G.D.F. ed Equitalia insieme a caccia degli evasori


          Con circolare 8 maggio 2009, prot. n. 0155554 il Comando generale della Guardia di Finanza – III reparto  operazioni    Uff. tutela entrate – ha fornito delle interessanti indicazioni operative per l’attuazione del piano di controlli 2009, anche alla luce delle esigenze rappresentate da Equitalia  s.p.a., per indirizzare, in particolare, gli accertamenti patrimoniali  finalizzati alla riscossione, su obiettivi più concreti, efficaci ed immediatamente utilizzabili per l’attività di recupero coattivo.


          Dati i risultati positivi riscontrati nel corso del 2008 il Comando  Generale ha previsto un aumento degli interventi nella misura del 20% in più rispetto allo scorso anno (da 750 a 9002),  suddivisi  tra  accertamenti  patrimoniali” ed “interventi per pignoramento” come di seguito indicato: 

















TIPOLOGIA DI INTERVENTO


N. RICHIESTE PER IL 2009


Interventi per pignoramento


180


Accertamenti patrimoniali


720


TOTALI


900


     


          Gli interventi per pignoramento pianificati per  il  2009  avranno  le stesse caratteristiche e modalità di esecuzione di quelli eseguiti nel  2008 (i militari del Corpo chiamati a prestare assistenza agli ufficiali della  riscossione, in questo campo d’azione,  dovranno assolvere  alle funzioni di “forza pubblica” ai sensi dell’art. 513 c.p.c., nelle ipotesi in cui le circostanze effettive del pignoramento dovessero rendere opportuna l’adozione di particolari misure finalizzate a garantire la regolarità e la sicurezza delle operazioni. In questo senso, occorrerà valutare la natura  e le caratteristiche del contesto ambientale in cui dette operazioni  dovranno essere eseguite, in modo da calibrare opportunamente l’entità – di massima, 3 o 4 militari – ed il tipo – contingente ordinario  e/o,  nei  casi  a  maggior rischio di possibili resistenze o reazioni, militari specializzati A.T.P.I.) – di personale da impiegare per i singoli interventi.



 


          Gli accertamenti patrimoniali, per converso, saranno:


        indirizzati nei confronti di imprese e/o lavoratori autonomi operanti sul mercato (che esercitano tuttora attività d’impresa o professionale, non già cessati per chiusura, liquidazione o procedure fallimentari per insolvenza) iscritti a ruolo per  debiti  Erariali  superiori  a  25.000 euro;


        finalizzati         a ricostruire le attività patrimoniali esistenti all’atto dell’intervento, con particolare riguardo  alle  disponibilità  liquide, ai crediti ed alle attività finanziarie, alle rimanenze ed alle immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie.


 


Gli interventi saranno eseguiti congiuntamente da pattuglie  del  Corpo  e  funzionari  della società Equitalia.


   


METODOLOGIE DEGLI ACCERTAMENTI PATRIMONIALI IN MATERIA DI RISCOSSIONE


 


Normativa di riferimento


 


          L’esecuzione di “accertamenti patrimoniali” da parte della Guardia di Finanza in questo specifico settore rimane ancorata alle norme previste:


        dall’art. 3, comma 5, del  D.L. n. 203/2005 secondo cui, ai fini dell’esercizio delle attività di riscossione mediante ruolo Corpo della Guardia di Finanza, con i poteri e le facoltà previsti dall’art. 2, comma 4, del D.Lgs. 19  marzo  2001,  n.  68 (1)  attua   forme  di collaborazione  con Equitalia s.p.a., secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze;


        dall’art. 1 del D.M. 18 luglio 2007, secondo cui la società  Equitalia può rivolgere al Corpo della Guardia di Finanza richieste di  collaborazione per lo sviluppo di attività di ricerca, elaborazione e fornitura di  dati  e notizie  utili  ai  fini  della  riscossione  mediante  ruolo,  anche con riferimento ai compimento di atti fraudolenti idonei a rendere inefficace la procedura coattiva.


