Novità fiscali del 5 maggio 2009: disciplina ai fini IRAP delle spese di rappresentanza/vitto/alloggio; redditometro: sentenza della Cassazione; modello 730/2009: circolare dell’Agenzia delle Entrate; valore normale immobili nel mirino U.E.; sospensione dei termini tributari


 






 


Indice:


 


1) Disciplina ai fini IRAP delle spese di rappresentanza/vitto/alloggio


 


2) Retroattività del redditometro: Sentenza della Cassazione


 


3) Modello 730/2009: circolare dell’Agenzia delle Entrate


 


4) Brevi fiscali e contributive (Associazioni sportive, 5 per mille; valore normale immobili nel mirino Ue; sospensione dei termini tributari: messaggio Inps)


 


 


1) Disciplina ai fini IRAP delle spese di rappresentanza/vitto/alloggio


L’IRDCEC (Istituto di ricerca dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili), con la circolare n. 9/IR del 27.04.2009, ha, peraltro, evidenziato gli effetti prodotti sulla disciplina dell’IRAP dalle nuove regole in materia di spese di rappresentanza e di spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande.


In contrasto con quanto affermato dall’Agenzia delle Entrate nella circolare di marzo 2009, tale Istituto di ricerca ha, invece, evidenziato che é possibile dedurre il costo dell’Iva dalle ricevute fiscali (qualora non sia stata richiesta la fattura), fornendo le relative (peraltro, convincenti) motivazioni.


In particolare, tale documento ha trattato i seguenti argomenti:


– Le spese di rappresentanza nel reddito di impresa;


– generalità e decorrenza della nuova disciplina;


– tratti caratteristici delle spese di rappresentanza e loro inerenza all’attività esercitata;


– requisito di congruità;


– beni distribuiti gratuitamente di valore unitario non superiore a cinquanta euro;


– adempimenti a carico dei contribuenti;


– spese non considerate di rappresentanza;


– discipline speciali derogatorie delle norme in materia di spese di rappresentanza;


– disciplina ai fini dell’IVA delle spese di rappresentanza;


– nuovo regime ai fini dell’IVA delle spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande;


– nuovo regime ai fini delle imposte sui redditi delle spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande;


– disciplina ai fini dell’IRAP delle spese di rappresentanza e di vitto e alloggio;


– società di capitali ed enti assimilati;


– imprenditori individuali, società di persone commerciali e soggetti assimilati;


– persone fisiche, società semplici e soggetti ad essi equiparati esercenti arti e professioni.


Disciplina ai fini dell’IRAP


Per le società di capitali e gli enti commerciali (diversi dai soggetti operanti nel settore bancario, finanziario o assicurativo) il nuovo sistema ha visto lo “sganciamento” del tributo regionale dall’imposta sul reddito, non essendo più necessario in sede di determinazione dell’imponibile dell’IRAP effettuare le variazioni in aumento ed in diminuzione richieste ai fini delle imposte sul reddito (anche in forza di disposizioni non previste dal TUIR), ma dovendosi assumere le voci rilevanti ai fini del tributo “così come risultanti dal conto economico dell’esercizio” .


Per gli altri soggetti passivi del tributo (imprenditori individuali, società di persone commerciali e soggetti assimilati da un lato, persone fisiche, società semplici e soggetti ad essi equiparati dall’altro), i proventi e gli oneri concorrenti alla determinazione della base imponibile, analiticamente individuati dalle norme loro riservate, continuano invece a rilevare nella stessa misura prevista ai fini delle imposte sui redditi.


Società di capitali ed enti assimilati


Per effetto delle rilevanza attribuita al principio di derivazione dall’art. 5 del D.Lgs. n.  446/1997, le società di capitali, gli enti commerciali e i soggetti assimilati di cui  all’art. 73, comma 1, lettere a) e b), del TUIR (diversi da quelli operanti nei settori bancario, finanziario o assicurativo) possono dedurre dalla base imponibile dell’IRAP le spese di rappresentanza e le spese di vitto e alloggio classificate in voci del conto economico rilevanti ai fini della determinazione del valore della produzione netta.


Le spese di rappresentanza devono essere rilevate nelle voci B.6) o B.7) del conto economico a seconda che siano costituite dall’acquisizione, rispettivamente, di beni ovvero di servizi.


