Gli ammortizzatori sociali: un nuovo provvedimento legislativo introduce incentivazioni per l’assunzione di lavoratori licenziati o sospesi dal lavoro


Il decreto incentivi (Legge n. 33 del 9 aprile ’09) si muove sugli ammortizzatori sociali introducendo nuove agevolazioni per le aziende che assumono lavoratori licenziati o sospesi.


In particolare il legislatore focalizza l’intervento:


§        agevolando il pagamento diretto della Cigs, anche in deroga;


§        concedendo contributi per assunzioni di lavoratori beneficiari degli ammortizzatori sociali in deroga;


§        estendendo i requisiti soggettivi ordinari per poter beneficiare degli ammortizzatori sociali in deroga;


§        ripristinando l’obbligo dell’intervento integrativo dell’ente bilaterale per poter beneficiare della disoccupazione per crisi aziendale e/o occupazionale;


§        ampliando il campo di applicazione del lavoro autonomo accessorio.


 


In tema di Cig straordinaria è modificata la disposizione che regolamenta la possibilità di chiedere il pagamento diretto dell’Inps;  in caso di azienda in comprovate difficoltà finanziarie, accertate dalla Dpl, il pagamento diretto della cassa integrazione può essere disposto dal Ministero del lavoro nei confronti dell’Inps contestualmente all’autorizzazione all’integrazione salariale, salvo revoca, qualora il servizio ispettivo della Dpl accerti l’assenza di difficoltà finanziarie. Le istanze per la richiesta di Cigs devono essere presentate entro venti giorni dall’inizio della sospensione o dalla riduzione dell’orario di lavoro (in precedenza erano venticinque giorni dalla fine del periodo di paga in corso al termine della settimana in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione dell’orario). Viene anche introdotta, in via sperimentale per gli anni 2009 e 2010, una procedura che autorizza l’Inps ad anticipare (con riserva di ripetizione) le integrazioni salariali in deroga, che sono in attesa di autorizzazione.


 


Per Cigs, mobilità e disoccupazione speciale in deroga viene disposto quanto segue:


§        il Ministero del lavoro, sulla base di specifici accordi governativi e per periodi non superiori a 12 mesi, può concedere, anche senza soluzione di continuità, trattamenti di Cigs, mobilità e disoccupazione speciale, anche con riferimento a settori produttivi e ad aree regionali;


§        i trattamenti concessi a norma della Finanziaria 2008, con apposito decreto ministeriale, possono essere prorogati, sulla base di specifici accordi governativi e per periodi non superiori a 12 mesi.


 


Per  l’accesso ai suddetti interventi, sono stabilite delle condizioni:


§        l’ammissione del lavoratore al trattamento Cigs è subordinata al conseguimento di un’anzianità lavorativa presso l’impresa di almeno novanta giorni alla data della richiesta del trattamento;


§        l’ammissione del lavoratore alla mobilità è subordinata (esclusa edilizia) al conseguimento di un’anzianità aziendale di almeno dodici mesi, di cui almeno sei di lavoro effettivamente prestato, ivi compresi i periodi di sospensione del lavoro derivanti da ferie, festività e infortuni.


Per il calcolo si considerano valide anche le mensilità contributive accreditate dalla medesima impresa presso la gestione separata Inps per i soggetti che abbiano conseguito, in regime di monocommittenza, un reddito superiore a 5.000 euro complessivamente riferito a dette mensilità.


 


Il provvedimento interviene in modo concreto verso la rioccupazione dei lavoratori sospesi o licenziati; a tal fine introduce delle incentivazioni per i datori di lavoro, di cui all’art. 1 della legge n. 223/1991, che assumono questi lavoratori.  E’ necessario, però, che non abbiano in atto sospensioni dal lavoro, che assumano, senza esserne tenuti, lavoratori destinatari per gli anni 2009 e 2010 degli ammortizzatori sociali in deroga licenziati o sospesi per cessazione totale o parziale dell’attività o per intervento di procedura concorsuale da imprese escluse dalla disciplina della legge n. 223/1991. Il beneficio è erogato dall’Inps attraverso il conguaglio con i contributi dovuti. L’agevolazione non è concessa con riferimento a quei lavoratori che siano stati collocati in mobilità, nei sei mesi precedenti, da parte di impresa dello stesso o di diverso settore di attività che, al momento del licenziamento, presenta assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli dell’impresa che assume, ovvero risulta con quest’ultima in rapporto di collegamento o controllo.


