Novità fiscali del 25 marzo 2009: nuovo formulario per credito d’imposta investimenti ricerca e sviluppo; cessione della quota di proprietà dell’immobile: trasferimento della detrazione fiscale residua; chiarimenti su imposta di bollo e registro; le quietanze su ordinativi emessi per pagamento di operazioni assoggettate ad IVA sono esenti da bollo; ritenute su operazioni a premio organizzate da due o più soggetti


 






 


Indice:


 


1) Imposta di Registro: Trasferimento di aree comprese nel piano insediamenti produttivi – Accessione


 


2) Le quietanze su ordinativi emessi per pagamento di operazioni assoggettate ad IVA sono esenti da bollo


 


3) Imposta di bollo: Applicabilità agli elaborati tecnici allegati alla concessione edilizia


 


4) Credito investimenti nelle aree svantaggiate: Rispetto pianificazione evidenziata nel formulario


 


5) Operazioni a premio organizzate da due o più soggetti: Soggetto obbligato ad operare la ritenuta


 


6) Cessione della quota di proprietà dell’immobile: Trasferimento della detrazione fiscale residua


 


7) Modello F24 Enti pubblici: Esteso dal prossimo mese di aprile


 


8) Territori del comune di Roma alluvionati: Sospesi i termini per gli adempimenti erariali


 


9) Credito d’imposta investimenti ricerca e sviluppo: Nuovo formulario


 


 


1) Imposta di Registro: Trasferimento di aree comprese nel piano insediamenti produttivi – Accessione


Per la presunzione di accessione (art. 934 c.c.), con l’atto di trasferimento del terreno si realizza anche il trasferimento dell’immobile in capo all’acquirente, sia pure se lo stesso sia stato costruito a proprie cure e spese.


In virtù della forza attrattiva riconosciuta al suolo dai principi giuridici che disciplinano l’istituto dell’accessione nei confronti della costruzione realizzata, oggetto del trasferimento, non può essere considerato la “nuda area”, ma anche quanto su di essa insiste, che nel caso di specie è rappresentato dall’opificio realizzato dall’acquirente.


Per conseguenza non può essere applicata l’agevolazione prevista dall’art. 32, comma 2, del DPR n. 601/1973.


E’ questa la risposta fornita dall’Agenzia delle Entrate (contenuta nella risoluzione n. 72/E del 23.03.2009) al quesito posto da un segretario comunale (in funzione di ufficiale rogante) riguardante la seguente problematica:


L’amministrazione comunale dovendo perfezionare, mediante atto pubblico, il trasferimento delle aree comprese nel “Piano Insediamenti produttivi”- approvato ai sensi della Legge n. 865/1971, ai soggetti cui sono state assegnate con delibera consiliare, ha evidenziato che alcuni soggetti hanno già eseguito sul lotto loro assegnato, a proprie cure e spese, l’opificio previsto dallo strumento urbanistico attuativo, in forza di un titolo abilitativo (concessione/permesso) rilasciato dal comune.


Ha, pertanto chiesto di conoscere se ai suddetti trasferimenti si potesse applicare il suddetto trattamento fiscale (art. 32, comma 2, del DPR del n. 601/1973).


Tale norma di favore (che nel caso di specie, quindi, non si può applicare) prevede che gli atti di trasferimento della proprietà delle aree sono soggetti all’imposta di registro in misura fissa e sono esenti dalle imposte ipotecarie e catastali.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 72/E del 23.03.2009)


 


 


2) Le quietanze su ordinativi emessi per pagamento di operazioni assoggettate ad IVA sono esenti da bollo


Per il principio di alternatività tra l’IVA e l’imposta di bollo, le quietanze rilasciate in relazione a corrispettivi per prestazioni assoggettate ad IVA sono esenti in modo assoluto dall’imposta di bollo.


A tal fine, qualora sul documento non risulti evidenziata l’IVA, é necessario indicare sull’atto di quietanza che trattasi di documento emesso in relazione al pagamento di un corrispettivo ad un’operazione assoggettata ad Iva.


