Novità fiscali del 23 marzo 2009: adempimenti dichiarativi in materia tributaria: rimasti invariati i termini di versamento delle imposte; I.V.A. per cassa solo per i soggetti con volume affari fino a 200mila euro; tonnage tax: modalità di assolvimento dell’obbligo di formazione per le imprese marittime; adesione ai processi verbali di constatazione; rateazione delle somme dovute a seguito di controllo della dichiarazione dei redditi; modello per rimborso/compensazione I.V.A. TR 2009; acquisto immobili cartolarizzati: trattamento ai fini imposte indirette


 






 


Indice fisco oggi:


 


1) IVA: accordo ECOFIN in tema di aliquote ridotte


 


2) Adempimenti dichiarativi in materia tributaria: sono rimasti invariati  i termini di versamento delle imposte


 


3) Decreto anticrisi e misure fiscali urgenti a sostegno delle famiglie e dell’occupazione


 


4) Iva per cassa solo per i soggetti con volume affari fino a 200mila euro


 


5) E’ nullo l’avviso di liquidazione ICI se mancante della visura


 


6) Tonnage tax: modalità di assolvimento dell’obbligo di formazione per le imprese marittime


 


7) Adesione ai processi verbali di constatazione: precisazioni


 


8) Rateazione delle somme dovute a seguito di controllo della dichiarazione dei redditi


 


9) IVA TR 2009: Modello per rimborso/compensazione credito IVA trimestrale 


 


10) Bilancio di esercizio: Relazione sulla gestione


 


11) Anagrafe delle Onlus: chiarimenti per consultori familiari e associazioni ambientaliste


 


12) Acquisto immobili cartolarizzati: Trattamento ai fini imposte indirette


 


13) Requisiti di territorialità delle cessioni relative a Certificati CO2 e Certificati Verdi


 


14) Dati telefonici: Provvedimento del Garante


 


 


1) IVA: accordo ECOFIN in tema di aliquote ridotte


Nella riunione del 10.03.2009 il Consiglio ECOFIN ha raggiunto un accordo politico  in base al quale sarà ampliato l’elenco dei beni e servizi assoggettabili ad aliquota IVA ridotta.


In tale elenco saranno inclusi alcuni servizi c.d. ad alta intensità di lavoro, in relazione ai quali la riduzione di aliquota è attualmente prevista in via transitoria (fino al 2010):


Per tali servizi, quindi, gli Stati membri potranno adottare aliquote ridotte in via permanente.


Si tratta in particolare di:


– Piccoli servizi di riparazioni di biciclette, di calzature ed articoli in pelle, di abbigliamento e biancheria per la casa (inclusi i lavori di riparazione e di modifica);
– servizi di pulizia di vetri e pulizie presso privati;


– servizi di assistenza domestica quali aiuto domestico ed assistenza a bambini, anziani, malati o disabili;


– servizi propri dei parrucchieri;


– servizi di riparazione e ristrutturazione di abitazioni private, esclusi i materiali che costituiscono una parte significativa del valore del servizio reso.


L’ordinamento italiano si è avvalso della facoltà di prevedere transitoriamente un’aliquota IVA ridotta in relazione all’ultima delle categorie elencate, cioè quella dei servizi di ristrutturazione di case di abitazione: è stata infatti prevista l’applicabilità dell’aliquota del 10% per le manutenzioni ordinarie e straordinarie su immobili a prevalente destinazione abitativa privata.


Tale misura, che è stata da ultimo prorogata al 31.12.2011 dalla legge finanziaria 2009, potrà diventare permanente quando la legislazione nazionale recepirà le modifiche apportate in sede comunitaria all’elenco dei beni e servizi assoggettabili ad aliquota ridotta sulla base del suddetto accordo tra gli Stati membri ottenuto in sede di ECOFIN.


Il Consiglio ECOFIN ha, inoltre, deciso che gli Stati membri potranno assoggettare ad aliquota ridotta i sevizi di ristorazione (in Italia già soggetti all’aliquota del 10% in base alla clausola stand-still) e le cessioni di libri realizzati su qualsiasi tipo di supporto fisico (e, quindi, non solo le cessioni di libri su supporto cartaceo – in relazione ai quali in Italia la riduzione di aliquota è già prevista – ma anche quelle di libri registrati su CD o CD-ROM). 