 


All’atto dell’assunzione l’impresa deve attestare, sotto la propria responsabilità, che non ricorra nessuna delle menzionate condizioni ostative. E’ acclarata la necessità di essere in regola con documento di regolarità contributiva (Durc). Si ricorda infine, che continuano a valere gli incentivi per i datori di lavoro che assumono lavoratori beneficiari di ammortizzatori sociali non in deroga (disoccupati di lunga durata, in mobilità e in Cigs).


 


Requisiti di disoccupazione


Modificato l’art. 19 del Dl n. 185/2008 (legge n. 2/2009) nei commi 1 e 1bis e integrato del comma 1ter; al riguardo:


§        la disoccupazione (requisiti normali e requisiti ridotti massimo 90 giornate nell’anno solare) per sospensione a causa di crisi aziendali od occupazionali (riservata ai dipendenti di imprese escluse dalla Cig) viene ricondizionata all’intervento integrativo dell’ente bilaterale nella misura minima del 20% dell’indennità di disoccupazione; in mancanza dell’ente bilaterale si può passare direttamente agli ammortizzatori sociali in deroga;


§        ai soggetti (compresi gli apprendisti) destinatari della disoccupazione (sospesi per crisi aziendale od occupazionale) devono essere garantite le tutele economiche di cui al comma 8 del medesimo art. 19.


 


Contratti di solidarietà


E’ prorogata a tutto il 2009 la possibilità per le imprese escluse dalla Cigs di stipulare contratti di solidarietà difensivi a norma dell’art. 5 della legge n. 236/1993 e successive modificazioni per la durata massima di 2 anni. Il contratto, all’atto della stipula, necessita di istanza da presentare alla Dpl di zona, e comporta l’erogazione all’azienda di un contributo del 50% di cui la metà da destinare ai lavoratori. La novità del provvedimento in esame, è l’allargamento del campo di applicazione prevedendo che si possa ricorrere al contratto di solidarietà non solo per evitare o ridurre le eccedenze del personale nel corso di una procedura di licenziamento collettivo (almeno 5 lavoratori nell’arco di 120 giorni), ma anche al fine di evitare licenziamenti plurimi individuali per giustificato motivo oggettivo.


 


Collaborazioni coordinate e continuative


I rapporti di collaborazione coordinata e continuativa sono interessati da un incremento dell’indennità a sostegno del reddito: si passa dal 10% al 20% del compenso dell’anno precedente. In via sperimentale, per il periodo 2009-2011, e nei soli casi di fine lavoro, i collaboratori a progetto, iscritti in via esclusiva alla gestione separata Inps, con esclusione dei professionisti titolari di partita Iva, hanno diritto ad una somma in un’unica soluzione pari al 20% del reddito percepito l’anno precedente. E’ necessario, però, che operino le seguenti condizioni:


§        siano in regime di monocommittenza;


§        abbiano conseguito l’anno precedente un reddito compreso tra 5.000 euro ed il minimale di reddito imponibile per i commercianti (13.819 euro per il 2008 14.240 euro per il 2009), e siano stati accreditati presso la gestione separata contributi per un numero di mensilità non inferiore a 3;


§        non risultino accreditati nell’anno precedente almeno due mesi di contributi presso la predetta gestione separata.


 


Lavoro autonomo accessorio


Viene ampliato il campo di applicazione del lavoro autonomo accessorio (ex art. 70 Dlgs n. 276/2003). Sono ora compresi nella tipologia contrattuale:


§        i lavori di emergenza e solidarietà;


§        le assunzioni di giovani regolarmente iscritti a un ciclo di studi, con meno di 25 anni, non solo per i periodi di vacanza ma anche per le giornate di sabato e la domenica;


§        le attività agricole di carattere stagionale svolte non solo da pensionati e giovani studenti, ma anche da casalinghe;


§        le attività lavorative in qualsiasi settore produttivo da parte di pensionati.


 


Infine, in via sperimentale, possono accedere al lavoro accessorio tutti i settori produttivi nel limite massimo di 3.000 euro per anno solare, con riferimento a percettori di prestazioni integrative del salario o sostegno al reddito.


6 maggio 2009

Angelo Facchini


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