Novità fiscali del 16 marzo 2009: ridotte le sanzioni per l’omessa presentazione del modello F24 a saldo zero; nuove regole fiscali per le imprese della grande distribuzione; accertamento sulla base degli studi di settore: novità; codice tributo per l’utilizzo del credito d’imposta per investimenti nelle aree svantaggiate; contributi erogati a favore delle aziende di trasporto; chiarimenti ufficiali sulle novità fiscali: rivalutazione dei beni, riallineamento per operazioni straordinarie, ed altro ancora; presto la circolare delle Entrate che consente di scomputare le ritenute in assenza della certificazione; intervento del Consiglio dei Ministri a favore dei lavoratori sospesi e licenziati


 






 


Indice fisco oggi:


 


1) Nuove regole fiscali per le imprese della grande distribuzione


 


2) INPGI: Aumento dei contributi per i collaboratori


 


3) Accise gas-naturale: Riduzione delle aliquote per il trimestre gennaio-marzo


 


4) Fissati i tassi di interesse semestrale per il pagamento differito dei diritti doganali


 


5) Imposte sui redditi – Valute estere: il cambio di febbraio


 


6) Decreto anticrisi: ridotte le sanzioni per l’omessa presentazione del modello F24 a saldo zero


 


7) Accertamento sulla base degli studi di settore:  novità


 


8) Revisione degli studi di settore: per il 2008 nessuna riduzione fissa


 


9) Istituito il codice tributo per l’utilizzo del credito d’imposta per investimenti nelle aree svantaggiate


 


10) Contributi erogati a favore delle aziende di trasporto: trattamento tributario


 


11) Chiarimenti ufficiali sulle novità fiscali: rivalutazione dei beni, riallineamento per operazioni straordinarie, ed altro ancora


 


12) In arrivo la circolare delle Entrate che consente di scomputare le ritenute in assenza della certificazione


 


13) Ricerca e sviluppo – Efficienza energetica: le graduatorie in Gazzetta Ufficiale


 


14) Disposizioni in materia di incentivazione della produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare


 


15) Intervento del Consiglio dei Ministri a favore dei lavoratori sospesi e licenziati


 


16) Isvap: regole contabili per le assicurazioni


 


 


1) Nuove regole fiscali per le imprese della grande distribuzione


Come abbiamo evidenziato tra le novità fiscali del 13.03.2009, pubblicate su questo Sito, le principali novità sul neo provvedimento, relativo alla trasmissione telematica dei corrispettivi da parte delle imprese della grande distribuzione, sono state date dall’estensione della possibilità anche alle imprese di servizi e dalla modifica della tempi tecnici.


In sostanza, sono state introdotte nuove regole per le imprese della grande distribuzione che optano per la trasmissione telematica dei corrispettivi, ai sensi dell’art. 1, commi 429 e seguenti, della legge 311/2004:


Difatti, dal mese di giugno 2009, le informazioni relative agli incassi giornalieri conseguiti dai singoli punti vendita delle aziende commerciali e di servizi dovranno essere trasmesse con un nuovo tracciato e nuovi termini.


Vediamo, adesso, di seguito, le ulteriori, novità contenute nel nuovo intervento normativo.


La novella, prevista dal Provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate del 12.03.2009, che ha sostituito quello del 08.07.2005, è derivata principalmente dalla necessità di semplificare la procedura di trasmissione telematica.


Come è noto il precedente provvedimento, che era stato pubblicato nella G.U. n. 171 del 25.07.2005, aveva definito le modalità tecniche e i termini per l’invio telematico dell’ammontare complessivo dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi da parte delle aziende della grande distribuzione organizzata.


La trasmissione dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri conseguiti dalla grande distribuzione, in base a quanto previsto dalla legge finanziaria 311/2004 (art. 1, commi 429 e seguenti) costituisce una mera facoltà e sostituisce l’obbligo di certificazione fiscale dei corrispettivi mediante il rilascio della ricevuta, ovvero dello scontrino fiscale, fermo restando l’obbligo di emissione delle fatture richieste dai clienti.