 


          Pertanto, nulla cambia nella  normativa di riferimento per quanto concerne i compiti e le potestà dei militari del Corpo.


          Il documento di prassi individua pure le competenze assegnate parallelamente ai dipendenti della  società  Equitalia  o  delle società dalla stessa partecipate dall’art. 35, comma 25-bis, del D.L. n. 223/2006, convertito in legge n. 248/2006, in forza del quale “In caso di morosità  nel pagamento di importi da riscuotere mediante ruolo complessivamente superiori a 25.000 euro, gli  agenti  della  riscossione, previa autorizzazione del direttore generale ed al fine di acquisire copia di tutta la documentazione utile all’individuazione dell’importo dei crediti di cui i debitori morosi sono titolari  nei confronti di soggetti  terzi, possono esercitare le facoltà ed i poteri previsti dagli art. 33  del D.P.R. n. 600/1973 e 52 del D.P.R. n. 633/1972“.


 


          Dalla lettura sistematica delle norme sopra  richiamate  gli estensori del documento evincono la possibilità di sviluppare la collaborazione tra la  Guardia di Finanza ed Equitalia anche in forme più strette di sinergie  operative, implementando metodologie mirate di accesso, ispezione e  verifica presso imprese e/o lavoratori autonomi morosi per mancati pagamenti di somme iscritte a ruolo superiori a 25.000 euro, in modo che l’esercizio coordinato e contestuale dei controlli dei militari del Corpo e  dei  riscontri dei funzionari Equitalia permetta di risalire più immediatamente  ai beni mobili ed immobili, capitali liquidi e crediti verso terzi   assoggettabili   ad espropriazione.


          Tenuto conto di ciò, le richieste di accertamenti  patrimoniali  per  il 2009 saranno indirizzate dalla società Equitalia e dalle società partecipate ai Comandi Provinciali competenti per territorio, selezionando dalla  platea dei debitori erariali quelle imprese e/o lavoratori  autonomi operanti  sul mercato che presentano profili di rischio elevati ai fini del recupero delle somme più consistenti.


 


Attivazione delle richieste di accertamento


 


          Diversamente dal passato, una volta pervenute  tramite  i   Comandi Provinciali le richieste di accertamenti patrimoniali in questione i Reparti del Corpo non dovranno più procedere alla  preventiva  interrogazione  degli archivi  dell’Anagrafe  Tributaria  e  dei  data-base  camerali,   ai   fini dell’individuazione di eventuali beni mobili registrati ed immobili in  capo al debitore iscritto a ruolo, dal momento che tali attività –  in  un’ottica di snellimento dei processi operativi e di eliminazione di possibili duplicazioni del lavoro – verranno espletate, prima dell’invio delle richieste, direttamente dagli agenti della riscossione, che già  dispongono, in base all’art. 18, comma 2, del D.Lgs. 13 aprile 1999, n. 112 ed  all’art. 35, comma 26, del D.L. n. 223/2006,  della  legittimazione  ad  accedere  al sistema informativo del Ministero dell’Economia e delle Finanze, nonché alle informazioni detenute da soggetti pubblici e privati sul conto dei  titolari di cartelle esattoriali.


          Tali dati e notizie saranno sinteticamente riepilogati da Equitalia  nel corpo delle singole richieste d’intervento, in modo da  fornire  al  Comando operante tutti gli elementi risultanti dalle banche dati ufficiali sul conto dei debitori da controllare.


          Pertanto, in preparazione dell’intervento, i Reparti dovranno  soltanto completare il quadro informativo tracciato dall’Ente di riscossione con ogni altro eventuale elemento o notizia disponibile agli atti dello  schedario generale e/o per effetto delle attività di intelligence e di  controllo economico del territorio autonomamente svolti.


 


Coordinamento per l’esecuzione degli accessi


 


          Ultimata la preparazione, il Reparto  dovrà  prendere  contatti  con  il responsabile della società richiedente del gruppo Equitalia per  concordare la data di avvio della fase operativa.