Nella voce B.7) del conto economico sono altresì rilevati i costi per servizi alberghieri, di mensa e di ristorazione.


La voce B.14), relativa agli “oneri diversi di gestione”, accoglie invece gli omaggi e gli articoli promozionali.


Anche nel caso in cui i beni o i servizi siano acquistati per essere destinati ai dipendenti o ai collaboratori, la classificazione per natura impone di contabilizzare le spese in oggetto nelle predette voci del conto economico, anziché negli “altri costi del personale” di cui alla voce B.9) del medesimo conto.


L’espressa previsione di cui al comma 3 dell’art. 5 del D.Lgs. n. 446/1997, secondo cui non sono ammesse in deduzione le spese per il personale dipendente e assimilato classificate in voci diverse da quella B.9) del conto economico, non deve intendersi preclusiva alla deducibilità delle spese di vitto e alloggio destinate a dipendenti e collaboratori.


Il legislatore, con il nuovo comma 3 dell’art. 5 del decreto IRAP, non ha inteso disconoscere la deducibilità delle spese per il personale che, nel regime previgente, erano pacificamente deducibili (come quelle sostenute per il vitto e l’alloggio dei dipendenti in trasferta), ma ha voluto soltanto precisare che l’indeducibilità delle spese per il personale in senso proprio resta ferma a prescindere dalla classificazione in bilancio delle stesse e, dunque, anche nel caso in cui esse siano confluite in voci diverse da quella B.9) del conto economico.


Per quanto concerne il quantum deducibile delle spese di rappresentanza e delle spese di vitto e alloggio, il comma 1 del citato art. 5 stabilisce che le voci di costo rilevanti ai fini del tributo regionale, sempre che correttamente iscritte in bilancio, concorrono a formare la base imponibile per l’importo “risultante dal conto economico”, a prescindere dalle condizioni e dai limiti di deducibilità fissati ai fini delle imposte sui redditi.


Ne consegue dunque che non rilevano ai fini dell’IRAP né i limiti di congruità previsti dal D.M. del 19.11.2008 in materia di spese di rappresentanza, né quello del 75% previsto dall’art. 109, comma 5, del TUIR, in materia di spese di vitto e alloggio.


Riguardo tali ultime spese, viene ritenuta deducibile anche l’eventuale IVA rimasta a carico del contribuente per effetto della rinuncia all’esercizio del relativo diritto alla detrazione.


Imprenditori individuali, società di persone commerciali e soggetti assimilati


In base al nuovo regime, per gli imprenditori individuali, le società di persone commerciali e i soggetti assimilati a norma dell’art. 5 comma 3 del TUIR si prescinde dalle risultanze di bilancio e la base imponibile è costituita dalla differenza tra i proventi e gli oneri indicati nel nuovo art. 5-bis, comma 1, del D.Lgs n. 446/1997.


In particolare, gli oneri rilevanti sono costituiti dai costi delle materie prime, sussidiarie e di consumo, dai costi delle merci, dai costi dei servizi, nonché dagli ammortamenti e dai canoni di locazione, anche finanziaria, dei beni strumentali materiali e immateriali.


La circolare dell’Agenzia delle Entrate 28.10.2008, n. 60/E, ha chiarito che, per la corretta individuazione di tali oneri, occorre fare riferimento alla classificazione per natura tipica del bilancio, dal momento che la normativa sul reddito d’impresa non disciplina espressamente tali componenti di costo.


Detti oneri dunque, seppur deducibili secondo l’ammontare risultante dall’applicazione delle disposizioni generali del reddito d’impresa, si assumono nell’imponibile ai fini dell’IRAP applicando i corretti principi contabili.


Ad avviso dell’Agenzia delle Entrate, i costi per servizi possono invece essere individuati sulla base della disciplina prevista, ai fini delle imposte sui redditi, dal D.M. 17.01.1992.


Tali costi risultano pertanto deducibili a prescindere dalla loro classificazione civilistico-contabile.


Alla luce di ciò, in linea generale, sia le spese di rappresentanza, sia le spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande sono deducibili nella determinazione dell’imponibile ai fini dell’IRAP.


Qualche dubbio sussiste invece in ordine alla deducibilità delle spese per omaggi ed articoli promozionali classificabili nella voce B.14) del conto economico.


In ordine al quantum deducibile, tali spese rilevano, in ogni caso, nella misura determinata ai fini delle imposte sui redditi.


