Detrazioni IRPEF per carichi di famiglia: dichiarazione di spettanza


NORME DI RIFERIMENTO


 


L’art. 23, c. 2, Dpr n. 600/73 (Ritenute sui redditi di lavoro dipendente), dispone che “Le detrazioni di cui agli artt.12 e 13 TUIR sono riconosciute se il percipiente dichiara annualmente di avervi diritto, indica le condizioni di spettanza, il codice fiscale dei soggetti per i quali si usufruisce delle detrazioni e si impegna a comunicare tempestivamente le eventuali variazioni (lettera così modificata, con effetto dal 01-01-08, dall’art.1, c.221, Legge 244/2007)”.


 


L’art. 12, c. 2, TUIR (Detrazioni per carichi di famiglia) dispone che “le detrazioni di cui al comma 1) ed 1-bis) spettano a condizione che le persone alle quali si riferiscono possiedono un reddito complessivo, …, non superiore a . 2.840,51, al lordo degli oneri deducibili”.


Il comma 3, dispone che “le detrazioni per carichi di famiglia sono rapportate a mese e competono dal mese in cui si sono verificate a quello in cui sono cessate le condizioni richieste”.


Il comma 4-bis, dispone che “ai fini del comma 1 il reddito complessivo è assunto al netto del reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e di quello delle relative pertinenze di cui all’art. 10, c. 3-bis”.


 


L’art. 12 TUIR determina le varie detrazioni di imposta spettanti al contribuente al verificarsi di determinate situazioni nel nucleo familiare.


 


L’art. 1, c. 6, lett. c), Legge n. 296/06 (Finanziaria 2007) ha sostituito le deduzioni per oneri di famiglia con le nuove detrazioni per familiari a carico individuati dall’art. 433 c.c., in base al quale vi rientrano:



  • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;

  • i figli, compresi quelli naturali riconosciuti, gli adottivi, gli affidati e affiliati;

  • altri familiari (genitori, generi, nuore, suoceri, fratelli e sorelle), a condizione che siano conviventi o che ricevano dallo stesso un assegno alimentare non risultante da provvedimenti dell’autorità giudiziaria.


A differenza delle deduzioni previgenti, che andavano ad abbattere direttamente il reddito complessivo del contribuente, le nuove detrazioni operano direttamente in riduzione dell’imposta lorda.


 


L’art. 13, c. 1, TUIR (Altre detrazioni), dispone che “Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o più redditi di cui agli artt. 49 (redditi di lavoro dipendente), con esclusione di quelli indicati nel c. 2, lett. a) e 50 (redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente), c. 1, lett. a – b – c – c/bis – d – h/bis – l, spetta una detrazione dall’imposta lorda, rapportata al periodo di lavoro nell’anno….


 


La Legge n. 296/06 (Finanziaria 2007) ha sostituito la deduzione per assicurare la progressività dell’imposizione in vigore fino al 31-12-06 (c.d. “no tax area”) con un sistema di detrazioni d’imposta di importo variabile in funzione della tipologia di reddito posseduto e dell’ammontare del reddito complessivo.


 


ARGOMENTAZIONI


Ogni contribuente che abbia dei familiari a proprio carico (come sopra specificati, ai sensi art. 433 c.c.) può godere di un beneficio fiscale al momento della dichiarazione annuale dei redditi.


Il familiare è considerato fiscalmente a carico quando possiede un reddito proprio complessivo non superiore ad . 2.840,51 riferito all’intero periodo d’imposta ed al lordo degli oneri deducibili previsti dall’art. 10 TUIR (sono esclusi alcuni redditi esenti fra i quali le pensioni, indennità e assegni corrisposti agli invalidi civili, ai sordomuti, ai ciechi civili).


 


Il reddito complessivo deve essere assunto al netto della deduzione stabilita per l’abitazione principale e di quello delle relative pertinenze.


Ai fini della determinazione della condizione di familiare a carico non si deve tenere conto dei redditi assoggettati a tassazione separata non confluiti nel quadro RN (Circ. n. 55/E del 20-06-02).


Il reddito da lavoro dipendente prodotto dai frontalieri in Svizzera deve essere escluso dal calcolo del limite per essere considerato a carico (Direz. Reg. Entrate Lombardia del 20-09-06).


