Maternità: la nuova procedura per le dimissioni volontarie del lavoratore (madre o padre)

In tema di tutela del lavoro e diritti dei lavoratori il Ministero del lavoro in una nota del 26 febbraio 2009 tratta in merito alle dimissioni della lavoratrice madre

Il Ministero del lavoro affronta il tema della tutela dei diritti dei lavoratori in merito al periodo di maternità, dalla data del concepimento fino al compimento dell’anno di età del bambino. In particolare, quando il lavoratore (madre o padre che sia) decide di dimettersi, si è voluto affinare gli strumenti di indagine per accertare la reale volontà del lavoratore nella decisione espressa (nota prot. 25/II/2840 del 26 febbraio 2009).

 

Le dimissioni volontarie della lavoratrice/ore interessata dal periodo di maternità come sopra esposto, devono seguire un iter predeterminato. La procedura è prevista per contrastare il fenomeno dei licenziamenti mascherati da dimissioni forzate; al fine il Legislatore ha coinvolto le Direzioni provinciali del lavoro mediante un atto di convalida delle dimissioni.

 

L’art. 55 del Dlgs n. 151/2001 prevede che la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre durante il congedo di paternità, art. 54 del Dlgs n. 151/2001, sia tenuta a confermare le dimissioni rese al proprio datore alla presenza di un pubblico funzionario. Le dimissioni non convalidate presso le Direzioni provinciali del lavoro sono nulle e quindi prive di effetti.

 

La nuova dichiarazione prevede l’utilizzo di una modulistica unificata contenente una serie di domande che approfondiscono sulla volontà della lavoratrice/ore a dimettersi, entrando anche nel merito della condizione familiare personale della richiedente.

 

In primis, la presenza fisica della lavoratrice/ore innanzi al funzionario è sempre richiesta, non sono previste sostituzioni o deleghe.

 

Il modello è composto di due parti, la prima richiama le disposizioni normative a garanzia del posto di lavoro:

§        divieto di licenziamento (art. 54 Tu sulla maternità);

§        diritto al congedo anticipato (artt. 16 e 17);

§        diritto al congedo parentale (art.  2);

§        diritto ai riposi e ai permessi in caso di malattia o di handicap del minore (art. 39).

 

La seconda contiene:

§        le indicazioni relative alla composizione del nucleo familiare, precisando se ha la possibilità di far affidamento sull’aiuto di una rete familiare o istituzionale (asili nido, ecc …) per la cura del bambino;

§        le indicazioni relative alle dimensioni dell’azienda, numero di occupati, settore di appartenenza.

 

E’, inoltre, richiesto di segnalare l’eventuale concessione da parte del datore di incentivi alle dimissioni, o di aver ricevuto dinieghi a precedenti richieste di part-time, o, ancora, alla concessione di un orario più flessibile, ovvero se le dimissioni sono conseguenza del passaggio ad altra azienda. Nella parte finale è presente l’ormai consueta richiesta del consenso al trattamento dei dati personali raccolti ai fini statistici ed in forma anonima perché possano essere forniti alla consigliera di parità per promuovere la parità tra uomini e donne sui posti di lavoro.

 

 

LA NOTA MINISTERIALE  (26.2.2009, prot. n. 25/II/0002840)

 

Oggetto: Convalida dimissioni lavoratrice madre/lavoratore padre dimissionari ex art. 55, Dlgs n. 151/2001: Modulo per la dichiarazione della lavoratrice madre/lavoratore padre dimissionari e report per la rilevazione statistica delle dimissioni

 

Al fine di garantire l’uniformità nel comportamento del personale ispettivo nel delicato compito di convalida delle dimissioni di cui all’art. 55 del Dlgs n. 151/2001 e una maggiore efficacia al procedimento di accertamento dell’autenticità della volontà della lavoratrice o del lavoratore dimissionari, il Tavolo Tecnico di studio istituito con decreto dei Direttori generali del mercato del lavoro e per l’attività ispettiva prot. n. 25/Segr/241 del 12 gennaio 2009 ha provveduto all’elaborazione di un modello di dichiarazione e di un report per la rilevazione dei dati a carattere nazionale, allegati in copia, che dovranno essere utilizzati in tutti gli Uffici secondo le modalità di seguito specificate. Preliminarmente si ribadisce, in conformità a quanto previsto nella lettera circolare prot. 25/I/0007001 del 4.6.2007, la necessità di procedere al fine di accertare la spontaneità delle dimissioni da convalidare ad un colloquio diretto con la lavoratrice o il lavoratore interessato, che devono presentarsi personalmente presso la competente Direzione provinciale del lavoro. Si precisa, poi, che il Funzionario che riceve la dichiarazione, dopo aver informato la lavoratrice o il lavoratore sui principali diritti previsti dal Testo unico sulla tutela della maternità e paternità, provvederà a far inserire dall’interessato le notizie richieste nell’apposito modello. Tali informazioni appaiono utili sia ai fini statistici, per consentire ad esempio il monitoraggio dei settori maggiormente interessati dal fenomeno in esame, sia per accertare la volontà e, soprattutto la spontaneità, delle dimissioni. Al termine della dichiarazione il Funzionario provvederà ad informare il dichiarante in merito alla possibilità di rivolgersi alla Consigliera provinciale di parità competente e ad acquisire il consenso al trattamento dei dati raccolti ai fini statistici, in forma anonima, da parte della medesima Consigliera, al fine di promuovere la parità tra uomini e donne sul posto di lavoro, o da altri soggetti pubblici, per il seguito di competenza. Per quanto attiene, inoltre, alla compilazione del report si rappresenta che ogni Direzione provinciale del lavoro dovrà riportare i dati contenuti nelle dichiarazioni raccolte durante l’anno e trasmetterli, entro il 15 gennaio dell’anno seguente a quello di raccolta, alla competente Drl, la quale provvederà ad inoltrarli alla scrivente Direzione generale entro e non oltre il successivo 30 gennaio (ad esempio i dati del 2009 dovranno essere inviati alla DGAI entro il 30 gennaio 2010) al seguente indirizzo di posta elettronica: escala@ lavoro.gov.it. Si specifica, infine, che ciascuna Direzione provinciale in caso di specifica richiesta da parte della Consigliera provinciale di parità competente, consentirà alla stessa di acquisire le notizie richieste e/o di estrarre copia del citato report. Nel confidare nella consueta collaborazione si rimane a disposizione per ogni chiarimento necessario.

 

 

Angelo Facchini

6 marzo 2009

 

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