Studi di settore: la gestione del contraddittorio. Esame, attività per attività, delle tante motivazioni sostenibili per giustificare il mancato raggiungimento della congruità dei ricavi (settima parte)


In concreto, è centrale nell’ambito della valutazione dello studio di settore il contraddittorio che si instaura.


Concludiamo la nostra carrellata dei documenti di prassi, analizzando le indicazioni della circolare n. 44/E del 29 maggio 2008, evidenziando – schematicamente – gli aspetti di maggiore interesse che investono il contraddittorio.



 


Le indicazioni della circolare n. 44/2008










Comparto produttivo Tessile – Abbigliamento  – Calzature


Si richiama  l’attenzione  degli  uffici sulla   particolare situazione di crisi economica  che  negli  ultimi  anni  ha  interessato  le attività che rientrano negli studi di settore dell’area TAC e che ha portato l’Amministrazione  finanziaria  a  concedere  a  tali  attività  particolari attenzioni nell’elaborazione del  modello  di  stima  dei  ricavi.









   Fabbricazione  di  motori,  generatori  ed


altri  apparecchi  elettrici  e Fabbricazione  di   macchine   ed


attrezzature per ufficio


Si  richiama  l’attenzione degli Uffici sulla limitata capacità  contrattuale  delle  piccole  e  medie imprese del settore nei  confronti  delle  grandi  imprese  committenti,  le quali,  in  molti  casi,  si  appropriano  dei   risultati   della   ricerca rivolgendosi poi ad altre imprese artigiane concorrenti, al fine di ottenere prezzi più bassi del prodotto finale.










Fabbricazione di  apparecchi  medicali  e protesi


Si richiama l’attenzione  degli  uffici  sulle situazioni di non congruità rispetto alle risultanze dello studio di  quelle aziende che  risultino  effettivamente  specializzate  nella  produzione  di ausili, considerando che ciò potrebbe essere  dovuto  ad  una  non  corretta classificazione dell’azienda da parte dello studio TD43U.










Fabbricazione di prodotti chimici


Si richiama  l’attenzione degli Uffici locali su alcuni aspetti:


– le imprese  che  producono  gas  industriali  si  trovano  spesso  nella situazione  di  dover  sostenere  ingenti  investimenti  finanziari  per  lo svolgimento dell’attività di approvvigionamento di anidride  carbonica,  sia in fase di ricerca sul territorio di aree dove effettuare perforazioni,  sia per  realizzare  gasdotti  e  impianti  di  produzione   caratterizzati   da sofisticati sistemi di controllo automatico.  Eventuali  situazioni  di  non congruità derivanti dall’incidenza di detti  investimenti  sulla  stima  dei ricavi, potranno ritenersi in tutto o in parte giustificate dalle specifiche caratteristiche strutturali delle imprese che operano nel settore;


– l’applicazione dello studio TD46U alle imprese rientranti nel cluster  9 (Imprese  che  producono  concimi  e  fertilizzanti)  potrebbe   determinare situazioni di non congruità per quelle che producono concimi e fertilizzanti con marchio proprio, a causa dei maggiori costi industriali che tali imprese devono sostenere, rispetto alle aziende che  operano  in  conto  terzi,  per dotarsi di impianti di produzione granulare.









Fabbricazione  di  calzature,  parti  ed Accessori


Nel settore delle calzature, giacenze elevate possono essere influenzate da moltissimi fattori: andamento delle vendite,  stagionalità  del  mercato, incidenza delle materie prime, giacenze di materiali e prodotti obsoleti. Inoltre, il settore è ancora interessato da problemi strutturali che  impediscono alle imprese di confermare i  segnali  di  ottimismo  che  pervengono  dagli ordini provenienti dall’estero.









Produzione e commercio  al  dettaglio  di prodotti di panetteria


In alcune situazioni lo studio può non essere in grado di  stimare in  maniera  corretta  i  ricavi  nei  confronti  di  quelle   imprese   che commercializzano significative percentuali di prodotti  di  terzi,  che  non essendo soggetti a lavorazione  e/o  trasformazione  da  parte  dell’impresa stessa, vengono semplicemente acquistati per poi essere rivenduti  a  terzi. Come  già  precisato  nella  circolare n. 27/2004,  questa situazione tende a verificarsi soprattutto quando le imprese che  esercitano come attività prevalente una o entrambe le attività  oggetto  dello  studio, svolgono  contemporaneamente  anche  una  o  più   attività complementari. Le situazioni di non congruità ed incoerenza che  si  possono generare,  risulteranno  tanto  più  significative  quanto  maggiore  è   la percentuale dei  ricavi  derivanti  dalla  commercializzazione  di  prodotti acquistati da terzi e non trasformati e/o non lavorati dall’impresa. Inoltre, la localizzazione in comuni a forte vocazione turistica stagionale,  può comportare un utilizzo della piena capacità produttiva dei beni  strumentali solamente per parte del periodo d’imposta. Pertanto, l’incidenza della  voce ”beni strumentali  all’interno  della  funzione  di  regressione,  potrebbe risultare eccessiva e condurre ad una stima non corretta dei ricavi. Occorre considerare che spesso le imprese artigiane, soprattutto se di  piccole  dimensioni,  si vengono a trovare nell’impossibilità di poter incidere in maniera  rilevante sulla fissazione del prezzo di acquisto nei contratti di  fornitura  con  la grande  distribuzione  organizzata.  Quest’ultima,  infatti,  grazie  ad  un maggiore potere contrattuale, riesce il più  delle  volte  ad  imporre  il prezzo di acquisto  dei  prodotti  a  livello  che  poi  vincola  l’impresa artigiana per tutta la  durata  del  contratto  di  fornitura. 









