Mini-penalità per gli omessi versamenti e per le dichiarazioni tardive: il ravvedimento operoso riduce le sanzioni


          A partire dal 29 novembre 2008, il ravvedimento spontaneo è diventato più “leggero”. Infatti, le sanzioni applicabili per i tardivi o omessi versamenti sono state ridotte dall’articolo 16 del decreto legge n. 185 del 29 novembre 2008, convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, pubblicata sul supplemento ordinario n. 14/L alla Gazzetta ufficiale n. 22 del 28 gennaio 2009, in vigore dal 29 gennaio 2009. In caso di ravvedimento, la riduzione della sanzione del 30% a un ottavo del minimo (3,75%) passa a un dodicesimo del minimo, cioè al 2,5%, e quella a un quinto del minimo (6%) “passa” a un decimo del minimo, cioè al 3 per cento.


          Perciò, un dodicesimo di 30 è 2,5, mentre un decimo è uguale a 3. Ad esempio, i contribuenti che avevano “saltato” la scadenza del 1° dicembre 2008, non pagando il secondo o unico acconto per il 2008, potevano rimediare con il ravvedimento “breve” entro 30 giorni, cioè entro il 31 dicembre 2008, così come possono rimediare entro il termine “lungo” di presentazione delle dichiarazioni relative all’anno 2008 nel 2009, attualmente fissato al 30 giugno 2009 per chi presenta Unico 2009 su carta, o al 30 settembre 2009, per chi presenta Unico 2009 in via telematica.


Mini-sanzioni a partire dal 29 novembre 2008


          Considerata la riduzione delle sanzioni, in ipotesi di mancato pagamento di un tributo o di una sua frazione nel termine previsto, il ravvedimento è possibile a condizione che il contribuente paghi, oltre al tributo dovuto e agli interessi del 3% annuo:



  • la sanzione del 2,5% (in luogo della vecchia misura del 3,75%, applicata fino al 28 novembre 2008) della somma pagata in ritardo, se effettua la regolarizzazione entro 30 giorni dalla scadenza;

  • la sanzione del 3% (in luogo del 6%) della somma pagata in ritardo, se effettua la regolarizzazione entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale ha commesso la violazione.

Riduzione delle sanzioni anche per l’Unico in ritardo


          Possono fruire della riduzione delle sanzioni in caso di ravvedimento anche i contribuenti che presentano in ritardo, ma entro 90 giorni dalla scadenza, le dichiarazioni annuali dei redditi, dell’Iva, dell’Irap e dei sostituti d’imposta, modelli 770 ordinario o semplificato. In questo caso, la sanzione applicabile che si riduceva a un ottavo del minimo si può ridurre a un dodicesimo del minimo.


          Ad esempio, chi presenta l’Unico entro 90 giorni dalla scadenza può valersi del ravvedimento previsto dall’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472. La lettera c) del suo comma 1, dopo le modifiche apportate dal richiamato articolo 16 del decreto legge 185/2008, dispone: “La sanzione è ridotta, sempreché la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore o i soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza … ad un dodicesimo del minimo di quella prevista per l’omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a novanta giorni ….”.


Il modello Unico moltiplica le sanzioni


          Per i contribuenti che presentano l’Unico in ritardo, ma entro novanta giorni dalla scadenza, sono applicabili tante distinte sanzioni per ogni dichiarazione compresa nella dichiarazione unificata. Le sanzioni possono essere anche tre. Si può fare l’esempio di una persona fisica che, non avendo presentato l’Unico 2008 entro il 30 settembre 2008, lo ha presentato tardivamente in via telematica entro il 29 dicembre 2008. La persona fisica, titolare di partita Iva, entro la predetta data ha presentato un modello Unico 2008, contenente tre dichiarazioni: redditi, Iva e Irap. Per la tardiva presentazione delle tre dichiarazioni, tenuto conto che la sanzione applicabile è di 258 euro per ciascuna dichiarazione, ha diritto alla riduzione a un dodicesimo del minimo di ciascuna sanzione.