Lo stesso principio, per evidenti ragioni sistematiche, viene ritenuto valido anche per la deducibilità dell’IVA relativa alle spese di vitto e alloggio eventualmente rimasta a carico del contribuente.


Persone fisiche, società semplici e soggetti ad essi equiparati esercenti arti e professioni


Tali soggetti, a norma dell’art. 8 del D.Lgs. 15.12.1997, n. 446, determinano la base imponibile del tributo regionale come differenza tra l’ammontare dei compensi percepiti e l’ammontare dei costi sostenuti inerenti alla attività esercitata, compreso l’ammortamento dei beni materiali e immateriali, esclusi gli interessi passivi e le spese per il personale dipendente.


I compensi, i costi e gli altri componenti si assumono così come rilevanti ai fini della dichiarazione dei redditi.


Pertanto, viene osservato come non vi siano ostacoli alla deducibilità, anche ai fini dell’IRAP, delle spese di rappresentanza e delle spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande, seppur nei limiti previsti ai fini delle imposte sui redditi.


Le medesime conclusioni valgono per l’IVA relativa alle spese di vitto e alloggio eventualmente rimasta a carico del contribuente.


(Istituto di Ricerca dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili, circolare n. 9/IR  del 27.04.2009)


 


 


2) Retroattività del redditometro: Sentenza della Cassazione


Non si applicano i nuovi parametri se sono più onerosi dei precedenti.


Non è, quindi, valido l’avviso di accertamento che, applicando il nuovo sistema di calcolo introdotto nel 1992 per determinare in via sintetica ed induttiva il reddito del 1989, comporta una maggiore onerosità per il contribuente.


La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il calcolo induttivo del reddito con effetto retroattivo se con l’utilizzo dei nuovi indici di capacità contributiva il reddito risulta più elevato di quello che si sarebbe ottenuto applicando i vecchi parametri.


Nel caso di specie la Suprema Corte ha esaminato la situazione di un contribuente al quale l’Amministrazione finanziaria aveva notificato un avviso di rettifica del reddito conseguito nel 1989, calcolato induttivamente sulla base dei D.M. del 1992, esprimendo che “l’applicazione retroattiva del redditometro non è valida se si utilizza una normativa diversa di calcolo, con differenti parametri di base e nuovi coefficienti di valutazione”.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 10028 del 29.04.2009)


 


 


3) Modello 730/2009: circolare dell’Agenzia delle Entrate


L’Agenzia delle Entrare ha diffuso una circolare sul modello 730/2009 – Redditi 2008 – Assistenza fiscale prestata dai sostituti di imposta, dai Centri di assistenza fiscale per lavoratori dipendenti e dai professionisti abilitati.


In particolare tale documento ha illustrato la seguente disciplina:


– Contribuenti che possono utilizzare il modello 730;


– Dichiarazione congiunta;


– Dichiarazione “730-integrativo”;


– Quadro ICI;


– Versamenti d’acconto e pagamenti rateali;


Assistenza fiscale prestata dai sostituti d’imposta;


– Soggetti che possono prestare assistenza fiscale;


– Presentazione del modello 730 ai sostituti d’imposta;


– Adempimenti del sostituto d’imposta;


– Assistenza fiscale prestata dai CAF-dipendenti e dai professionisti abilitati a fornire assistenza fiscale;


– Soggetti che possono prestare assistenza fiscale;


– Compensi;


– Presentazione del modello 730 al CAF o al professionista abilitato;


– Adempimenti dei CAF e dei professionisti abilitati;


– Flusso telematico dei modelli 730-4;


– Controlli sulla documentazione;


– Conguagli.


Le principali date da ricordare per il Modello 730/2009:
































Adempimento


Assistenza sostituti di imposta


Assistenza CAF e professionisti abilitati


Comunicazione disponibilità


15 gennaio


 


Consegna 730 da parte del dipendente/pensionato


30 aprile


1° giugno (1)


Consegna 730 al dipendente/pensionato


1° giugno (1)


15 giugno


Trasmissione 730 all’Agenzia delle Entrate


15 luglio (2)


15 luglio (2)


Presentazione 730 integrativo


 


26 ottobre (3)


Consegna copia 730 integrativo al dipendente/pensionato


 


10 novembre


Note:
(1) Il termine originario del 31 maggio, per l’anno 2009, poiché cade di domenica, viene posticipato al 1° giugno;


(2) Dal 2010, il termine è fissato al 30 giugno;


(3) Il termine originario del 25 ottobre, per l’anno 2009, poiché cade di domenica, viene posticipato al 26 ottobre.