          Salvo casi di particolare complessità, gli accertamenti in forma congiunta dovranno essere di norma effettuati entro 40 giorni dalla ricezione della richiesta, allo scopo di creare le condizioni più favorevoli per un rapido ed efficace sviluppo delle procedure di espropriazione forzata.


 


          All’esecuzione degli accertamenti patrimoniali parteciperà  personale dipendente della società Equitalia, in qualità di:


 – agente della riscossione, ai sensi dell’art. 35, comma 25, del  citato D.L. n. 223/2006, – ufficiale giudiziario ai sensi dell’art. 49, comma 3, del  D.P.R. n. 602/1973 (2), che potrà tempestivamente adottare i provvedimenti  di recupero coattivo da far  valere  sulle  disponibilità individuate nel corso dei controlli, evitando sul nascere, in tale maniera, possibili rischi di manovre distrattive o tentativi di occultamento di  beni da pignorare.


Resta fermo che:


– la responsabilità della conduzione delle operazioni di accesso, ispezione e verifica connesse all’accertamento patrimoniale richiesto dalla società Equitalia compete al personale della Guardia di Finanza e, in particolare, al Capo pattuglia designato;  il  personale  di  Equitalia  che partecipa agli interventi presta collaborazione e supporto per l’esecuzione degli atti, coadiuvando i militari specialmente nelle fasi  di  acquisizione ed ispezione della contabilità;


   allo stesso modo, la responsabilità per l’effettuazione dei pignoramenti dei beni mobili ed immobili, di somme di  denaro e crediti individuati nel corso degli interventi, compete sempre, in via esclusiva, ai funzionari di Equitalia procedenti.


 


          La durata media di ciascun accertamento patrimoniale dovrà  essere contenuta in una settimana lavorativa, in linea di massima.


          Il superamento di questo limite è ammesso solo in caso di  particolare complessità degli accertamenti, sempre che vi siano prospettive di effettivo recupero di gettito.


          I Capi pattuglia dovranno valutare responsabilmente  la  sussistenza  di entrambe le condizioni (complessità e produttività del lavoro) tenendo conto delle  finalità  ultime  del  servizio  che  verranno  di  volta  in   volta opportunamente precisate dagli agenti di Equitalia, anche con riferimento  a quanto prevede l’art. 517 del c.p.c., secondo cui il pignoramento  deve  essere eseguito sulle cose che l’ufficiale giudiziario ritiene di più facile e pronta liquidazione, nel limite di un presumibile valore di realizzo pari all’importo del credito precettato aumentato della metà.


          Laddove, su conforme avviso dei funzionari Equitalia, gli  accertamenti si dovessero protrarre oltre la durata normale, una stessa  attività  verrà suddivisa ai fini del computo degli obiettivi assegnati ai Reparti in tanti controlli quante sono le settimane lavorative effettivamente impiegate.


 


Accessi, ispezioni e verifiche


 


          Destinatari degli accertamenti patrimoniali sono le società/persone fisiche che svolgono attività d’impresa ed i lavoratori  autonomi  esercenti arti e professioni.


          Gli accessi, ispezioni e verifiche nei confronti di detti soggetti verranno effettuati ai sensi e per gli effetti degli artt. 33 del  D.P.R. n. 600/1973 e 52 del D.P.R. n. 633/1972, richiamati dall’art. 2,  comma  4, del D.Lgs. n. 68/2001, fermo restando il rispetto dello Statuto dei diritti del contribuente, così come analiticamente  disposto  per  uniformità  delle condotte operative dei militari del Corpo dall’istruzione sull’attività di verifica.


 


          La finalità dell’accesso è quella di  richiedere ed acquisire per il controllo le scritture contabili tenute dal  contribuente relativamente all’ultimo periodo d’imposta chiuso ed a quello in  corso, sempre  ai fini  di risalire alle attività patrimoniali esistenti al momento dell’intervento, che sono suscettibili  di  concreta  apprensione da parte dell’organo della riscossione.