La trasmissione telematica va effettuata distintamente per i corrispettivi relativi a ciascun punto vendita e per ciascuna giornata, anche nel caso in cui vi sia assenza di corrispettivi (tale ultima ipotesi è appositamente evidenziata dal contribuente a seguito della compilazione dello specifico campo previsto dal tracciato telematico allegato al nuovo provvedimento).


Queste le principali modifiche introdotte alla precedente disciplina:


– Introdotta l’estensione della facoltà della trasmissione telematica dei corrispettivi anche alle imprese di servizi (con strutture che hanno una superficie superiore ai 150 metri quadrati, se operanti nei comuni con meno di 10mila abitanti, oppure con superficie superiore a 250 metri quadrati, se operanti nei comuni con popolazione superiore ai 10mila abitanti). In tal modo è stata attuata la delega introdotta dalla legge finanziaria per il 2006 e contenuta nel comma 430-bis della legge n. 311/2004;


– modificati i termini della comunicazione: I corrispettivi giornalieri, inseriti per mese, vanno inviati entro il 15° giorno lavorativo successivo al mese di riferimento (il provvedimento del 2005, invece, prevedeva l’indicazione dei dati per settimana e l’invio entro il 5° giorno successivo al periodo di riferimento);


– è stato previsto l’inserimento, nel tracciato telematico allegato al nuovo provvedimento, di un unico campo riepilogativo dei corrispettivi certificati sia con scontrino fiscale sia con fattura emessa su richiesta dei clienti. È stato quindi eliminato il campo previsto nel vecchio tracciato in cui dovevano essere indicati separatamente solo i corrispettivi relativi alle “operazioni realizzate con emissione di fattura” e “senza emissione di scontrino”


– la trasmissione telematica solo dei corrispettivi conseguiti a seguito delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi inerenti l’attività propria esercitata dal contribuente, quindi, di tutte le operazioni imponibili, non imponibili, esenti e soggette a regimi speciali inerenti l’esercizio delle ordinarie attività di impresa, ovvero attività professionale e artistica. Non dovranno essere inviati, invece, i dati dei corrispettivi conseguiti a seguito di cessione di immobili e beni strumentali, stante la natura straordinaria di queste operazioni (art. 24, comma 2, secondo periodo del D.P.R. n. 633/1972);


– è stato suddiviso l’importo complessivo dei corrispettivi giornalieri in relazione al “regime” Iva applicato: operazioni imponibili, operazioni non imponibili, operazioni esenti e operazioni per le quali l’imposta è assolta in base a regimi speciali (tra le quali rientrano, ad es. le operazioni per le quali si applica l’Iva monofase); per le operazioni imponibili i corrispettivi saranno distinti a seconda della specifica aliquota applicata. Tale suddivisione puntuale è stata prevista per i tracciati utilizzati rispettivamente sia dalle imprese che non effettuano la ventilazione dei corrispettivi che per le imprese che hanno optato per la ventilazione dei corrispettivi ma, in tale ultimo caso, solo relativamente alle operazioni per le quali è stata emessa la fattura su richiesta del cliente;


– prevista anche la trasmissione di un file che sostituisce un altro inviato in precedenza comporta l’automatico annullamento dello stesso.


Nel provvedimento viene ribadito che la sostituzione deve avvenire non oltre un mese dal termine di trasmissione dei dati da sostituire e deve essere relativa allo stesso periodo di riferimento.


Infine, viene previsto che le nuove disposizioni saranno applicabili a partire dall’invio dei corrispettivi giornalieri relativi al mese di giugno 2009 che andrà, quindi, effettuato entro il 15° giorno lavorativo del mese di luglio 2009.