E’ questo il chiarimento saliente dell’Agenzia delle Entrate (ris. n. 73/E/2009) fatto ad un Ministero che ha chiesto se le quietanze relative ad ordinativi emessi in relazione al pagamento di corrispettivi di operazioni assoggettate all’imposta sul valore aggiunto sono esenti dall’imposta di bollo.


L’art. 13 della tariffa allegata al DPR, n. 642/1972 prevede l’applicazione dell’imposta di bollo nella misura di euro 1,81, per ogni esemplare, per le fatture, note, conti e simili documenti, recanti addebiti o accrediti, ricevute e quietanze rilasciate dal creditore, o da altri per suo conto, a liberazione totale o parziale di una obbligazione pecuniaria.


Inoltre, l’imposta non è dovuta “quando la somma non supera euro 77,47.


L’art. 6 della tabella annessa al citato DPR n. 642/1972 (Atti, documenti e registri esenti dall’imposta di bollo in modo assoluto) esenta in modo assoluto dall’imposta di bollo le “Fatture ed altri documenti di cui agli articoli 19 e 20 della tariffa (attualmente il riferimento deve intendersi all’articolo 13 della tariffa) riguardanti il pagamento di corrispettivi di operazioni assoggettate ad imposta sul valore aggiunto”.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 73/E del 23.03.2009)


 


 


3) Imposta di bollo: Applicabilità agli elaborati tecnici allegati alla concessione edilizia


Gli elaborati tecnici, non rientrando nella previsione dell’art. 4 della Tariffa allegata al DPR n. 642/1972 (natura che non muta neppure quando sono allegati o sono parte integrante della concessione edilizia), non vanno assoggettati all’imposta di bollo sin dall’origine ma solo in caso d’uso (ai sensi dell’art. 28 della Tariffa parte seconda).


Ai sensi dell’art. 2 del DPR n. 642/1972 si verifica il caso d’uso “…quando gli atti, i documenti, e i registri sono presentati all’ufficio del registro per la registrazione”.


Lart. 28 della tariffa, parte seconda, recante l’indicazione degli atti, documenti e registri soggetti all’imposta di bollo in caso d’uso, prevede l’applicazione dell’imposta nella misura di euro 0,52 per ogni foglio o esemplare.


Gli allegati di natura tecnica indicati nell’art. 28 della Tariffa, parte seconda, annessa al DPR n. 642/1972, sono sempre assoggettati all’imposta di bollo in caso d’uso, giacché non perdono la loro particolare natura di “scritti tecnici” anche se allegati o costituenti parte integrante di atti soggetti all’imposta di bollo sin dall’origine.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 74/E del 23.03.2009)


 


4) Credito investimenti nelle aree svantaggiate: Rispetto pianificazione evidenziata nel formulario


Il mancato raggiungimento delle soglie di investimento nette evidenziate nel formulario, Modello FAS, non fa perdere la possibilità di fruire del credito d’imposta per gli investimenti nelle aree svantaggiate.


Difatti, a prescindere dalla tempistica riportata nel formulario, il contribuente potrà comunque realizzare gli investimenti, iniziati nel 2007, e utilizzare il credito spettante a decorrere dall’anno 2011, come stabilito dalla comunicazione di concessione del relativo nulla osta.


La sua fruizione resta comunque subordinata alla effettiva realizzazione degli investimenti che devono essere effettuati entro la data del 31.12.2013.


Comunque, il credito d’imposta relativo agli investimenti realizzati nell’intero periodo indicato dal contribuente dovrà essere evidenziato nelle dichiarazioni relative ai singoli periodi d’imposta in cui lo stesso matura.


L’art. 2 del D.L. n. 97/2008, prevede che la fruizione del credito d’imposta per investimenti in aree svantaggiate di cui all’art. 1 della legge finanziaria 2007 avvenga a decorrere dall’anno di decorrenza del relativo “nulla osta ai soli fini della copertura finanziaria”, concesso dal Centro Operativo dell’Agenzia delle Entrate di Pescara in seguito alla presentazione del formulario (Modello FAS), approvato con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 10.06.2008.