 


Per gli stranieri residenti in Italia le detrazioni spettano anche se i familiari a carico non risiedono in Italia (Circ. n. 1106/D.E. del 10-06-93).


 Anche le detrazioni, come già le deduzioni, sono rapportate a mese e competono dal mese in cui si sono verificate a quello in cui sono venute meno le condizioni richieste.


Le detrazioni per familiare a carico competono nella misura intera anche se il reddito deriva da un rapporto di lavoro a tempo determinato (Circ. 226/E – punto 2.3, del 29.12.94).


 


Le detrazioni previste sono diverse a seconda dei familiari.


Gli importi previsti per le detrazioni sono teorici; infatti diminuiscono progressivamente con l’aumentare del reddito complessivo del contribuente, fino ad annullarsi quando detto reddito arriva a 95.000 euro per le detrazioni dei figli e a 80.000 euro per quelle del coniuge e degli altri familiari a carico.


 


DETRAZIONE PER I FIGLI


È prevista una detrazione di 800 euro (a scalare a partire da un reddito di 95.000 euro). La detrazione è aumentata a 900 euro per ciascun figlio di età inferiore a tre anni.
Queste detrazioni sono aumentate di un importo pari a 220 euro per ogni figlio portatore di handicap ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104.


 


Per i contribuenti con più di tre figli a carico la detrazione è aumentata di 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo.


Le detrazione per i figli non si possono più ripartire liberamente tra i genitori, ma è prevista una ripartizione al 50% tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati.


Nel caso del coniuge legalmente separato la detrazione per i figli spetta in misura doppia per i figli rimasti esclusivamente a carico del contribuente.


Spetta la detrazione per figli a carico in mancanza del genitore. La mancanza del genitore è ravvisabile, oltre che nell’ipotesi di figlio naturale non riconosciuto, solo nel di caso di decesso e non quando il genitore manchi perché separato o divorziato. L’esistenza in vita dell’altro genitore impedisce la possibilità di usufruire di tale detrazione (Circ. n.55/E del 14-06-01).


 


DETRAZIONE PER IL CONIUGE


Per il coniuge a carico la detrazione prevista è in 800 euro. L’ammontare effettivamente spettante varia, però, in funzione del reddito e con una specifica formula di calcolo.


Non sono previste maggiorazioni nel caso in cui il coniuge sia una persona con disabilità.


Spetta la detrazione per il primo figlio in mancanza del coniuge (sono esclusi i casi di separazione legale, di scioglimento o annullamento del matrimonio o di cessazione dei suoi effetti civili) (Cass. Sent. N. 1541 del 03-02-2003).


Spetta la maggiorazione sia in caso di mancanza del coniuge in quanto non esiste (contribuente celibe/nubile e vedovo) sia in caso di separazione o divorzio (C.T.C. Sez. 19, 41 del 07-01-93).


 


DETRAZIONE PER ALTRI FAMILIARI A CARICO, di cui all’art. 433 c.c.


La detrazione in argomento spetta a condizione che gli stessi convivano con il contribuente o percepiscano assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’A.G.


Tale detrazione spetta nella misura massima di . 750, da ripartire pro quota tra coloro che ne hanno diritto e diminuisce con l’aumentare del reddito complessivo del contribuente.


Non sono previste maggiorazioni nel caso in cui il familiare sia una persona con disabilità.


La Circolare n. 15/E del 05-03-2008 ha precisato quanto segue:


 


DICHIARAZIONE ANNUALE DI SPETTANZA DELLE DETRAZIONI


Il comma 221 dell’art. 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008) ha apportato alcune modifiche all’articolo 23, comma 2, lett. a), del D.P.R. n. 600 del 1973.


La novità di rilievo è costituita dal fatto che, a decorrere dal 1° gennaio 2008, i lavoratori dipendenti e assimilati sono tenuti a dichiarare annualmente al sostituto d’imposta di avere diritto alle detrazioni per familiari a carico, di cui all’art. 12 del Tuir, e alle altre detrazioni, di cui all’art. 13 del Tuir, indicandone le condizioni di spettanza e, per quanto concerne le detrazioni per familiari a carico, il codice fiscale dei soggetti per i quali si ha diritto alle detrazioni, fermo restando l’obbligo del lavoratore di comunicare tempestivamente eventuali variazioni che possano incidere nella determinazione delle detrazioni spettanti.