In questo senso, dovrà essere richiesta l’esibizione:


– dei registri fiscali obbligatori utilizzati  dalla parte recanti le ultime scritturazioni in ordine di tempo (principalmente, registri IVA, libro giornale, registro delle somme  percepite  e  delle spese  sostenute, registro dei beni ammortizzabili);


– dell’ultimo bilancio o consuntivo disponibile (bilancio d’esercizio, inventano o altro rendiconto periodico);


– dei conti  di  mastro  aggiornati  alla  data  dell’intervento  e  dei relativi documenti fiscali registrati (fatture, parcelle, note di variazione e simili).


 


          L’insieme della documentazione dianzi  richiamata  dovrà  costituire  la base per il riscontro documentale e la ricostruzione della consistenza delle seguenti poste attive patrimoniali:


        crediti vantati e non ancora riscossi dall’impresa/lavoratore autonomo oggetto dell’accertamento verso propri clienti, eventuali soci o  associati, imprese controllate e/o collegate ed ogni altra persona fisica o giuridica, con identificazione completa dei soggetti debitori e delle  causali  delle somme dovute;


        immobilizzazioni immateriali, con specifico riferimento ai diritti di brevetto industriale e di utilizzazione delle opere dell’ingegno, alle concessioni, licenze, marchi e simili;


        immobilizzazioni materiali, vale a dire terreni, fabbricati, impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali  ed  ogni altro bene utilizzato per lo svolgimento dell’attività;


        immobilizzazioni finanziarie, rappresentate da partecipazioni (in imprese controllate, controllanti, collegate od  altre  imprese),  titoli  a reddito fisso, strumenti finanziari similari alle azioni;


        rimanenze di materie prime, sussidiarie e di consumo, prodotti in corso di lavorazione, prodotti finiti e merci;


        attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni (partecipazioni ed altri titoli);


        disponibilità liquide, ossia depositi bancari e postali (3), denaro e valori in cassa;


        riserve statutarie.


 


          Parallelamente all’ispezione documentale, i militari operanti  dovranno effettuare apposite verificazioni e rilevazioni materiali dei  beni  e  dei valori assoggettabili a pignoramento.


          In questa prospettiva, un’attenzione particolare sarà riservata:


        al conteggio dei valori in cassa (denaro, assegni ed altri  titoli  di credito);


        alla ricostruzione delle giacenze di magazzino  delle  materie  prime, sussidiarie e di consumo, dei prodotti in corso di lavorazione, dei prodotti finiti e delle merci;


        all’individuazione dei beni strumentali  riconducibili all’impresa o all’attività di lavoro autonomo ispezionata (tale  ricostruzione  appare  necessaria per fornire un quadro complessivo della consistenza patrimoniale dell’attività economica oggetto di accertamento, soprattutto alla luce dell’abrogazione, ad opera  dell’art. 3 della L. n. 52/2006, del n. 4) dell’art. 514, dei  c.p.c.,  che  collocava tra i beni assolutamente impignorabili “gli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l’esercizio della professione, dell’arte o del mestiere“. La legge dianzi richiamata ha modificato anche  il  successivo  art.  515 c.p.c., aggiungendovi un comma che così recita: “Gli strumenti, gli  oggetti e i libri indispensabili per l’esercizio della professione, dell’arte o  del mestiere del debitore possono essere pignorati nei  limiti di un  quinto, quando il presumibile valore di realizzo degli altri beni rinvenuti dall’ufficiale giudiziario o indicati dal debitore non appare sufficiente per la soddisfazione del credito; il predetto limite non si  applica  per  i debitori costituiti in forma societaria e in ogni caso se nelle attività del debitore risulta una prevalenza del capitale investito sul lavoro“).


 


          La ricognizione delle disponibilità  liquide,  in  quanto  connotata  da evidenti profili di delicatezza, dovrà essere effettuata con la continua assistenza della parte o di persone appositamente delegate dalla stessa.