Le specifiche tecniche ed i termini previsti dal provvedimento del 08.07.2005 saranno ancora applicabili ai corrispettivi conseguiti a fronte delle cessioni di beni e prestazioni di servizi poste effettuati fino al 31.05.2009.


 


 


2) INPGI: Aumento dei contributi per i collaboratori


L’INPGI ha reso noto (notiziario Ipsoa del 12.03.2009) che “per i giornalisti percettori di redditi professionali, considerati tali dalla vigente normativa fiscale, resta confermata la misura della contribuzione e gli adempimenti contributivi in vigore fino al 31 dicembre 2008 (contributo soggettivo del 10%, contributo integrativo del 2% con diritto di rivalsa sul committente e contributo di maternità).


In questo caso, l’iscrizione alla gestione separata dell’Inpgi è obbligatoria fino al compimento del 65° anno di età.


Dopo tale data l’iscrizione è facoltativa.


Ai soli fini previdenziali, sono assimilati ai redditi professionali di cui sopra anche quelli derivanti da attività autonoma svolta dai giornalisti al di fuori del campo di applicazione dell’IVA e non derivante da un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (con o senza progetto).


Al riguardo, il Ministero del Lavoro con nota del 5 agosto 1999 n. 82661 ha chiarito, senza possibilità di equivoco, che qualunque prestazione di lavoro autonomo resa dai giornalisti – anche se sporadica e produttiva di modesto reddito – comporta l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata dell’Inpgi e di versamento dei contributi assicurativi.


Pertanto, nel caso in cui ricorrano le suddette condizioni, ai redditi derivanti dalla cessione del diritto d’autore è applicato il contributo soggettivo (pari al 10%) sulla quota di reddito fiscalmente dichiarato (pari al 75% o al 60% dell’importo lordo a seconda dell’età del beneficiario), ai sensi dell’art. 54, comma 8, del più volte citato D.P.R. n. 917/86 ed il contributo integrativo sul reddito lordo.


Redditi da collaborazioni coordinate e continuative (comprese quelle a progetto)


I giornalisti percettori di redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, per i compensi ricevuti fino al 12 gennaio 2009, continuano a svolgere gli adempimenti previdenziali già previsti per i redditi professionali.


Nel caso di rapporti di lavoro rientranti nelle previsioni dell’ art. 50, comma 1, lettera c-bis), ovvero aventi per oggetto la prestazione di attività svolte senza vincolo di subordinazione a favore di un determinato soggetto nel quadro di un rapporto unitario e continuativo senza impiego di mezzi organizzati e con retribuzione periodica prestabilita, sempreché gli uffici o le collaborazioni non rientrino nei compiti istituzionali compresi nell’attività di lavoro dipendente, contrariamente a quanto previsto per i redditi professionali, a decorrere dal 1° gennaio 2009, la contribuzione è posta per 2/3 (due terzi) a carico del committente e per 1/3 (un terzo) a carico del collaboratore.


Il pagamento del contributo ed i relativi adempimenti contributivi gravano sul committente. Si precisa, che – per questo tipo di redditi – l’iscrizione alla gestione separata dell’INPGI è obbligatoria anche dopo il compimento del 65° anno di età del giornalista.


Giornalisti non assicurati presso altre forme obbligatorie


L’aliquota contributiva da applicare sui compensi dovuti ai giornalisti che svolgono attività lavorativa nella forma della collaborazione coordinata e continuativa, che non risultino contestualmente assicurati presso altre forme obbligatorie e la relativa aliquota contributiva per il computo delle prestazioni pensionistiche sono così stabilite:


– dal 1° gennaio 2009: 18,75%;


– dal 1° gennaio 2010: 23,40%;


– dal 1° gennaio 2011: 26,00 %.