In altri termini, la dichiarazione non ha più effetto, come in passato, anche per i periodi d’imposta successivi, ma deve essere presentata anno per anno, ancorché non siano intervenute variazioni nei presupposti del diritto.


 


Gli elementi di novità riguardano soprattutto le detrazioni per familiari a carico, atteso che la spettanza delle ulteriori detrazioni di cui all’art. 13 del TUIR è collegata a situazioni oggettive (es. qualità di dipendente o di pensionato del sostituito) di cui il sostituto è a conoscenza.


Per ciò stesso, si ritiene che le detrazioni di cui all’art. 13, anche in assenza di una specifica richiesta da parte del percipiente, debbano essere riconosciute dal sostituto d’imposta sulla base del reddito da lui stesso erogato.


 


Resta fermo che il contribuente, qualora abbia interesse al riconoscimento delle detrazioni in misura diversa da quella definibile dal sostituto sulla base del reddito che questi eroga, in quanto, ad esempio, è in possesso di altri redditi ovvero perché ricorrono le condizioni per l’applicazione delle detrazioni minime, può darne comunicazione al proprio sostituto affinché questi adegui le detrazioni rendendo la tassazione il più vicina possibile a quella effettiva.


 


Relativamente alle detrazioni per familiari a carico di cui all’articolo 12 del TUIR, al contrario, la richiesta annuale da parte del sostituito è condizione essenziale per il loro riconoscimento.


Al fine della corretta gestione delle detrazioni di cui all’articolo 12 del TUIR, in relazione a ciascun periodo d’imposta, il sostituto d’imposta dovrà richiedere al lavoratore di comunicare, entro un termine stabilito in relazione alle proprie esigenze tecnico-gestionali, le condizioni di spettanza, nonché il codice fiscale delle persone per le quali si intende fruire delle detrazioni per carichi di famiglia, e può continuare a riconoscere, medio tempore, le detrazioni fiscali.


 


Qualora il lavoratore non provveda a fornire detta comunicazione entro il termine indicato nella richiesta, il sostituto d’imposta, a partire dal mese successivo, non potrà più riconoscere le detrazioni fiscali per carichi di famiglia e provvederà a recuperare le detrazioni dello stesso tipo medio tempore attribuite al lavoratore.


Il suddetto recupero esclude l’irrogazione di sanzioni a carico del sostituto d’imposta.


 


LAVORATORI EXTRACOMUNITARI Obbligatorietà del codice fiscale dei figli a carico.



La legge n. 296/2006 (Finanziaria 2007) all’art. 1, comma 1325, ha previsto che per cittadini extracomunitari residenti i quali richiedono, sia attraverso il sostituto d’imposta, sia con la dichiarazione dei redditi, le detrazioni per carichi di famiglia, la documentazione può essere formata, alternativamente, da:


·        documentazione originale prodotta dall’autorità consolare del Paese d’origine, con traduzione in lingua italiana e asseverazione da parte del prefetto competente per territorio;


·        documentazione con apposizione dell’apostille, per i soggetti che provengono dai Paesi che hanno sottoscritto la Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961;


·        documentazione validamente formata dal Paese d’origine, ai sensi della normativa ivi vigente, tradotta in italiano e asseverata come conforme all’origine dal consolato italiano del Paese d’origine. La richiesta di detrazione, per gli anni successivi a quello di prima presentazione della documentazione sopra richiamata deve essere accompagnata da dichiarazione che confermi il perdurare della situazione certificata ovvero da una nuova documentazione qualora i dati certificati debbano essere aggiornati.


 


I lavoratori extracomunitari residenti, che vogliono fruire di dette detrazioni devono richiedere l’attribuzione del codice fiscale dei familiari agli uffici locali dell’Agenzia delle Entrate, i quali rilasceranno il codice previo esame della richiamata documentazione, prevista dalla legge n. 296/2006.


