Novità fiscali dell’1 aprile 2009: prestazioni alberghiere e somministrazioni di alimenti e bevande: IVA non detratta – conseguenze; nota di variazione IVA in presenza di clausola risolutiva parziale; PREU – Imposta sugli intrattenimenti; modello IVA TR per la richiesta di rimborso o utilizzo in compensazione del credito IVA trimestrale


 






 


Indice fisco oggi:


 


1) Software di compilazione modello 770/2009 Ordinario


 


2) Nuovo bollettino per pagare l’ICI pubblicato in G.U.


 


3) Trust: Tassazione all’atto dell’attribuzione dei beni ai beneficiari


 


4) Prestazioni alberghiere e somministrazioni di alimenti e bevande: Iva non detratta – conseguenze


 


5) Nota di variazione IVA in presenza di clausola risolutiva parziale


 


6) Impresa di assicurazione non residente in Italia: Versamento del contributo regionale


 


7) PREU – Imposta sugli intrattenimenti: Istituiti nuovi codici tributo


 


8) Software per la compilazione del modello IVA TR per la richiesta di rimborso o utilizzo in compensazione del credito IVA trimestrale


 


 


1) Software di compilazione modello 770/2009 Ordinario


E’ pronta, dal 31.03.2009 sul sito dell’Agenzia delle Entrate, la versione software: 1.0.0 del 30/03/2009 del software 770 ordinario 2009 che consente la compilazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta modello 770 ordinario 2009.


Il prodotto 770 ordinario 2009 è utilizzabile dai sostituti d’imposta che predispongono la propria dichiarazione, dagli intermediari e dalle Amministrazioni dello stato che predispongono la propria dichiarazione o che predispongono la dichiarazione per conto di altre Amministrazioni.


In particolare le Amministrazioni dello stato devono compilare solo i quadri SF ed SR.


Si ricorda, che la scadenza di presentazione del modello 770 ordinario 2009 è stata fissata entro il 31.07.2009.


 


 


2) Nuovo bollettino per pagare l’ICI pubblicato in G.U.


E’ stato pubblicato in G.U. il Decreto che ha approvato il  nuovo  modello  di  bollettino di conto corrente postale per il versamento dell’Imposta comunale sugli immobili (ICI).


Per i particolari si rinvia alla lettura del nostro precedente articolo sulle novità fiscali del 30.03.2009.


(Ministero dell’Economia e Finanze, Decreto interministeriale del 25.03.2009, pubblicato in G.U. n. 74 del 30.03.2009)


 


 


3) Trust: Tassazione all’atto dell’attribuzione dei beni ai beneficiari


Due sentenze di Commissioni tributarie hanno accolto le tesi dei contribuenti, respingendo, in tal modo, l’interpretazione data dal Fisco sulla tassazione dei trust.


Non è stato ravvisato nessun vincolo di destinazione. Pertanto, la tassazione deve avvenire caso per caso.


Le due decisioni, rese a Lodi (sentenza n. 12/1/09) e a Firenze (sentenza n. 30 depositata il 12.02.2009), hanno, così, respinto la posizione dell’Amministrazione Finanziaria (circolari n. 48/E del 6.8.2007; e n. 3/E del 22.1.2008) che ha, invece, evidenziato la tassazione del trust all’atto dell’immissione dei beni nel trust e non all’atto dell’attribuzione dei beni stessi ai beneficiari del trust.


(Il Sole 24 Ore, nota del 30.03.2009)


 


 


4) Prestazioni alberghiere e somministrazioni di alimenti e bevande: Iva non detratta – conseguenze


L’IVA se è detraibile non può essere dedotta ai fini della determinazione del reddito.


Per le spese alberghiere e di ristorazione, se il contribuente che, essendo in possesso di fattura relativa a tali prestazioni, sceglie di non detrarre l’IVA, oppure se dispone di un documento, sempre relativo a tali prestazioni, in cui non viene evidenziata l’IVA (ad es.  ricevuta fiscale), perde la possibilità di dedurre, dalla base imponibile IRES e dalla base imponibile IRAP, l’imposta sul valore aggiunto compresa nel costo sostenuto per le prestazioni alberghiere e di ristorazione prima menzionate.


