E’ improcedibile il ricorso per cassazione senza relata di notifica


          Nel caso in cui il ricorrente per cassazione non alleghi che la sentenza impugnata gli è stata notificata, producendo solo una copia autentica dell’atto impugnato senza la relazione di notificazione, il ricorso per cassazione è improcedibile.

          Il principio sopra esposto emerge da una interessante ordinanza della Corte di Cassazione a sezioni unite (Ord. n. 9004 del 16 aprile 2009) in cui viene affermato, inoltre, che in tema di ricorso per regolamento di competenza si potrebbe evitare la declaratoria di improcedibilità soltanto producendo separatamente una copia autentica della sentenza impugnata con la relata di notifica.

          Con una ordinanza di rimessione, atteso un aperto contrasto in seno alle sezioni semplici della Suprema Corte, è stata posta alle sezioni unite la questione se il ritardato deposito del biglietto di cancelleria attestante la data di ricevimento della comunicazione della sentenza di incompetenza possa avere luogo ex art. 372 Cpc, unitamente alla memoria depositata dal ricorrente.

 

          Il predetto art. 372 Cpc prevede la non ammissibilità del deposito di atti e documenti non prodotti nei precedenti gradi di giudizio, specificando al secondo comma che il deposito dei documenti relativi all’ammissibilità può avvenire indipendentemente da quello del ricorso e del controricorso (1)Il precedente art. 369 Cpc prevede, altresì, che il ricorso con i documenti necessari va depositato nella cancelleria della corte, a pena di improcedibilità nel termine di venti giorni dall’ultima notificazione alle parti contro le quali è proposto; tra detti documenti rientra il biglietto di cancelleria da cui risulti la data di avvenuta comunicazione del provvedimento impugnato.

 

          Secondo un precedente orientamento giurisprudenziale, il mancato deposito della copia autenticata della sentenza impugnata comportava, in ogni caso, l’improcedibilità del ricorso, da dichiararsi d’ufficio senza alcuna possibilità di sanatoria mediante il successivo deposito di detta copia (2). Altro orientamento aveva statuito che l’obbligo del deposito, da parte del ricorrente, di copia autentica della sentenza (con la relata di notifica) era soddisfatto o quando tale deposito avvenisse contestualmente a quello del ricorso o comunque fosse stato effettuato con le modalità fissate dal secondo comam del citato art. 372 (Cfr. Cass. 8 gennaio 1998, n. 125; 23 giugno 1986, n. 4172; 21 ottobre 1995, n. 10959).

 

          Successivamente un pronunciamento delle sezioni unite ha affermato che il deposito della copia autenticata della sentenza può avvenire separatamente rispetto al deposito del ricorso, purché nel termine perentorio di venti giorni dall’ultima notificazione del ricorso ai sensi del disposto del primo comma dell’art. 369 Cpc (3). Rispetto a detto orientamento tracciato dalle sezioni unite, devono  annoverarsi altre pronunce che hanno avallato l’originaria posizione della Suprema Corte (4) ed, in particolare, la recente sentenza n. 7027 del 14 marzo 2008 ha stabilito che la sanzione dell’improcedibilità del ricorso per cassazione ex art. 369, secondo comma, Cpc trova applicazione solo in relazione alla prescrizione principale (rectius: produzione di copia autentica della sentenza impugnata) e non già rispetto alla produzione della copia con la relazione di notifica.

 

          Emergono da quanto precede due indirizzi di cui uno riconosce nel processo e nelle sue forme una funzione pubblicistica finalizzata ad un ordinato svolgimento dello stesso, mentre l’altro di natura sostanzialista che pone l’accento sulla possibilità di sanare gli effetti sanzionatori nell’ipotesi in cui lo scopo delle regole sia stato già raggiunto.

          Le sezioni unite hanno ritenuto, fornendo un esaustivo e articolato quadro giurisprudenziale-normativo, che l’improcedibilità è senza dubbio una sanzione grave fissata dalla legge processuale nel caso in cui la parte non assolva ad un onere previsto per la prosecuzione del processo. Il compimento di tale onere deve avvenire entro determinati termini, scaduti i quali, il potere cessa e scatta la sanzione.

 

          Appare ragionevole che il legislatore abbia previsto delle regole rigide a chi instaura un certo tipo di processo e tra queste regole vi è quella che assegna al ricorrente l’onere di depositare nei termini la sentenza impugnata con la relazione di notifica.

          In conclusione le sezioni unite, avallando il precedente indirizzo giurisprudenziale di cui alla sentenza n. 11932 del 1998 (Cfr nota sub. 1), risultato più equilibrato nel dirimere il caso di specie, hanno affermato che nell’ipotesi in cui il ricorrente per cassazione non alleghi che la sentenza impugnata gli è stata impugnata, la Corte di cassazione deve ritenere che il ricorrente abbia esercitato il diritto di impugnazione entro il termine lungo e procedere all’accertamento della sua osservanza. Tuttavia, qualora o per eccezione del controricorrente o per le emergenze del diretto esame di documenti prodotti dalle parti o del fascicolo d’ufficio emerga che la sentenza impugnata era stata notificata ai fini del decorso del termine di impugnazione, la Corte, indipendentemente dal rispetto della tempestività del termine breve, deve rilevare che il ricorrente non ha ottemperato all’onere del deposito della copia notificata entro il termine di cui all’art. 369, primo comma, Cpc (venti giorni dall’ultima notificazione) e dichiarare il ricorso improcedibile, atteso che l’improcedibilità di quest’ultimo precede quello della sua eventuale inammissibilità.

 

 La previsione normativa dell’onere di deposito a pena di improcedibilità (art. 368, secondo comma, n.2, Cpc) è funzionale al riscontro della tempestività dell’esercizio del diritto di impugnazione che, avvenuta la notificazione della sentenza, è esercitatile solo con l’osservanza del termine breve. Nel caso in cui il ricorrente alleghi che la sentenza impugnata gli è stata notificata, producendo una copia autentica della stessa senza la relata di notificazione, il ricorso per cassazione è improcedibile, potendo evitare l’improcedibilità solo la produzione separata di una copia con la relata nel rispetto del secondo comma dell’art. 372 Cpv ed entro il termine di cui al primo comma dell’art. 369.

 

          In tema di ricorso per regolamento di competenza, l’obbligo del deposito del ricorrente, unitamente alla copia autentica della sentenza impugnata, del biglietto di cancelleria da cui desumere la tempestività dell’istanza di regolamento può essere soddisfatto mediante il deposito del predetto biglietto insieme al ricorso per cassazione oppure attraverso le modalità  di cui al secondo comma dell’art. 372 Cpc, purché nel termine stabilito dal già citato primo comma dell’art. 369.

 

Enzo Di Giacomo

25 Giugno 2009

 


NOTE

 

(1) Cass, SS.UU., 19 giugno 2000, n. 450.

 

(2) Cfr. Cass. 3 luglio 1971, n. 2046; 26 febbraio 1980, n. 1333; 20 gennaio 1984, n. 499; 7 aprile 1987, n. 3372.

 

(3) Cass, SS.UU., 25 novembre 1998, n. 11932. La sanzione dell’improcedibilità non può essere evitata mediante equipollenti, quali il deposito da parte del controricorrente di copia della sentenza stessa o l’esistenza della medesima nel fascicolo d’ufficio.

 

(4) Cass. Ord. 17 dicembre 2002, n. 18019; sent. 5 febbraio 2007, n. 2452


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