(Assonime, nota del 12.03.2009)


 


 


2) Adempimenti dichiarativi in materia tributaria: sono rimasti invariati  i termini di versamento delle imposte


Con il D.L. 30.12.2008, n. 207, convertito dalla legge 27.02.2009, n. 14,  sono stati modificati una serie di termini di scadenza relativi ad  importanti adempimenti tributari.


Peraltro, sono rimasti  invariati  i termini di versamento delle imposte, mentre gli adempimenti i cui termini sono stati prorogati  sono i seguenti:


– La presentazione telematica della dichiarazione delle persone fisiche e delle società di persone e associazioni ad esse equiparate  e della dichiarazione IVA in forma autonoma: Il termine  dal 31 luglio è stato prorogato al   30 settembre dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo di imposta;


– la presentazione telematica della dichiarazione delle società di capitali e degli enti soggetti all’IRES e presentazione della dichiarazione IVA in forma autonoma: Il termine dal settimo mese  è stato prorogato al  nono mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta. Per i soggetti aventi un periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, il termine  slitta dal 31 luglio 2009 al 30 settembre 2009;


– la presentazione telematica della dichiarazione dei redditi nelle ipotesi di liquidazione, liquidazione coatta amministrativa, fallimento ed operazioni di trasformazione, fusione, scissione e simili: In particolare sono stati unificati per tutte queste ipotesi i termini   di presentazione telematica della dichiarazione dei redditi, facendoli coincidere con l’ultimo giorno del nono mese decorrente dalla data in cui tali operazioni assumono rilevanza fiscale. Per quanto riguarda la liquidazione volontaria, per esempio, la dichiarazione relativa al periodo compreso tra “l’inizio del periodo d’imposta e la data in cui ha effetto la deliberazione di messa in liquidazione”, dovrà essere presentata entro “l’ultimo giorno del nono mese successivo a tale data”, come pure quella relativa al risultato finale della liquidazione, che deve essere presentata “entro nove mesi successivi alla chiusura della liquidazione”.


In relazione alle altre fattispecie, si vedano gli artt. 5, comma 4, 5-bis, commi 1 e 2, come risultanti a seguito delle modifiche apportate dal decreto-legge in esame;   


– l’invio telematico del modello 770 semplificato: Il termine è stato prorogato  dal 31 marzo al 31 luglio dell’anno successivo a quello in cui sono operate le ritenute in esso certificate;


– la trasmissione dei modelli 730 da parte dei sostituti d’imposta, dei CAF e dei soggetti autorizzati: Il termine è stato prorogato  dal 25 giugno 2009 al 15 luglio 2009;


 – la presentazione della dichiarazione IRAP – che da quest’anno non può più essere presentata in forma unificata:  I termini sono stati adeguati a quelli previsti i per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi.


Pertanto, se tenuti alla presentazione della dichiarazione IRAP sono persone fisiche, società di persone o associazioni ad esse equiparate, il termine scade il 30 settembre dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta; se invece all’obbligo dichiarativo sono chiamate le società di capitali o soggetti ad esse equiparati, il termine scade il nono mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta.


(Assonime, nota del 09.03.2009)


 


 


3) Decreto anticrisi e misure fiscali urgenti a sostegno delle famiglie e dell’occupazione


L’Assonime con la circolare n. 11 del 19.03.2009 ha commentato le misure fiscali urgenti a sostegno delle famiglie e dell’occupazione introdotte dal D.L. n. 185 del 29.11.2008 (convertito dalla legge 28.1.2009, n. 2), operanti già a partire dal 1.1.2009.


Le famiglie in condizioni economiche disagiate potranno fruire di un bonus fiscale straordinario; per i lavoratori dipendenti continueranno ad applicarsi particolari regimi fiscali agevolativi per i premi di risultato; altri regimi fiscali agevolativi sono previsti per il rientro in Italia dei ricercatori residenti all’estero.