Come è noto, l’art. 83, commi 28-bis e 28-ter, del D.L. 25.06.2008, n. 112, convertito dalla legge 06.08.2008, n. 133, modificando l’art. 19-bis1, comma 1, lett. e), del d.P.R. n. 633/72, ha eliminato, con effetto dal 01.09.2008, la previsione di indetraibilità oggettiva disposta per le prestazioni alberghiere e di ristorazione.


Pertanto, a partire da tale data, l’IVA addebitata sui servizi alberghieri e di ristorazione è detraibile sempreché si tratti di operazioni inerenti all’attività di impresa, arte o professione e sempreché le prestazioni siano documentate da fattura.


Peraltro, il regime fiscale delle prestazioni alberghiere e delle somministrazioni di alimenti e bevande è stato oggetto di chiarimenti con la C.M. n. 53/2008, e, più recentemente, con la C.M. del n. 6/2009.


In particolare, tale ultimo documento di prassi ha già precisato che IVA detraibile non può costituire un costo ai fini della determinazione del reddito.


Ciò vale sia nel caso in cui il contribuente disponga della fattura relativa al servizio ricevuto (e scelga di non detrarre l’imposta), sia nel caso in cui il contribuente ha deciso di non richiedere all’albergatore o al ristoratore l’emissione della fattura non oltre il momento di effettuazione dell’operazione (come previsto dall’art. 22, co. 1, n. 2, del D.P.R. n. 633/72), e riceve quindi dal prestatore del servizio un documento diverso dalla fattura, non recante specifica indicazione dell’Iva gravante sul corrispettivo pagato per la prestazione medesima.


In sostanza, come affermato nella circolare n. 6/2009, “la mancata richiesta della fattura non può avere riflessi ai fini della determinazione del reddito atteso che in tale ipotesi l’indetraibilità dell’IVA non deriverebbe da cause oggettive che precludono l’esercizio del relativo diritto, bensì da una valutazione discrezionale del contribuente”.


Peraltro, tale principio deve essere applicato non solo in sede di determinazione dell’IRES dovuta, ma anche all’atto della quantificazione del reddito imponibile ai fini IRAP.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 84/E del 31.03.2009)


 


 


5) Nota di variazione IVA in presenza di clausola risolutiva parziale


In un contratto di compravendita (con natura potestativa, giacché dipendente dalla volontà di una delle parti), la presenza della clausola, con cui si pattuisce la facoltà di resa, consente di potere procedere con la nota di variazione IVA.


In particolare, nel caso di specie (società che opera nel settore dei materiali per l’edilizia), analizzato dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 85/E del 31.03.2009, la facoltà di resa delle palette (utilizzate per agevolare il trasporto dei sacchi di cemento) può configurare una clausola risolutiva parziale apposta al contratto di compravendita, avente tale natura potestativa, poiché la resa di tali prodotti viene stabilita nell’interesse del cliente e costituisce per quest’ultimo una facoltà.


Viene, a tal fine, osservato che “il contratto di compravendita del cemento e delle palette è da intendersi già perfetto ed efficace tra le parti al momento della stipula; la clausola con cui si pattuisce la facoltà di resa delle palette permette, invece, che il cessionario si riservi un potere sulla sorte (parziale) del contratto che viene a manifestarsi, nel caso in esame, attraverso un comportamento concludente di quest’ultimo”.


Pertanto, secondo le Entrate, tale clausola può costituire il presupposto al verificarsi del quale è possibile operare la variazione ai sensi dell’art. 26, co. 2, del D.P.R. n. 633/72.


A conferma di detta tesi, in precedenza, con la  R.M. 16.12.1975, prot. n. 502289, (relativa all’ipotesi della restituzione di prodotti difettosi) è stata riconosciuta l’applicabilità della procedura di variazione IVA a seguito del reso di beni in esecuzione di apposita clausola contrattuale.


Nel caso attuale, il presupposto della variazione in diminuzione si verifica nel momento stesso in cui si realizza la condizione risolutiva parziale apposta al contratto di compravendita (R.M. 16.10.1990, prot. n. 666305), ossia alla data di restituzione delle palette.


Alla luce di ciò, sotto l’aspetto fiscale, la società (che ha presentato l’istanza di interpello all’AdE), se il cliente restituisce le palette, deve rettificare, mediante la procedura di variazione prevista ai fini IVA, quanto già fatturato e contabilizzato.


