Novità fiscali del 22 aprile 2009: bonus ricerca & sviluppo: slittato l’invio del formulario; beni per attività esenti, no al rimborso IVA; modello 730/2009: le risposte a quesiti formulati dalla Consulta dei CAF; antiriciclaggio: operazioni con pagamenti frazionati – casi in cui il cumulo supera i 12.500 euro; antiriciclaggio: esonero per i Commercialisti; IRAP: deduzione costi sostenuti per il personale: il presidente della società di revisione può attestare i costi di ricerca e sviluppo; la cancellazione formale dal Registro delle Imprese vale solo per le società di capitali: vendita di immobile di s.a.s. mediante esecuzione forzata – trattamento fiscale; deducibilità degli interessi passivi: circolare delle Entrate con i chiarimenti


 

 

Indice:

 

1) Beni per attività esenti, no al rimborso Iva

 

2) Bonus ricerca & sviluppo: E’ slittato l’invio del formulario

 

3) Modello 730/2009: Risposte a quesiti formulati dalla Consulta dei CAF

 

4) Antiriciclaggio: operazioni con pagamenti frazionati – casi in cui il cumulo supera i 12.500 euro

 

5) Antiriciclaggio: esonero per i Commercialisti

 

6) Niente Iva agevolata per il servizio “informagiovani/lavoro”

 

7) Irap – Deduzione costi sostenuti per il personale:  Il presidente della società di revisione può attestare i costi di ricerca e sviluppo

 

8) La cancellazione formale dal Registro delle Imprese vale solo per le società di capitali: vendita di immobile di s.a.s. mediante esecuzione forzata – trattamento fiscale

 

9) Deducibilità degli interessi passivi: circolare delle Entrate con i chiarimenti

 

 

1) Beni per attività esenti, no al rimborso Iva

La controversia relativa a un credito Iva è sempre di competenza delle commissioni tributarie.

Il principio vale sia nel caso in cui la domanda di rimborso sia rivolta all’amministrazione finanziaria dal cessionario sia nel caso in cui la richiesta venga dal cedente soggetto passivo d’imposta.

Inoltre, secondo la Corte di Cassazione, le società, che hanno acquistato beni da impiegare in attività esenti, non possono chiedere il rimborso dell’Iva.

Il caso (sentenza n. 9142/2009) ha riguardato, in particolare, le strutture sanitarie private che spesso chiedono il rimborso dell’Iva versata per gli acquisti delle attrezzature necessarie per le operazioni di ricovero e cure, esenti dall’imposta per la legge italiana.

(Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza n. 9142 del 17.04.2009)

 

 

2) Bonus ricerca, più tempo per inviare il formulario: Il click day rinviato dal 22 aprile al 6 maggio 2009

Il click day per il bonus ricerca e sviluppo è slittato dal 22.04.2009 al 06.05.2009.

L’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento protocollo n. 61886/2009 del 21 aprile 2009, ha rinviato l’apertura del canale telematico per l’invio del formulario che i soggetti titolari di reddito d’impresa devono presentare per prenotare l’accesso alla fruizione del credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo.

In particolare, il termine iniziale per la presentazione del formulario, già fissato per le ore 10 del 22 aprile, è slittato alle ore 10 del 06 maggio 2009.

Per i progetti già avviati alla data del 28 novembre 2008, il modello deve essere presentato, a pena di decadenza dal contributo, entro le ore 24 del 5 giugno 2009, ovvero entro 30 giorni dalla data di attivazione della procedura per la trasmissione telematica del modello.

Il rinvio è stato accordato in considerazione di alcuni chiarimenti interpretativi forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico con la circolare protocollo n. 46586 del 16 aprile 2009 relativa alle attività del tessile e della moda.

Le associazioni di categoria hanno, quindi, richiesto la proroga per consentire a tutti gli operatori interessati di disporre del tempo necessario ad acquisire gli elementi informativi per la compilazione del formulario.

(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 21.04.2009)

 

 

3) Modello 730/2009: Risposte a quesiti formulati dalla Consulta dei CAF

Con una nuova circolare (n. 18/E del 21.04.2009) l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti a dei quesiti posti dai Caf sul modello 730/2009.