(Assonime, circolare n. 11 del 19.03.2009)


 


 


4) Iva per cassa solo per i soggetti con volume affari fino a 200mila euro


L’Unione Europea ha dato il via libera al decreto sull’applicazione dell’Iva per cassa, previsione contenuta nel D.L. anti-crisi (D.L. n. 185 del 29.11.2008, convertito dalla legge 28.1.2009, n. 2) ed adesso alla firma del ministro dell’Economia Giulio Tremonti.


Nel testo, l’indicazione del tetto del volume d’affari per potere usufruire del regime dell’Iva per cassa, fissato a quota 200mila euro.


Quindi, per potere beneficiare del nuovo regime IVA cd. ad “esigibilità differita”, il Provvedimento determina il volume d’affari nell’importo massimo di 200.000,00.


Su tale argomento, l’Agenzia delle Entrate ha inserito nella circolare n. 8/E del 13.03.2009, tra le risposte ai quesiti, i chiarimenti  sull’applicazione dell’Iva a esigibilità differita (criterio di cassa in sostituzione di quello della competenza), in base al quale l’imposta deve essere versata al momento dell’effettiva riscossione del corrispettivo.


Su tale profilo, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’esigibilità per cassa vale anche quando il cessionario del bene o il committente del servizio sia un ente non commerciale che effettua acquisti sia per l’attività commerciale sia per quella istituzionale.


In particolare, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che rientrano nell’ambito applicativo della norma le operazioni effettuate nei confronti degli enti non commerciali che operano nell’esercizio di attività d’impresa, ancorché i beni e i servizi acquistati siano destinati ad essere promiscuamente adibiti all’esercizio di attività commerciali e di attività non commerciali (cioè istituzionali).


Inoltre, l’Agenzia ha fornito precisazioni anche sui pagamenti frazionati di un’unica fattura


Nel caso di pagamento, anche parziale, l’esigibilità si verifica pro-quota al momento di ciascun pagamento e la relativa imposta va computata nella liquidazione del periodo in cui è avvenuto il pagamento stesso.


A loro volta i cessionari/committenti possono esercitare il diritto alla detrazione dell’imposta soltanto relativamente alla quota effettivamente corrisposta ai cedenti/prestatori.


Infine, va ricordato, che per usufruire di tale agevolazione, il contribuente interessato dovrà apporre sulla fattura la dicitura “fattura emessa con Iva ad esigibilità differita”.


 


 


5) E’ nullo l’avviso di liquidazione ICI se mancante della visura


È illegittimo l’avviso di liquidazione ICI per un magazzino sprovvisto di rendita catastale, cui l’Agenzia del Territorio non abbia allegato il documento di visura storica dell’immobile.


In tale eventualità, l’avviso di liquidazione ICI non è, quindi, valido.


(Commissione Tributaria Provinciale Milano, sentenza, Sez. XL, n. 79/2009)


 


 


6) Tonnage tax: modalità di assolvimento dell’obbligo di formazione per le imprese marittime


Sono state determinate le modalità di assolvimento dell’obbligo di formazione a carico delle imprese marittime.


A parte quanto previsto dagli art. da 155 a 161 T.U.I.R., sono soggette all’obbligo di formazione le imprese marittime che hanno optato per il regime di determinazione della base imponibile (cd. tonnage tax).


L’obbligo di formazione, previsto dall’art. 157, comma 3, del T.U.I.R., si considera assolto laddove l’impresa marittima provveda, per ciascuna delle navi per le quali e’ stata esercitata l’opzione, alternativamente alla:


a) formazione diretta, con l’imbarco di uno o più allievi ufficiali, fino alla copertura dei 12 mesi del periodo d’imposta (365 giorni), risultante dal ruolo equipaggio;


b) formazione indiretta, mediante il versamento dell’importo annuo € 22.732,00;


c) formazione mista, con l’imbarco di uno o più allievi ufficiali per una parte del periodo d’imposta e il versamento dell’importo di € 22.732,00 per la parte restante, fino a copertura del periodo d’imposta dovuto.


L’obbligo di formazione cessa qualora ad una o più navi, per una parte del periodo di imposta, non sia applicabile il citato regime di determinazione della base imponibile.


