Novità fiscali del 2 aprile 2009: presentazione del modello 730/2009 al proprio sostituto d’imposta; credito d’imposta per investimenti in aree svantaggiate in presenza di operazioni straordinarie sopravvenute; accertamento induttivo per l’avvocato curatore di svariate cause ma con nessun guadagno


 






 


Indice fisco oggi:


 


1) ISCOP: Approvazione del nuovo modello di bollettino di c/c – Decreto in G.U.


 


2) ICI: Aggiornati i coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati


 


3) Credito d’imposta per investimenti in aree svantaggiate in presenza di operazioni straordinarie sopravvenute


 


4) Bollo su istanze di partiti politici per volantinaggio fuori dal periodo elettorale


 


5) IRAP: Trasformazione di una IPAB in fondazione di diritto privato


 


6) Presentazione del modello 730/2009 al proprio sostituto d’imposta in scadenza


 


7) Accertamento induttivo per l’avvocato curatore di svariate cause ma con nessun guadagno


 


8) Cassazione: Riduzione della TARSU per imprese che smaltiscono rifiuti in maniera autonoma


 


 


1) ISCOP: Approvazione del nuovo modello di bollettino di c/c – Decreto in G.U.


E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il Decreto interministeriale di approvazione del nuovo modello di bollettino di conto corrente postale per il versamento dell’imposta di scopo per la realizzazione di opere pubbliche (ISCOP).


Si veda anche nel nostro articolo sulle novità fiscali del 30.03.2009.


(Ministero Economia e Finanze, Decreto del 25.03.2009, pubblicato in G.U. n. 75 del 31.03.2009)


 


 


2) ICI: Aggiornati i coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati


E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto relativo all’aggiornamento dei coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati di cui all’art. 5, co. 3, del D.Lgs. n. 504/1992, ai fini dell’ICI dovuta per l’anno 2009.


Sono stati, pertanto, aggiornati i coefficienti necessari per determinare il valore dei fabbricati classificabili nel gruppo D, non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati.


Aggiornamento dei coefficienti per i fabbricati a valore contabile


Agli  effetti  dell’applicazione  dell’imposta  comunale  sugli immobili  (ICI) dovuta  per  l’anno  2009, per la determinazione del valore  dei suddetti fabbricati, i coefficienti di aggiornamento sono stati stabiliti nelle seguenti misure:


– per  l’anno 2009 = 1,04; per l’anno 2008 = 1,09; per l’anno 2007 = 1,12;


– per  l’anno 2006 = 1,16; per l’anno 2005 = 1,19; per l’anno 2004 = 1,26;


– per  l’anno 2003 = 1,30; per l’anno 2002 = 1,35; per l’anno 2001 = 1,38;


– per  l’anno 2000 = 1,43; per l’anno 1999 = 1,45; per l’anno 1998 =  1,47;


– per  l’anno 1997 = 1,50; per l’anno 1996 = 1,55; per l’anno 1995 = 1,60;


– per  l’anno 1994 = 1,65; per l’anno 1993 = 1,68; per l’anno 1992 = 1,70;


– per  l’anno 1991 = 1,73; per l’anno 1990 = 1,81; per l’anno 1989 = 1,90;


– per  l’anno 1988 = 1,98; per l’anno 1987 = 2,14; per l’anno 1986 = 2,31;


– per  l’anno 1985 = 2,47; per l’anno 1984 = 2,64; per l’anno 1983 = 2,80;


per l’anno 1982 e anni precedenti = 2,97.


Ministero Economia e finanze, Decreto del 23.03.2009, pubblicato in G.U. n. 75 del 31.03.2009 )


 


 


3) Credito d’imposta per investimenti in aree svantaggiate in presenza di operazioni straordinarie sopravvenute


In caso di affitto di ramo d’azienda, la società interessata non deve rideterminare il credito d’imposta per investimenti in aree svantaggiate (cd. bonus sud), purché i beni agevolati vengano utilizzati nell’esercizio della medesima attività commerciale a cui erano originariamente destinati per tutto il quinquennio di tutela fiscale.


Tale società potrà beneficiare dell’agevolazione ove ricorrano le predette condizioni, sia nella ipotesi in cui oggetto della locazione siano singole unità immobiliari del complesso polifunzionale, sia nel caso in cui il contratto di affitto abbia ad oggetto un ramo d’azienda.