Fabbricazione di prodotti in  ceramica  e terracotta


Ai fini dello svolgimento dell’attività di controllo,  si richiama l’attenzione degli Uffici locali sulle seguenti  situazioni:


nel settore dei laterizi, i costi dell’energia e del gas hanno  un  alto tasso di incidenza (circa il 30% dei costi aziendali). Oltre  ai  costi  per l’energia, l’autotrasporto è uno dei costi che maggiormente caratterizza  il settore; i macchinari  presenti  in  alcune  di  queste  realtà  imprenditoriali, potrebbero essere vetusti, ed anche le strutture murarie  delle  aziende  in attività da diversi anni non consentirebbero processi  di  robotizzazione  o interventi di meccanizzazione ed automazione sofisticata. Dette  circostanze possono determinare, per tali aziende, l’impiego di  un  maggior  numero  di addetti  rispetto  a  quello  di  cui  necessitano  stabilimenti  di   nuova concezione, con la conseguenza di dover sostenere costi superiori;


anche  il  settore  della  fabbricazione  di  piastrelle   ceramiche   è caratterizzato da alti consumi di energia, con  particolare  riferimento  al gas metano; le aziende di  quest’ultimo  comparto,  specialmente  quelle  di piccole dimensioni, che hanno la sede al  di  fuori  del  comprensorio  di produzione tipico delle piastrelle per pavimenti e rivestimenti, ubicato tra le province di Modena e Reggio Emilia, devono  mettere  a  disposizione  dei propri committenti il materiale  ordinato  nei  depositi  del  comprensorio, sostenendo  le  relative  spese  di  trasporto  e  magazzinaggio,  senza  la possibilità  di  ricaricarle  sul  prezzo  di  vendita   per   non   perdere competitività rispetto alle condizioni praticate dalla concorrenza.


In generale, comunque, il settore è tuttora interessato da problemi  strutturali  con  un  calo significativo del fatturato sia nazionale che  estero,  soprattutto  per  il comparto della ceramica artistica, rappresentato da piccole  e  microimprese spesso a conduzione familiare, scarsamente dotate  di  risorse  finanziarie. Altri elementi critici  del  settore  sono  determinati anche  da  limiti tecnologici, riduzione della forza lavoro, ed un’elevata concorrenza interna condotta quasi esclusivamente sui prezzi.










Commercio al dettaglio di alimentari


Gli Uffici locali,  nello  svolgimento  dei  controlli,  dovranno  porre attenzione al fatto che, nel caso di  commercializzazione  di  significative quantità di particolari prodotti che presentano un elevato costo di acquisto e che hanno una rotazione  di  magazzino  più  lenta  rispetto  ai  prodotti alimentari tradizionali, (ad es. vini pregiati, particolari tipi di formaggi ed insaccati, ecc.), alcuni soggetti  potrebbero  risultare  incoerenti  con riferimento all’indicatore della durata delle scorte.









Farmacie


L’abbattimento dei ricavi stimati attraverso il correttivo che tiene conto dell’apposito sconto riguardante la vendita di prodotti di fascia C, medicinali senza ricetta (SOP) e di automedicazione/OTC non viene applicato in modo “automatico“, mediante GE.RI.CO. Tale riduzione, determinata sulla base dei calcoli  risultanti dalla  procedura GE.RI.CO., verrà riconosciuta dagli Uffici, su richiesta del contribuente, dopo aver verificato, in sede di contraddittorio, la sussistenza dei presupposti per la concessione del correttivo. L’Ufficio  pertanto verificato, in fase del contraddittorio, la documentazione dalla quale risulti  l’ammontare complessivo dei ricavi derivanti dalla vendita di medicinali senza ricetta (SOP e automedicazione/OTC), e l’ammontare dello sconto praticato ai sensi del D.L. 27 maggio 2005, n. 87, convertito della legge 26 luglio 2005, n. 149 e  D.L. 4 luglio 2006  n. 223,  convertito  dalla  Legge  4 agosto 2006 n. 248, riconoscerà al contribuente non congruo l’ammontare del correttivo visualizzato da GE.RI.CO.









