La definizione dell’invito a comparire in materia di imposte indirette diverse dall’IVA


          In sede di conversione del D.L. n. 185 del 28 novembre 2008, in L. n. 2/2009, è stata prevista la possibilità – a far data dagli atti emessi dal 29 gennaio 2009 – di definire gli inviti a comparire in materia di imposte dirette ed Iva, con la riduzione delle sanzioni ad 1/8, a fronte dell’accettazione completa dei rilievi accertabili.


          Analizziamo il nuovo istituto, avvalendoci delle indicazioni diramate dalle Entrate, con la circolare n. 4/E del 16 febbraio 2009 (1).


 


La definizione degli inviti a comparire in materia di imposte indirette diverse dall’Iva


 


          Il nuovo art. 11 del D.Lgs. n. 218/97 dispone che l’ufficio invia ai soggetti obbligati un invito a comparire, nel quale sono indicati:    


a) gli elementi identificativi dell’atto, della denuncia o della dichiarazione cui si riferisce l’accertamento suscettibile di adesione;


b) il giorno e il luogo della comparizione per definire l’accertamento con adesione;


c) le maggiori imposte, sanzioni e interessi dovuti in caso di definizione agevolata;


d) i motivi che hanno dato luogo alla determinazione delle maggiore imposte.


 


          La finalità perseguita dal legislatore, come peraltro rilevato  per  gli inviti a comparire in materia di imposte dirette ed Iva, è quella  di  porre il contribuente in grado di avere piena contezza dei presupposti, in fatto e in diritto,  su  cui  si  fonda  la  possibile  pretesa  impositiva  oggetto dell’invito a comparire.


          Così precisato dalle Entrate nella circolare n. 4/2009 l’invito dovrà essere ritualmente notificato a mezzo raccomandata ai sensi dell’art. 14 della L. n. 890/1982, assicurandosi che l’invito sia recapitato almeno 45 gg. prima della data fissata per il contraddittorio.


          Il contribuente non ha alcun obbligo di ottemperare all’invito dell’ufficio, potendo liberamente decidere di non aderire e presentarsi nel giorno fissato per avviare il contraddittorio.


          Se non si presenta neanche al contraddittorio perde il diritto ad avvalersi delle disposizioni agevolative in materia di accertamento con adesione e, successivamente alla notifica dell’avviso di accertamento da parte dell’ufficio, non  potrà neanche presentare l’istanza prevista dall’art. 12 del D.Lgs. n. 218/1997.


          Il contribuente, quindi, destinatario di un invito sui tali materie,  può  prestare  adesione ai contenuti presenti nell’invito mediante comunicazione al competente ufficio e versamento delle somme dovute entro il 15° giorno antecedente la data fissata per la comparizione.


          In caso di pagamento rateale, la comunicazione di adesione deve contenere l’indicazione del numero delle rate prescelte. Alla comunicazione, in ogni caso, deve essere unita la quietanza dell’avvenuto pagamento della prima o unica rata.


          Il pagamento delle somme dovute indicate nell’invito deve essere effettuato con le modalità di cui  all’art. 8, del D.Lgs. n. 218/97, senza prestazione delle garanzie ivi previste in caso di versamento rateale.


 


          Sull’importo delle rate successive alla prima sono dovuti gli  interessi  al saggio  legale  calcolati  dal  giorno  successivo  al versamento della prima rata.


          In caso di mancato pagamento delle somme dovute il competente ufficio dell’Agenzia  delle  entrate  provvede  all’iscrizione  a ruolo a titolo definitivo delle predette somme a norma dell’art. 14  del D.P.R. n. 602/73.


          Tale norma non trova applicazione nei confronti degli inviti preceduti da processi verbali di constatazione definibili ai sensi dell’art. art. 5-bis del D.Lgs. n. 218/97 e ha vigore con riferimento agli inviti emessi dagli uffici a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. n. 185/2008, cioè dal 29 gennaio 2009.


 


Oggetto dell’adesione


 


          Come rilevato dalla nota d’Agenzia, l’oggetto  dell’adesione  deve riferirsi all’intero contenuto dell’atto, denuncia o dichiarazione,  essendo preclusa qualsiasi ipotesi di definizione parziale riguardante singoli  beni o diritti. Tuttavia, come precisato già nella circolare n. 235/E  del  8  agosto  1997, se un atto contiene più disposizioni che non derivano  necessariamente, per la loro intrinseca natura, le une dalle altre, ciascuna  di esse, se soggetta ad autonoma imposizione forma oggetto di adesione come se fosse un atto distinto.