Documenti per richiedere la detrazione per l’autoaggiornamento e per la formazione dei docenti.

Gli insegnanti che intendono beneficiare della detrazione, pari al 19% con tetto di spesa a 500 euro, riconosciuta per l’autoaggiornamento e la formazione devono dichiarare, al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi, sia lo status di docente (di ruolo o con incarico annuale) sia la circostanza che i beni e i servizi acquistati (ad esempio: libri, software didattici, seminari) sono relativi alla professione svolta.

Il Caf, infatti, non può sapere se una determinata spesa è effettivamente finalizzata a migliorare la professionalità del docente.

Va bene l’autocertificazione per la detrazione per altri familiari a carico residenti all’estero.

Il contribuente che invia con periodicità somme, come ad es. gli assegni familiari, non legate a provvedimenti dell’Autorità giudiziaria deve autocertificare questa circostanza, salvo provare, in caso di richiesta da parte degli uffici dell’Agenzia, che gli assegni siano stati effettivamente trasferiti (ad esempio attraverso i documenti bancari).

Va ricordato che i soggetti extracomunitari fiscalmente residenti in Italia possono richiedere le detrazioni per carichi di famiglia secondo le modalità previste dalla legge finanziaria per il 2007.

In particolare, i cittadini extracomunitari che richiedono, sia attraverso il sostituto d’imposta sia mediante la dichiarazione dei redditi, le detrazioni per carichi di famiglia di cui all’art. 12 del Tuir, possono attestare lo status di familiare a carico mediante la seguente documentazione:

– documentazione originale prodotta dall’autorità consolare del Paese d’origine, con traduzione in lingua italiana e asseverazione da parte del prefetto competente per territorio;

– documentazione con apposizione dell’Apostille, per i soggetti che provengono dai Paesi che hanno sottoscritto la Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961. L’Apostille, da apporsi su documenti a valere fuori dello Stato in cui sono stati formati, costituisce una specifica annotazione sull’originale della documentazione, rilasciata dalla competente autorità identificata dalla legge di ratifica della Convenzione;

– documentazione validamente formata dal Paese d’origine e tradotta in italiano ai sensi della normativa ivi vigente, asseverata come conforme all’originale dal consolato italiano del Paese d’origine.

Per quanto riguarda la dichiarazione che il familiare possiede un reddito non superiore al limite previsto, la circolare n. 34/E del 2008, punto 3.1, ha chiarito che con la richiesta rivolta al sostituto di fruire delle detrazioni o “con la sottoscrizione della dichiarazione, il contribuente attesta implicitamente, sotto la sua responsabilità, che il familiare possiede un reddito, riferito all’intero anno, non superiore a euro 2.840,51”.

In sede di controllo l’Amministrazione Finanziaria può richiedere l’esibizione della certificazione proveniente dall’autorità fiscale del paese di residenza.

Quadro “residenza anagrafica” in bianco se dal 2008 non si è cambiato indirizzo

Tra i quesiti posti dai Caf, inoltre, quello relativo alla possibilità di indicare nel frontespizio del modello 730 la residenza del contribuente a prescindere dal fatto che sia variata o meno.

Secondo l’Agenzia, però, il quadro “residenza anagrafica” va compilato solo nel caso in cui l’indirizzo è cambiato nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2008 e

la data di presentazione della dichiarazione.

Il Caf può tuttavia chiedere al contribuente di indicare la residenza in un documento a parte, in modo tale da poterlo sempre rintracciare all’indirizzo aggiornato anno per anno.

Farmaci, dal 1° gennaio 2008 solo scontrini perfettamente “parlanti”

Escono completamente di scena gli scontrini relativi all’acquisto di farmaci non

pienamente “parlanti”.

L’Agenzia ha escluso, infatti, l’eventualità di utilizzare l’autocertificazione per quelli privi di codice fiscale, anche se riportano le informazioni relative a natura, qualità e quantità del bene.

Gli scontrini emessi a partire dal 1°

gennaio 2008, dunque, sono considerati validi ai fini della detrazione solo se completi di tutte le caratteristiche richieste (natura, qualità, quantità dei medicinali e codice fiscale).