Commercio  al  dettaglio  di  confezioni, biancheria, calzature e articoli di pelletteria


Come già rilevato nella circolare n. 39/E del 2003, all. n. 3.C, e nella circolare n. 27 del 2004, all.B.3, nel settore del commercio si assiste ad una significativa ristrutturazione caratterizzata dalla diffusione, anche nel settore non alimentare, della grande distribuzione organizzata,  che  si riflette  nei  confronti  dei  piccoli  esercizi  commerciali. L’andamento sfavorevole delle vendite può determinare, in alcuni casi, la  necessità  di ricorrere in modo più massiccio alle vendite “a saldo  che comportano una diminuzione del ricarico e, di conseguenza, un   peggioramento del posizionamento dell’impresa rispetto alla congruità dei ricavi. Al tal fine, nella fase di accertamento sarà opportuno valutare l’effettivo impatto sul contribuente di tale  situazione di crisi, prendendo in considerazione,  oltre  alla  situazione  particolare dell’impresa, anche il contesto territoriale e di settore in cui opera. Nel settore, inoltre, incide il cd. “fattore  moda”, che può comportare effetti sul valore delle merci presenti in magazzino e sull’aumento delle vendite effettuate a stock. Comunque, in generale, la situazione di difficoltà del settore del commercio  al  dettaglio  di tessile/abbigliamento, determinata in passato  sia  dalla  stagnazione  dei consumi del settore, sia dagli spostamenti di quote di mercato dal dettaglio tradizionale alla distribuzione organizzata, risulta    attualmente ridimensionata (come risulta dai dati Istat, Centro  Studi  Smi-Ati  e  Siti Ricerca).










Commercio al dettaglio di fiori e piante


 


Occorre prestare attenzione alla  possibile  perdita  economica che le imprese del settore potrebbero sopportare per la mancata vendita  dei loro prodotti. Infatti,  vista la natura  degli  stessi,  le  giacenze  di magazzino  risentono  pesantemente  della deperibilità  dei  prodotti,  con conseguenze  negative  sia  nella stima dei  ricavi che sui risultati dell’analisi della coerenza. In particolare, l’influenza  degli  scarti di prodotto invenduto sui risultati dello studio varia anche in relazione  alla localizzazione geografica, al tipo di merce venduta,  al  tipo  di  conservazione  e  alla tipologia dell’azienda.









Design  e  stiling  relativo  a  tessili, abbigliamento, calzature, gioielleria, mobili e altri beni personali  e  per la casa


 


Si richiama l’attenzione sulla circostanza che  diversi  sono  i costi affrontati da coloro che svolgono  la  propria  attività  in  località lontane dalle abituali sedi fieristiche (Milano e Nord Italia). Si ritiene pertanto opportuno considerare con attenzione le posizioni di quei soggetti  che,  a  causa di  valori  rilevanti  relativi  a viaggi  e trasferte, potrebbero presentare valori anomali in termini di congruità.










Produzioni   e   distribuzioni cinematografiche e attività radiotelevisive


Occorre tener presente che, nel caso in cui si verifichino situazioni di non congruità con riferimento alla categoria dei Produttori Esecutivi, gli Uffici  periferici,  a  causa  della  particolare  modalità  di  svolgimento del’attività svolta da tali soggetti, dovranno adottare  specifiche  cautele nell’eventuale attività di accertamento affinché siano  tenute  in  adeguata considerazione.









Professionisti  o  imprese  operanti  nel campo della regia di spettacolo e nel campo della recitazione


Relativamente alle attività in oggetto, è frequente  che  gli  operatori del  settore  svolgano varie  attività nel corso dell’anno (cosiddette “miste”), quali, ad esempio, quelle di doppiatore, attore di fiction, film, teatro, ecc., che potrebbero  determinare l’appartenenza del medesimo soggetto a più cluster. Tale situazione non comporta anomalie nell’applicazione dello studio di settore, laddove il  contribuente abbia sostenuto nel corso dell’anno dei costi comuni  alle  diverse  tipologie  di attività, visto che  il  calcolo della congruità  si  basa su  una stima ponderata dei costi in relazione alla percentuale di appartenenza ai  vari cluster. Nelle ipotesi,  invece,  in cui i costi  sostenuti  siano  riferibili esclusivamente ad una sola attività e non a tutte, spetterà  agli  Uffici locali  valutare, in sede di  contraddittorio,  gli  eventuali  effetti distorsivi sulla corretta determinazione dei ricavi e/o compensi. Particolare attenzione, poi, richiedono tutte quelle situazioni in cui il contribuente, che esercita l’attiv


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