Novità fiscali dell’11 marzo 2009: IVA ridotta in misura del 10% in edilizia a regime; in scadenza la comunicazione per il credito di imposta sulle nuove assunzioni nelle aree svantaggiate; disponibile il software per i bilanci in formato Xbrl; scadenza del 30 marzo 2009 per gli amministratori di SRL; disapplicazione norme antielusive: diniego non impugnabile; social card: modificati i criteri di accesso al beneficio; bonus aggregazioni: spetta solo in presenza di una effettiva aggregazione aziendale


 






 


Indice fisco 11 marzo 2009:


 


1) Iva ridotta in misura del 10% in edilizia a regime


 


2) In scadenza la comunicazione per il credito di imposta sulle nuove assunzioni nelle aree svantaggiate


 


3) Disponibile il software per i bilanci in formato Xbrl


 


4) Scadenza del 30 marzo 2009 per gli amministratori di S.r.l.


 


5) Disapplicazione norme antielusive: diniego non impugnabile


 


6) Social card: modificati i criteri di accesso al beneficio


 


7) Bonus aggregazioni: spetta solo in presenza di una effettiva aggregazione aziendale


 


 


1) Iva ridotta in misura del 10% in edilizia a regime


Il regime agevolato dell’Iva sulle ristrutturazioni edilizie da temporaneo diventa permanente.


L’Ecofin ha dato il via libera alla misura fiscale che interessa particolarmente l’Italia.


L’annuncio è arrivato dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, nella conferenza stampa al termine dell’Ecofin.


Attualmente in Italia l’Iva sulle ristrutturazioni edilizie é pari al 10%: il regime, che sarebbe scaduto nel 2010, con la decisione di oggi diventa permanente.


(Il Sole 24 Ore del 10.03.2009)


 


 


2) In scadenza la comunicazione per il credito di imposta sulle nuove assunzioni nelle aree svantaggiate


Il modello di comunicazione C/IAL va presentato in via telematica, dal 2 febbraio al 31 marzo 2009 utilizzando il prodotto di gestione denominato “COMUNICAZIONE IAL”, reso disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate a partire dal 29 gennaio 2009.


Sono tenuti all’adempimento i datori di lavoro che hanno ottenuto l’accoglimento, anche parziale, dell’istanza di attribuzione del credito d’imposta per le nuove assunzioni effettuate nel 2008 nelle aree svantaggiate del Paese.


Come è noto, la legge finanziaria 2008 ha previsto l’attribuzione di un credito d’imposta a favore dei datori di lavoro che nel periodo compreso tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2008 hanno incrementato il numero di lavoratori dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato, nelle aree delle regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise ammissibili alle deroghe previste dall’articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c), del Trattato che istituisce la Comunità europea.


Il credito (riconosciuto per gli anni 2008, 2009 e 2010) spetta in misura pari a euro 333 per ciascun lavoratore assunto e per ciascun mese, e nella misura di euro 416 per ciascuna lavoratrice e per ciascun mese, in caso di lavoratrici rientranti nella definizione di lavoratore svantaggiato.


Modello distanza (IAL)


Con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 15 maggio 2008 è stato approvato il modello d’istanza (mod. IAL) che è stato utilizzato ai fini della richiesta di attribuzione del credito d´imposta (il cui modello è stato presentato fino alle ore 24 del 31 gennaio 2009, utilizzando il prodotto di gestione denominato “CREDITOASSUNZIONI”).


Comunicazione C/IAL


Adesso, i datori di lavoro che hanno ottenuto l’accoglimento, anche parziale, dell’istanza di attribuzione del credito d’imposta per nuove assunzioni nelle aree svantaggiate trasmessa all’Agenzia delle entrate (modello IAL), devono, quindi, presentare il modello della comunicazione (mod. C/IAL) per trasmettere i dati relativi alla verifica annuale del mantenimento del livello occupazionale.


La comunicazione C/IAL deve essere presentata in via telematica, dal 2 febbraio a 31 marzo 2009 utilizzando il prodotto di gestione denominato “COMUNICAZIONE IAL” reso disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle entrate a partire dal 29 gennaio 2009.


 


 


3) Disponibile il software per i bilanci in formato Xbrl


Sul portale WebTelemaco, nella sezione dedicata agli strumenti per Xbrl (https://webtelemaco.infocamere.it), sono disponibili i software gratuiti necessari a codificare e validare i bilanci d’esercizio secondo il nuovo formato elettronico elaborabile.