Universitari in affitto con sconto, ma l’alloggio deve essere in Italia

Detrazione per studenti in affitto estesa ad alcuni tipi di contratti di ospitalità, che, invece, non spetta se l’alloggio si trova all’estero.

Lo sconto – pari al 19% su un importo massimo di 2.633 euro – riconosciuto agli universitari iscritti presso un ateneo situato in un Comune distante almeno 100 chilometri da quello di residenza, e comunque in una provincia diversa, si applica infatti a patto che l’alloggio si trovi in Italia.

Frequenza di università privata, detrazione in linea con la statale

La circolare ha ribadito che le spese per la frequenza di istituti o università private danno diritto alla detrazione entro i limiti stabiliti per le tasse e i contributi versati a istituti statali.

Il tetto entro cui calcolare lo sconto è dunque costituito dalla misura massima delle tasse fissata dall’università pubblica di riferimento in relazione al corso frequentato.

Previdenza complementare, istruzioni per la deduzione

Infine, in presenza di contributi e premi versati dal lavoratore e dal datore di lavoro alle forme pensionistiche complementari il contribuente che vuole dedurre lo stesso tipo di onere escluso dal sostituto dal sostituto d’imposta e risultante dal Cud deve indicare e sottoscrivere sul documento di spesa la circostanza che l’importo non è stato escluso dal reddito di lavoro dipendente. Sarà cura del Caf informare correttamente il contribuente riguardo ai presupposti che legittimano la deduzione.

Il problema è derivato dalla circostanza che nel punto 45 del modello CUD il sostituto deve indicare l’importo dei contributi e premi (diversi dal TFR) versato dal lavoratore e dal datore di lavoro alle forme pensionistiche complementari.

Tuttavia, se il sostituto versa tali contributi sia a seguito di adesione a fondo contrattuale sia a fondo aperto non è possibile rilevare dalle annotazioni del CUD quanto sia relativo all’uno o all’altro fondo.

Da tale modalità di indicazione non è possibile verificare se tale contributo sia già stato dedotto direttamente dal sostituto.

(Agenzia delle Entrate, circolare n. 18/E del 21.04.2009)

 

 

 

4) Antiriciclaggio: operazioni con pagamenti frazionati – casi in cui il cumulo supera i 12.500 euro

Il Ministro dell’Economia e delle finanze con due pareri (n. 28107 e n. 29165), a seguito di quesiti posti dal Consiglio nazionale del notariato, ha fornito i seguenti chiarimenti:

Il notaio può ricevere il pagamento di titoli, consegnati per il protesto, in denaro contante qualora l’importo sia pari o superiore al limite di legge.

Riguardo la possibilità di regolare in denaro contante frazioni di pagamento, d’importo inferiore al limite di legge, anche quando l’importo complessivo del pagamento è pari o superiore al suddetto limite, l’avverbio complessivamente va riferito al valore da trasferire.

Pertanto, il divieto (ex art. 49, comma 1, D.Lgs. 231/2007) riguarda il trasferimento in un’unica soluzione di valori di importo pari o superiore a 12.500 euro, non rilevando il fatto che il trasferimento sia effettuato con un solo mezzo di pagamento o quando il limite venga superato cumulando i diversi mezzi di pagamento.

Non si configura violazione nel caso in cui:

– il trasferimento sia il risultato della somma di operazioni autonome;

– una pluralità di distinti pagamenti sia connaturata all’operazione stessa;

– sia la conseguenza di un preventivo accordo negoziale tra le parti.

In queste ipotesi, l’amministrazione ha sempre il potere di valutare caso per caso “la sussistenza di elementi tali da configurare un frazionamento realizzato con lo specifico scopo di eludere il divieto legislativo”.

Infine, in merito alle modalità di assolvimento dell’obbligo di adeguata verifica della clientela nell’ipotesi di atto notarile stipulato da società fiduciaria, la valutazione di adeguata verifica della clientela deve essere compiuta sia nei confronti della società sia del fiduciante.

 

 

5) Antiriciclaggio: esonero per i Commercialisti

Per i Commercialisti si profila l’esonero dagli adempimenti sulla normativa antiriciclaggio.

Infatti, per tale finalità, è stata depositato, dall’onorevole Roberto Cassinelli (Popolo delle Libertà) ed altri, il progetto di legge A. C. 1954 ed assegnata alle commissioni riunite Giustizia e Finanze della Camera.