In aggiunta ai contributi di cui sopra, per i giornalisti che non risultino assicurati contestualmente presso altre forme obbligatorie, è dovuto anche un ulteriore contributo pari allo 0,72 %, destinato al finanziamento dell’indennità di maternità, del congedo parentale, dell’assegno per il nucleo familiare e dell’indennità giornaliera di malattia e di degenza ospedaliera.


Il contributo in questione sarà soggetto a variazioni nel caso in cui il gettito relativo segnali scostamenti negativi rispetto alle prestazioni.


Giornalisti Pensionati o contestualmente assicurati presso altre forme obbligatorie


L’aliquota contributiva dovuta, invece, dai committenti in favore dei collaboratori coordinati e continuativi che siano titolari contestualmente anche di altra posizione assicurativa o pensionati e la relativa aliquota contributiva per il computo delle prestazioni pensionistiche sono così stabilite:


– dal 1° gennaio 2009: 12,75 % di cui 4,25 % a carico del giornalista;
– dal 1° gennaio 2010: 15,30 % di cui 5,10 % a carico del giornalista;
– dal 1° gennaio 2011: 17,00 % di cui 5,67 % a carico del giornalista.


A tal fine, sono considerati pensionati i giornalisti già titolari di un trattamento pensionistico, diretto o indiretto, a carico dell’Assicurazione Generale Obbligatoria o di ogni altra forma di previdenza obbligatoria, compresi i regimi previdenziali dei liberi professionisti.


Sono considerati, invece, già assicurati presso altra forma di previdenza:


– i lavoratori subordinati con rapporto di lavoro in atto, qualunque sia la forma assicurativa (assicurazione generale obbligatoria e forme sostitutive o esclusive della medesima), ivi compresi i regimi previdenziali dei Paesi esteri legati all’Italia da accordi bilaterali in materia di sicurezza sociale (per l’elenco dei Paesi esteri vedi circolare INPGI n. 2 del 3/02/2009);


– gli artigiani, i commercianti, i CD/CM regolarmente iscritti alle rispettive forme assicurative;


– i liberi professionisti assicurati presso la cassa pensionistica di categoria.


Devono, invece, essere considerati privi di altra assicurazione previdenziale i giornalisti che, in ragione di incarichi o collaborazioni coordinate e continuative di natura non giornalistica, siano contestualmente assicurati presso la Gestione previdenziale separata dell’INPS di cui all’art. 2, comma 25, della legge n. 335/1995”.


(Circolare INPGI n. 5 del 10.03.2009)


 


 


3) Accise gas-naturale: Riduzione delle aliquote per il trimestre gennaio-marzo


Un decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 12 marzo ha disposto le riduzioni delle aliquote di accisa per il gas naturale ad uso civile, per i soli primi 3 mesi dell’anno.


(Decreto Ministero dell’economia e delle Finanze 27/02/2009, pubblicato in G.U. n. 59 del 12.03.2009)


 


 


4) Fissati i tassi di interesse semestrale per il pagamento differito dei diritti doganali


Un Decreto ha fissato i tassi di interesse semestrale per il pagamento differito dei diritti doganali per il periodo 13.01.2009 – 12.07.2009.


In particolare, il saggio di interesse per il pagamento differito effettuato oltre il periodo di 30 giorni è stato stabilito nella misura dell’1,452% annuo per il periodo 13 gennaio 2009 – 12 luglio 2009.


(Decreto Ministero dell’economia e delle Finanze 25/02/2009, pubblicato in G.U. n. 59 del 12.03.2009)


 


 


5) Imposte sui redditi – Valute estere: il cambio di febbraio


È stato accertato il cambio delle valute estere per il mese di febbraio 2009, ai fini delle imposte sui redditi.


(Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 12.03.2009)


 


 


6) Decreto anticrisi: ridotte le sanzioni per l’omessa presentazione del modello F24 a saldo zero


Ravvedimento operoso: La sanzione ridotta dovuta per la ritardata presentazione del modello F24 é di euro 5,10 se la delega viene presentata con, al massimo, un ritardo di 5 giorni lavorativi, mentre è di euro 15,40 euro nel caso in cui la stessa sia stata presentata oltre i 5 giorni, ma comunque entro i termini per il ravvedimento lungo.


