Novità fiscali del 17 giugno 2009: riduzione interessi per rateazione fiscale: Decreto in G.U.; vendite on line con autorizzazione comunale; accertamento fiscale: prevalgono gli studi di settore; IRPEF – assegno al coniuge divorziato: oneri deducibili; fatturazione elettronica; patrocinio a spese dello Stato; erogazioni liberali alle ONLUS effettuate tramite il datore di lavoro


 

 

Indice:

 

1) Vendite on line con autorizzazione comunale

 

2) Accertamento fiscale: Prevalgono gli studi di settore

 

3) Riduzione interessi per rateazione fiscale: Decreto in G.U.

 

4) Indice dei prezzi per le rivalutazioni monetarie: maggio 2009

 

5) IRPEF – assegno al coniuge divorziato: Oneri deducibili

 

6) Fatturazione elettronica: L’Agenzia risponde ai quesiti – Chi lavora con le pubbliche amministrazioni dovrà, oltre ad inviare, anche archiviare le fatture con modalità elettroniche

 

7) Patrocinio a spese dello Stato: Per il 2004 rileva anche la cd. no tax area

 

8) Erogazioni liberali alle ONLUS effettuate tramite il datore di lavoro

 

9) Dichiarazione dei redditi 2009 – Rateizzazione delle imposte: interessi e scadenze

 

10) Procedura di amministrazione straordinaria: Aspetti fiscali

 

 

1) Vendite on line con autorizzazione comunale

Coloro che devono vendere beni sul web, al fine di evitare pesanti sanzioni (nel caso di specie sanzione amministrativa di euro 5.169,00), devono, prima di iniziare, – presentare al comune di residenza la preventiva comunicazione di inizio attività.

Infatti, secondo la Suprema Corte di Cassazione nel momento in cui si decide di vendere prodotti tramite internet occorre essere in regola con la disciplina del commercio e con le relative autorizzazioni.

Peraltro, la Cassazione ha fatto denotare come l’art. 18 del D.Lgs. n. 114/1998 preveda che la vendita al dettaglio per corrispondenza o tramite televisione o altri sistemi di comunicazione sia soggetta a previa comunicazione al comune nel quale l’esercente ha la residenza o la sede legale.

Infatti, l’attività può essere iniziata dopo che siano trascorsi 30 giorni dal ricevimento della comunicazione.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 12355 del 27.05.2009)

 

 

2) Accertamento fiscale: Prevalgono gli studi di settore

Non é legittimo l’accertamento analitico-induttivo se i ricavi d’impresa dichiarati dal contribuente risultano coerenti con gli studi di settore.

(Corte di Cassazione, Ordinanza, n. 12956 del 04.06.2009)

 

 

3) Riduzione interessi per rateazione fiscale: Decreto in G.U.

E’ stato pubblicato sulla G.U. n. 136 del 15.06.2009 il Decreto del 21.05.2009 che ha disposto il taglio degli interessi su pagamenti e rimborsi delle imposte, è finalmente ufficiale la riduzione.

A seguito di ciò verranno agevolati i pagamenti rateali ma al contempo si riducono i benefici per aspetta i rimborsi dal Fisco.

L’agevolazione riguarderà i contribuenti che pagano a rate le imposte e i contributi che risultano dalle dichiarazioni annuali dei redditi, dell’Iva e dell’Irap, unico compreso.

La riduzione é già operativa dai pagamenti delle imposte dovute per le dichiarazioni che saranno presentate dal 1° luglio e, quindi, anche per i versamenti in scadenza dal 16.06.2009.

In particolare, il nuovo tasso d’interesse é sceso al 4% annuo dalla vecchia misura del 6%.

Infine, il decreto taglia interessi ha disposto che dal 1° gennaio 2010 gli interessi per ritardato rimborso delle imposte pagate saranno ridotti dall’attuale 2,75% annuo al 2%.

(Decreto 21.05.2009 in G.U. n. 136 del 15.06.2009)

 

 

4) Indice dei prezzi per le rivalutazioni monetarie: maggio 2009

L’Istat, per il periodo di riferimento: maggio 2009, ha reso noto il seguente

Indice dei prezzi al consumo FOI al netto dei tabacchi aggiornato il 16 giugno 2009

Indice generale

135,1

Variazione percentuale rispetto al mese precedente

+0,2

Variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell’anno precedente

+0,7

Variazione percentuale rispetto allo stesso mese
di due anni precedenti

+4,2

(Nota Istat del 16.06.2009)

 

 

5) IRPEF – assegno al coniuge divorziato: Oneri deducibili

Gli assegni alimentari corrisposti alla ex coniuge sono deducibili dal reddito anche qualora, per effetto di una sentenza del tribunale, siano stati compensati con la parte dell’indennità di fine rapporto.