Inoltre, riguardo alla possibilità che il credito d’imposta spettante alla società istante (che, quindi, ha presentato istanza di interpello all’Agenzia delle Entrate) possa essere trasferito ad altra società, a seguito di una operazione di fusione (questione già chiarita, tra l’altro, con la C.M. n. 38/e del 2002) il credito d’imposta spettante alle società fuse o incorporate potrà essere fruito dalla società risultante dalla fusione o incorporante giacché questa subentra negli obblighi e nei diritti delle società fuse o incorporate.


In relazione ai beni strumentali per natura oggetto dei contratti di affitto di ramo di azienda, è stato, infatti, precisato che il trasferimento di un bene operato nel contesto di una cessione o conferimento d’azienda (o di ramo d’azienda) non contrasta necessariamente con la ratio della norma antielusiva prima richiamata; in altri termini, l’operazione di cessione o conferimento dell’azienda non comporta la “rideterminazione” del credito d’imposta in relazione ai beni agevolati trasferiti per effetto dell’operazione medesima.


Se ciò vale per simili fattispecie, che determinano il trasferimento (definitivo) della titolarità dei beni agevolati, alle medesime conclusioni deve potersi arrivare anche nell’ipotesi in cui i beni agevolati siano oggetto di contratti di affitto di azienda (o di ramo d’azienda) che comportano lo perdita di possesso temporaneo dei beni stessi.


La C.M. n. 29 del 2007 ha precisato che la norma di interpretazione autentica prevede espressamente che, in caso di locazione a terzi degli immobili strumentali per natura che sono stati oggetto dell’investimento agevolato, il beneficio non viene meno purché sussistono le seguenti condizioni:


a) che gli immobili costituiscano “un complesso unitario polifunzionale destinato allo svolgimento di un’attività commerciale”;


b) che gli immobili siano destinati dal locatario all’esercizio di attività d’impresa.


La stessa circolare – nel chiarire che nella definizione di “complesso immobiliare unitario polifunzionale” rientra anche l’ipotesi di un centro commerciale, quale bene immobile complesso in cui tra le singole unità immobiliari sussiste un vincolo funzionale – ribadisce che in presenza dei presupposti indicati, come nel caso di specie, risulta comunque rispettata la finalità della norma antielusiva, volta ad impedire l’immissione temporanea dei beni nell’impresa al solo fine di fruire dell’agevolazione, giacché viene confermata la stabilità dell’investimento nell’originario territorio.


Perdita della qualifica PMI


La misura della suddetta agevolazione dipende dal possesso o meno dei requisiti atti a qualificare l’azienda quale PMI (piccola e media impresa).


Difatti, se alla data in cui l’investimento è effettuato non sussistono i requisiti di Pmi, l’agevolazione per investimenti nelle aree svantaggiate (articolo 8, legge 388/2000) spetta nella misura del 29,75% (85% di 35%) anziché del 42,50%.


In particolare, la stessa società al momento della presentazione della domanda aveva i requisiti di Piccola e Media Impresa (PMI); pertanto, l’agevolazione risultava fruibile nella misura del 42,50% dell’investimento, successivamente, a settembre 2003, l’istante ha perso la qualifica di PMI, per effetto dell’acquisizione da parte di una società (ALFA) del gruppo BETA delle proprie partecipazioni.


Ai fini dell’agevolazione in oggetto (per verificare se può beneficiare della maggiore intensità di aiuto prevista dalla Carta italiana degli aiuti a finalità regionale), la qualificazione, quale PMI, deve essere individuata al momento in cui vengono realizzati gli investimenti.


Pertanto, nel caso di specie, in cui la realizzazione degli investimenti agevolabili viene effettuata in più esercizi, è necessario, ai fini della applicazione della percentuale “maggiorata”, verificare che il requisito di PMI – la cui definizione è contenuta nella Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione europea del 06.05.2003, pubblicata nella G.U. delle Comunità Europee L 124 del 20.05.2003) – sussista alla data in cui, sulla base delle regole di competenza contenute nell’art. 109 del TUIR, si considerano effettuate le singole operazioni di investimento.


Se, alla data in cui l’investimento è effettuato, non sussistono i requisiti di PMI, si rendono, invece, applicabili i massimali previsti dalla più volte citata Carta italiana per le imprese diverse dalle PMI (35%); in quest’ultimo caso, all’investimento realizzato dalla società l’agevolazione in parola spetta nella misura del 29,75% (85% di 35%), anziché del 42,50%.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 88/E del 01.04.2009)


 


 


 


4) Bollo sulle istanze di concessione per l’occupazione di suolo pubblico da parte di partiti politici per volantinaggio fuori dal periodo elettorale


Le istanze, e le relative autorizzazioni, presentate all’amministrazione comunale dai partiti politici, al di fuori del periodo elettorale, per l’occupazione di suolo pubblico per volantinaggio (configurandosi come mera attività divulgativa, propagandistica o di proselitismo che non è imposta da alcuna norma giuridica) sono soggette all’imposta di bollo fin dall’origine nella misura di € 14,62 (artt. 3 e 4 della tariffa annessa al DPR 642/1972).