          Non necessariamente l’inventario delle merci giacenti dovrà essere completo ed analitico, in quanto su indicazione del funzionario Equitalia procedente, ai sensi dell’art. 517 c.p.c., le rilevazioni potranno essere interrotte quando il presumibile valore di realizzo dei beni individuati risulti corrispondente all’importo del credito vantato dall’Erario aumentato della metà.


 


          Conseguentemente, i riscontri in argomento dovranno avvenire in  stretta collaborazione fra il personale del Corpo e i funzionari della  società  di riscossione, per l’individuazione congiunta dei beni presenti nel  magazzino e di quelli strumentali la cui  valorizzazione, di competenza  esclusiva dell’ufficiale giudiziario, sia quantificabile nei termini dianzi indicati.


          Le risultanze degli accertamenti eseguiti  dai  militari  del  Corpo  in collaborazione con i funzionari Equitalia verranno fatte risultare in apposito processo verbale di operazioni  compiute,  copia  del  quale  verrà consegnato alla parte.


 


Rilevazione  di  eventuali  profili  di  irregolarità  di  carattere tributario


 


          Qualora nel  corso degli accertamenti  dovessero  emergere  indizi  di possibili irregolarità fiscali (4), il Comandante del Reparto operante valuterà la necessità di avviare separatamente un’autonoma attività di verifica mirata, con le normali procedure e  metodologie previste dalla circolare n. 1-2008.


          In  questi casi, le risultanze degli accertamenti in materia di riscossione potranno essere utilizzate a fini fiscali in virtù dell’art. 36 del D.P.R. n. 600/1973.


 


Francesco Buetto


                                  


19 Maggio 2009








NOTE

 


(1) Si tratta delle facoltà e dei poteri sanciti in materia di verifiche fiscali dagli artt. 32 e 33 del D.P.R. n. 600/1973, 51 e 52 del D.P.R. n. 633/72 e successive modificazioni, ferme restando le norme del  codice  di procedura penale e delle altre leggi vigenti.



(2) In base al combinato disposto del  citato art. 49,  comma  3,  del D.P.R. n. 602/1973 e dell’art. 513  del  codice  di  procedura  civile,  gli ufficiali  della  riscossione  che  agiscono  quali  ufficiali   giudiziari: -possono accedere nell’abitazione e negli  altri  luoghi  di  proprietà  del debitore, nel rispetto dei tempi  previsti,  ai  fini  delle  notificazioni, dall’art. 147 c.p.c., ossia nei giorni feriali e in tempo  diurno;  inoltre, l’accesso può avvenire anche contro la volontà dell’esecutato e  può  essere operato attraverso l’apertura di  porte,  rispostigli  e  recipienti  ovvero avvalendosi della forza pubblica, per l’allontanamento  delle  persone  che, eventualmente, possano ostacolare le operazioni;-possono eseguire, all’interno dei luoghi dianzi  indicati,  la  ricerca delle cose da sottoporre alla procedura di espropriazione. Tale ricerca  può essere estesa anche sulla persona del debitore, nel rispetto  del  decoro  e della dignità personale del medesimo. Analogamente,  le  operazioni  possono interessare anche beni che non si trovano in luoghi appartenenti al debitore ma di cui lo stesso può disporre; in questi casi, tuttavia, è necessaria  la preventiva decisione del giudice dell’esecuzione  che,  ai  riguardo,  viene attivato a seguito della proposizione di apposito ricorso; -devono procedere alla redazione del verbale di pignoramento e alla  sua notifica al debitore. Gli artt. 492 e 518 c.p.c.  individuano  gli  elementi che tale atto deve necessariamente contenere, tra cui,  in  particolare,  la descrizione delle cose pignorate con l’indicazione del rispettivo valore, le modalità adottate per la  loro  custodia  nonché  l’ingiunzione  rivolta  al debitore di astenersi dal compimento di qualunque atto diretto  a  sottrarre alla garanzia del credito i beni pignorati.



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