Il "D.D.L. Brunetta" è legge: analisi del testo normativo

il disegno di legge n. 847/B (legge n. 15 del 4 marzo 2009) – contenente “Delega al Governo finalizzata all’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico ed alla efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni, nonché disposizioni integrative delle funzioni attribuite al CNEL e alla Corte dei Conti” – è stato approvato in via definitiva dal Senato della Repubblica lo scorso 25 febbraio

1. PREMESSA


Il disegno di legge n. 847/B (legge n. 15 del 4 marzo 2009) – contenente “Delega al Governo finalizzata all’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico ed alla efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni, nonché disposizioni integrative delle funzioni attribuite al CNEL e alla Corte dei Conti” – è stato approvato in via definitiva dal Senato della Repubblica lo scorso 25 febbraio.


Con tale legge  – articolata in tredici articoli –  l’Esecutivo è chiamato ad adottare, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore – uno o più decreti legislativi destinati ad apportare profonde innovazioni alla vigente disciplina in materia di rapporto di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, vale a dire quella delineata dal Testo Unico del pubblico impiego n. 165/2001; ciò al fine di adeguarla alle esigenze di  incremento della produttività degli uffici pubblici, nell’ottica della convergenza del mercato del lavoro pubblico con quello del lavoro privato.


Da segnalare poi, la previsione della possibilità di adottare disposizioni integrative, di riassetto o correttive di decreti legislativi già in essere, che costituisce di fatto una modifica alla legge di semplificazione per il 2005 (legge n. 246 del 2005); inoltre per preservare l’efficacia della presente legge delega è stabilito che il contenuto della stessa prevalga sulle disposizioni successive della contrattazione collettiva.


 In particolare il provvedimento in questione prevede il perseguimento dei seguenti obiettivi (art. 2):


1)  miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia della procedura di contrattazione collettiva; 2) introduzione di sistemi – interni ed esterni –  di valutazione dell’apparato amministrativo e del personale con disponibilità immediata per gli organi di vertice politico (mediante il canale internet) dei dati sui quali si basano le suddette valutazioni; 3) valorizzazione  di meccanismi premiali per i singoli dipendenti; 4) rafforzamento del principio della modalità concorsuale per l’accesso al lavoro pubblico e per le progressioni di carriera, nonchè orientamento ad organizzare procedure concorsuali su base territoriale, con valorizzazione  del requisito della residenza dei partecipanti; 5) definizione di un sistema più rigoroso di responsabilità dei dipendenti pubblici.


Altresì, la legge delega prevede al riguardo: a) la semplificazione dei tempi  di svolgimento delle varie fasi del procedimento disciplinare, prevedendo che lo stesso possa proseguire e concludersi anche in pendenza del procedimento penale, in conformità a quanto avviene nel rapporto di lavoro privato; b) l’introduzione di meccanismi di controllo più rigorosi durante il periodo di assenza per malattia del dipendente, con connesse responsabilità anche dei medici competenti, in caso di concorso degli stessi nella falsificazione dei certificati attestanti lo stato di malattia; c) la configurazione di un’ipotesi di illecito disciplinare in relazione alla condotta colposa del pubblico dipendente cui sia connessa la condanna della pubblica amministrazione al risarcimento dei danni  per responsabilità civile ex art. 2043 del c.c; d) la responsabilità dell’organo procedente per mancato esercizio o per decadenza dell’azione disciplinare in caso di negligenza; e) l’ampliamento dei poteri disciplinari assegnati al dirigente che mira ad attribuire allo stesso l’irrogazione diretta di sanzioni conservative, quali la multa o la sospensione, oggi di competenza dell’ufficio per i procedimenti disciplinari.


Tale riforma del vigente assetto normativo si rende necessaria per adeguare la relativa disciplina alle esigenze di potenziamento dell’efficienza degli uffici pubblici introducendo un sistema di disposizioni – inderogabili da parte della contrattazione collettiva – finalizzate a contrastare lo scarso rendimento e l’assenteismo da parte dei lavoratori attraverso la previsione – per talune conclamate situazioni di questo genere – della sanzione disciplinare estrema del licenziamento, ma anche attraverso la fissazione di un meccanismo di premi per coloro che lavorano bene.


 


Passando in rassegna i principali contenuti del testo si segnalano:


 


2. CONTRATTAZIONE COLLETTIVA E RIFORMA ARAN  (art. 3)


La legge delega di riforma prevede specifici interventi normativi in materia di contrattazione collettiva ed integrativa finalizzati ad un riordino delle procedure attualmente vigenti per conseguire una giusta equiparazione con il settore privato, salvaguardando comunque le specificità del lavoro pubblico; è prevista inoltre la riforma dell’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (ARAN) con particolare riferimento alle competenze, alla struttura ed agli organi della medesima.