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 89/E del 01.04.2009)


 


 


 


5) IRAP: Trasformazione di una IPAB in fondazione di diritto privato


Il mutamento della qualificazione giuridica da ente pubblico non economico ad ente privato comporta una distinta soggettività passiva e l’applicazione di un differente regime tributario ai fini IRAP.


Ciò vale anche in presenza sia della previsione della “continuità legale” tra IPAB e fondazione (Decreto di depublicizzazione n. 116 del 2008) , sia della normativa concernente il riordino del sistema delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB) recata dal D.Lgs. n. 207/2001, secondo cui le persone giuridiche private derivanti dalla trasformazione delle IPAB “subentrano” in tutti i rapporti attivi e passivi delle istituzioni pubbliche dalle quali derivano.


Tale normativa, infatti, prevedendo la prosecuzione in capo ai soggetti derivanti dalla trasformazione delle IPAB dei rapporti giuridici di cui erano titolari dette istituzioni, disciplina la continuità dei rapporti giuridici nei confronti del nuovo ente, senza con ciò escludere l’autonoma soggettività dell’ente sorto a seguito della trasformazione.


Per conseguenza, nel caso di specie, rilevano, agli effetti tributari, due soggetti autonomi d’imposta.


Si tratta del chiarimento reso noto dall’AdE, contenuto nella risoluzione n. 90/E del 01.04.2009, emanata a seguito di istanza di interpello nella quale una Fondazione ha precisato di essere una fondazione di diritto privato, iscritta nel registro delle persone giuridiche, sorta nel 2008 a seguito della “depubblicizzazione” di una Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza (IPAB) disposta con Decreto del Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia 15.05.2008, n. 116.


In particolare, l’interpellante aveva chiesto di sapere come potere determinare l’IRAP, nonché come dovere osservare gli obblighi dichiarativi e di versamento dell’imposta relativamente all’anno 2008 in cui è avvenuta la predetta “trasformazione” dell’ente pubblico in ente di diritto privato.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 90/E del 01.04.2009)


 


 


 


6) Presentazione del modello 730/2009 al proprio sostituto d’imposta in scadenza


Il Modello 730 potrà essere presentato entro il 30 aprile al proprio sostituto d’imposta, se quest’ultimo ha comunicato entro il 15 gennaio di voler prestare assistenza fiscale, oppure entro il 31 maggio a un CAF o ad un professionista abilitato.
Per l’anno 2009, il termine del 31 maggio, poiché cade di domenica, slitta al 1° giugno.


Entro tale data il sostituto d’imposta deve consegnare al contribuente cui ha prestato assistenza una copia della dichiarazione elaborata e il prospetto di liquidazione Modello 730-3, con l’indicazione delle trattenute o dei rimborsi che saranno effettuati, mentre il Caf o il professionista abilitato deve consegnare entro il 15 giugno al contribuente cui ha prestato assistenza una copia della dichiarazione ed il prospetto di liquidazione Modello 730-3, elaborati sulla base dei dati e dei documenti presentati dal contribuente.


Infine, per l’anno 2009, entro il 15 luglio il sostituto d’imposta, il Caf o il professionista abilitato trasmettono il Modello 730 all’Agenzia delle Entrate (tale termine, dal 2010, è fissato al 30 giugno).


Si tratta delle informazioni contenute nella guida dell’Agenzia delle Entrate del 01.04.2009, incentrata sul più noto appuntamento annuale per i contribuenti.


Ecco di seguito, alcune ulteriori precisazioni contenute in tale vademecum.


Soggetti che non possono utilizzare il Modello 730


Non tutti i lavoratori dipendenti e pensionati possono utilizzare il Modello 730.
Infatti, non possono avvalersi della presentazione di questo modello (e devono presentare la dichiarazione Modello UNICO) coloro che possiedono, oltre al reddito di lavoro dipendente, anche redditi di impresa e redditi derivanti dall’esercizio di arti o professioni.