          Ha quindi pagato la sanzione minima di 21 euro, cioè un dodicesimo arrotondato di 258 euro, per ogni dichiarazione presentata tardivamente, in totale 63 euro. Nei confronti dei contribuenti, che non pagano la penalità ridotta a un dodicesimo del minimo per ciascuna dichiarazione presentata tardivamente, sempre entro i novanta giorni dal termine originario di scadenza, è applicabile il cumulo giuridico, che è invece escluso in caso di ravvedimento spontaneo. Resta però fermo che, anche in caso di applicazione del cumulo giuridico, l’eventuale definizione agevolata può essere fatta pagando comunque un importo non inferiore ad un quarto dei minimi edittali previsti per le violazioni più gravi relative a ciascun tributo. Infatti, l’articolo 17, comma 2, del decreto legislativo 472/97 stabilisce che “È ammessa definizione agevolata con il pagamento di un importo pari ad un quarto della sanzione irrogata e comunque non inferiore ad un quarto dei minimi edittali previsti per le violazioni più gravi relative a ciascun tributo, entro il termine previsto per la proposizione del ricorso”. Nel caso del contribuente che presenta tardivamente l’Unico entro novanta giorni dal termine di scadenza, ma non paga le sanzioni ridotte a un dodicesimo del minimo, la definizione agevolata comporta perciò un pagamento comunque non inferiore a un quarto del minimo.


          Ad esempio, se l’Unico comprende i redditi, l’Iva e l’Irap, la definizione agevolata può essere fatta, pagando un quarto del minimo per ciascuna dichiarazione presentata tardivamente. Il quarto del minimo corrisponde a 64 euro (un quarto di 258 euro, con troncamento dei decimali) per ciascuna dichiarazione, in totale 192 euro. È evidente che il contribuente che presenta la dichiarazione tardiva entro i novanta giorni dal termine, fa bene se paga entro lo stesso termine le tre penalità ridotte ad un dodicesimo del minimo, che corrispondono complessivamente a 63 euro (21 euro, cioè un dodicesimo di 258 euro con troncamento dei decimali, per tre).


Come si esegue il ravvedimento


          Il contribuente persona fisica che ha presentato tardivamente in via telematica l’Unico 2008 persone fisiche, comprendente le tre dichiarazioni, doveva versare le relative penalità con il modello F24, sempre entro lo stesso termine del 29 dicembre 2008. Nel caso sopra esemplificato, le sanzioni da pagare e i relativi codici da usare sono i seguenti:



  • 21 euro per la dichiarazione dei redditi, a titolo di sanzione altre imposte dirette, codice tributo 8908;

  • 21 euro per la dichiarazione Iva, a titolo di sanzione Iva, codice tributo 8904;

  • 21 euro per la dichiarazione Irap, a titolo di sanzione Irap, codice tributo 8907.

          Il contribuente, in luogo dei predetti codici tributo, poteva anche usare il codice 8911 “sanzione per altre violazioni tributarie” e pagare le tre penalità cumulativamente, indicando il solo codice 8911. Vale sempre il principio “l’importante è pagare”. Il contribuente che si ravvede, per sua e altrui memoria, fa bene a comunicare il ravvedimento eseguito all’ufficio locale delle Entrate. Nella comunicazione può anche allegare copia del versamento relativo al ravvedimento eseguito. Per sanare la tardiva presentazione dell’Unico, comprendente le dichiarazioni dei redditi, dell’Iva e dell’Irap, sono perciò dovuti complessivamente 63 euro.