 


CONCLUSIONI


Per il personale a tempo indeterminato:



  • per la generalità dei dipendenti, in presenza di un foglio detrazioni del dipendente che richiede la detrazione per carichi di famiglia dal 1 gennaio dell’anno in corso, è ammessa l’attribuzione della detrazione per l’intero anno d’imposta. Nel caso in cui il dipendente comunichi al datore di lavoro che non ha il diritto a fruire delle detrazioni per l’intero anno d’imposta, il datore di lavoro dovrà operare il recupero di quanto eventualmente fruito in misura maggiore; 

  • per i nuovi assunti nel corso dell’anno, stesso comportamento illustrato al punto a) salvo che il dipendente non chieda l’eventuale conglobamento dei redditi già percepiti in un precedente rapporto di lavoro e, conseguentemente, il datore di lavoro attribuirà le detrazioni per il periodo rimanente del periodo d’imposta in modo da assicurare al sostituito la fruizione delle detrazioni per l’intero anno d’imposta. Ad esempio, nel caso di dipendente assunto dal 1/8/2008 che ha avuto un precedente rapporto di lavoro dal 1/3 al 30/6/2008 presso un diverso datore di lavoro, il datore di lavoro attribuirà la detrazione per n. 8 mesi comprendendo anche i mesi di gennaio, febbraio e luglio, per i quali il dipendente, pur avendo diritto alla fruizione delle detrazioni, non ne ha goduto in quanto sprovvisto di qualsiasi rapporto di lavoro;

  • per i cessati nel corso dell’anno, stesso comportamento illustrato al punto a) salvo che il dipendente che cessa dal servizio per accedere al trattamento di quiescenza chieda al datore di lavoro di attribuire le detrazioni limitatamente al rapporto di lavoro intrattenuto con il medesimo;

  • personale in aspettativa, stesso comportamento illustrato al punto a) salvo che il dipendente non chieda l’attribuzione in base ai mesi di effettivo servizio.


Per il personale a tempo determinato:



  • in presenza di un foglio detrazioni del dipendente che richiede la detrazione per carichi di famiglia dal 1 gennaio dell’anno in corso, opererà la detrazione per l’intero anno d’imposta salvo nel caso in cui il dipendente comunichi al datore di lavoro che non ha il diritto a fruire delle detrazioni per l’intero anno d’imposta o che richieda l’eventuale conglobamento di redditi precedentemente percepiti, il datore di lavoro dovrà operare il recupero di quanto eventualmente fruito in misura maggiore.


Come precisato con la citata Circolare 5-03-2008, n. 15/E, “….a decorrere dal 01-01-2008, i lavoratori dipendenti e assimilati sono tenuti a dichiarare annualmente al sostituto d’imposta di avere diritto alle detrazioni per familiari a carico, di cui all’art. 12 del Tuir, e alle altre detrazioni, di cui all’art. 13 del Tuir.


In altri termini, la dichiarazione non ha più effetto, come in passato, anche per i periodi d’imposta successivi, ma deve essere presentata anno per anno, ancorché non siano intervenute variazioni nei presupposti del diritto.”.


Alla luce, pertanto, dei chiarimenti forniti, la “dichiarazione di spettanza” delle detrazioni per carichi di famiglia, da presentarsi annualmente, diventa essenziale per godere delle detrazioni medesime.


 


L’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 29/E del 30/01/2009 ha fornito i seguenti chiarimenti in merito alle detrazioni per carichi di famiglia:


·        le detrazioni per familiari a carico devono essere riconosciute dal datore di lavoro (sostituto d’imposta) soltanto in relazione all’effettivo periodo di permanenza in servizio, a meno che il dipendente non chieda espressamente di poterne usufruire per un periodo più lungo;


·        la dichiarazione di spettanza delle detrazioni deve poi essere presentata annualmente.
A tal fine la modalità, cartacea o telematica, attraverso la quale viene fornita tale dichiarazione, non appare fondamentale, purché venga garantita la riconducibilità della dichiarazione stessa al singolo lavoratore e purché l’adozione della procedura telematica possa comunque consentire un controllo sugli adempimenti posti in essere dal sostituto d’imposta.


 


Pernice Rosario


21 Marzo 2009


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