In tal senso è stato osservato in Dottrina (Valerio Artina in Ipsoa): Come è noto l’art. 19 del D.Lgs. n. 241/1997 disciplina le sanzioni applicabili per i casi della mancata presentazione del modello F24, in particolare, il comma 4 prevede come per l’omessa presentazione del modello di versamento contenente i dati relativi alla eseguita compensazione, si applica la sanzione di 154 euro, ridotta a 51 euro se il ritardo non è superiore a cinque giorni lavorativi”.


L’omessa presentazione della delega a zero, tuttavia, può essere ravveduta tramite il ricorso al ravvedimento operoso di cui all’art. 13 del D.Lgs n. 472/1997 che consente al singolo contribuente di sanare l’irregolarità commessa, sempreché non sia già stata contestata o non siano iniziati ispezioni, accessi, verifiche o altre attività di accertamento, a fronte del versamento di una sanzione ridotta e dei relativi interessi.


In tale contesto, il D.L. 29.11.2008, n. 185, art. 16, comma 5, convertito dalla legge 28.01.2009, n. 2 ha modificato tale disciplina che prevede, adesso, la riduzione delle sanzioni a 1/12 del minimo per i casi di mancato pagamento di tributi o acconti regolarizzati entro 30 giorni dalla loro commissione (cd. ravvedimento breve).


Nel caso in cui, invece, si intenda regolarizzare gli errori e omissioni, entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione, la sanzione risulta ridotta a 1/10 del minimo (cd. ravvedimento lungo).


Pertanto, per il ravvedimento dell’omessa presentazione del modello F24 a saldo zero si applica la sola riduzione della sanzione a 1/10.













Modello F24 a saldo zero presentato in ritardo


Sanzione ridotta


Se viene presentata entro 5 giorni lavorativi successivi alla scadenza


 


   € 5,10


Se viene presentato oltre i 5 giorni, ma comunque entro i termini per il ravvedimento lungo


  


  € 15,40


 


 


7) Accertamento sulla base degli studi di settore:  novità


Il Decreto Legge 29.11.2008, n. 185, convertito dalla Legge 28.01.2009, n. 2, con il comma 4 dell’art. 27, ha introdotto l’art. 10-ter alla Legge 08.05.1998, n. 146.


Tale nuovo articolo, titolato “Limiti alla possibilità per l’Amministrazione finanziaria di effettuare accertamenti presuntivi in caso di adesione agli inviti a comparire ai fini degli studi di settore”, prevede che dal periodo 2006 in poi – nei confronti dei contribuenti che aderiscono ad un invito a comparire ai fini dell’applicazione degli studi di settore (art. 5, comma 1-bis, D.Lgs. 19.06.1997, n. 218), l’Amministrazione Finanziaria non può effettuare ulteriori accertamenti basati sulle presunzioni semplici, gravi, precise e concordanti ex art. 39, comma 1, lettera d), secondo periodo, D.P.R. 600/1973, e art. 54, comma 2, ultimo periodo, D.P.R. 633/1972, qualora l’ammontare delle attività non dichiarate, con un massimo di 50.000 euro, risulti pari o inferiore al 40 % dei ricavi o compensi definiti.


L’applicabilità di tale limitazione viene esclusa nei casi in cui siano irrogate sanzioni relative alle seguenti violazioni:


– omessa o infedele indicazione dei dati previsti nei modelli degli studi di settore;


– indicazione di cause di esclusione o di inapplicabilità degli studi di settore non sussistenti.


(Ilaria Mariani, in Ipsoa di febbraio 2009)


 


 


8) Revisione degli studi di settore: per il 2008 nessuna riduzione fissa


La crisi ha effetti diversi da settore a settore e non è, quindi, possibile apportare una riduzione fissa per tutti gli studi relativi all’anno 2008.