Per gli errori di Unico la sanzione per gli intermediari è solo una anche se le dichiarazioni sono di più


          Il ravvedimento spontaneo in caso di dichiarazione presentata in ritardo, ma entro 90 giorni dalla scadenza, costa meno anche agli intermediari. Dal 29 novembre 2008, infatti, dopo le modifiche apportate dall’articolo 16 del decreto legge 185/2008 contenente misure anti-crisi, anche nei loro confronti, la sanzione prevista dall’articolo 13, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 472/97, che era riducibile a un ottavo del minimo, si può ridurre a un dodicesimo del minimo. Per gli errori di Unico commessi dagli intermediari la sanzione è solo una anche se le dichiarazioni inviate con la dichiarazione unificata sono di più.


          L’intermediario che deve ravvedersi deve fare riferimento alle sanzioni applicabili per ogni dichiarazione omessa o tardiva. Al riguardo, valgono le indicazioni fornite dall’agenzia delle Entrate, con la circolare 11/E del 19 febbraio 2008. In questa circolare, al punto 7.2, alla domanda su quale importo deve l’intermediario in caso di ravvedimento operoso, l’agenzia delle Entrate ha risposto che l’intermediario che intende avvalersi del ravvedimento operoso deve corrispondere l’importo di 64,50 euro (1/8 di 516 euro) per ciascuna trasmissione telematica che risulta omessa o tardiva. Dal 29 novembre 2008, come si è detto, la sanzione applicabile deve però essere ridotta a un dodicesimo del minimo, cioè a 43 euro (un dodicesimo di 516 euro).


          Nella stessa circolare, le Entrate avvertono che ai fini del ravvedimento occorre però distinguere la posizione del contribuente da quella del soggetto incaricato della trasmissione telematica. In caso di ravvedimento che riguarda il contribuente, le sanzioni dovute, nella misura ridotta di un ottavo del minimo, fino al 28 novembre 2008, o di un dodicesimo del minimo, a partire dal 29 novembre 2008, sono applicabili per ciascuna delle dichiarazioni presentate tardivamente, con il modello Unico. Perciò, ad ogni dichiarazione, Iva, redditi o Irap, corrisponde un’autonoma sanzione, in quanto l’obbligo di presentazione in forma unificata delle dichiarazioni in oggetto è una mera modalità di adempimento dell’obbligo di presentazione.


          A carico dell’intermediario, invece, l’articolo 7-bis del decreto legislativo 241/1997, prevede un’unica sanzione per il tardivo od omesso invio delle dichiarazioni”. Non vi è, dunque, simmetria tra la posizione del contribuente, a carico del quale sono previste specifiche sanzioni per la mancata presentazione di ciascuna delle dichiarazioni che confluiscono nel modello Unico e la sanzione posta a carico dell’intermediario per la tardiva od omessa “trasmissione delle dichiarazioni” che è unica. In conclusione, ai fini del ravvedimento spontaneo, l’intermediario, in caso di mancato invio di un modello Unico in cui sono confluite più dichiarazioni, deve versare un’unica volta la sanzione prevista dall’articolo 7-bis del decreto legislativo 241/1997, ridotta, a partire dal 29 novembre, a un dodicesimo del minimo, pari a 43 euro e non, come il contribuente, tante sanzioni ridotte quante sono le dichiarazioni che confluiscono in Unico presentate tardivamente.


Le regole dei ravvedimenti spontanei


1. Chi può chiedere il perdono


I contribuenti, che omettono o eseguono tardivamente adempimenti o versamenti o commettono irregolarità nelle dichiarazioni annuali dei redditi, dell’Irap, dell’Iva, dei sostituti d’imposta (modello 770), possono valersi del ravvedimento spontaneo.


2. Sanzioni ridotte per chi si pente spontaneamente


I contribuenti che si “pentono” fruiscono delle riduzioni automatiche delle sanzioni applicabili, a condizione che le violazioni oggetto di regolarizzazione non siano state già constatate e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento – inviti di comparizione, questionari, richiesta di documenti, eccetera – delle quali il contribuente abbia avuto formale conoscenza. Insomma, il perdono deve essere spontaneo.