In particolare, non possono utilizzare il Modello 730/2009, ma devono presentare il Modello UNICO Persone fisiche, i contribuenti che nel 2008 hanno posseduto:


– redditi d’impresa, anche in forma di partecipazione;


– redditi di lavoro autonomo per i quali è richiesta la partita IVA;


– redditi “diversi” (ad esempio, proventi derivanti dalla cessione totale o parziale di aziende, proventi derivanti dall’affitto e dalla concessione in usufrutto di aziende).


Non possono, inoltre, utilizzare il Modello 730 i contribuenti che:


– devono presentare anche una delle seguenti dichiarazioni: Iva, Irap, sostituti d’imposta modelli 770 ordinario e semplificato (ad esempio, imprenditori agricoli non esonerati dall’obbligo di presentare la dichiarazione Iva, venditori “porta a porta”);


– non sono residenti in Italia nel 2008 e/o nel 2009;


– devono presentare la dichiarazione per conto dei contribuenti deceduti;


– nel 2009, percepiscono redditi di lavoro dipendente erogati esclusivamente da datori di lavoro non obbligati ad effettuare le ritenute d’acconto (ad esempio, collaboratori familiari e altri addetti alla casa).


Dichiarazione congiunta


Quando entrambi i coniugi possono autonomamente avvalersi dell’assistenza fiscale, il Modello 730 può essere presentato in forma congiunta al sostituto d’imposta di uno dei due coniugi ovvero ad un CAF o ad un professionista abilitato.
Modalità di presentazione


Il Modello 730 può essere presentato:


– al proprio sostituto d’imposta;


– ad un CAF o professionista abilitato.


Presentazione al sostituto di imposta


Se si sceglie di presentare la dichiarazione al proprio sostituto d’imposta (se quest’ultimo ha comunicato entro il 15 gennaio di voler prestare assistenza fiscale) occorre consegnare il Modello 730 già compilato e la busta chiusa contenente il Modello 730-1, concernente la scelta per la destinazione dell’8 per mille dell’Irpef e quella per la destinazione del 5 per mille dell’Irpef.


La scheda va consegnata anche se non è espressa alcuna scelta avendo cura di indicare il codice fiscale ed i dati anagrafici.


In caso di dichiarazione presentata in forma congiunta le schede per la destinazione dell’otto per mille e del cinque per mille devono essere inserite in un’unica busta, sulla quale devono essere riportati i dati del dichiarante.


Al sostituto d’imposta non deve essere esibita la documentazione tributaria relativa alla dichiarazione, che il contribuente dovrà tuttavia conservare fino al 31 dicembre del quarto anno successivo alla presentazione della dichiarazione.


Presentazione al CAF o al professionista abilitato


Chi si rivolge ad un CAF o ad un professionista abilitato può consegnare il modello debitamente compilato e in tal caso non è dovuto alcun compenso, oppure può chiedere assistenza per la compilazione (in tal caso occorrerà versare un corrispettivo).


Il contribuente deve presentare al CAF o al professionista, in busta chiusa, la scheda per la scelta della destinazione dell’8 per mille dell’Irpef e del 5 per mille dell’Irpef (Modello 730-1), anche se non è espressa alcuna scelta.


Il contribuente deve sempre esibire al CAF o al professionista la documentazione necessaria per permettere la verifica della conformità dei dati esposti nella dichiarazione.


Documentazione da presentare


Prima di recarsi dal CAF o dal professionista abilitato il contribuente deve aver cura di recuperare i documenti relativi a ritenute, oneri deducibili e detraibili, versamenti, eccedenze di imposta.


In particolare, sia che si richieda l’assistenza per la compilazione, sia che si consegni il Modello già compilato, vanno esibiti i seguenti documenti anche solo in copia fotostatica:


– il CUD rilasciato dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico e le altre certificazioni dei sostituti d’imposta dalle quali risultino le ritenute subite sui redditi di lavoro dipendente, sui redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, sui redditi di lavoro autonomo occasionale, ecc.;


– fatture, ricevute, scontrini, quietanze che attestino il sostenimento di spese, nel corso dell’anno, per le quali è prevista la deducibilità dal reddito complessivo o il riconoscimento di detrazioni dall’imposta lorda;


– altra documentazione necessaria per il riconoscimento di tali spese deducibili o detraibili, come, ad esempio, per gli interessi passivi, la copia del contratto di mutuo per l’acquisto dell’immobile adibito ad abitazione principale, per l’assicurazione sulla vita, la copia della polizza o altra certificazione rilasciata dalla compagnia assicuratrice dalla quale risulti l’esistenza dei requisiti richiesti per la relativa detrazione, ecc.;