   


Profili soggettivi


 


          Per quanto attiene al profilo soggettivo, l’adesione all’invito al contraddittorio riguarda tutti i contribuenti e può essere effettuata anche da uno solo degli coobbligati solidali (in quest’ultimo caso si ha l’estinzione della pretesa tributaria nei  confronti di tutti gli altri).


 


Modalità ed effetti della definizione


 


          Circa le modalità dell’adesione ai contenuti dell’invito al contraddittorio, la circolare n. 4/2009 ha dettato delle precise regole.


          L’adesione, da parte del contribuente, ai contenuti dell’invito a comparire è effettuata con comunicazione al competente Ufficio della Agenzia delle Entrate e con il versamento  delle  somme  dovute,  entro  il quindicesimo giorno antecedente la data fissata per la comparizione.


          Al contribuente, peraltro, è fatto obbligo di allegare alla comunicazione la quietanza dell’avvenuto pagamento dell’unica rata, o della prima rata qualora abbia optato per il pagamento rateizzato. In tal caso, nella comunicazione deve essere specificato il numero delle rate prescelte.


          La comunicazione dell’adesione deve essere effettuata  secondo  le modalità previste dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate emanato in attuazione dell’art. 83, comma 18-quater, del  decreto  legge  n. 112  del  2008. 


 


          La  comunicazione  dovrà  pertanto avvenire utilizzando l’apposito  modello, approvato con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 10 settembre 2008,  opportunamente adattato alle esigenze del nuovo istituto.


          Il citato provvedimento direttoriale stabilisce che, ai fini della validità della comunicazione, è necessaria la sottoscrizione del contribuente o di chi legalmente lo rappresenta, restando quindi, a tal fine,  esclusa  la  possibilità di rappresentanza mediante procuratore speciale, prevista dall’art.7, comma 1-bis, del D.Lgs. n. 218/97.


 


          Gli elementi da indicare nella comunicazione, sono quelli che consentono di individuare:



  • il soggetto che presenta la comunicazione;

  • l’atto d’invito al contraddittorio  formulato  dall’Ufficio  per  il quale si presta adesione;

  • il numero delle rate prescelte, in caso di opzione per il  pagamento rateale.


          Alla comunicazione deve essere, inoltre, allegata copia:



  • della quietanza dell’avvenuto pagamento dell’unica rata o della prima rata;

  • di un documento di identità o di riconoscimento ai sensi dell’art.35 del d.P.R. del 28 dicembre 2000, n. 445, in corso di validità.


          Circa le modalità di  trasmissione,  la  comunicazione  può  essere  sia consegnata direttamente agli Uffici che hanno emesso l’invito, i quali rilasciano apposita attestazione di ricevuta, sia spedita a mezzo posta  con raccomandata con avviso di ricevimento.


          La circolare n. 4/2009 ha fornito una importante precisazione.


  








FOCUS


A  differenza  di  quanto  previsto  per  l’adesione   al p.v.c.,  che  si  perfeziona  con  la  semplice   comunicazione   del contribuente, nella definizione dell’invito a comparire l’adempimento degli obblighi di  versamento, sia pure limitati alla prima rata in caso di rateizzazione  del  debito,  si pone, unitamente  alla  comunicazione  del  contribuente,  come  presupposto essenziale per la validità della definizione.


 


 


          Ai fini del perfezionamento dell’adesione ai  contenuti  dell’invito  al contraddittorio è  necessario,  pertanto,  che  il  contribuente,  entro  il quindicesimo  giorno  antecedente  la  data  fissata  per  la  comparizione, effettui:



  • la comunicazione di adesione ai contenuti dell’invito al competente Ufficio, con modalità conformi alle previsioni del provvedimento direttoriale del 10 settembre 2008;

  • il pagamento dell’unica rata, o della prima rata in  caso  di  opzione per il pagamento rateale, allegandone quietanza nella predetta  comunicazione.


          L’adesione, sotto il profilo sostanziale, deve riguardare  il  contenuto integrale dell’invito non essendo, infatti, consentita alcuna possibilità di adesione parziale al contenuto dello stesso.


          Il rispetto del termine ha natura sostanziale e riguarda sia la  presentazione della comunicazione che il versamento delle somme dovute.


