Credito d’imposta sugli investimenti: è agevolabile il conferimento in società di impianti in corso di costruzione?


Imprese meridionali danno il via libera agli investimenti in attesa di poter utilizzare i bonus previsti dalla Legge Finanziaria n. 296/06. Normalmente l’acquisizione dei beni strumentali viene inteso quale acquisto del bene a titolo derivativo, ovvero, a seguito di utilizzo del bene in godimento in regime di locazione finanziaria, ma anche in virtù della realizzazione del bene in appalto, oppure in economia. Con riguardo alla possibilità di ritenere valido, ai fini della spettanza dei benefici, l’acquisto di bene agevolabile in forza di un atto di conferimento, non scorgiamo alcun pronunciamento ufficiale ma riteniamo esistano, in via interpretativa, validi motivi per risolvere favorevolmente la questione.


 


 


Un caso di studio


          Si pone il caso di una società (ALFA) destinataria del contributo statale concesso per finanziare un progetto d’investimento in beni strumentali avendo ottenuto il nulla osta ministeriale all’utilizzo, seppur decorrenza 2012, del credito d’imposta  sugli investimenti di cui all’art. 1, commi da 271 a 279, legge n. 296/06.


          L’incentivo, prenotato con la presentazione telematica del formulario FAS nei termini di legge, si suppone scaturisca da un investimento avviato mediante acquisto di un impianto di produzione in corso di costruzione a seguito di conferimento eseguito da nuovi soci unici sottoscrittori dell’aumento di capitale deliberato dalla stessa società.


 


Avvio dell’investimento


          L’investimento programmato ha per oggetto la costruzione di impianti di produzione destinati all’industria da realizzare <in economia> e già nei primi mesi dell’anno 2008, la società ALFA ha ottenuto da un tecnico abilitato un progetto di massima dell’impianto da costruire.


          In sede di rilevazione contabile del fatto aziendale, la spesa sostenuta per acquisire i servizi resi dal professionista è stata patrimonializzata alla voce “immobilizzi in corso di realizzazione”  (art. 2424 codice civile sub Attivo B. II. 5) trattandosi di onere comunque accessorio (ovvero propedeutico) alla costruzione dell’impianto che si è inteso realizzare (cfr. r.m. ).


 


          Unitamente a copia originale dell’incarico conferito al professionista stipulato per atto scritto mediante scambio di corrispondenza commerciale, la società è in possesso della fattura emessa a proprio carico, e della documentazione di supporto alla redazione del progetto di costruzione, ritenendo così fornita la prova dell’avvio dell’investimento entro una certa data ritenuta uno dei presupposti di applicazione dei benefici (cfr. c.m. n. 38/E del 2008 secondo cui per gli investimenti realizzati in economia l’avvio si ha, tra l’altro, nel momento in cui sulla base di documenti, oppure di scritture contabili certe, si considerano sostenute, ai fini della determinazione del reddito d’impresa, le spese imputate al valore del bene in corso di realizzazione).


 


Acquisto da parte di BETA della maggioranza delle quote societarie della società ALFA e successivo aumento di capitale sociale sottoscritto unicamente dal socio BETA mediante dal conferimento di impianto di produzione in corso di costruzione


 


          Nel corso dell’anno 2009, alla società ALFA viene proposto l’ingresso in società di nuovi soci (società BETA) che oltre ad aver programmato tipologie di investimento analoghe a quella progettata da ALFA, si trovano in una fase già in fase avanzata nella realizzazione dell’impianto, la cui ultimazione (e collaudo e messa a regime) è comunque prevista per  la metà dell’anno  2011. Gli accordi raggiunti tra gli attuali soci della società ALFA e la società BETA sono i seguenti:


– nel mese di aprile 2009 i soci della società ALFA cedono alla società BETA una quota della società non inferiore al 51% capitale sociale (di Euro 10.200) per un corrispettivo di Euro 5.202,,


– nel mese di gennaio del 2010 la società ALFA delibera un aumento di capitale sociale (da Euro 10.200 ad Euro 500.000) interamente sottoscritto da BETA con conferimento di bene in natura (art. 2465 codice civile), ovvero mediante conferimento dell’impianto di produzione in corso di realizzazione, previo, deposito della relazione giurata di un revisore contabile.


 


          A seguito del perfezionamento dell’aumento di capitale, la società ALFA risulta partecipata per l’1%dai soci fondatori e dal restante 99% dalla società BETA, ed avrà acquisto tra le attività patrimoniali l’ impianto di produzione in corso di costruzione avente caratteristiche similari a quello  progettato dal tecnico abilitato e che la società ALFA aveva in programma di realizzare.


 


Sulla validità degli acquisti di beni agevolabili perfezionati atti di conferimento


 


          L’acquisizione dei beni strumentali (art. 1, comma 271 L. n. 296/2006) che origina il diritto al credito d’imposta viene generalmente inteso quale acquisto del bene a titolo derivativo (si acquista sulla cosa il diritto di proprietà già spettante ad un precedente proprietario; cfr. c.m. n. 41/E del 2001)ovvero, a seguito di utilizzo del bene in godimento in regime di locazione finanziaria (art. 1, comma 273, L. n. 296/2006), ma anche in virtù della realizzazione del bene in appalto, oppure in economia (cfr. c.m. n. 38/E del 2008).    Con riguardo alla possibilità ritenere valido ai fini della spettanza del benefici l’acquisto di bene agevolabile in forza di un atto di conferimento non scorgiamo alcun pronunciamento ufficiale (se non quello esclude la rideterminazione del credito maturato in capo al conferente, cfr. c.m. 38/E del 2002 sub. 10.1.), ma riteniamo esistano buoni motivi per risolvere favorevolmente la questione.