Inoltre, per il meccanismo di compensazione (anche se non materialmente versati), gli alimenti si considerano effettivamente percepiti dalla moglie e quindi soggetti a tassazione.

In sostanza, secondo l’Agenzia delle Entrate, nel nuovo assetto dei rapporti economici conseguenti allo scioglimento del matrimonio, delineato dal giudice, permane a carico del marito l’obbligo degli alimenti nei confronti dell’ex moglie, che viene assolto mediante tale procedura di compensazione.

Per cui, nel caso di specie, il marito può dedurre l’importo corrispondente all’assegno alimentare, dato che si realizza la situazione disciplinata dall’art. 10 del TUIR, secondo cui gli assegni periodici sono deducibili nella misura in cui risultino dal provvedimento dell’autorità giudiziaria e siano sostenuti dal contribuente (sia pure con il meccanismo della compensazione).

Peraltro, gli assegni periodici deducibili dal reddito, per effetto del suddetto art. 10, da parte del coniuge che li eroga, vanno assoggettati ad IRPEF da parte del coniuge percipiente, quali redditi assimilati al lavoro dipendente, ai sensi dell’art. 50, comma 1, lettera i) del TUIR.

L’art. 52, comma 1, lettera c), del Tuir, concernente la “determinazione dei rediti assimilati a quelli di lavoro dipendente”, stabilisce che gli assegni in questione “si presumono percepiti, salvo prova contraria, nella misura e alle scadenze risultanti dai relativi titoli”.

Nel caso di specie la percezione si intende realizzata con la compensazione.

Pertanto la ex moglie deve continuare ad assoggettare ad imposizione l’importo dell’assegno alimentare in questione.

Il caso di specie chiarito dalle Entrate

Il marito in sede di divorzio viene condannato con sentenza a corrispondere un assegno alimentare all’ex moglie, subendo a tal fine una trattenuta dall’ INPS sulla propria pensione.

In seguito, il marito propone azione legale nei confronti della ex moglie ritenendo di averle corrisposto una somma, a titolo di liquidazione, in misura maggiore del dovuto.

Il tribunale con sentenza riconosce il suo credito, stabilendo che la moglie deve restituirgli la parte della suddetta liquidazione e che la restituzione avvenga mediante ordinanza all’INPS di non effettuare più la trattenuta sulla pensione per una data somma mensile fino ad esaurimento del credito.

(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 157/E del 15.06.2009)

 

 

6) Fatturazione elettronica: L’Agenzia risponde ai quesiti – Chi lavora con le pubbliche amministrazioni dovrà, oltre ad inviare, anche archiviare le fatture con modalità elettroniche

Un associazione di categoria ha posto all’Agenzia delle Entrate una serie di quesiti sulla disciplina della fattura elettronica. Queste di seguito sono state le risposte:

Riferimento temporale per i documenti informatici rilevanti ai fini tributari

Il riferimento temporale assolve la funzione di attestare la data del documento informatico rilevante ai fini tributari.

Pertanto, ogni documento informatico rilevante ai fini delle disposizioni tributarie, e quindi anche la fattura elettronica, deve presentare il riferimento temporale.

Peraltro, l’Amministrazione finanziaria deve conoscere quando un determinato documento sia stato formato, soprattutto se si tratta di documenti non “emessi”, cioè non destinati ad uscire dalla disponibilità del contribuente, interesse che consiste nel verificare il rispetto della tempistica di formazione e conservazione del documento stesso.

Termine per la conservazione delle fatture elettroniche

Il processo di conservazione delle fatture elettroniche deve avvenire entro i quindici giorni dal ricevimento/emissione delle stesse, fermi restando i termini per l’assolvimento degli obblighi di registrazione previsti dagli artt. 23 e 25 del

D.P.R. n. 633/1972.

Stampa dei documenti analogici rilevanti ai fini tributari emessi o ricevuti dal contribuente

I documenti informatici per assumere rilevanza ai fini delle disposizioni tributarie, oltre ad avere la forma di documenti statici ed immodificabili, devono essere emessi con il riferimento temporale e la sottoscrizione elettronica.