Determinazione dell’importo formativo alternativo


L’importo alternativo è, quindi, di € 22.732,00 su base annua, ovvero di € 62,00 su base giornaliera, da aggiornare annualmente in base agli indici annuali ISTAT di variazione dei prezzi.


Tale importo va versato entro il termine per il versamento a saldo dell’imposta sul reddito relativa al periodo di imposta per il quale viene presentata la dichiarazione dei redditi dell’impresa marittima.


Navi prese a noleggio


Nel caso in cui, nella base imponibile siano comprese anche navi prese a noleggio, se il noleggiante non vi ha provveduto, l’obbligo di formazione grava sul noleggiatore, che deve adempiere versando l’importo.


Istituzioni beneficiarie dell’importo formativo alternativo


Le istituzioni beneficiarie dell’importo formativo alternativo sono:


a) Fondo nazionale marittimi;


b) Poli formativi accreditati dalle regioni ed autorizzati dal Ministero dei trasporti.


Controllo dell’obbligo formativo


Ai fini del controllo dell’assolvimento dell’obbligo formativo, l’Agenzia delle Entrate comunica annualmente al Ministero dei trasporti – Direzione generale per la navigazione e il trasporto marittimo, lacuale e fluviale, Div. 1, anche in via telematica, i dati numerici delle navi e degli allievi per ogni periodo di imposta.


Le imprese marittime che hanno esercitato l’opzione invieranno al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – Direzione generale per la navigazione e il trasporto marittimo, lacuale e fluviale, Div. 1, in via telematica, all’indirizzo di posta elettronica certificati.marittimi@trasporti.gov.it, le informazioni, per singola nave per periodo di imposta.


Dal canto loro, le istituzioni beneficiarie andranno a comunicare al Ministero dei trasporti, Direzione generale per la navigazione e il trasporto marittimo, lacuale e fluviale, Div. 1, in via telematica, all’indirizzo di posta elettronica certificati.marittimi@trasporti.gov.it, l’importo totale introitato e il dettagliato resoconto dell’utilizzo dello stesso ai fini formativi, entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello cui si riferisce l’imposta.


Infine, il Ministero dei trasporti – Direzione generale per la navigazione ed il trasporto marittimo, lacuale e fluviale, Div. 1, procederà ad effettuare controlli a campione sulla destinazione degli importi ai fini formativi.


(Decreto Ministero dei Trasporti del 17.12.2008, pubblicato sulla G.U. n. 65 del 19.03.2009)


 


 


7) Adesione ai processi verbali di constatazione: precisazioni


L’art. 5-bis del D.Lgs. n. 218/1997, introdotto dall’art. 83, comma 18, del D.L. 25.6.2008 n. 112, consente al contribuente di definire i processi verbali di constatazione, redatti ai sensi dell’art. 24 della legge 7.1.1929, n. 4, che contengono la constatazione di violazioni sostanziali in materia di imposte sui redditi, di imposta sul valore aggiunto, di imposta regionale sulle attività produttive, di addizionale regionale o comunale all’IRPEF, di imposte sostitutive dei redditi e, in ogni caso, di imposte per le quali sono applicabili le disposizioni in materia di accertamento delle imposte sui redditi (C.M. n. 55/E/2008).


È necessario, tuttavia, che il processo verbale consenta l’emissione di accertamenti parziali di cui all’art. 41-bis del D.P.R. n. 600/73 e all’art. 54, comma 4, del D.P.R. n. 633/72.


In base a tali disposizioni, gli accertamenti parziali possono essere emessi quando dai processi verbali di constatazione redatti a seguito di accessi, ispezioni e verifiche, risultano elementi che consentono di stabilire l’esistenza di:


– Redditi imponibili non dichiarati, totalmente o parzialmente; deduzioni, esenzioni e agevolazioni in tutto o in parte non spettanti; imposte o maggiori imposte non versate, escluse le ipotesi di cui agli artt. 36-bis e 36-ter del D.P.R. n. 600/73;


– Iva non dichiarata, totalmente o parzialmente; detrazioni in tutto o in parte non spettanti; imposta o maggior imposta sul valore aggiunto non versata, escluse le ipotesi di cui all’art. 54-bis del D.P.R. n. 633/72.