 


          Il nostro convincimento si fonda essenzialmente su di un recente orientamento reso proprio dalla Agenzia delle entrate (cfr. r.m. 4.1.2008 n. 3/E) in materia di agevolazioni disposte per il settore della piccola proprietà contadina.


          Più nel concreto a fronte di una disciplina normativa che elenca espressamente alcuni dei più frequenti atti di trasferimento a titolo derivativo (compravendita, permuta, concessione di enfiteusi, affitto con successiva parziale cessione del fondo migliorato dall’affittuario, atti di acquisto di diritti parziali, anche ai fini del consolidamento del diritto di proprietà cfr. artt. 1, L. n. 604/1954 e 28 L. n. 454/1961), era stato chiesto alle finanze di esprimere il proprio parere in ordine alla possibilità di ricondurre tra gli atti agevolati anche quelli di conferimento (di beni) in società, pur se non menzionati nella citata elencazione.


          Ebbene, la risposta fornita dalle Entrate non tarda a riconoscere piena legittimità ad uno degli atti  tipicamente societari proprio perché:


Ø      il conferimento dà luogo al trasferimento della proprietà del bene a favore della società (cfr. Cassazione n. 1027/1993),


Ø      il contratto di società determina di per sé un effetto di scambio (tra patrimonio del socio e patrimonio in relazione ai beni conferiti in proprietà), con il passaggio della titolarità dei beni conferiti ed il mutamento qualitativo nel patrimonio del socio, poiché al diritto sul bene conferito si sostituisce la titolarità della quota sociale (Cassazione cit.),


Ø      il conferimento costituisce un presupposto indefettibile per dotare la società di un autonomo patrimonio, in assenza del quale la stessa non può operare (art. 2447 codice civile) per cui una diversa interpretazione si porrebbe in contrasto con la normativa di riferimento che ha espressamente compreso tra i soggetti beneficiari anche le società.


 


          Le considerazioni espresse dalla Agenzia in ordine alla possibilità di equiparare alle acquisizioni di beni comunemente intesi (compravendita, et.) gli atti di conferimento di beni in società, assumono, evidentemente, valenza generalizzata con la conseguenza che laddove il Legislatore della finanziaria del 2007 concede un credito d’imposta per le acquisizioni di beni strumentali, tali acquisizioni potranno ben perfezionarsi mediante atti di conferimento in società.


          Una tale conclusione sembra poi essere del tutto coerente con i principi generali che reggono la tassazione dei redditi laddove gli atti di  conferimento in  società sono del tutto equiparati alle cessioni a titolo oneroso valendo per i primi le disposizioni normative dettate per le seconde (cfr. art. 9, comma 5 TUIR).


 


Aspetti reddituali ed IVA del conferimento di beni in società da parte di soggetti diversi dalle persone fisiche


 


          Il conferimento dell’impianto in corso di realizzazione sarà operato dalla società BETA conferente assumendo quale corrispettivo conseguito il valore normale dei beni conferiti, (art. 9, comma 2, TUIR) e verosimilmente ciò non comporterà emersione di plusvalori (da conferimento) assunto che i costi sostenuti (e da sostenere) per la produzione (dell’impianto) patrimonializzati nell’attivo di bilancio (quale immobilizzazioni materiali in corso) sono (o saranno)in linea con quelli comunemente praticati nel mercato di riferimento.


          Il conferimento di beni in società operato da  soggetto passivo, sconterà poi l’IVA con aliquota ordinaria (C.M. 24.12.1997, n. 328/E), ma in tal caso la BETA conferente (ed anche controllante di ALFA perché possessore di oltre metà delle quote sin dall’inizio dell’anno solare precedente) avrà tutto l’interesse ad optare per l’applicazione del particolare regime IVA di gruppo di cui all’art. 73 DPR n. 633/72 per potere compensare, già in sede di liquidazione mensile, le posizioni debitorie e creditorie sorte a seguito dell’atto di conferimento, tenendo conto della relativa disciplina di riferimento.


 


Considerazioni conclusive


 


          Una volta ultimato l’impianto di produzione ed ad seguito del favorevole esito delle prove di collaudo e messa in funzione, la  società ALFA potrà rilevare in bilancio il credito (d’imposta) vantato nei confronti dell’Erario quale contropartita del contributo (in conto impianti) concesso da contabilizzare tra i proventi di conto economico.


          Occorrerà però attendere il 1.1.2012, per poter concretamente utilizzare il credito inizialmente a scomputo di IRES ed IRAP per poi spendere l’eccedenza mediante compensazione ai sensi dell’art. 17 D.lgs. n. 241/97.


          In tal prospettiva la società controllante BETA valuterà l’opportunità di aderire al cd <consolidato nazionale> di cui all’art. 117 e segg. del TUIR.


 


Antonino Romano


20 Aprile 2009


Partecipa alla discussione sul forum.