InfoCamere ha aggiornato i tool Xbrl, già impiegati nelle sperimentazioni degli anni 2008 e 2009, per recepire la «Tassonomia relativa ai principi contabili italiani» ufficializzata dal Cnipa.


Il primo software per il download è un foglio elettronico, disponibile sia nel formato proprietario Excel (versione 2000 e successive) sia in quello libero OpenOffice.org (versione 2.x e successive), che, attraverso l’impiego di opportune macro (da autorizzare), è in grado di generare e visualizzare il file in formato Xbrl da inserire nella pratica di deposito presso il registro delle imprese.


(Italia Oggi del 10.03.2009)


 


 


4) Scadenza del 30 marzo 2009 per gli amministratori di S.r.l.


Entro il 30 marzo 2009, gli amministratori delle S.r.l. devono provvedere ad aggiornare i dati al registro imprese “allineandoli” con le risultanze del libro soci.


Con l’eliminazione del libro dei soci (Legge n. 2/2009) è scaturito il neo adempimento per tali soggetti dal momento che non deve essere più depositato l’elenco dei soci annuale al registro imprese.


Cosa fare entro il 30.03.2009


Gli amministratori di società a responsabilità limitata, comprese le società consortili a r.l. dovranno depositare una dichiarazione al registro imprese nella quale indicare le esatte risultanze del libro dei soci.


La nuova normativa non si applica alle società cooperative che adottano la forma della S.r.l..


La dichiarazione va eseguita per via telematica o su supporto informatico, con l’utilizzo della firma digitale.


La pratica va presentata dall’amministratore della società.


In alternativa, può essere depositata da un professionista incaricato (commercialista), tenuto conto dell’omogeneità tra la dichiarazione e il deposito dell’elenco soci annuale.


Strumenti da usare


La modulistica da utilizzare per questo tipo di deposito è il modulo B con allegato l’Int. S da predisporre con il software FedraPlus (dalla versione 6.0 e successive) o programmi compatibili.


La firma digitale va apposta tramite l’apposito software di firma (ad es.: DiKe). La pratica così composta va inviata, per via telematica, al Registro delle imprese ove ha sede la società tramite il sito www.registroimprese.it – sezione Comunicazion Unica – Sportello Pratiche (Telemaco) in alto a destra.


Costi


Il deposito effettuato entro il termine previsto è esente da ogni imposta e tassa (compreso il diritto di segreteria).


Viceversa, per le domande pervenute oltre il suddetto termine sono previsti il pagamento di 30,00 euro di diritti di segreteria e 65,00 euro di imposta di bollo oltre che la sanzione di cui all’art. 2630 c.c. di 412,00 euro (pagamento in misura ridotta) per ogni componente dell’organo amministrativo (circolare Unioncamere n. 2453 del 11/02/2009).


(Guida web Telemaco.infocamere del 04.03.2009)


 


 


5) Disapplicazione norme antielusive: diniego non impugnabile


Anche il Consiglio di Stato (sentenza n. 414/2009) ha messo in risalto come il contribuente possa ricorrere in Commissione tributaria solo contro il successivo atto impositivo.


L’Agenzia delle Entrate, nel proprio notiziario del 10.03.2009, ha evidenziato che il diniego di disapplicazione di norme antielusive è censurabile solo in sede di impugnazione del successivo atto impositivo, nel quale si dà esecuzione delle disposizioni antielusive il cui esonero è stato negato.


A tal fine, “…si tratta di situazione non diversa da quella che si verifica nel processo amministrativo, laddove un parere, ancorché non immediatamente impugnabile, può essere impugnato unitamente al provvedimento conclusivo del procedimento e, laddove in esso parere s sia verificato il vizio di legittimità, può certamente essere annullato dal giudice amministrativo unitamente al provvedimento stesso”.


E’ quindi la posizione del Consiglio di Stato (sentenza n. 414 del 26 gennaio 2009) risulta conforme all’orientamento, sul tema, espresso dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 7/E del 2009.


Agenzia delle Entrate, circolare n. 7/E del 03.03.2009


Infatti, come si ricorderà (si veda l’articolo sulle novità fiscali del 04.03.2009) l’Amministrazione finanziaria ha precisato che non è impugnabile la risposta all’interpello.


