Angolo quesiti marzo 2009


QUESITO N. 1: Sanzione in caso di utilizzo di un credito indebitamente


Qualora un contribuente utilizzi indebitamente nel modello F24 un credito in compensazione, quale sanzione viene applicata?


 


RISPOSTA


Al fine di contrastare i sempre più frequenti abusi nell’utilizzo dell’istituto della compensazione dei crediti d’imposta, il D.L. n. 185/2008 (Decreto anticrisi) ha introdotto alcune disposizioni normative che consentono all’Amministrazione Finanziaria una maggiore capacità di controllo dell’effettiva sussistenza e del corretto utilizzo dei crediti compensati.


Ferma restando la disciplina introdotta dall’articolo 37 del decreto legge  223/2006 (Visco-Bersani) relativa a fattispecie che assumono rilevanza penale, sono due le direzioni nelle quali il decreto legge n. 185/2008 si è mosso per combattere tali fenomeni di evasione: inasprimento delle sanzioni; allungamento dei termini per il recupero dei crediti inesistenti utilizzati.


Con specifico riferimento all’impianto sanzionatorio, il comma 18 dell’art. 27 del decreto 185/2008, equipara la fattispecie dell’utilizzo di crediti inesistenti a quella prevista per le ipotesi di  dichiarazione infedele nella quale sia indicato un credito superiore a quello spettante.


Trova, quindi, applicazione la sanzione che va dal 100 al 200% della misura dei crediti indebitamente utilizzati.


 


 


QUESITO N. 2: Ravvedimento Irap


Se ho omesso o versato un insufficiente, carente o tardivo versamento IRAP, è possibile ricorrere all’istituto del ravvedimento operoso?


 


RISPOSTA


Relativamente alla possibilità di ravvedere l’omesso o insufficiente versamento IRAP è opportuno ricordare che l’imposta IRAP non ha potuto essere ravveduta, per le annualità 2005 e 2006, a seguito dell’articolo 1 del  Dl 17/06/2005 n. 106, che aveva negato l’istituto a questo tipo di imposta fino al 31/12/2006. Tuttavia, la mancata reiterazione della disposizione nel D.L. n. 206 del 07/06/2006, ha fatto sì che l’IRAP a partire dagli  acconti del 2007 è ora inclusa nel ravvedimento operoso.


 


Agli omessi, insufficienti, carenti o tardivi versamenti IRAP, in acconto e a saldo, a partire dagli acconti 2007 trovano, pertanto, applicazione le sanzioni  ridotte previste per il ravvedimento operoso.


Si ricorda che l’istituto del ravvedimento operoso è stato modificato di recente dal D.L. 185/2008 (art.16,  comma 5) entrato in vigore il 29 novembre 2008 e ora convertito in legge, che ha modificato l’articolo 13 del D. Lgs. 18.12.1997, n. 472 prevedendo la possibilità di regolarizzare spontaneamente violazioni ed omissioni con il versamento di sanzioni ridotte, la cui entità varia a seconda della tempestività del ravvedimento e del tipo di violazioni.


 


 


QUESITO N. 3: Bonus famiglia e genitori separati


Per il calcolo del bonus famiglia a quale nucleo familiare deve essere attribuito il figlio di genitori separati?


 


RISPOSTA


Ai fini del calcolo del Bonus Famiglia si considerano componenti  del nucleo familiare: il richiedente; il coniuge non legalmente ed effettivamente separato, anche se fiscalmente non a carico; i figli, compresi i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi e gli affidati o affiliati; ogni altra persona indicata nell’art. 433 del c.c. che conviva con il contribuente o percepisca assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria.


Ai fini del beneficio in commento,  ogni soggetto (richiedente, coniuge, figli e altri familiari di cui all’articolo 433 del c.c.) può far parte di un solo nucleo familiare.


In caso di genitori separati o divorziati o non coniugati, i figli a carico possono partecipare esclusivamente al nucleo familiare del genitore di cui siano a carico.


In caso di figli a carico di entrambi i genitori, in assenza di disposizioni normative al riguardo, l’Agenzia ritiene che i genitori possano liberamente scegliere come costituire il nucleo o i nuclei. In questo caso, è stato precisato che il figlio che compare nel nucleo di uno dei genitori non può comparire anche nell’eventuale nucleo dell’altro.


 


 


QUESITO N. 4: Decreto Milleproroghe e mod. 730


Il decreto Milleproroghe ha modificato i termini di presentazione delle Dichiarazioni. Si chiede se hanno subito modifiche anche i termini relativi alla presentazione del mod. 730.


 


RISPOSTA


Il calendario di presentazione delle dichiarazioni ha subito delle modifiche a seguito dell’approvazione del “Decreto Milleproproghe”.


I nuovi termini costituiscono generalmente una conferma di quelli applicati gli anni scorsi in forza


delle proroghe che sono state di volta in volta disposte.


La presentazione delle dichiarazioni redditi, IVA e IRAP è infatti al 30.9.2009 e quella dei sostituti d’imposta al 31 luglio.


Le modifiche riguardano anche la presentazione del mod. 730.


Per i contribuenti che presentano la dichiarazione con il mod. 730 le modifiche apportate agli artt. 16 e 17, DM n. 164/99 riguardano, infatti, i termini di trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate del mod. 730 da parte dei CAF, dei professionisti, nonché dei sostituti d’imposta.


Tale termine è stato è stato differimento al 30 giugno.


Si fa presente però che per il solo 2009 il termine di trasmissione telematica del mod. 730 all’Agenzia delle Entrate è differito al 15 luglio.


Restano fermi i termini di presentazione del mod. 730 da parte del contribuente al CAF, professionista o al sostituto d’imposta.


 


 


QUESITO N.5:  Dichiarazione Iva e affitto d’azienda


Un imprenditore nel corso del 2008 ha dato in affitto la sua unica azienda, si chiede se tale soggetto sia tenuto alla presentazione della Dichiarazione Iva.


 


RISPOSTA


L’affitto d’azienda  è un contratto con il quale un soggetto concede ad un terzo il diritto di utilizzare la propria azienda dietro corrispettivo di un canone.


L’affitto può riguardare l’intera azienda o più aziende possedute dallo stesso imprenditore/società, ovvero un solo ramo dell’attività.


I canoni percepiti per l’affitto d’azienda o di ramo d’azienda sono imponibili, con l’aliquota ordinaria del 20%, se il concedente è una società o un imprenditore individuale che prosegue la propria attività imprenditoriale


Non è, invece, considerata attività commerciale l’affitto dell’unica azienda da parte dell’imprenditore individuale (Circ. Min. 19 marzo 1995, n. 26/321285).


In tale ipotesi, i canoni percepiti sono esclusi da Iva e soggetti all’imposta di registro.


L’imprenditore individuale che affitta l’unica azienda deve, quindi, presentare all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate una dichiarazione di variazione dati al fine di comunicare la temporanea sospensione della Partita Iva per il periodo di durata dell’affitto.


Qualora, al termine del periodo, l’imprenditore, tornato in possesso dell’azienda, decida di proseguire l’attività, dovrà presentare una dichiarazione di variazione dati per riattivare la Partita Iva.


Nonostante l’imprenditore mantenga la Partita Iva, dato che questa risulta inattiva non è tenuto a presentare alcuna Dichiarazione Iva.


 


Antonio Gigliotti


31 Marzo 2009


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