Lo scopo è quello di modificare l’art. 12 del D.Lgs. n. 231 del 21.11.2007, “per l’esclusione dei dottori commercialisti e degli esperti contabili dagli obblighi in materia di prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio”,

In particolare, la proposta prevede l’esclusione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili dall’applicazione della normativa antiriciclaggio (D.Lgs. n. 231/2007).

Nella relazione accompagnatoria è stato evidenziato il contrasto delle norme previste dal D.Lgs. n. 231/2007 con la legislazione comunitaria, la Costituzione italiana e il Codice deontologico dei Dottori  Commercialisti e degli esperti contabili.

Inoltre, è stato evidenziato l’effetto di scarsa efficienza della legge rispetto al fine perseguito, peraltro, a differenza di altre categorie professionali, l’ambito di operatività degli obblighi antiriciclaggio comprende quasi tutte le prestazioni che i Dottori Commercialisti e gli Esperti Contabili effettuano a favore del cliente.

(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, nota del 20.04.2009)

 

 

6) Niente Iva agevolata per il servizio “informagiovani/lavoro”

I corrispettivi per il servizio “informagiovani/lavoro” (attività di informazione, consulenza e orientamento al lavoro), svolto da una cooperativa sociale per conto di un Comune, non possono fruire dell’Iva agevolata al 4% giacché l’applicazione dell’aliquota ridotta spetta soltanto se le prestazioni abbiano carattere socio-assistenziale e siano effettuate nei confronti di soggetti socialmente svantaggiati, come anziani, tossicodipendenti, malati ecc. (art. 41-bis, parte seconda, tabella A, D.P.R. n. 633/1972).

(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 103/E del 21.04.2009)

 

 

 

7) Irap – Deduzione costi sostenuti per il personale:  Il presidente della società di revisione può attestare i costi di ricerca e sviluppo

Determinazione della base imponibile IRAP: ammessi in deduzione i costi sostenuti per il personale addetto alla ricerca e sviluppo

Per tali fini, il presidente della società di revisione può, in alternativa al presidente del collegio sindacale, attestare i costi di ricerca e sviluppo sostenuti dalla società quotata in borsa e la loro rispondenza alla documentazione contabile e ai dati riportati nella dichiarazione Irap.

Quindi, l’attestazione, prevista dall’art. 11, comma 1, lett. a), n. 5, del decreto IRAP (D.Lgs. n. 446/1997), può essere rilasciata, nel caso di società quotate, dal presidente della società di revisione o, in alternativa, dal soggetto che ne ha la rappresentanza ai fini del controllo contabile.

Difatti, il revisore/società di revisione, proprio in virtù delle mansioni attribuitegli dalla norma e dei poteri di cui agli articoli 155 del TUF e 2409-ter del codice civile, ha strumenti, cognizioni e possibilità di controllo, rispetto al presidente del Collegio Sindacale, per attestare l’effettivo sostenimento dei costi e la loro rispondenza alle rilevazioni contabili e ai dati riportati nella dichiarazione IRAP.

Peraltro, tale interpretazione è coerente con la logica evolutiva che, seppure in un contesto diverso, ha guidato il legislatore alla modifica dell’art. 1, comma 5 del D.P.R. n. 322/1998 al fine di prevedere che “La dichiarazione delle società e degli enti soggetti all’imposta sul reddito delle società sottoposti al controllo contabile ai sensi del codice civile o di leggi speciali è sottoscritta anche dai soggetti che sottoscrivono la relazione di revisione. (.).”.

(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 104/E del 21.04.2009)

 

 

8) La cancellazione formale dal Registro delle Imprese vale solo per le società di capitali: vendita di immobile di s.a.s. mediante esecuzione forzata – trattamento fiscale

In base alla nuova norma (DLgs n. 6/2003) l’atto formale di cancellazione dal registro delle imprese determina l’estinzione della società di capitali.

Non è stata, invece, fatta alcuna modifica all’art. 2312 c.c., che disciplina la cancellazione dal registro delle imprese delle società di persone.

Infatti, a tal fine, secondo l’Agenzia delle Entrate, la modifica della normativa civilistica ha avuto una portata limitata alle società di capitali.