(Interpello Camera dei deputati n. 2-00330 del 12.03.2009)


 


 


9) Istituito il codice tributo per l’utilizzo del credito d’imposta per investimenti nelle aree svantaggiate


E’ stato istituito il codice tributo “6817” che consente alle imprese di fruire del bonus che hanno effettuato investimenti nel Sud.


Sono interessate le imprese che hanno acquisito beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate in Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise, le quali potranno effettuare la compensazione, con il modello F24 (art. 1, commi 271-276, legge 296/2006).


In particolare, il comma 276 dell’art. 1, della citata legge n. 296/2006 ha previsto che il credito d’imposta sia utilizzabile ai fini dei versamenti delle imposte sui redditi e l’eventuale eccedenza sia utilizzabile in compensazione a decorrere dal 6° mese successivo al termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta con riferimento al quale il credito è concesso.


Al fine di consentire la fruizione delle suddette eccedenze del credito d’imposta mediante modello F24, l’Agenzia delle Entrate ha ora istituito il seguente codice tributo:


“6817”, denominato “credito d’imposta in favore delle imprese che effettuano l’acquisizione dei beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle aree delle regioni ammissibili alle deroghe previste dall’articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c), del Trattato istitutivo della Comunità europea – art. 1, c. 271-279, l. 296/2006”.


Il codice tributo va esposto nella sezione erario del modello F24 in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”, ovvero nella colonna “importi a debito versati” nei casi di ravvedimento operoso.


Il campo “anno di riferimento” va valorizzato, nel formato AAAA, con l’anno nel quale è realizzato l’investimento cui si riferisce il credito.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 64/E del 13.03.2009)


 


 


 


10) Contributi erogati a favore delle aziende di trasporto: trattamento tributario


I contributi erogati alle aziende e ai consorzi pubblici del trasporto locale non concorrono a determinare il pro rata di deducibilità degli interessi passivi né la deduzione delle spese generali.


Ha, quindi, efficacia retroattiva il nuovo trattamento delle somme erogate dalle Regioni per il ripiano delle perdite


In particolare, i limiti al riporto delle perdite pregresse e alla deducibilità proporzionale degli interessi passivi e delle spese generali non si applicano ai contributi erogati dalle Regioni per ripianare le perdite di esercizio delle aziende o dei consorzi di trasporto pubblico locale.


Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 9 del 13.03.2009 che attua l’art. 1, comma 310, della Finanziaria 2008.


Si tratta della norma che ha fornito un’interpretazione autentica del trattamento fiscale da riservare ai contributi alle imprese di trasporto pubblico locale, facendo in tal modo decadere la tesi dell’Amministrazione Finanziaria contenuta nella risoluzione n. 126/E del 2005.


Per conseguenza, gli uffici dell’Agenzia delle Entrate sono stati informati della circostanza che dovranno riesaminare ed eventualmente abbandonare il contenzioso pendente in questo campo.


Tale documento di prassi ha poi precisato che le nuove disposizioni non hanno alcun riflesso sulla vigente disciplina degli interessi passivi per i contribuenti Ires, chiarendo, tuttavia, che, ai fini del rapporto di cui al previgente testo dell’art. 96 del TUIR, i soggetti IRES non dovranno tenere conto dei contributi.


(Agenzia delle Entrate, circolare n. 9/E e comunicato stampa del 13.03.2009)


 


 


11) Chiarimenti ufficiali sulle novità fiscali: rivalutazione dei beni, riallineamento per operazioni straordinarie, ed altro ancora


L’Agenzia delle Entrate, come avviene di consueto, ha inserito nella corposa circolare n. 8/E del 13.03.2009 le risposte ai quesiti che sono scaturiti dagli incontri con la stampa specializzata sulle ultimissime novità fiscali.