Tali requisiti devono essere presenti fin dal momento dell’emissione del documento, per cui un documento che non presenti dall’origine la firma elettronica qualificata ed il riferimento temporale, dovrà essere considerato come un documento analogico formato tramite strumenti informatici.

Pertanto, in carenza dei requisiti per essere considerato fin dalla sua origine un documento informatico, la fattura deve necessariamente essere stampata su carta.

Conservazione sostitutiva di documenti creati con strumenti elettronici non aventi le caratteristiche dei documenti informatici

A parte la necessità di dovere materializzare su supporto fisico i documenti rilevanti ai fini delle disposizioni tributarie, formati tramite strumenti informatici, ma non aventi, fin dall’origine i requisiti dei documenti informatici, per la loro conservazione si può procedere all’acquisizione della relativa immagine tramite il processo di generazione dello spool (o rappresentazione grafica) di stampa, a condizione che l’immagine così acquisita rispecchi in maniera, fedele, corretta e veritiera il contenuto rappresentativo del documento (per quanto concerne le fatture, ad esempio, occorre che dall’immagine acquisita ai fini della conservazione, risultino rappresentati gli elementi essenziali, indicati dall’art. 21, comma 2, del D.P.R. n. 633/1972).

E’, quindi, indispensabile che l’immagine sia memorizzata su di un supporto di cui sia assicurata la leggibilità nel tempo, con garanzia dell’ordine cronologico e senza soluzioni di continuità.

Peraltro, fin dal momento della memorizzazione dovranno essere garantire le funzioni di ricerca ed estrazione.

In ogni caso, infine, il supporto fisico dovrà essere conservato, ed a richiesta degli organi accertatori esibito, fino al completamento del processo di conservazione sostitutiva.

Invio dell’impronta dell’archivio informatico oggetto di conservazione

La finalità dell’invio dell’impronta dell’archivio, della relativa sottoscrizione elettronica e della marca temporale alle Agenzie fiscali non è soltanto quella di portare a conoscenza dell’Amministrazione finanziaria i nominativi dei soggetti che intendono adottare sistemi di conservazione sostitutiva dei documenti rilevanti ai fini delle disposizioni tributarie, ma risponde all’esigenza di garantire l’immodificabilità sia dell’archivio che dei documenti che lo compongono, poiché eventuali modifiche dell’uno o degli altri, comporterebbero la generazione di un’impronta diversa da quella inviata.

Pertanto, l’adempimento non può essere sostituito da altro più agevole e meno gravoso.

Viene poi ricordato che con il D.M. 06.03.2009 è stato modificato il termine previsto per l’invio all’Agenzia dell’impronta dell’archivio informatico oggetto di conservazione; per effetto delle novità, tale adempimento dovrà essere assolto non più entro il mese successivo, ma entro il quarto mese successivo alla scadenza dei termini stabiliti per la presentazione delle dichiarazioni relative alle imposte sui redditi, all’IRAP ed all’IVA

Distinzione “rigida” tra fatture analogiche e fatture elettroniche

Coloro che lavorano con le pubbliche amministrazioni saranno costretti, oltre ad inviare, anche ad archiviare le fatture con modalità elettroniche.

Infatti, a decorrere dal termine che verrà fissato dal regolamento previsto per l’adempimento degli obblighi disposti dalla Legge n. 244/2007, i contribuenti che effettuano cessioni di beni e prestazioni di servizi in favore delle pubbliche amministrazioni statali e delle regioni saranno obbligati non soltanto ad emettere, ma anche a trasmettere, conservare ed archiviare le relative fatture secondo la disciplina propria della fatture elettroniche.

(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 158/E del 15.06.2009)

 

 

7) Patrocinio a spese dello Stato: Per il 2004 rileva anche la cd. no tax area

Nel 2004 si doveva tenere conto anche della cd. no tax area.

Per essere ammessi al beneficio del patrocinio a spese dello Stato occorre che (dall’ultima dichiarazione dei redditi del richiedente) risulti un reddito imponibile annuo non superiore a euro 9.723,84, decurtando dal reddito complessivo gli oneri deducibili (art. 10 del TUIR).

Ai fini della determinazione del suddetto limite di reddito, inoltre, si deve tenere conto anche dei redditi che per legge sono esenti dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) o che sono soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta, ovvero ad imposta sostitutiva.