In tale circostanza, i competenti uffici dell’Agenzia delle entrate possono procedere all’accertamento parziale senza svolgere un’ulteriore azione istruttoria.


La C.M. n. 55/2008 ha, peraltro, chiarito che restano escluse dall’ambito di applicazione della norma tutte le violazioni che, seppur contenute nel processo verbale di constatazione, non hanno diretta attinenza con tale procedimento di adesione, ossia:


a) le violazioni, anche “sostanziali”, relative a comparti impositivi diversi (ad es. imposta di registro);


b) le violazioni “formali” riferite alle imposte definibili (ove per tali sono da intendere le violazioni alle quali non è associato il recupero di base imponibile, né determinano l’applicazione di sanzioni commisurate ad una maggiore imposta accertata);


c) ogni altro elemento contenuto nel processo verbale, diverso dalle predette violazioni constatate.


Si tratta di altre circostanze, fatti o altri elementi, evidenziati nel processo verbale, ma non ancora formalizzati nella constatazione di specifiche violazioni, in base ai quali si rende necessario il vaglio del competente Ufficio e lo svolgimento di ulteriori attività istruttorie.


(Agenzia delle Entrate, circolare n. 8/E del 13.03.2009)


 


 


8) Rateazione delle somme dovute a seguito di controllo della dichiarazione dei redditi


In merito alla domanda se le somme dovute a seguito del controllo automatico e del controllo formale della dichiarazione dei redditi (art 36-bis e 36-ter del D.P.R. 600/73), possano essere oggetto di pagamento rateale in base alle regole introdotte dalla Finanziaria 2008, l’Agenzia delle Entrate ha prima colto l’occasione per precisare che:


L’art. 1, comma 144, della Legge n. 244/2007, in vigore dal 1.1.2008, ha inserito nel D.Lgs. n. 462/1997, l’art. 3-bis, il quale prevede la possibilità di rateizzare il versamento delle somme dovute a seguito di controllo formale delle dichiarazioni, di cui all’art. 36-ter del D.P.R. n. 600/73, nonché di controllo automatico, di cui all’art. 36-bis del D.P.R. n. 600/73 e all’art. 54-bis del D.P.R. n. 633/72, risultanti dalle comunicazioni di irregolarità inviate al contribuente.


Il numero di rate nelle quali frazionare il pagamento è strettamente connesso all’ammontare delle somme da corrispondere; in particolare:


– I debiti compresi tra i 2.000 e i 5.000 euro possono essere versati con un numero massimo di sei rate trimestrali di pari importo;


– i debiti superiori a 5.000 euro possono essere versati con un numero massimo di venti rate trimestrali di pari importo.


Sull’importo delle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi al tasso del 3,5% annuo, calcolati dal primo giorno del secondo mese successivo a quello di elaborazione della comunicazione.


La prima rata deve essere versata entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, mentre le rimanenti rate trimestrali scadono entro l’ultimo giorno di ciascun trimestre.


La rateazione delle somme superiori a € 50.000,00 viene subordinata alla prestazione delle garanzie.


Il comma 147 del citato art. 1 della legge n. 244 del 2007, stabilisce che le disposizioni relative alla rateazione delle somme dovute a seguito di liquidazione o controllo formale delle dichiarazioni, ovvero in relazione a redditi soggetti a tassazione separata, si applicano a decorrere dal periodo d’imposta in corso:


– al 31.12.2006, per le somme dovute a seguito di controlli automatici (ai sensi dell’art. 36-bis e dell’art. 54-bis);


– al 31.12.2005, per le somme dovute a seguito di controlli formali (eseguiti ai sensi dell’art. 36-ter) e per quelle dovute a seguito della liquidazione dell’imposta per gli altri redditi soggetti a tassazione separata (di cui all’art. 21 del TUIR);


– al 31.12.2004, per le somme dovute a seguito della liquidazione dell’imposta per i redditi soggetti a tassazione separata (di cui all’art. 17 del TUIR).