3. Il perdono per chi omette l’Unico 2008 “on line”


Le dichiarazioni sono considerate valide se presentate entro 90 giorni dalla scadenza del termine, ferma restando l’applicazione delle sanzioni per il relativo ritardo. Le dichiarazioni presentate dopo 90 giorni si considerano omesse ma costituiscono, comunque, titolo per la riscossione delle somme dovute in base agli imponibili indicati e delle ritenute indicate dai sostituti d’imposta. Ad esempio, chi non aveva presentato in via telematica entro il 30 settembre 2008 il modello Unico 2008, poteva valersi del ravvedimento entro il 29 dicembre 2008, termine ultimo per sanare l’omessa presentazione della dichiarazione non inviata telematicamente entro il 30 settembre 2008.


4. Sanzioni per l’Unico 2008 presentato entro 90 giorni


I contribuenti che presentano Unico 2008 entro novanta giorni dalla scadenza del termine, per pagare le sanzioni relative alla tardiva presentazione, devono verificare quante sono le dichiarazioni presentate tardivamente, perché a ogni dichiarazione corrisponde un’autonoma sanzione. Le sanzioni possono essere anche tre. Si può fare l’esempio di una persona fisica che, non avendo presentato l’Unico 2008 entro il 30 settembre 2008, lo ha presentato tardivamente in via telematica entro il 29 dicembre 2008. La persona fisica, titolare di partita Iva, entro la predetta data, ha presentato un modello Unico 2008, contenente tre dichiarazioni: redditi, Iva e Irap. Per la tardiva presentazione delle tre dichiarazioni, tenuto conto che la sanzione applicabile è di 258 euro per ciascuna dichiarazione, ha diritto alla riduzione a un dodicesimo del minimo di ciascuna sanzione. Ha quindi versato la sanzione minima di 21 euro, cioè un dodicesimo arrotondato di 258 euro, per ogni dichiarazione presentata tardivamente, in totale 63 euro.


5. I due tipi di ravvedimento: “breve” o “lungo”


Per sanare gli omessi o tardivi versamenti dei tributi, i contribuenti dispongono di due tipi di ravvedimento, meglio conosciuti come ravvedimento “breve”, con la sanzione del 2,5%, e ravvedimento “lungo”, con la sanzione del 3%. Il ravvedimento “breve” o “mensile” può essere effettuato entro i 30 giorni successivi alla scadenza; il ravvedimento “lungo” o “annuale” può essere effettuato entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è commessa la violazione.


6. Per pagare si usa il modello F24


Tutti i contribuenti, comprese le persone fisiche senza partita Iva, usano il modello F24.


7. Dove si eseguono i pagamenti


All’agente della riscossione, in banca o alla posta, a prescindere dal domicilio fiscale del contribuente. Dal 2007, tutti i titolari di partita Iva devono eseguire i versamenti esclusivamente con modalità telematica.


8. Compensabili anche le somme del perdono


Per i versamenti dovuti in seguito a ravvedimento, i contribuenti possono usare in compensazione i crediti indicati nelle dichiarazioni annuali, se non chiesti a rimborso; sono altresì compensabili i crediti previdenziali risultanti dalle denunce contributive o dalle dichiarazioni annuali, nonché i crediti spettanti al contribuente per nuove assunzioni, investimenti o altro.


9. Il perdono per i tributi

In caso di ravvedimento in materia di Iva e imposte sui redditi, per sanare tardivi o omessi versamenti di tributi, il contribuente compila il modello F24 nel quale indica sia l’importo del tributo, sia gli interessi nella misura del 3% annuo, sia le sanzioni del 2,5% (ravvedimento breve) o del 3 per cento (ravvedimento lungo).  


10. Perdono negato per contributi e premi


Il ravvedimento per i tardivi o omessi versamenti può riguardare solo i tributi, ma non i contributi o premi, anche se per i relativi pagamenti si usa il modello F24.


Tonino Morina


3 aprile 2009


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