In particolare, nel caso di specie, nel 2004, in base alla normativa allora vigente si doveva tenere pure conto della cd. no tax area (progressività imposizione).

(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 159/E del 15.06.2009)

 

 

8) Erogazioni liberali alle ONLUS effettuate tramite il datore di lavoro

Erogazioni liberali a Onlus: Possibile la deduzione con la trattenuta sullo stipendio.

Il dipendente che effettua donazioni in favore di una o più Onlus tramite il proprio datore di lavoro può optare, in alternativa alla detrazione del 19% in occasione del conguaglio, anche per la deduzione dell’intera somma in sede di dichiarazione dei redditi.

L’Agenzia delle Entrate si è nuovamente soffermata sulla possibilità di fruire di benefici fiscali in occasione di erogazioni liberali effettuate mediante trattenuta diretta sullo stipendio.

Benefici fiscali concessi, tuttavia, a condizione che sia consentita la tracciabilità del versamento e la riferibilità dell’erogazione all’effettivo donante.

A tale fine, nel confermare le regole già illustrate con la risoluzione n. 441/E del 2008, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la scelta del dipendente, tra la detrazione o la deduzione, deve risultare da una espressa dichiarazione da lui sottoscritta, contenuta nel modulo di adesione all’iniziativa oppure in un apposito modulo ad hoc.

Il datore di lavoro, dal canto suo, dovrà farsi carico di fare attestare da ogni Onlus l’entità complessiva dell’erogazione ricevuta dal singolo dipendente.

(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 160/E del 15.06.2009)

 

 

9) Dichiarazione dei redditi 2009 – Rateizzazione delle imposte: interessi e scadenze

L’Agenzia delle Entrate ha informato che con due provvedimenti normativi è stato stabilito:

– la misura dell’interesse annuo per i pagamenti rateali delle somme dovute a titolo di saldo e acconto che passa dal 6% al 4% (D.M. 21 maggio 2009 pubblicato sulla G.U. del 15 giugno 2009) per le dichiarazioni dei redditi presentate a partire dal 1° luglio 2009;

– la proroga al 6 luglio 2009 per i versamenti dei soggetti con attività per le quali è stato elaborato lo studio di settore e per i versamenti dei soggetti con redditi da partecipazione (DPCM 4 giugno 2009 in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale).

Inoltre, al fine di rendere più agevole la rateizzazione dei versamenti, la stessa Agenzia ha realizzato due tabelle, disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate, che riportano le date dei versamenti rateali e i relativi interessi:

– Rateizzazione con interesse al 6% (dichiarazioni presentate prima del 1°luglio 2009) e proroga Studi di Settore;

– Rateizzazione con interesse al 4% (dichiarazioni presentate dal 1°luglio 2009) e proroga Studi di Settore.

(Agenzia delle Entrate, nota del 16.06.2009)

 

 

10) Procedura di amministrazione straordinaria: Aspetti fiscali

L’art. 36 del D.Lgs. n. 270 del 1999 prevede che alla procedura di amministrazione straordinaria si applicano, ove compatibili, le disposizioni sulla liquidazione coatta amministrativa.

L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione del 16.06.2009, ha analizzato tale fattispecie.

I particolare, ha fornito chiarimenti sull’applicazione delle norme tributarie in materia di Iva e dei sostituti d’imposta e sui relativi adempimenti tributari nell’ambito della procedura di amministrazione straordinaria (D.L. n. 347/2003 – “legge Marzano”).

IVA

Nel caso di Amministrazione Straordinaria ex lege Marzano (di seguito A.S.), in assenza di specifiche disposizioni normative concernenti gli adempimenti IVA, si applicano le disposizioni previste dall’articolo 74-bis del DPR 26 ottobre 1972, n. 633 in tema di fallimento e di liquidazione coatta amministrativa, nonché quelle di cui all’articolo 8, comma 4, del dPR 22 luglio 1998, n. 322.