(Agenzia delle Entrate, circolare n. 8/E del 13.03.2009)


 


 


9) IVA TR 2009: Modello per rimborso/compensazione credito IVA trimestrale 


Pronta la nuova versione del modello Iva TR per la richiesta di rimborso o per l’utilizzo in compensazione del credito Iva trimestrale.


La nuova versione del modello Iva TR per la richiesta di rimborso o per l’utilizzo in compensazione del credito Iva trimestrale è stato approvato con Provvedimento del 19/03/2009 (pubblicato il 20.03.2009 sul sito dell’Agenzia delle Entrate) e dovrà essere utilizzata a decorrere dalle richieste di rimborso o di utilizzo in compensazione del credito Iva relativo al primo trimestre dell’anno d’imposta 2009, ovvero a partire dal 1° aprile.


La nuova versione sostituisce la precedente approvata con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 20.3.2008.


La struttura del modello non ha subito variazioni.


Le modifiche introdotte, che riguardano esclusivamente le istruzioni per la compilazione e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dello stesso, rendono il modello Iva TR adeguato alle indicazioni fornite dall’Agenzia, nel corso dell’anno 2008, con alcune risoluzioni.


I soggetti tenuti all’utilizzo del modello


La platea dei soggetti tenuti alla presentazione del modello è costituita dai contribuenti che hanno realizzato, nel corso del trimestre, un’eccedenza d’imposta detraibile di importo superiore a 2.528,28 euro e che intendono chiedere, in tutto o in parte, il rimborso di questa eccedenza ovvero intendono utilizzarla in compensazione anche con altri tributi, contributi e premi.


Modalità e termini di presentazione


Il modello deve essere presentato entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento.


La presentazione deve avvenire esclusivamente per via telematica, direttamente dal contribuente o tramite intermediari abilitati.


Reperibilità


Il modello con le relative istruzioni sono disponibili in formato elettronico sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate – www.agenziaentrate.gov.it – all’interno della sezione Modulistica/Comunicazioni e domande, o sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze, www.finanze.gov.it.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 20.03.2009)


 


 


10) Bilancio di esercizio: Relazione sulla gestione


Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) ha fornito con il documento del 11.03.2009 (pubblicato sul proprio sito il 20.03.2009) un ulteriore supporto alla comunità economica, alle imprese per la prima applicazione delle disposizioni del Dlgs 32/2007.


Il documento esamina più specificamente la modalità con cui determinare ed esporre le “informazioni attinenti all’ambiente e al personale”.


Il CNDCEC si era già espresso in un precedente documento (La Relazione sulla Gestione Art. 2428 Codice Civile – La Relazione sulla gestione dei bilanci d’esercizio alla luce delle novità Introdotte dal Dlgs 32/2007) circa la necessità di distinguere le informazioni attinenti all’ambiente e al personale in obbligatorie e facoltative.


Il neo documento fornisce ulteriori considerazioni per poter presentare una corretta informativa della Relazione sulla gestione, trattando più diffusamente le informazioni ritenute non obbligatorie.


(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, documento del 11.03.2009, pubblicato su www.cndcec.it il 20.03.2009)


 


       


11) Anagrafe delle Onlus: chiarimenti per consultori familiari e associazioni ambientaliste


L’Agenzia delle Entrate, con una risoluzione (n. 70/E/2009) ha fornito alcuni chiarimenti sui requisiti necessari per l’iscrizione nell’anagrafe delle Onlus.


In particolare, il documento ha chiarito che le associazioni che gestiscono consultori familiari privati rientrano nel registro delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, a patto però che rispettino due condizioni:


Operare gratuitamente e perseguire finalità solidaristiche, assicurando protezione sociale a particolari persone meritevoli di sostegno.


Sono esclusi, invece, gli enti che per statuto operano nel campo della tutela e della valorizzazione dell’ambiente, ma nello stesso tempo svolgono anche altre attività non previste dalla legge per le Onlus, dall’impegno per la pace e la cooperazione fra i popoli alla vendita di prodotti agricoli di qualità, biologici e promozionali.


