Agevolazioni anticrisi: ripristinato il bonus per cessazione di attività commerciali

di angelo facchini

Pubblicato il 14 marzo 2009



il decreto "anticrisi" entra nel merito delle cessazioni delle attività commerciali, riproponendo il bonus del 1996 a sostegno di chi cessa l’attività; a chi spetta, le condizioni necessarie

Un indennizzo pari a 458 Euro mensili: ecco a quanto ammonta quest'anno il trattamento spettante in favore degli operatori commerciali che decidono di cessare la loro attività. Il beneficio fu introdotto nel 1996 e si è potuto usufruire fino al 31 dicembre 2007. Il decreto anticrisi ora lo ha reintrodotto. La prestazione funziona come un vero e proprio ammortizzatore sociale, il cui scopo è quello di accompagnare in modo soft fino alla pensione coloro che lasciano definitivamente l’attività. Non è uno strumento di assistenza a carico dello Stato, ma di autogestione finanziata, fino al 31 dicembre 2013, tramite la maggiorazione  dello 0,09  per cento  dell'aliquota contributiva a carico dei  commercianti in attività iscritti all'Inps.

I destinatari sono tutti coloro che esercitano, in qualità di titolari o collaboratori, l’attività commerciale al minuto in sede fissa o ambulante, i gestori di bar e ristoranti e gli agenti e rappresentanti di commercio, a condizione che, nel periodo tra il 1° gennaio 2009 e il 31 dicembre 2011, posseggano più di 62 anni di età, se uomini, o più di 57 anni, se donne, e vantino un'iscrizione al momento della cessazione dell'attività per almeno 5 anni, in qualità di titolari o collaboratori, nella gestione degli esercenti attività commerciali istituita presso l'Inps. 

 

In particolare:

hanno titolo all'indennizzo tutti coloro che esercitano, in qualità di titolari o collaboratori, l’attività commerciale al  minuto in sede fissa o ambulante, i gestori di bar e ristoranti e gli agenti e rappresentanti di commercio.

 

Le condizioni :

per  la concessione del particolare beneficio, è  necessario che gli interessati, nel periodo tra il 1° gennaio 2009 e il 31  dicembre  2011, posseggano più di 62 anni di età, se uomini, o  più di  57 anni, se donne, e vantino un'iscrizione al  momento  della  cessazione dell'attività per almeno 5 anni, in qualità di titolari o collaboratori, nella gestione degli esercenti attività  commerciali istituita presso l'Inps.

Per ottenere l'erogazione del beneficio, sono necessari:

1.     la cessazione definitiva dell'attività commerciale; 

2.     la  consegna dell'autorizzazione per l'attività di  somministrazione  al pubblico di alimenti e bevande (nel caso  in  cui quest'ultima  sia esercitata congiuntamente all'attività di  commercio al minuto);

3.     la cancellazione del titolare dell'attività dal Registro delle imprese presso la Camera di commercio competente;

4.     la cancellazione del titolare dal registro degli esercenti il commercio per l’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;

5.     la cancellazione dal ruolo provinciale degli agenti e rappresentanti di commercio.

 

Incompatibilità:
l'indennizzo è incompatibile con l'esercizio di qualsiasi attività di lavoro autonomo o subordinato; pertanto, la corresponsione del beneficio termina il 1° giorno del mese successivo a quello nel quale sia stata ripresa l'attività lavorativa sia essa dipendente che autonoma. Il  beneficiario ha l'obbligo di comunicare all'Inps  la  ripresa dell'attività lavorativa entro 30 giorni dal suo verificarsi. A sua volta l'Inps è tenuto ad effettuare i controlli sul rispetto della norma che prescrive l'anzidetta incompatibilità.

 

Misura

l'indennizzo parte dal 1° giorno del mese successivo a quello di  presentazione della domanda e fino al momento in cui si potrà percepire la pensione di vecchiaia.  Rispetto al passato, la durata è superiore ai tre anni: l’assegno potrà essere erogato anche nel periodo che intercorre tra il mese di compimento dell’età pensionabile (60 anni per le donne, 65 per gli uomini) e l’apertura della cosiddetta finestra, cioè fino al momento in cui la pensione verrà effettivamente erogata.  L'importo  dell'indennizzo è pari a  458  Euro mensili, ed è identico al trattamento minimo di pensione, che viene concesso dall'Inps ai commercianti iscritti alla gestione.

 

14 Marzo 2009

Angelo Facchini