In particolare, l’Agenzia delle Entrate ha rimarcato che le risposte fornite in occasione degli interpelli non costituiscono atti impositivi e non mutano la situazione giuridica del soggetto destinatario.


La funzione dell’interpello è, infatti, quella di consentire al contribuente di conoscere il punto di vista dell’Amministrazione in merito alle disposizioni tributarie applicabili al caso concreto e personale prospettato dal contribuente, ovvero di conoscere la valutazione dell’Agenzia in merito all’assenza di effetti elusivi relativi all’applicazione di norme tributarie.


Per tali motivi non è possibile impugnare le predette decisioni in sede giurisdizionale.


 


 


6) Social card: modificati i criteri di accesso al beneficio


È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale che ha integrato e modificato i criteri di individuazione dei titolari della Carta Acquisti.


(D.M. Ministero dell’Economia e delle Finanze 27.02.2009, in G.U. n. 56 del 09.03.2009)


 


 


7) Bonus aggregazioni: spetta solo in presenza di una effettiva aggregazione aziendale


Per usufruire del bonus aggregazioni è necessario che l’operazione straordinaria si riferisca ad una effettiva aggregazione aziendale, tra aziende operative e preesistenti.


Se dall’aggregazione scaturisce una S.r.l. con notevoli squilibri nell’assegnazione delle partecipazioni, per l’Agenzia non si verificano i requisiti previsti dalla norma per usufruire dell’agevolazione.


L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 57/E/2009, ha voluto precisare i caratteri dell’operatività che le imprese partecipanti alla operazione di riorganizzazione realizzate nel biennio 2007-2008 devono soddisfare per accedere al c.d. bonus aggregazioni di cui alla legge n. 296/2006 (art. 1, commi 242-249).


La risoluzione si è rilevata particolarmente interessante poiché il bonus aggregazioni è stato riproposto, sia pure con alcune modifiche, con il D.L. n. 5/2009 per il 2009 (modifiche che non hanno interessato il requisito dell’operatività oggetto di specifico esame nel neo documento di prassi), inoltre, rispetto alle regole previgenti, per le operazioni di aggregazione realizzate nel corso del 2009, è venuto meno l’obbligo di presentare apposita istanza di interpello preventivo all’Agenzia delle Entrate per verificare la sussistenza dei requisiti richiesti


Tratti essenziali della disciplina


La disciplina del bonus aggregazioni permette ai soggetti IRES risultanti da operazioni straordinarie (fusioni, scissioni o conferimenti d’azienda ex art. 176 del TUIR) di usufruire del riconoscimento fiscale di maggiori valori iscritti sui beni strumentali materiali ed immateriali e l’avviamento, fino ad un importo di 5 milioni di euro, senza oneri tributari (in particolare, l’imposta sostitutiva regolata dall’art. 176 del TUIR ed applicabile anche alle operazioni di fusione e scissione).


Nel caso esaminato dalla citata risoluzione, per fruire del suddetto beneficio fiscale, le società partecipanti all’operazione straordinaria di aggregazione devono presentare alla competente Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate una apposita istanza di interpello, ai sensi dell’art. 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212, al fine di dimostrare la sussistenza dei requisiti previsti dai commi da 242 a 249 della legge 27 dicembre 2006, n. 296.


Più in particolare, occorre dimostrare la sussistenza dei seguenti requisiti:


1) requisito soggettivo: il soggetto risultante dall’operazione straordinaria deve assumere la forma giuridica di società per azioni, società in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata, società cooperative e società di mutua assicurazione residenti nel territorio dello Stato;


2) requisito oggettivo: il processo di aggregazione aziendale deve necessariamente realizzarsi mediante le operazioni straordinarie di fusione, di scissione o di conferimento di azienda effettuato ai sensi dell’art. 176 del Tuir;


3) requisito temporale: le descritte operazioni straordinarie devono essere effettuate nel corso degli anni 2007 e 2008;


4) requisito dell’operatività: le imprese che partecipano all’operazione straordinaria devono essere operative da almeno due anni, nel senso che devono aver esercitato un’effettiva attività imprenditoriale nel biennio  antecedente la data di efficacia giuridica dell’operazione di aggregazione aziendale.