Peraltro, viene ricordato che il documento attestante la variazione deve necessariamente correlarsi alla fattura originaria e, dunque, deve contenere:


– Le generalità di entrambi i soggetti coinvolti nell’operazione, la qualità e la quantità del bene ceduto (e poi reso), l’ammontare dell’imponibile, dell’imposta e l’aliquota applicata (R.M. 07.04.2005, n. 45/E).


Inoltre, occorre che venga assicurata l’identità tra l’oggetto della fattura e della registrazione originarie, da un lato, e l’oggetto della registrazione della variazione, dall’altro, in modo che esista corrispondenza tra i due documenti contabili (R.M. 42/E del 2009).


Tali indicazioni possano essere riportate sia in un autonomo documento (ossia, la nota di variazione), ovvero, in alternativa, direttamente nella fattura che certifica una successiva cessione.


Dal canto suo, il cedente ha diritto alla detrazione dell’imposta oggetto di variazione, mentre il cessionario deve annotare nel registro IVA, l’imponibile e l’imposta corrispondente al fine di operare la corrispondente rettifica a debito.


Limite temporale


Il comma 2 dell’art. 26 del D.P.R n. 633/72, individua le ipotesi in cui è possibile variare in diminuzione l’imponibile e l’imposta senza limiti temporali. Tuttavia, al verificarsi di uno dei presupposti per potersi avvalere della facoltà di operare la variazione in diminuzione, il diritto alla detrazione deve essere esercitato, per effetto del combinato disposto del secondo comma dell’articolo 26 e dell’art. 19 del D.P.R. n. 633/72, al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui si è verificato il presupposto medesimo (R.M. 18.03.2002, n. 89/E; R.M. 21.07.2008, n. 307/E; R.M. 29.07.2008, n. 321/E; R.M. 17.02.2009, n. 42/E).


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 85/E del 31.03.2009)


 


 


6) Impresa di assicurazione non residente in Italia: Versamento del contributo regionale


La società di assicurazione, contro i rischi di incendio, operante nel Trentino Alto Adige in libera prestazione di servizi, ma con sede legale in un altro Stato dell’Unione europea, deve versare alla Cassa regionale antincendi il contributo a carico degli assicuratori per i contratti relativi ai beni ubicati nella Regione (L.R. n. 24/1954).


L’importo del contributo può essere detratto dall’imposta per le assicurazioni.


Una soluzione interpretativa volta a escludere la detrazione per le società assicuratrici operanti in regime di libertà di prestazione di servizi contrasterebbe con i principi comunitari di libera circolazione e concorrenza delle imprese.


Pertanto, la società assicuratrice in regime di libera prestazione di servizi deve presentare all’Ufficio di Roma 6 dell’Agenzia delle Entrate (individuato dall’articolo 3, Tab. B, del Decreto del Direttore Regionale del Lazio n. 5591 del 15.01.2000) la comunicazione rilasciata dalla Regione Autonoma del Trentino Alto Adige relativa all’ammontare del contributo da corrispondere e la quietanza attestante l’avvenuto pagamento.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 86/E del 31.03.2009)


 


 


7) PREU – Imposta sugli intrattenimenti: Istituiti nuovi codici tributo


Sono stati istituiti i codici tributo per il pagamento rateizzato delle somme dovute a seguito di controllo automatizzato sul prelievo erariale unico sugli apparecchi e congegni e sull’imposta sugli intrattenimenti.


Inoltre, sono stati istituiti i codici tributo per il pagamento delle somme dovute a seguito dell’attività di accertamento sul prelievo erariale unico sugli apparecchi e congegni.


Pertanto, sono stati soppressi i precedenti codici tributo 5173 e 5174


Questi di seguito sono i nuovi codici tributo:


“5194” denominato “Prelievo erariale unico da accertamento art. 39- quater, c. 2, d.l. n. 269/2003 – Imposta”;


“5195” denominato “Prelievo erariale unico da accertamento art. 39- quater, c. 2, d.l. n. 269/2003 – Interessi”;


“5196” denominato “Prelievo erariale unico da accertamento art. 39- quater, c. 2, d.l. n. 269/2003 – Sanzioni”;


“5197” denominato “Prelievo erariale unico da accertamento, di competenza Regione Siciliana, art. 39-quater, c. 2, d.l. n. 269/2003 – Imposta”;


“5198” denominato “Prelievo erariale unico da accertamento, di competenza Regione Siciliana, art. 39-quater, c. 2, d.l. n. 269/2003 – Interessi”;


“5199” denominato “Prelievo erariale unico da accertamento, di competenza Regione Siciliana, art. 39-quater, c. 2, d.l. n. 269/2003 – Sanzioni”.