Nel predetto formulario, in particolare, il soggetto beneficiario espone, tra l’altro, l’ammontare dei costi che ha programmato per sostenere l’acquisto e/o la realizzazione dei beni strumentali agevolabili, ripartito per periodo d’imposta secondo la cadenza temporale di realizzazione degli investimenti.


Nell’ipotesi descritta nel caso di specie (istanza di interpello, presentata all’Agenzia delle Entrate), il contribuente realizza l’investimento agevolabile entro la data del 31.12.2010, il credito d’imposta può essere fruito.


In particolare, assodato che l’utilizzo del credito viene subordinato alla realizzazione degli investimenti (nonché, ovviamente, all’operatività del nulla osta) – l’art. 1, comma 271 della legge n. 296/2006 (legge finanziaria 2007), nonché la relativa “Decisione” del 25.01.2008 della Commissione Europea di autorizzazione della agevolazione, prevedono che gli investimenti agevolabili debbano essere effettuati entro la data del 31.12.2013.


Pertanto, il contribuente potrà realizzare gli investimenti, iniziati nel 2007, secondo i tempi indicati nell’istanza di interpello, vale a dire entro il 31.12.2010, a prescindere dalla tempistica indicata nel formulario (Mod. FAS), ed utilizzare il credito, nel rispetto della normativa di favore, a decorrere dall’anno 2011, come stabilito dalla comunicazione di concessione del relativo nulla osta.


Infine, il credito d’imposta relativo agli investimenti realizzati nell’intero periodo indicato dal contribuente dovrà essere evidenziato nelle dichiarazioni dei redditi relative ai singoli periodi d’imposta in cui lo stesso matura; lo stesso credito potrà essere utilizzato ai fini dei versamenti delle imposte sui redditi e, per l’eccedenza, in compensazione a decorrere dal 6° mese successivo al termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta con riferimento al quale il credito viene concesso.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 75/E del 23.03.2009)


 


 


5) Operazioni a premio organizzate da due o più soggetti: Soggetto obbligato ad operare la ritenuta


Ai fini dell’applicazione della ritenuta, qualora vi sia un “collegamento” tra terzo erogatore e datore di lavoro, il soggetto tenuto ad operare la ritenuta è il datore di lavoro anche se, di fatto, le somme o i valori sono materialmente erogati dal terzo.


Il terzo erogatore, al fine di consentire al datore di lavoro di effettuare la ritenuta sugli emolumenti, deve comunicare tempestivamente a quest’ultimo l’avvenuta erogazione dell’emolumento e, se trattasi di un bene in natura, l’importo del valore da assumere a tassazione.


Nel caso di specie, il “collegamento” tra la società (organizzatrice dell’operazione a premi che prevede l’erogazione di un premio ai dipendenti di imprese concessionarie di vendita di macchine movimento, che riusciranno a realizzare determinati livelli di vendita dei prodotti della stessa società) ed il datore di lavoro viene ravvisato nella partecipazione dello stesso  datore di lavoro all’organizzazione dell’operazione a premi destinata ai propri dipendenti.


L’art. 5, comma 4, del D.P.R. 26.10.2001, n. 430, (“Soggetti promotori delle manifestazioni a premio”), stabilisce che “in caso di manifestazione organizzata da due o più soggetti, gli stessi sono responsabili in solido per le obbligazioni assunte nei confronti dei promissari”, ovvero per l’erogazione dei premi ai dipendenti.


Assodato ciò, nel caso di specie, obbligato ad effettuare la ritenuta d’acconto sui premi erogati ai dipendenti é il datore di lavoro, giacché, insieme alla società, assume il ruolo di soggetto promotore dell’operazione a premi.


Al fine di consentire al datore di lavoro di effettuare tempestivamente la ritenuta è necessario che sia attuato un sistema di comunicazione tra gli organizzatori della manifestazione a premio, in ordine alla avvenuta consegna del premio al dipendente.