Il caso risolto


Il caso di specie ha riguardato una pianificata fusione propria (quindi con costituzione di una nuova società) tra due società a responsabilità limitata: ALFA S.r.l., proprietaria di diversi immobili (fabbricati industriali, a destinazione commerciale e terreni, edificabili e agricoli), esercente solo attività di locazione immobiliare, con un valore economico stimato pari a 3.300.000 euro circa (pari a oltre il 99,6% del capitale della risultante dalla fusione); BETA S.r.l., esercente attività di costruzione di immobili, esclusivamente mediante appalto a terzi, con un valore economico stimato in 13.000 euro circa (pari a meno dello 0,4% del capitale della risultante dalla fusione).


Queste le motivazioni economiche addotte a supporto dell’operazione, astrattamente meritevoli di considerazione: razionalizzare la gestione del patrimonio immobiliare, ampliare le risorse destinate a progetti di sviluppo, un miglioramento della struttura finanziaria, la creazione di un management team più completo, assommando le complementari competenze degli amministratori di ALFA S.r.l. e BETA S.r.l..


Ora, poiché l’art. 1, comma 242, legge n. 296/2006 precisa che l’incentivo fiscale spetta alle società di capitali e altri soggetti di cui all’art. 73, comma 1, lettera a), TUIR risultanti da operazioni di aggregazione aziendale, l’Amministrazione ha precisato che l’operazione straordinaria deve realizzare l’aggregazione di almeno due aziende preesistenti, operative e indipendenti.


Nel caso di specie l’Agenzia ha osservato che ALFA S.r.l. esercita attività di mera locazione e che la struttura patrimoniale di BETA S.r.l. é apparsa inidonea a costituire, o quanto meno a dare evidenza, dell’esistenza di un’azienda intesa come un complesso organizzato di beni e rapporti giuridici per l’esercizio dell’attività d’impresa.


E’ stato poi messa in evidenza l’estrema polarizzazione dei valori in gioco, a favore dei soci di ALFA S.r.l., che costituisce un ulteriore indice del modesto apporto alla crescita dimensionale recato da BETA S.r.l. al soggetto risultante dalla riorganizzazione.


Sono risultate strettamente connesse al caso di specie, invece, le riserve relative allo specifico metodo di valutazione (metodo patrimoniale semplice senza stima dell’avviamento) adottato, quale indizio della mancanza di un’organizzazione aziendale e dell’attesa di maggiori utili futuri derivanti dalla aggregazione programmata.


Operazioni straordinarie: bonus aggregazioni per il 2009


E’ stato, quindi, riproposto con qualche modifica il regime del c.d. “bonus aggregazioni” previsto per le operazioni di fusione, scissione e conferimento d’azienda realizzate nel corso del 2009, il quale si affianca a quello naturale della neutralità e a quello dello opzionale dell’imposta sostitutiva.


In particolare, in Dottrina (Massimo Gabelli, Roberta De Pirro, in Ipsoa di Febbraio 2009) è stato osservato quanto segue:


Il decreto legge n. 5/2009 (c.d. “decreto incentivi”) ha riproposto per l’anno 2009 un regime fiscale simile al c.d. bonus aggregazioni previsto dalla Legge n. 296/2006, con alcune modifiche.


In particolare, ai soggetti di cui all’art. 73, comma 1 lett. a) del TUIR risultanti da operazioni di fusioni, scissioni e conferimenti d’azienda effettuati nell’anno 2009 viene consentita la possibilità di riconoscere gratuitamente i maggiori valori attribuiti ai beni strumentali materiali e immateriali per un ammontare complessivo non superiore a 5 milioni di euro.


Rispetto alla precedente formulazione della norma, quella vigente non estende tale beneficio anche all’avviamento, limitando lo stesso solo ai beni strumentali.


Dal momento che l’avviamento non è tecnicamente qualificabile quale bene strumentale, per le operazioni di aggregazione effettuate nel corso del 2009 non sarebbe, quindi, più possibile riconoscere gratuitamente il maggior valore imputato allo stesso.


Detta restrizione potrebbe risultare particolarmente penalizzante per il contribuente, considerando che nella maggior parte dei casi il maggior valore derivante dalle operazioni di aggregazione aziendale viene imputato ad avviamento e, pertanto, sarebbe auspicabile al riguardo un chiarimento da parte dell’Amministrazione finanziaria.


Il decreto incentivi prevede inoltre che il riconoscimento ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP del maggior valore attribuito ai predetti beni avvenga a partire dall’esercizio successivo a quello in cui l’operazione di aggregazione aziendale ha avuto luogo.