Inoltre, per consentire il versamento delle somme tramite modello F24-accise, sono stati istituiscono i seguenti codici tributo:


“5200” denominato “Prelievo erariale unico – rateizzazione somme dovute a seguito controlli automatici, art. 30-bis, c. 3, del d.l. n. 185/2008 – Imposta ed interessi”;


“5201” denominato “Prelievo erariale unico – rateizzazione somme dovute a seguito controlli automatici, art. 30-bis, c. 3, del d.l. n. 185/2008 – Sanzioni”;


“5202” denominato “Prelievo erariale unico – rateizzazione somme dovute a seguito controlli automatici, art. 30-bis, c. 3, del d.l. n. 185/2008 – Interessi di mora”;


“5203” denominato “Prelievo erariale unico di competenza Regione Siciliana – rateizzazione somme dovute a seguito controlli automatici, art. 30-bis, c. 3, del d.l. n. 185/2008 – Imposta ed interessi”;


“5204” denominato “Prelievo erariale unico di competenza Regione Siciliana – rateizzazione somme dovute a seguito controlli automatici, art. 30-bis, c. 3, del d.l. n. 185/2008 – Sanzioni”;


“5205” denominato “Prelievo erariale unico di competenza Regione Siciliana – rateizzazione somme dovute a seguito controlli automatici, art. 30-bis, c. 3, del d.l. n. 185/2008 – Interessi di mora”;


“5206” denominato “Imposta sugli intrattenimenti – rateizzazione somme dovute a seguito controlli automatici, art. 30-bis, c. 3, del d.l. n. 185/2008 – Imposta ed interessi”;


“5207” denominato “Imposta sugli intrattenimenti – rateizzazione somme dovute a seguito controlli automatici, art. 30-bis, c. 3, del d.l. n. 185/2008 – Sanzioni”;


“5208” denominato “Imposta sugli intrattenimenti – rateizzazione somme dovute a seguito controlli automatici, art. 30-bis, c. 3, del d.l. n. 185/2008 – Interessi di mora”;


“5209” denominato “Imposta sugli intrattenimenti di competenza della Regione Siciliana – rateizzazione somme dovute a seguito controlli automatici, art. 30-bis, c. 3, del d.l. n. 185/2008 – Imposta ed interessi”;


“5210” denominato “Imposta sugli intrattenimenti di competenza della Regione Siciliana – rateizzazione somme dovute a seguito controlli automatici, art. 30-bis, c. 3, del d.l. n. 185/2008 – Sanzioni”;


“5211” denominato “Imposta sugli intrattenimenti di competenza della Regione Siciliana – rateizzazione somme dovute a seguito controlli automatici, art. 30-bis, c. 3, del d.l. n. 185/2008 – Interessi di mora”.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 87/E del 31.03.2009)


 


 


8) Software per la compilazione del modello IVA TR per la richiesta di rimborso o utilizzo in compensazione del credito IVA trimestrale


E’ disponibile sul sito dell’AdE dal 31.03.2009, la versione gratuita del software: 2.0.0 del 31/03/2009.


Il software Modello IVA TR consente ai contribuenti di trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate il modello IVA TR da utilizzate a decorrere dalle richieste di rimborso o di utilizzo in compensazione del credito IVA relativo al primo trimestre 2009.


I soggetti tenuti all’utilizzo del modello


La platea dei soggetti tenuti alla presentazione del modello è costituita dai contribuenti che hanno realizzato, nel corso del trimestre, un’eccedenza d’imposta detraibile di importo superiore a 2.528,28 euro e che intendono chiedere, in tutto o in parte, il rimborso di questa eccedenza ovvero intendono utilizzarla in compensazione anche con altri tributi, contributi e premi.


Modalità e termini di presentazione


Il modello deve essere presentato entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento.


e quindi:


– al 30 aprile   per il primo trimestre;


– al 31 luglio   per il secondo trimestre;


– al 31 ottobre   per il terzo trimestre.


La presentazione deve avvenire esclusivamente per via telematica, direttamente dal contribuente o tramite intermediari abilitati.


 


 


A cura di Vincenzo D’Andò


 


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