In particolare, il datore di lavoro andrà a tassare il valore del premio, nel primo periodo di paga utile con ritenuta a carico dei compensi complessivamente percepiti dal lavoratore dipendente nello stesso periodo.


Inoltre, ai sensi dell’art. 23 del D.P.R. n. 600/1973, nel caso in cui la ritenuta da operare sui valori relativi ai compensi in natura non trovi capienza, in tutto o in parte, sui contestuali pagamenti in denaro corrisposti dal datore di lavoro, in qualità di sostituto, il lavoratore dipendente, percettore del premio, deve versare al sostituto l’importo che corrisponde all’ammontare della ritenuta.


La ritenuta si applica sul valore normale del premio, determinato ai sensi dell’art. 9 del Tuir.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 76/E del 24.03.2009)


 


 


6) Cessione della quota di proprietà dell’immobile interessato da lavori di recupero del patrimonio edilizio: Trasferimento del diritto di detrazione residua


E’ possibile il trasferimento del diritto di detrazione del 36% per le spese di ristrutturazione edilizia se chi compra possiede già una parte dell’immobile e ne acquista la restante parte.


Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 77/E del 24.03.2009, che ha dato un’interpretazione estensiva sulla trasferibilità della detrazione fiscale nell’ipotesi di cessione di una quota di proprietà di un’abitazione interessata da lavori di recupero del patrimonio edilizio.


Nelle ipotesi in cui si realizza un frazionamento del diritto di proprietà, è stato negato (C.M. n. 24/E/2004) il trasferimento all’acquirente delle rate di detrazione non utilizzate dal venditore, per motivi di cautela fiscale, al fine di evitare arbitrari spostamenti del diritto alla detrazione.


Viceversa, nel caso di specie, il trasferimento della quota del 50% dell’immobile ristrutturato al soggetto che è già proprietario del restante 50%, comportando il consolidamento dell’intera proprietà dell’immobile in capo all’acquirente, realizza, di fatto, una fattispecie assimilabile alla cessione dell’intera unità immobiliare, considerato l’art. 1, comma 7, della legge n. 449/1997.


Pertanto, la residua detrazione Irpef spettante in materia di ristrutturazioni del patrimonio edilizio, si trasmette alla parte acquirente non solo in ipotesi di cessione dell’intero immobile, ma altresì qualora, per effetto della cessione pro-quota, la parte acquirente diventa proprietaria esclusiva dell’immobile, parimenti verificandosi, in tale ultima ipotesi, i presupposti richiesti dalla normativa.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 77/E del 24.03.2009)


 


 


7) Modello F24 Enti pubblici: Esteso dal prossimo mese di aprile


Il Modello F24 “Enti pubblici” potrà essere usato per il versamento di tutti i tributi erariali amministrati dall’Agenzia delle Entrate.


Inoltre, dal 01.04.2009, tale modello sarà utilizzabile da altre amministrazioni pubbliche e per il versamento di tutti i tributi erariali.


Estensione del modello ad altre amministrazioni


Il citato modello sarà adottato dalle Prefetture e dalle amministrazioni pubbliche elencate nella tabella allegata al provvedimento (A.I.F.A. – Agenzia italiana del farmaco, Autorità di bacino del fiume Arno, Istituto agronomico per l’oltremare, Autorità di bacino del fiume Tevere).


Inoltre, su richiesta della Ragioneria generale dello Stato, l’utilizzo potrà essere esteso ad altre amministrazioni pubbliche titolari di contabilità speciali.


I codici tributo da utilizzare saranno individuati con successive risoluzioni.


Si ricorda, che si tratta del modello che é già utilizzato, dal 1° gennaio 2008, dagli enti pubblici sottoposti ai vincoli del sistema di tesoreria unica dello Stato per il versamento di Irap, ritenute Irpef e relative addizionali comunale e regionale.