(Agenzia delle Entrate, circolare n. 21 del 04.05.2009)


 


 


4) Brevi fiscali e contributive


 


Associazioni sportive dilettantistiche: Pubblicati in G.U. i nuovi requisiti per il 5 per mille


È in Gazzetta Ufficiale il decreto che, a completamento di quanto previsto dal D.M. del 02.04.2009, ha allargato la platea dei possibili destinatari del 5 per mille.


Adesso, infatti, vi rientrano anche  le  associazioni  sportive dilettantistiche in possesso del riconoscimento  ai  fini  sportivi  rilasciato  dal  CONI,  nella cui organizzazione é  presente  il  settore  giovanile,  affiliate alle Federazioni  sportive nazionali e alle Discipline sportive associate, che  svolgono  prevalentemente  attività  di avviamento e formazione allo  sport  dei  giovani  di  età  inferiore  a  18 anni, ovvero di avviamento  alla  pratica  sportiva  in favore di persone di età non inferiore  a  60  anni,  o  nei confronti di soggetti svantaggiati in ragione  delle  condizioni  fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari.


(D.M. Ministero dell’Economia e delle Finanze 16.04.2009, in G.U. n. 100 del 02.05.2009)


 


 


– Crediti previdenziali: Riscossione coattiva a mezzo ruolo


L’INPS ha chiarito le modalità per procedere all’affidamento agli Agenti della riscossione di crediti già in carico agli Uffici Legali in base a quanto dispone la legge n. 33 del 09 aprile 2009.


(Circolare INPS n. 67 del 30.04.2009)


 


 


– Rimborsi IVA: Competenza della Commissione tributaria anche se l’azione viene proposta dal cessionario


La domanda di restituzione di somme versate a titolo di IVA, una volta che l’amministrazione ha rifiutato il rimborso esplicitamente o implicitamente, rientra nella giurisdizione delle Commissioni tributarie, anche quando sia proposta, anziché dal contribuente, dal terzo cessionario del credito.


(Corte di Cassazione Cassazione, sentenza, sezioni unite, n. 9668 del 23.04.2009)


 


 


– Software di compilazione modelli IRAP 2009


Dal 04.05.2009, sul sito dell’Agenzia delle Entrate è disponibile la versione del software IRAP 2009 (1.0.0 del 29/04/2009) che consente la compilazione del modello IRAP 2009.


(Agenzia delle Entrate, nota del 04.05.2009)


 


 


– Immobili e valore normale: Italia nel mirino dell’Ue


La Commissione europea, ha reso noto il contenuto di un parere motivato inviato alle autorità italiane e riguardante la richiesta di modifiche della legislazione nazionale relativamente alla possibilità di quantificare la base imponibile delle cessione di immobili sulla base del valore normale e a prescindere dall’esistenza di prove di frode o evasione fiscale.


Tale normativa, infatti, sebbene consenta al contribuente di provare la correttezza e la buona fede del suo comportamento, risulta sproporzionata per i contribuenti.


Per Bruxelles la prova dell’evasione fiscale deve essere fornita dagli stessi organi preposti al controllo e non “ribaltata” sul contribuente.


Comunque, le modifiche apportate all’art. 54 comma 3 del DPR n. 633/1972 sono in contrasto la direttiva Iva e, in particolare, con gli artt. 73 ed 80.
Come è noto il D.L. n. 223/2006 ha modificato l’articolo 54 comma 3 del citato DPR Iva.


A seguito di tale variazione è stata riconosciuta all’Amministrazione fiscale la possibilità di rettificare la dichiarazione Iva sulla base della presunzione che la base imponibile per la cessione di immobili sia il valore normale.


La richiesta di modifica della legislazione Iva da parte della Commissione europea è stata trasmessa alle Autorità italiane sotto forma di parere motivato, seconda fase del procedimento di infrazione previsto dall’art. 226 del trattato CE.


Adesso si attendono le decisioni del Governo italiano che deve decidere sulle osservazioni elevate.


Qualora la legislazione nazionale non venisse modificata, la Commissione potrebbe adire la Corte di giustizia europea.