(Agenzia delle Entrate, circolare n. 70/E e comunicato stampa del 20.03.2009)


 


 


12) Acquisto immobili cartolarizzati: Trattamento ai fini imposte indirette


Non spettano le agevolazioni fiscali (imposte di registro, ipotecarie e catastali) per i trasferimenti di immobili ad uso abitativo effettuati da una società di cartolarizzazione a favore di un’azienda speciale di un Comune.


Infatti, l’art. 32, comma 2, del DPR n. 601/73 si applica nel caso in cui sia data attuazione ad un programma pubblico di edilizia residenziale, che deve rispettare i tassativi requisiti – sia soggettivi che oggettivi – indicati dalla normativa di settore.


Nel caso di specie (1), gli acquisti effettuati non sono attuativi del programma pubblico di edilizia residenziale e, quindi, a tali trasferimenti non si applica la normativa di favore di cui al citato art. 32, comma 2, del DPR n. 601/73.


Inoltre, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le società di cartolarizzazione non sono qualificabili come imprese di costruzione.


Per cui al trasferimento dell’immobili esente da Iva (principio di alternatività IVA – registro) si applica l’imposta di registro in misura proporzionale.


 


(1) Il caso ha riguardato il trattamento tributario da riservare all’acquisto, da parte di ALFA (azienda del comune), di 180 immobili ad uso residenziale di proprietà di BETA.


La cessione degli immobili da BETA alla ALFA avviene per il tramite della società veicolo GAMMA Srl.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 69/E del 20.03.2009)


 


 


 


13) Requisiti di territorialità delle cessioni relative a Certificati CO2 e Certificati Verdi


Gli acquisti di certificati Verdi effettuati dal contribuente, soggetto residente in Svizzera, sono territorialmente rilevanti ad IVA in Italia (art. 7, comma 4, lett. f del D.P.R. n. 633/72) e, quindi, sono soggetti a tassazione nel nostro paese.


Sotto l’aspetto oggettivo le operazioni relative ai Certificati CO2 e quelle relative ai Certificati Verdi, giacché riconducibili alle cessioni di diritti immateriali, si qualificano come prestazioni di servizio, ai sensi dell’art. 3, secondo comma, n. 2), del D.P.R. n. 633/72.


Infatti, tale norma, di ampio contenuto, comprende non solo le prestazioni relative ai diritti di autore, ai diritti relativi a modelli e disegni industriali, ma anche “le cessioni relative a diritti o beni similari” ai precedenti.


Inoltre, gli operatori del settore dell’energia rientrano nel campo di applicazione della normativa italiana relativa ai c.d. “Certificati Verdi”, disciplinata dal D.Lgs. n. 79/1999, noto come “Decreto Bersani”, attuato con i successivi DM emanati in data 11.11.1999 e 18.3.2002.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 71/E del 20.03.2009)


 


 


14) Dati telefonici: Provvedimento del Garante


Il decreto “Milleproroghe”, convertito in legge, ha disposto che i  numeri di telefono e gli indirizzi presenti nelle banche dati costituite sulla  base dei vecchi elenchi telefonici sono utilizzabili per fini promozionali fino  al 31.12.2009 da coloro che hanno creato tali banche dati precedentemente al 1.8.2005.


Il Garante, con il provvedimento del 18.03.2009, ha precisato i limiti entro i  quali le società che effettuano attività promozionale anche tramite call center  possono avvalersi della deroga.


Le società dovranno documentare in modo adeguato che la banca dati,  costituita con i numeri telefonici e gli indirizzi degli abbonati, sia stata  effettivamente creata prima del 1.8.2005.


Le società dovranno usare questi dati direttamente e non potranno cederli a  nessun titolo ad altre aziende.


Gli operatori che telefoneranno agli abbonati dovranno ad ogni contatto  specificare per quale società chiamano e ricordare agli interessati i loro  diritti.


Ma soprattutto dovranno registrare immediatamente l’eventuale contrarietà  dell’abbonato ad essere nuovamente contattato.


L’utente che non intende essere più disturbato avrà il diritto di conoscere l’identificativo dell’operatore al quale ha comunicato la sua volontà.


(Garante per la protezione dei dati personali, comunicato stampa del 18.03.2009)


 




 


 


A cura di Vincenzo D’Andò


 


 


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