Adesso il provvedimento amplia, inoltre, la platea dei tributi ammessi al versamento tramite F24 EP: Come previsto dal D.L. anticrisi (D.L. n. 185/2008), il modello potrà, infatti, essere utilizzato dagli enti soggetti al sistema di tesoreria unica, dai titolari di contabilità speciali individuati e dalle Prefetture non solo per i versamenti “tradizionali” (Irap, ritenute alla fonte Irpef e relative addizionali comunale e regionale), ma anche per quelli relativi a tutti gli altri tributi erariali amministrati dall’Agenzia delle Entrate (come, ad esempio, Iva e Ires).


(Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 23.03.2009, Prot. 2009/45749)


 


 


8) Territori del comune di Roma alluvionati: Sospesi i termini per gli adempimenti erariali


Un Decreto ha differimento i termini relativi agli adempimenti ed ai versamenti dei tributi erariali a favore dei titolari di reddito d’impresa interessati dall’alluvione dell’11.12.2008 che ha colpito taluni territori del comune di Roma.


Sospensione dei termini relativi agli adempimenti ed ai versamenti relativi ai tributi erariali.


In particolare, viene disposto che nei confronti dei soggetti titolari di reddito d’impresa, che alla data dell’11.12.2008 avevano la sede legale o operativa nelle aree  indicate (nel medesimo Decreto del 13.03.2009), sono sospesi, dal 11.12.2008 fino al 31.05.2009, i termini relativi agli adempimenti ed ai versamenti relativi ai tributi erariali.


Nel caso di imprese che hanno nelle predette aree la sola sede operativa, la sospensione si applica limitatamente agli adempimenti ed ai versamenti tributari relativi alle attività svolte nello stesso territorio.


Gli adempimenti ed i versamenti, i cui termini scadono nel periodo di sospensione, vanno effettuati entro il 30.06.2009.


(Decreto del 13.03.2009, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 68 del 23.03.2009)


 


 


9) Credito d’imposta investimenti ricerca e sviluppo: Formulario con i dati degli investimenti in attività di ricerca e sviluppo (modello, istruzioni e provvedimento di approvazione)


Un neo provvedimento ha approvato il modello FRS per accedere alla prenotazione del credito d’imposta per gli investimenti.


Il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha, quindi, pubblicato il 24.03.2009, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, il formulario (modello FRS) che i soggetti titolari di reddito d’impresa dovranno trasmettere per prenotare l’accesso alla fruizione del credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, previsto dalla Finanziaria 2007 (art. 1, commi da 280 a 283, Legge n. 296/2006).


Il nuovo modello, disponibile con le relative istruzioni, ha sostituto quello approvato con provvedimento del 29.12.2008.


Infatti, a seguito delle modifiche apportate al decreto “anticrisi” (Dl 185/2008) dalla legge di conversione, il precedente formulario è ormai superato.


Il formulario è composto dal frontespizio, contenente l’informativa sul trattamento dei dati personali e nel quale vanno indicati i dati identificativi del soggetto richiedente, e dal quadro A, dove vanno riportati i dati degli investimenti in attività di ricerca e sviluppo agevolabili e del credito d’imposta.


Il modello FRS andrà inviato sia per i progetti d’investimento già avviati entro il 28 novembre 2008 (data di entrata in vigore del D.L. n. 185/2008) sia per quelli messi in campo successivamente.


La presentazione, esclusivamente in via telematica, potrà essere effettuata direttamente dai contribuenti interessati o tramite intermediari abilitati.


In particolare, l’istanza potrà essere presentata a partire dalle ore 10 del 22.04.2009, utilizzando il prodotto di gestione “CREDITOFRS”, che sarà messo a disposizione gratuitamente sul sito dell’Agenzia dal 16.04.2009.


Infine, riguardo i “vecchi” progetti (quelli già avviati alla data del 28.11.2008), la trasmissione del modello dovrà avvenire entro le ore 24 del 22.05.2009.


(Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 24.03.2009, Protocollo n. 32277/2009)


 


 


 


 


A cura di Vincenzo D’Andò


 


 


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