Nel caso di specie, quindi, i Commissari straordinari devono:

– adempiere, entro quattro mesi dalla nomina, agli obblighi di fatturazione e  registrazione delle operazioni effettuate anteriormente alla data di ammissione alla procedura di A.S., “sempreché i relativi termini non siano ancora scaduti”;

– provvedere, con riferimento alle operazioni effettuate successivamente all’apertura della procedura di A.S., agli adempimenti previsti dal DPR IVA;

– presentare, se i termini non sono ancora scaduti, la dichiarazione annuale IVA per l’anno solare precedente l’A.S., entro i termini ordinari ovvero entro quattro mesi dalla nomina;

– presentare, per le operazioni registrate nella parte dell’anno solare anteriore all’instaurarsi della procedura di A.S., entro quattro mesi dalla nomina, apposita dichiarazione (cd. Modello IVA 74BIS) ai fini della eventuale insinuazione al passivo della procedura concorsuale da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Riguardo alla data di decorrenza dei termini previsti dall’art. 74-bis del DPR n. 633 del 1972 e dall’art. 8 del dPR n. 322 del 1998, si deve fare riferimento alla data in cui il Ministro ammette il soggetto alla procedura di A.S.

Ritenute alla fonte

Il Commissario straordinario è tenuto alla presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta (modello 770) e della certificazione delle ritenute ai soggetti nei confronti dei quali sono state operate.

In particolare, così come indicato nelle istruzioni alla compilazione del modello 770/2009 semplificato relative agli adempimenti del curatore fallimentare e del commissario liquidatore, cui si rinvia per completezza di trattazione, deve ritenersi che anche il Commissario straordinario con riferimento, in particolare, ai redditi di lavoro dipendente e assimilati dovrà trasmettere un’unica comunicazione per ciascun percipiente contenente i risultati delle operazioni di conguaglio di tutti i redditi percepiti dal lavoratore nel periodo d’imposta evidenziando nei punti 63 e 64 i redditi erogati dal curatore fallimentare o dal commissario liquidatore.

Per quanto concerne i redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi, formanti oggetto di comunicazione dovrà di evidenziare distintamente nei punti 37 e 38 le quote di compensi imponibili erogate dal dichiarante prima dell’apertura della procedura concorsuale e quelle erogate dal curatore fallimentare o dal commissario liquidatore.

Il commissario straordinario andrà altresì a certificare nel mod. CUD 2009 i redditi erogati e le ritenute operate nel periodo antecedente la data di ammissione alla procedura di A.S.

Obblighi di versamento

Riguardo l’obbligo di versamento del debito IVA sorto antecedentemente alle procedure concorsuali, è stato chiarito che per le operazioni effettuate nella parte dell’anno solare anteriore alla dichiarazione di fallimento, il curatore è obbligato esclusivamente alla presentazione della dichiarazione Iva senza fare seguito al versamento del tributo, e dopo aver provveduto alla eventuale fatturazione e registrazione delle suddette operazioni, qualora i relativi termini non fossero ancora scaduti. Il secondo comma del medesimo art. 74-bis stabilisce invece che per le operazioni effettuate successivamente all’apertura del fallimento, il curatore è obbligato all’osservanza di tutti gli adempimenti previsti dal D.P.R. 633/72”.

Poiché anche all’A.S. ex lege Marzano si applicano, ove compatibili, le disposizioni previste per le altre procedure concorsuali (in particolare le disposizioni sulla liquidazione coatta amministrativa), i commissari straordinari non sono obbligati al versamento dell’IVA relativa alle operazioni effettuate nella parte dell’anno solare anteriore alla data di ammissione alla procedura.

In analogia con quanto chiarito per i debiti IVA, anche le ritenute operate nel periodo antecedente alla data di ammissione della società alla procedura di A.S. rilevano come debito della società e non della procedura, con la conseguenza che non è configurabile un autonomo obbligo incondizionato di versamento delle predette ritenute da parte del Commissario straordinario.

In particolare, ai fini dell’insorgenza del debito é rilevante il momento in cui la ritenuta è operata e non anche la data in cui il versamento del debito di imposta deve essere eseguito.

Rimane possibile l’applicazione del disposto dell’art. 3, comma 1-bis, del D.L. n. 347 del 2003, secondo cui “Il giudice delegato, prima dell’autorizzazione del programma può autorizzare il commissario straordinario al pagamento di creditori anteriori, quando ciò sia necessario per evitare un grave pregiudizio alla continuazione dell’attività d’impresa o alla consistenza patrimoniale dell’impresa stessa”.

Viceversa, per i debiti di imposta (ad esempio per ritenute o per IVA) maturati successivamente alla data di ammissione della società alla procedura di A.S., saranno i Commissari straordinari a rispondere, sia dal punto di vista amministrativo che penale, dell’eventuale omesso pagamento.

(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 161/E del 16.06.2009)



A cura di Vincenzo D’Andò

 

 

 


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