Pertanto, la S.a.s., cancellata dal registro delle imprese, deve essere considerata ancora esistente qualora sia proprietaria di un immobile, ancorché sottoposto a procedura esecutiva (ris. n. 68/2007).

Ne consegue che l’atto di cessione dell’immobile rileva ai fini Iva (ai sensi dell’art. 10, comma 8–ter, lett. c del DPR n. 633/1972), trattandosi di cessione ad un soggetto privato, mediante pubblico incanto, di un bene strumentale per natura.

In particolare, per il caso di vendita mediante esecuzione forzata, è stato chiarito che l’incaricato alla vendita, al quale sono stati consegnati i beni (commissionario, cancelliere, ufficiale giudiziario, Istituto di vendite giudiziarie) è il soggetto obbligato ad emettere fattura in nome e per conto del soggetto Riguardo gli adempimenti Iva spettanti al professionista delegato al compimento delle operazioni di vendita ai sensi dell’art. 591-bis del c.p.c., con ris. n. 62 del 16.5.2006 è stato ulteriormente precisato che la necessità della tutela degli interessi dell’Erario impone che gli obblighi di fatturazione e versamento del tributo devono, anche fuori dall’ipotesi di irreperibilità del contribuente, ritenersi accentrati nella procedura stessa, anziché in capo al debitore esecutato.

Quindi, nel caso di specie, a seguito della cessione dell’immobile conseguente all’azione esecutiva, il soggetto che ha in consegna i beni o, comunque, il soggetto incaricato alla vendita dovrà emettere fattura in nome e per conto del contribuente.

La fattura dovrà essere emessa, ai sensi degli artt. 6, comma 2, lett. a), e 21 del DPR n. 633/72, al momento del pagamento del corrispettivo.

Il versamento dell’Iva relativa dovrà essere effettuato, ai sensi dell’art. 1 del DPR 23 marzo 1998, n. 100, entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui l’operazione si considera compiuta e l’Iva esigibile, mediante mod. F24, con il codice tributo relativo al mese di riferimento.

E’ applicabile alla fattispecie l’istituto del ravvedimento operoso di cui all’art. 13 del D.Lgs. n. 472/1997.

La società esecutata, a sua volta, dovrà adempiere agli altri obblighi contabili e dichiarativi imposti ai fini Iva e delle imposte sul reddito, nonché, eventualmente, a quelli imposti ai fini IRAP (ris. n. 120/2007).

Infine, alla cessione di fabbricato strumentale per natura si dovrà applicare l’imposta di registro in misura fissa, l’imposta ipotecaria nella misura del 3% e l’imposta catastale nella misura dell’1%.

(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 105/E del 21.04.2009)

 

 

9) Deducibilità degli interessi passivi: circolare delle Entrate con i chiarimenti

Deducibilità degli interessi passivi correlata all’ammontare degli interessi attivi maturati nel periodo d’imposta e al risultato operativo lordo (Rol) dell’impresa. Possibilità di riportare senza limiti di tempo agli esercizi successivi sia gli interessi passivi che il Rol.

Deduzione forfetaria per banche, imprese di assicurazioni e altri operatori finanziari.

Con la circolare n. 19/E del 21.04.2009, l’Agenzia delle Entrate si è soffermata sulle modifiche effettuate dalla Finanziaria 2008 e dalla manovra d’estate alla disciplina della deducibilità degli interessi passivi dal reddito d’impresa.

In particolare, con riferimento ai soggetti Ires, la Finanziaria 2008 ha introdotto una nuova disciplina di deducibilità degli interessi passivi legata all’ammontare degli interessi attivi maturati nel corso del periodo d’imposta e al risultato operativo lordo della gestione caratteristica.

La manovra d’estate ha invece stabilito che gli interessi passivi sostenuti da banche, imprese di assicurazioni e altri operatori finanziari sono deducibili in maniera forfetaria, nei limiti del 96% del loro ammontare, senza che assumano, dunque, rilevanza né l’ammontare degli interessi attivi né il Rol.

(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 21.04.2009)

 

A cura di Vincenzo D’Andò

 

 


Partecipa alla discussione sul forum.