Relativamente ai requisiti richiesti dalla norma per potere beneficiare dell’agevolazione, e nello specifico relativamente a quello dell’indipendenza tra le imprese partecipanti alle operazioni di aggregazione, l’art. 4, del D.L. n. 5/2009 ha precisato la stessa viene meno nel caso di soggetti legati tra di loro da rapporti di partecipazione superiori al 20%.


Tale precisazione è apparsa assai opportuna, in considerazione del fatto che in passato (risoluzione n. 468/E del 3.12.2008) l’Amministrazione finanziaria, pur in assenza di alcun rapporto partecipativo, ha rinvenuto l’assenza del requisito dell’indipendenza nel caso di due società che prima di dare vita ad un’operazione di aggregazione aziendale partecipavano ad uno stesso consorzio, i cui unici consorziati erano le società stesse e i loro soci, e gli amministratori erano tutti o soci o membri degli organi amministrativi delle medesime.


Tuttavia, la novità di maggiore rilievo è data dall’eliminazione dell’obbligo della presentazione della preventiva istanza di interpello all’Agenzia delle Entrate, volta a dimostrare la sussistenza dei requisiti richiesti dalla norma per potere beneficiare del bonus in questione.


Viene, invece, confermata la decadenza dell’agevolazione nel caso di realizzazione di altre operazioni straordinarie nei primi quattro periodi d’imposta dall’effettuazione dell’operazione e di realizzo dei beni anteriormente al quarto periodo d’imposta successivo a quello dell’opzione.


Bonus aggregazioni e regime opzionale dell’imposta sostitutiva


I citati autori hanno, inoltre, osservato che (circolare n. 57/E del 25.9.2008) tale regime può essere utilizzato in combinazione con quello dell’imposta sostitutiva previsto dalla Legge n. 244/2006.


Infatti, nulla vieta di porre in essere un’operazione di aggregazione dalla quale si genera una differenza superiore a 5 milioni di euro, e riconoscere la stessa gratuitamente fino a 5 milioni di euro e il restante ammontare applicando l’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP rispettivamente delle seguenti misure:


– 12% per valori fino a 5 milioni di euro;


– 14% per valori compresi tra 5 2 10 milioni di euro;


– 16% per valori superiori a 10 milioni di euro.


Regime opzionale per gli attivi immateriali


Infine, è stato evidenziato in medesima Dottrina come in deroga al regime opzionale di cui alla Legge n. 244/2007, il D.L. n. 185/2008 abbia introdotto un nuovo regime opzionale speciale, che permette il riallineamento dei valori civilistici e fiscali dei soli attivi immateriali.


Lo stesso prevede l’applicazione dell’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP nell’unica misura del 16% per l’affrancamento in tutto o in parte del valore dell’avviamento, dei marchi d’impresa e delle altre immobilizzazioni immateriali.


In tal caso, mentre il riconoscimento fiscale nel maggiore valore affrancato avviene a partire dall’inizio del periodo d’imposta nel corso del quale è versata l’imposta sostitutiva, solo a partire da quello successivo a quello nel corso del quale l’imposta sostitutiva è stata versata è possibile la deducibilità della quota di ammortamento del maggiore valore affrancato.


I maggiori valori attribuiti all’avviamento e ai marchi d’impresa sono deducibili nella misura di 1/9, a prescindere dall’imputazione a conto economico, mentre quelli iscritti alle altre attività immateriali lo sono in base a quanto imputato a conto economico e comunque con i criteri ordinari.


Inoltre, il D.L. n. 185/2008 ha previsto, durante la conversione in Legge, altre due modalità per affrancare il valore di alcuni elementi dell’attivo:


– La tassazione con aliquota ordinaria, ed eventuali maggiorazioni, rispettivamente dell’IRPEF, dell’IRES e dell’IRAP per il riallineamento delle altre attività diverse da quelle indicate nel co. 2-ter dell’art. 176 del TUIR (tali autori, hanno concluso affermando che tra dette attività potrebbero, quindi, ricomprendersi le immobilizzazioni finanziarie, gli oneri pluriennali ed elementi dell’attivo circolante come le rimanenze);


– l’applicazione dell’imposta sostitutiva nella misura del 20% per l’affrancamento dei maggiori valori relativi ai crediti.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 57/E del 06.03.2009)


 


 


A cura di Vincenzo D’Andò


 


 


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