 


 


– Dichiarazione dei redditi: i recenti chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate


Sull’argomento dichiarazione dei redditi, di estrema attualità (visto il periodo), l’Agenzia delle Entrate ha già fornito i primi chiarimenti con i seguenti documenti:


– risoluzione n. 114/E del 28 aprile 2009, che consente la deduzione dei contributi previdenziali dovuti da un contribuente deceduto e versati dal coniuge superstite per ottenere la pensione di reversibilità;


– circolare n. 18/E del 21 aprile 2009, in merito alla possibilità di autocertificare la richiesta della detrazione per familiari a carico residenti all’estero e all’obbligo, dal 1° gennaio 2008, dello scontrino parlante per documentare l’acquisto di medicinali, comprensivo del codice fiscale del destinatario;


– risoluzione n. 77/E del 24 marzo 2009, nella quale è stato precisato che la residua detrazione IRPEF, spettante in materia di ristrutturazioni, si trasmette all’acquirente non solo quando viene ceduto l’intero immobile, ma anche quando la parte acquirente diventa sua proprietaria esclusiva;


– risoluzione n. 50/E del 25 febbraio 2009, che ha chiarito le modalità di ripartizione tra i genitori delle spese sostenute per i figli di età compresa tra i 5 e i 18 anni, per l’iscrizione annuale e l’abbonamento ad associazioni sportive, palestre, piscine e altre strutture destinati alla pratica sportiva dilettantistica;


– circolare n. 2/E/2009, che ha fornito chiarimenti sul bonus famiglie.


 


– INPS – Messaggio 30 aprile 2009, n. 9740


Sospensione degli adempimenti e versamenti tributari a favore dei soggetti residenti nel territorio della provincia di L’Aquila, colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009


A seguito degli eventi sismici di cui all’oggetto, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6 Aprile 2009 è stato dichiarato lo stato di emergenza nel territorio della Provincia di L’Aquila.


Il Ministro dell’economia e delle finanze con decreto del 9/4/2009 (G.U. n. 84 del 10/4/2009) all’art.1, comma 1, ha disposto che siano sospesi, dal 6 aprile 2009 al 30 novembre 2009, i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti tributari aventi scadenza nel medesimo periodo, in favore delle persone fisiche che, alla predetta data del 6 aprile 2009, avevano la residenza nel territorio della provincia di L’Aquila.


Ai sensi dell’art.1, comma 3, dell’anzidetto decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, l’Istituto non dovrà operare, a richiesta degli interessati, le ritenute alla fonte ai sensi degli artt. 23, 24, 25, 25-bis, 28 secondo comma, e 29 del D.P.R. 600/73 nei confronti dei pensionati o percettori di prestazioni a sostegno del reddito, nonché dei dipendenti dell’Istituto, che, alla data del 6 aprile 2009, avevano la residenza nel territorio della provincia di L’Aquila. Si precisa che le ritenute già operate devono comunque essere versate.


Con successivo decreto del MEF possono essere individuati altri Comuni relativamente ai quali trova applicazione la predetta sospensione.


Si fa presente, infine, che, ai sensi dell’art.1,, comma 5, del provvedimento citato, saranno stabilite con successivo decreto le modalità di effettuazione degli adempimenti e dei versamenti sospesi.


 


[1] Allegato


Istanza di sospensione delle ritenute fiscali d’acconto


 


All’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale


Sede di__________


 


Il sottoscritto ____________________________________ nato a ______________ prov ___ il ____________ codice fiscale _______________ in qualità di percettore  da parte dell’INPS di:


 


|_| pensione


|_| prestazione a sostegno del reddito


|_| retribuzione


|_| compenso per prestazione di lavoro autonomo,


 


chiede,


 


ai sensi del Decreto del Ministro dell’economia e finanze del 9/4/2009, la non applicazione delle ritenute alla fonte a titolo di acconto.


A tal fine, consapevole delle sanzioni penali previste per le false dichiarazioni, dichiara, ai sensi dell’articolo 46 del DPR 28 dicembre 2000 n.445:


 


– di avere avuto, alla data del 6 aprile 2009, la residenza nel territorio della provincia di L’Aquila e precisamente a ________________, in via/piazza ____________________ n.___ .


 


data_______________


 


___________________________________


firma del dichiarante (per esteso e leggibile)


 


 


  


A cura di Vincenzo D’Andò


 


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