Le maggiori perplessità hanno riguardato il reddito d’impresa, con ampio spazio dedicato alla rivalutazione dei beni, la cui disciplina fiscale è stata rivisitata dal cd. decreto anticrisi (art. 15, D.L. n. 185/2008).


Delucidazioni sono dedicate anche alla disciplina delle plusvalenze su partecipazioni e del momento rilevante delle cessioni di partecipazioni in start up, aziende di nuova o recente costituzione (D.L. n. 112/2008).


Plusvalenze su partecipazioni: Momento rilevante delle cessioni di partecipazioni in start up


Il regime di esenzione si applica alle cessioni poste in essere a decorrere dal 25 giugno 2008, data di entrata in vigore del decreto legge n. 112 del 2008.  


Pertanto, qualora la cessione della partecipazione (ovvero dello strumento finanziario o del contratto di associazione in partecipazione e cointeressenza) sia avvenuta prima di tale data, ancorché il corrispettivo sia stato incassato dal 25 giugno 2008, non è possibile applicare alla plusvalenza realizzata il regime di esenzione.


Dividendi: Presunzione di utilizzo degli utili


Qualora le riserve di utili siano utilizzate per finalità diverse dalla loro distribuzione, quale ad esempio la copertura delle perdite, ossia quando non si tratta di vere e proprie “distribuzioni di utili”, la suddetta presunzione non opera e pertanto si possono considerare utilizzate prioritariamente le riserve formate con utili prodotti in esercizi successivi a quello in corso al 31 dicembre 2007. Ciò assicura che il socio subisca prioritariamente la tassazione sulla base imponibile del 40% nel momento in cui le riserve di utili gli siano attribuite.


Redditi di lavoro autonomo: Cessione della clientela


Se non viene prevista alcuna remunerazione per l’apporto della clientela, né al momento dell’adesione all’associazione né al momento dell’eventuale recesso, non sussiste materia imponibile da assoggettare a tassazione (ciò ai sensi dell’art. 54, comma 1-quater, del TUIR).


Compensazione di crediti esistenti oltre il limite consentito: Sanzioni amministrative


Una delicata materia che è stata trattata è quella dell’inasprimento delle sanzioni per chi utilizza in compensazione crediti inesistenti, la cui pena è passata dal 100 al 200% della misura dei crediti stessi (art. 27, comma 18, D.L. n. 185/2008).


Mentre per i crediti esistenti portati in compensazione per un importo superiore a 516.456,90 euro (limite stabilito dalla legge 388/2000) si applica la sanzione prevista per l’omesso versamento di imposte (art. 13, D.Lgs. n. 471/1997), pari al 30% per cento dell’importo indebitamente compensato.


Viene evidenziato il principio di irretroattività delle norme sanzionatorie, pertanto, l’inasprimento della “pena” riguarda soltanto le violazioni commesse a partire dal 29.11.2008, data di entrata in vigore del D.L. 185/2008.


Chiarimenti  sull’applicazione dell’Iva a esigibilità differita (criterio di cassa in sostituzione di quello della competenza), in base al quale l’imposta va versata al momento dell’effettiva riscossione del corrispettivo.


Su tale profilo, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’esigibilità per cassa vale anche quando il cessionario del bene o il committente del servizio sia un ente non commerciale che effettua acquisti sia per l’attività commerciale sia per quella istituzionale.


In particolare, l’Agenzia delle Entrate ha voluto chiarire che rientrano nell’ambito applicativo della norma le operazioni effettuate nei confronti degli enti non commerciali che operano nell’esercizio di attività d’impresa, ancorché i beni e i servizi acquistati siano destinati ad essere promiscuamente adibiti all’esercizio di attività commerciali e di attività non commerciali (cioè istituzionali).