          Ai fini della relativa verifica, per le comunicazioni presentate a mezzo posta, farà fede la data del timbro dell’Ufficio postale accettante,  mentre per i pagamenti effettuati  varrà  la  data  di  versamento  risultante  dal modello unificato di pagamento.


          Il mancato  versamento delle somme oggetto del pagamento dilazionato integra la violazione prevista dall’art. 13  del D.Lgs. n. 471/97 (coerentemente con quanto a suo tempo già precisato dalla circolare n. 65/E del  28  giugno 2001,  con  riguardo  alla  analoga  fattispecie   dell’omesso   versamento, successivo  al  perfezionamento  dell’adesione,  delle  somme   oggetto   di pagamento rateizzato).


          La nota delle Entrate ricorda che con la risoluzione n. 482/E del  29  dicembre  2008  sono  stati  istituiti  i  codici  tributo  per  il versamento,  tramite  il  modello  F24,  delle  somme   dovute   a   seguito dell’adesione ai contenuti  degli  inviti  al  contraddittorio, che possono essere versate anche mediante compensazione.


          Operativamente, l’Ufficio  competente,   una   volta   verificato   il   perfezionamento dell’adesione (mediante il controllo della completezza e tempestività  della comunicazione e dei pagamenti  previsti)  forma  e  conserva  agli  atti  il fascicolo contenente copia dell’invito originariamente  inviato  recante  in calce l’attestazione dell’intervenuta definizione dell’accertamento ai sensi e per gli effetti di cui al D.Lgs. n. 218/97,  la comunicazione del contribuente  e  il  modello  F24  relativo  al  pagamento dell’unica o della prima rata. Copia  dell’invito,  integrato  nei  suddetti termini, è messa a disposizione per eventuali richieste del contribuente.


 


Esame dell’istituto


 


          La disposizione oggi introdotta dal legislatore intende prevenire la lite, anticipandone già la composizione al 15° antecedente la data fissata per la comparizione, concedendo un ulteriore “sconto” sulle sanzioni (1/8 invece del preesistente ¼), in cambio della totale acquiescenza ai rilievi mossi.


          La circolare ha ritenuto di puntualizzare che l’adesione, sotto il profilo sostanziale, deve riguardare  il  contenuto integrale dell’invito.


          Non viene quindi richiamato quanto invece indicato nella circolare n. 55/2008 in materia di definizione dei pvc, che consente la possibilità di emendare il pvc da eventuali errori materiali e/o di calcolo.


          I benefici della  nuova forma di definizione si sostanziano nella riduzione delle sanzioni e nella possibilità di versare le somme dovute risultanti dall’atto di definizione “nei termini e con le modalità di cui all’articolo 8, senza  prestazione delle garanzie ivi previste”.


 


          In pratica, a differenza dell’adesione classica dove l’efficacia e la validità dell’atto di adesione rateizzato è legato al previo rilascio di idonea garanzia, in questo caso il contribuente deve versare, entro venti giorni dalla data di redazione dell’atto di adesione, solo l’importo della prima rata, restando ferma la spettanza dell’agevolazione sanzionatoria anche in caso di omesso pagamento delle somme dovute. 


          Il contribuente aderirà agli inviti a comparire per i rilievi in cui l’esistenza dell’obbligazione tributaria non potrà essere oggetto di contestazione da parte del contribuente. Diversamente, ricorrerà all’adesione classica.


          L’allora circolare n. 235/1997 evidenziava che le fattispecie definibili sono tutte quelle per le quali è riconosciuto agli uffici il potere di accertamento e, pertanto, non solo per quelle di natura estimativa.


          Una problematica frequente nell’ambito dell’Imposta di registro riguarda le aree edificabili, escluse dalla valutazione automatica basata sulla rendita catastale e, quindi, valutate secondo il valore venale in comune commercio, le cessioni di azienda e le cessioni di terreni e fabbricati per i quali il contribuente ha dichiarato un reddito inferiore a quello determinabile catastalmente.


          E’ ovvio che in tutte queste ipotesi il contribuente metterà sul piatto della bilancio i vantaggi e gli svantaggi dei due diversi istituti, con o senza contraddittorio. 


         


Francesco Buetto


13 marzo 2009


 






NOTE


(1) Per il suo esame completo si rinvia a DE MARCHI: La definizione degli inviti a comparire testata dalle Entrate, febbraio 2009


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