– per le spese sostenute per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, ricevuta della raccomandata inviata al Centro operativo di Pescara per comunicare l’inizio lavori, ricevuta dei bonifici attraverso i quali sono state pagate le opere di ristrutturazione, quietanze di pagamento degli oneri di urbanizzazione, attestati di versamento delle ritenute operate sui compensi dei professionisti, quietanza rilasciata dal condominio (in caso di lavori di manutenzione ordinaria su parti comuni);


– attestati di versamento degli acconti d’imposta effettuati autonomamente dal contribuente;


– ultima dichiarazione presentata, se in questa era stata evidenziata a credito un’eccedenza d’imposta che si intende far valere nel Modello 730.


Vi sono, infine, alcuni dati per i quali non è necessario esibire la relativa documentazione: ad esempio, i certificati catastali relativi ai terreni e ai fabbricati posseduti, i contratti di locazione stipulati e altri documenti relativi alle detrazioni soggettive spettanti.


 


Le principali date da ricordare per il Modello 730/2009:
































Adempimento


Assistenza sostituti di imposta


Assistenza CAF e professionisti abilitati


Comunicazione disponibilità


15 gennaio


 


Consegna 730 da parte del dipendente/pensionato


30 aprile


1° giugno (1)


Consegna 730 al dipendente/pensionato


1° giugno (1)


15 giugno


Trasmissione 730 all’Agenzia delle Entrate


15 luglio (2)


15 luglio (2)


Presentazione 730 integrativo


 


26 ottobre (3)


Consegna copia 730 integrativo al dipendente/pensionato


 


10 novembre


Note:
(1) Il termine originario del 31 maggio, per l’anno 2009, poiché cade di domenica, viene posticipato al 1° giugno;
(2) Dal 2010, il termine è fissato al 30 giugno;


(3) Il termine originario del 25 ottobre, per l’anno 2009, poiché cade di domenica, viene posticipato al 26 ottobre.


 


(Agenzia delle Entrate, guida del 01.04.2009)


 


 


 


7) Accertamento induttivo per l’avvocato curatore di svariate cause ma con nessun guadagno


All’avvocato che, nel periodo di imposta ha operato per oltre 200 cause (con altrettanti clienti o prestazioni), non è concesso dichiarare un reddito annuo di circa € 6.197,00.


E’, quindi, legittimo l’accertamento induttivo operato dall’ufficio che rettifica il reddito dichiarato dal legale.


E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 7460 del 27.03.2009, che ha confermato la tesi della Commissione tributaria regionale che aveva ripreso a tassazione le prestazioni effettuate dall’avvocato sulla base delle tariffe minime professionali riferite alla voce “redazione del ricorso”.
A seguito di una verifica della Guardia di finanza che aveva accertato la presentazione di ricorsi civili e amministrativi per oltre 200 clienti e l’emissione di sole 25 fatture, l’ex ufficio delle Imposte dirette aveva rettificato, per l’anno d’imposta 1992, il reddito professionale del contribuente, elevandolo di circa 30 volte in più.


L’avvocato si era difeso sostenendo di avere spesso dovuto rappresentare gli iscritti al sindacato fornendo gratuitamente le sue prestazioni.


Invece, secondo la Suprema Corte di Cassazione, in tale contesto,  non sono ammissibili le prestazioni gratuite, pertanto, ha dato ragione (in base a quanto presunto nella fase di accertamento induttivo) alle pretese dell’Amministrazione finanziaria.


(Corte di Cassazione, sentenza n. n. 7460 del 27.03.2009)


 


 


8) Cassazione: Riduzione della TARSU per imprese che smaltiscono rifiuti in maniera autonoma


Confermando l’orientamento interpretativo delle norme sulla Tarsu, le Sezioni unite della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7581 del 30.03.2009, hanno stabilito che le imprese che smaltiscono a proprie spese e in modo autonomo gli imballaggi hanno diritto a una riduzione della tassa sui rifiuti (“che porta automaticamente ad una riduzione della superficie esclusa dalla tassazione e, di conseguenza logica, all’assoggettamento alla tassa”).


I regolamenti comunali possono prevedere l’applicazione di una percentuale di riduzione rispetto all’intera superficie su cui l’attività viene svolta.


(Corte di Cassazione, sentenza, a sezioni unite, n. 7581 del 30.03.2009)


 


 


 


A cura di Vincenzo D’Andò


 


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