazione con la sentenza n. 13333 del 10.06.2009, ha recepito l’indicazione della Corte costituzionale per la quale il contribuente non può essere esposto alle pretese del Fisco per lungo tempo.

In particolare, la Suprema Corte ha stabilito che l’iscrizione a ruolo a seguito di un accertamento divenuto definitivo dopo una sentenza deve avvenire entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui l’atto stesso è divenuto definitivo.

Pertanto, l’Amministrazione Finanziaria, per chiedere le somme per le quali ha avuto ragione davanti ai giudici, non può avvalersi del termine decennale di prescrizione.

 

 

6) Detrazione fiscale per le spese di aggiornamento degli insegnanti

A seguito della proroga disposta dall’ultima Legge Finanziaria(art. 2, co. 5), anche per l’anno 2009 ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado, anche non di ruolo con incarico annuale, spetta una detrazione IRPEF del 19% per le spese documentate, sostenute per l’autoaggiornamento e la formazione, ed effettivamente rimaste a proprio carico.

La spesa massima sulla quale calcolare la detrazione Irpef del 19% è di 500,00 euro per cui la detrazione massima è pari a 95,00 euro.

Occorre essere in possesso della fattura, o ricevuta fiscale, o della copia della ricevuta di conto corrente postale, ove vi siano riportati i dati identificativi dell’acquirente (con il codice fiscale) e la tipologia di acquisto.

L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 18/E del 21.04.2009 ha chiarito che attribuiscono diritto alla detrazione le “spese relative a beni e servizi che secondo l’accezione comune favoriscono lo sviluppo della professionalità del docente”, quali libri, riviste, software didattici, corsi di aggiornamento e seminari.

Infine, in merito alla compilazione del modello Unico 2009, quadro RP, si devono compilare i righi RP19, RP20, RP20 o RP21 (Altri oneri), indicando, oltre all’importo, l’apposito codice 32.

 

 

7) Assegno per il nucleo familiare: Aggiornati i livelli di reddito familiare

Dal 01.07.2009 sono stati rivalutati i livelli di reddito familiare ai fini della corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare alle diverse tipologie di nuclei

(Inps, circolare n. 81 del 16.06.2009)

 

 

8) Compensazione dei debiti da cartella di pagamento con crediti

Sulla base della direttiva di Equitalia del 15.06.2009 il contribuente potrà scegliere di pagare i debiti indicati nella cartella di pagamento utilizzando i crediti d’imposta di cui è beneficiario.

Inizia, quindi, la procedura di compensazione tra i debiti indicati nelle cartelle di pagamento e i crediti di imposta.

In particolare, Equitalia, per consentire ai contribuenti il pagamento di debiti iscritti a ruolo utilizzando crediti d’imposta di cui gli stessi contribuenti risultano beneficiari, ha definito le procedure e i modelli di comunicazione delle proposte di compensazione.

Come si andrà ad articolare la procedura: Una volta ricevuta da parte dell’Agenzia delle Entrate l’informazione dell’esistenza di un credito di imposta spettante a un soggetto che è anche contemporaneamente debitore di somme iscritte a ruolo, l’agente della riscossione, per gli importi corrispondenti, procederà a sospendere le azioni di recupero inviando una proposta di compensazione riportante:

– Dettaglio delle somme iscritte a ruolo con le principali informazioni sulle cartelle di pagamento;

– tipologia d’imposta oggetto di rimborso;

– recapiti degli sportelli dell’agente a cui inviare il modulo di adesione compilato e la specifica dei documenti da allegare.

Nel momento in cui la proposta viene accettata, gli importi a debito e a credito si compensano e l’agente invierà al debitore la relativa quietanza.

Viceversa, qualora non vi sia adesione alla proposta di compensazione (il contribuente deve, infatti, accettare restituendo personalmente allo sportello competente, via fax o tramite posta, entro 60 giorni dalla ricezione della proposta, una copia del modulo di adesione, compilata e firmata, allegando la documentazione richiesta), decorsi 80 giorni dalla notifica della stessa, l’agente della riscossione riprenderà le azioni di recupero che erano state sospese.

 

 

9) La pensione spetta o meno al Commercialista ?: Decide l’Ordine professionale e non la Cassa di previdenza

La Cassa di Previdenza dei Commercialisti non può negare la pensione a un proprio iscritto adducendo il fatto che abbia svolto un’attività “incompatibile” con l’esercizio della professione.

Ciò poiché, in costanza di una valida iscrizione all’ordine, all’ente previdenziale non compete il diritto di accertare la legittimità dell’attività del professionista ma soltanto l’effettività del suo esercizio.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 13853 del 10.06.2009.

La cancellazione da parte del Consiglio dell’ordine “tranne nel caso di rinunzia o di irreperibilità, non può essere pronunciata se non dopo aver sentito l’interessato”.

Secondo la norma la decisione, proprio per la delicatezza che riveste, va sempre comunicata al professionista che ha diritto di fare ricorso al proprio Consiglio nazionale.

Tutte garanzie che nel caso di specie non sono state rispettate.

Del resto, ha osservato la Corte alla Cassa di previdenza compete “unicamente un altro tipo di accertamento, e precisamente la verifica dell’esercizio della professione con carattere di continuità”.

Esercizio che però nel caso specifico non era stato contestato.

Pertanto, ogni altra verifica che non riguardi lo svolgimento di fatto della professione “implica la verifica del diritto all’iscrizione all’albo, il che trascende i poteri della Cassa”.

 

 

A cura di Vincenzo D’Andò


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