Inoltre, l’Agenzia ha fornito precisazioni anche sui pagamenti frazionati di un’unica fattura


Nel caso di pagamento, anche parziale, l’esigibilità si verifica pro-quota al momento di ciascun pagamento e la relativa imposta va computata nella liquidazione del periodo in cui è avvenuto il pagamento stesso.


A loro volta i cessionari/committenti possono esercitare il diritto alla detrazione dell’imposta soltanto relativamente alla quota effettivamente corrisposta ai cedenti/prestatori.


Ai fini Iva, la circolare contiene indicazioni sul calcolo della base imponibile nella vendita di auto usate e sulle condizioni per accedere alle agevolazioni Iva per particolari interventi di recupero edilizio.


Argomenti trattati sono anche quelli sulla responsabilità solidale degli acquirenti di immobili.


Sia l’acquirente sia il cedente sono solidalmente responsabili del pagamento dell’Iva solo quando l’importo del corrispettivo indicato nell’atto è diverso da quello effettivo e non anche quando la maggiore imposta derivi da un accertamento basato sul cosiddetto “valore normale”.


Non mancano pure i chiarimenti su come vada gestita la partecipazione dei Comuni al contrasto all’evasione fiscale, e ancora sui “confini” della possibilità di adesione ai processi verbali di constatazione, sulle modalità di calcolo della media annua del valore delle quote detenute dai partecipanti (nel periodo d’imposta) a fondi immobiliari “chiusi”, calcolo effettuato dalle società di gestione del risparmio per verificare la sussistenza dei requisiti per l’applicazione dell’imposta patrimoniale dell’1% (art. 82, comma 17, D.L. 112/2008).


Registrazione dell’atto di trasferimento di quote di S.r.l. – Deposito del solo supporto informatico ?


No non è possibile, occorre anche un esemplare in formato cartaceo, infatti su tale problematica l’Agenzia ha confermato quanto già riportato nella precedente circolare n. 58/E del 2008: “…l’imposizione dell’atto di trasferimento di quote di società a responsabilità limitata sottoscritto digitalmente deve aver luogo mediante presentazione ad un ufficio dell’Agenzia delle entrate del modello di registrazione (mod. 69), allegando allo stesso il supporto di memorizzazione (es: CD o DVD) dell’atto firmato digitalmente dai contraenti, unitamente ad un esemplare in formato cartaceo”.


Infine, nei prossimi nostri interventi verranno evidenziate le ulteriori novità che sono contenute nella neo “prolissa” circolare.


(Agenzia delle Entrate, circolare n. 8/E del 13.03.2009)


 


 


12) In arrivo la circolare delle Entrate che consente di scomputare le ritenute in assenza della certificazione


In arrivo la circolare sullo scomputo delle ritenute, debitamente documentate, in caso di omessa dichiarazione.


“Lavoriamo insieme con le categorie per un rapporto più equo con il fisco”. È stato il passaggio più apprezzato dell’intervento del direttore dell’agenzia delle Entrate, Attilio Befera, al convegno conclusivo del primo congresso nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili che si è tenuto a Torino.


Al meeting l’agenzia delle Entrate ed Equitalia sono state presenti con un loro stand dove i funzionari hanno dato fornito assistenza e informazioni ai professionisti.
A conclusione di tre giorni di lavori congressuali, si è svolto un dibattito sulla possibile evoluzione del sistema tributario verso il federalismo fiscale, a cui hanno partecipato, oltre al direttore Befera, Maurizio Leo, presidente della Commissione di vigilanza sull’anagrafe tributaria, il senatore Giorgio Benvenuto, e, per il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Roberto D’Imperio e Paolo Moretti.


Le questioni sul tavolo hanno riguardato il nuovo sistema basato sul passaggio dal costo storico al costo standard e l’autonomia impositiva degli enti locali. Con un interrogativo posto dagli operatori: il federalismo può portare a una babele fiscale?


PRODOTTI CONSIGLIATI


Partecipa alla discussione sul forum.