 


3. VALUTAZIONE DELLE STRUTTURE E DEL PERSONALE  (art. 4)


L’azione di un proficuo monitoraggio sull’operato dei dipendenti pubblici sarà attivata attraverso innanzitutto una pianificazione annuale degli obiettivi che le amministrazioni pubbliche intendono perseguire; seguirà , a consuntivo, una analisi approfondita destinata a quantificare il grado di raggiungimento degli stessi e contestualmente ad individuare gli elementi che non hanno apportato un contributo positivo, riflettendo sulle cause che hanno generato tali scostamenti; il tutto con la massima trasparenza, vale a dire  assicurando adeguata pubblicità ai cittadini attraverso la totale accessibilità ai dati relativi ai servizi resi, nonché agli indicatori di valutazione. A tal proposito si segnala la prevista istituzione, nell’ambito del riordino dell’ARAN, di un organismo centrale di valutazione (Authority) destinato per l’appunto a coordinare e sovrintendere l’esercizio delle funzioni di valutazione della struttura e del personale. 


 


4. MERITI, INCENTIVI E PREMI  (art. 5)


Nell’organizzazione della Pubblica Amministrazione saranno introdotti strumenti di valorizzazione del merito, nonchè metodi di incentivazione della qualità della prestazione lavorativa e della produttività; a tal fine è prevista la fissazione di aliquote minime di risorse da distribuire in ragione della meritevolezza e del rendimento da parte di ciascun dipendente.


 


5. DIRIGENZA PUBBLICA  (art. 6)


La legge delega prevede specifica responsabilità amministrativa per  il dirigente che abbia omesso di vigilare sulla produttività delle risorse umane, con conseguente perdita del trattamento economico accessorio; inoltre è prevista una parte (almeno il 30 %) variabile della retribuzione ancorata al risultato. Altresì sono previsti concorsi per l’accesso alla prima fascia e una considerevole riduzione degli incarichi dirigenziali esterni, ossia quelli affidati a soggetti estranei alla pubblica amministrazione; sarà favorita la mobilità anche tra diversi comparti. 


 


6. SANZIONI DISCIPLINARI E RESPONSABILITA’ DEI PUBBLICI DIPENDENTI  (art. 7)


E’ previsto un considerevole snellimento delle modalità e dei tempi di svolgimento dei procedimenti disciplinari; sarà rafforzata la pubblicità del codice disciplinare introducendo come modalità idonea a tal fine, accanto alla affissione in luogo accessibile, quella della diffusione sul sito internet della amministrazione. Saranno definite in modo esplicito le infrazioni disciplinari più gravi per le quali è prevista la sanzione estrema del licenziamento;  quest’ultimo è previsto anche in caso di falsificazione di attestazioni di presenze o presentazione di certificati medici falsi; un’altra ipotesi di licenziamento ovvero di collocamento in disponibilità è prevista invece per il personale che, in quanto inefficiente, abbia recato grave danno al normale funzionamento degli uffici. Per favorire al massimo la trasparenza  e l’identificazione del funzionario pubblico, che durante il servizio è in contatto con il cittadino-utente, è previsto inoltre che egli indossi un cartellino, ovvero esponga sulla propria scrivania una targa indicante generalità e qualifica rivestita. 


 


7. ULTERIORI ATTRIBUZIONI AL CNEL (art. 9)


E’ prevista l’attribuzione al CNEL di ulteriori compiti, tra i quali: 1) predisposizione di una relazione annuale sullo stato della contrattazione collettiva nella pubblica amministrazione; 2) predisposizione di una relazione annuale agli organi di indirizzo politico sui livelli e la qualità dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni; 3) organizzazione di una conferenza annuale sull’attività compiuta dalle amministrazioni pubbliche, con partecipazione di rappresentanti di categorie economiche e sociali; di associazioni di consumatori e utenti.


 


8. ULTERIORI POTERI DI CONTROLLO ATTRIBUITI ALLA CORTE DEI CONTI (art. 11)


E’ previsto che la Corte dei Conti possa effettuare controlli su gestioni pubbliche statali in corso di svolgimento. Nel caso accerti gravi irregolarità gestionali, ovvero gravi deviazioni da obiettivi; procedure; direttive, ecc. previste, la Corte ne individua le cause e provvede a darne comunicazione al Ministro competente; quest’ultimo, effettuate le proprie valutazioni di ordine economico-finanziario, può disporre la sospensione dell’impegno di somme già stanziate sui pertinenti capitoli di spesa. Altresì si è deciso di integrare la composizione delle Sezioni Regionali di Controllo con due componenti designati rispettivamente dal Consiglio Regionale e dal Consiglio delle Autonomie Locali


 


9. PRECISAZIONI SULL’AMBITO DI APPLICABILITA’


Per quanto concerne l’ambito di applicazione del contenuto dell’illustrata legge delega si fa presente che esso è indirizzato ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 2 comma 2 del decreto legislativo n. 165/2001; così come già previsto dal d.l. n. 112/2008 (cosìddetto decreto estivo Brunetta) – convertito in legge n. 133/2008 – per la parte riguardante il pubblico impiego.


In definitiva esso è destinato ad operare  soltanto nei confronti dei dipendenti pubblici il cui rapporto di lavoro è stato oggetto di privatizzazione; ne consegue che le altre categorie di personale pubblico esplicitamente escluse da essa (art. 3 comma 1 del medesimo T.U. n. 165) non sarebbero destinatarie delle previsioni normative oggetto del programma di riforma e pertanto resterebbero assoggettate alla sopravvissuta disciplina di diritto pubblico, nonché ai rispettivi ordinamenti.


16 Marzo 2009


Lino Martucci

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